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Bruciata la casa del pentito Torcasio – Il villino del collaboratore di giustizia nel rione Scinà era disabitato, la famiglia da circa un anno vive in una località segreta

LAMEZIA TERME – La vendetta del clan Giampà è scattata nella scorsa notte con due bombe in altrettanti bar gestiti da parenti di pentiti. Alle 18 però è stata incendiata la casa di Angelo Torcasio, collaboratore di giustizia numero uno, un villino in Via Lanzino nel quartiere Scinà, in territorio controllato dal clan Giampà. La casa è disabitata perchè Torcasio e la sua famiglia sono stati trasferiti in una località segreta da circa un anno. Gli attentatori hanno appiccato il fuoco ai materassi, il fumo ha ben presto avvolto il villino indipendente. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco e la polizia.

Le bombe di medio potenziale sono state fatte scoppiare quasi in contemporanea intorno alle 2 e mezza di oggi nei bar di parenti stretti dei collaboratori di giustizia che nel giugno scorso hanno fatto arrestare 36 esponenti di spicco della cosca guidata dal “Professore” Francesco Giampà.

La prima bomba è esplosa nel bar “Sole e luna” in Via Timavo, pieno centro del quartiere Nicastro controllato dai Giampà. Il bar è di Vincenzo Perri, imprenditore edile lametino, che ha sposato una sorella di Angelo Torcasio, pentito numero uno che ha fatto rivelazioni importanti su omicidi, narcotraffico e pizzo a Lamezia Terme. I danni sono ingenti perchè l’esplosione ha divelto la saracinesca incendiando il locale.

Dopo qualche minuto la città è stata nuovamente scossa da un’altra esplosione nella centralissima Piazza Mazzini dov’è andato in fumo il bar di Marco e Davide Cosentino, figli di Battista, collaboratore di giustizia ed ex autista di Pasquale Giampà “Millelire”, nipote del boss. L’esplosione questa volta ha danneggiato l’ingresso e la pensilina del “Caffè Mazzini”. La polizia del commissariato lametino si occupa delle indagini e in queste ore sta analizzando le registrazioni delle videocamere di sicurezza nelle zone prese di mira dal clan.

di Vinicio Leonetti

da gazzettadelsud.it

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