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A Isola Capo Rizzuto l’accoglienza è un affare. Ai danni dello Stato e dei diritti umani

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Numeri gonfiati, ingiusti profitti, ospiti costretti a vivere in condizioni inaccettabili. Così sul centro per richiedenti asilo calabrese si sono addensati sospetti e indagini. Ma nessuno è ancora intervenuto. E spuntano anche due imprenditori cui è stata sospesa la certificazione antimafia

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – C’è una foto emblematica sul mondo dell’accoglienza per i migranti. Al centro dell’inquadratura sorridono il ministro dell’Interno Angelino Alfano e, accanto, il governatore delle Misericordie di Isola Capo Rizzuto, Leonardo Sacco.

Ai due lati ci sono i cugini Antonio e Fernando Poerio, imprenditori del catering, cui pochi anni fa è stato sospeso il certificato antimafia. In seguito, la società dei Poerio e delle loro mogli, “La Vecchia Locanda”, è stata liquidata e la fornitura dei pasti del centro di accoglienza per migranti “Sant’Anna”, uno dei più grandi d’Italia, gestito appunto dalle Misericordie, è passata al “Quadrifoglio”, con un trasferimento di azienda da Antonio a Pasquale Poerio. Il titolare è consigliere comunale di Forza Italia al comune di Isola Capo Rizzuto, primo eletto della lista dell’attuale sindaco Gianluca Bruno.

Le foto delle frequentazioni di Leonardo Sacco, pubblicate da lui stesso su Facebook, comprendono anche una cena a Roma con Domenico Giani, “guardia del corpo del Santo Padre e confratello delle Misericordie”, una stretta di mano a Silvio Berlusconi nel 2012, fino all’incontro con Papa Francesco.

Lo scatto con Alfano è stato pubblicato da Leonardo Sacco sul profilo pubblico il 9 febbraio 2014. Pochi mesi più tardi, le Misericordie hanno vinto l’appalto del centro di accoglienza di Lampedusa, con procedura negoziata, in deroga alle norme.

Questo nonostante la prefettura di Crotone abbia accertato nel 2014 un ammanco di ventimila euro dal centro di accoglienza di Isola Capo Rizzuto. Si tratta di irregolarità nell’erogazione del pocket money, vale a dire la quota di 2 euro e 50 centesimi al giorno che spettano al migrante sui 21 euro a ospite che lo Stato paga all’ente gestore della struttura.

Leggi l’articolo completo di Raffaella Cosentino su L’Espresso

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