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A pranzo con “Mamma Menia”, la start up reggina che fa le coccole digitali

in innovazione e ricerca

L’idea “a pranzo con” nasce per me dall’esigenza di creare una sorta di spazio intimo con i miei interlocutori da cui ricevo nutrimento e, di rimando, ne offro attraverso il connubio fra le mie più grandi passioni: la contaminazione tra esperienze umane differenti, la fotografia, la gestione dell’orto e la cucina”.

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Il pranzo a km zero

Oggi mi trovo a Reggio Calabria, in una splendida giornata di sole, e avrò l’occasione di fare quattro chiacchiere con due giovani imprenditori reggini, Menia Cutrupi e Salvatore Salvaguardia che, insieme al catanzarese Vito Caruso, hanno fondato DreamLab srls, un’azienda in fase di start up col nobile obiettivo di creare impresa costruendo valore nel territorio. Il progetto di punta della dreamLab è Mamma Menia, una piattaforma digitale (con relativa applicazione in fase di sviluppo) capace di commercializzare “cofanetti di coccole” (servizi multisettoriali, integrati fra loro).

Ci incontriamo all’ora del pranzo in via Giulia 1/c, nei locali del neonato spazio di lavoro che DreamLab condivide con Evermind srl, anch’essa in fase start up. Da subito l’accoglienza è calorosa e particolare attenzione è dedicata al cestino in cui ho riposto il pranzo di oggi. Il menù è interamente da me prodotto, con alimenti che provengono dal mio orto personale senza uso di concimi chimici o diserbanti (avendo avuto la fortuna di essere nata in un contesto familiare che, nonostante gli impegni della professione, ha fatto dell’auto-produzione alimentare la regola), con ricette semplici e gustose, tra verdure grigliate, insalata di farro con zucchine e fiori di zucca, frittelle degli stessi fiori, parmigiana, una frittura di peperoni e patate e insalate fredde di pomodoro e cetrioli e fagiolini sbollentati e accompagnati dal vino che , ogni anno, come rituale facciamo in famiglia.

L’idea è ben accolta (visto che ci scopriamo accomunati dalle idee di difesa delle tipicità locali, genuinità dei prodotti, importanza di sostenere un’economia a chilometro zero e antispreco), così prendiamo posto a una tavola apparecchiata con gusto e cura e diamo inizio alla nostra piacevole chiacchierata.

08 . DSC_0060  Salvatore Salaguardia

Salvatore Salaguardia

Salvatore tu sei tra gli organizzatori di quella che appena un anno fa fu la prima Fiera delle start up dello Stretto a Reggio Calabria, con cui si cercava di stimolare i giovani dello Stretto a dare sfogo alla loro creatività e innovazione. Da cosa è nata questa esigenza?
“La fiera ha rappresentato uno dei pochi eventi di questo tipo a Reggio, città ricca di contraddizioni che fanno sì, purtroppo, che ancora oggi si debba lottare per il riconoscimento di un desiderio, legittimo, di fare impresa in questa terra. Siamo stati stimolati da un progetto che avevamo portato avanti (Sud Altrove) in cui abbiamo approntato una serie di interviste a giovani che si erano allontanati dalla Calabria per motivi di studio per poi tornare purtroppo sfiduciati e abbiamo effettuato un’analisi empirica circa l’emigrazione dal territorio calabrese. Grazie a questi dati ci siamo resi conto che molti erano coloro che in realtà volevano rimanere ma, non trovando credito, erano costretti a lasciare il territorio. Da qui la decisione di affiancare ai nostri corsi di formazione, che già con l’Associazione portavamo avanti, l’idea della Fiera, sostituendoci in un certo senso a quello che avrebbe dovuto essere un interesse delle istituzioni, senza alcun uso di proventi pubblici, bensì con sacrifici personali e con l’aiuto di Evermind srl io e Alessio Neri (cofondatore di Gente in viaggio) con l’Associazione TerreArse, abbiamo messo su la Prima Fiera dello Start Up dello Stretto. Il suo fulcro principale è stato appunto l’innovazione e la capacità di fare impresa in questa città”.

E quindi, ai giovani che si approcciano all’idea di fare impresa in Calabria cosa consigli?
“Consiglio di puntare subito, non senza sacrifici, al confezionamento del prodotto da vendere. Prima si riesce a raggiungere il mercato, molto prima si eviteranno problemi di gestione. Per rimanere in Calabria, in ambito start up, bisogna essere consapevoli delle difficoltà da affrontare, facendo una scommessa con se stessi, senza lasciare spazio alla speranza ma cercando il più possibile di creare relazioni e partnership. La scommessa è voler creare ricchezza che derivi da un’economia legale (cercando di rompere circuiti che portano a spirali soffocanti) tale da sviluppare un senso di fierezza nell’essere calabrese”.

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Menia Cutrupi con Salvatore Salvaguardia

Come avviene l’incontro con Menia Cutrupi e la decisione di abbracciare il suo progetto?
“Ho conosciuto Menia all’interno dei corsi di formazione che, con TerrearseLab, abbiamo portato avanti e dopo la Fiera dello Start up, apprezzando le sue caratteristiche di donna decisa a raggiungere gli obiettivi e la sua voglia di andare oltre, ho deciso di unirmi al suo progetto innovativo e stimolante che credo abbia un potenziale veramente importante”.

Menia, io sono qui perché mi ha appassionata la tua figura di giovane donna calabrese, madre e imprenditrice che, non senza grosse difficoltà, si mette in gioco, scommette su se stessa e riesce a materializzare un’idea, secondo me, forte e vincente, col motto “Più sogni meno lagne = coccole”. Come nasce quest’idea?
“Il concetto delle Coccole è legato a delle piccole attenzioni, un po’ come questo pranzo che hai preparato prendendoti cura di noi, infatti il significato delle coccole è appunto ‘prenditi cura di me’. Nasce dalla mia posizione di madre e lavoratrice: dopo le 8 ore di lavoro, tornavo a casa occupandomi di tutto e sentivo come fosse dovuto, sentivo ‘le lagne’ e non mi sentivo pienamente appagata. Ho cercato su Google la voce ‘chi coccola le mamme?’ ma non ho trovato nulla, così ho deciso di riunire delle amiche mamme consultandole sui loro bisogni ed è quindi iniziato il viaggio delle coccole. Partendo dall’idea di approntare un blog attraverso cui effettuare la vendita di advertising , ho valutato poi la possibilità di creare un punto fisico per le mamme che volessero riunirsi con un’area dedicata anche ai loro figli. Contestualmente, mi trovo ad affrontare seri problemi sul lavoro: svolgevo l’attività di ingegnere, mi occupavo di sistemi di gestione integrata presso un’azienda di costruzioni quando l’azienda viene colpita da un’interdittiva antimafia in conseguenza a una nostra denuncia di richiesta di pizzo da parte della ‘ndrangheta. L’interdittiva prende le mosse da una vecchia inchiesta giudiziaria che ha inizialmente 04 . DSC_5574coinvolto mio padre e dalla quale è stato completamente assolto. Ciò ha comportato il licenziamento mio e di altre 33 persone e ha generato in me una grossa sfiducia nei confronti del sistema giustizia ma anche del territorio e della permanenza mia e della mia famiglia. Grazie al mio contributo all’organizzazione della Prima Fiera dello Start Up dello Stretto ho deciso di rimanere, nonostante quelli che io definisco ‘ammazzasogni’ abbiano cercato in tutti i modi di frenare il mio sogno. Così, tramite un’associazione che ha come obiettivo il perseguimento della felicità, di nome ‘Amiche di Mammamenia’, abbiamo testato le coccole per le associate, per capirne la risposta e grazie alla loro soddisfazione è nato il nostro progetto Mammamenia. Oggi le nostre ‘Coccole digitali‘ si sostanziano in dei servizi, relativi al benessere della mamma, che rispondono a esigenze plurime: ‘Colazione di coccole; Pranzo o cena di coccole e Ape-ricoccole’, cui spesso viene affiancato un servizio estetico ma anche solo un omaggio floreale, per andare così incontro a esigenze economiche diverse. Ad essi sarà possibile integrare servizi aggiuntivi quali ad esempio baby sitting o stireria che proporremo attraverso nostri accordi con altre piattaforme che gestiranno poi questi aspetti”.

Cosa significa quindi rimanere in Calabria?
“Credo che ci sia un valore aggiunto per chi cresce in questa terra, lo vedi da come vengono coccolati gli ospiti, la casa, i familiari, credo sia importante esaltare queste caratteristiche positivamente. Questa è la terra che ha visto nascere i miei figli e spero che un giorno i miei figli possano scegliere anche di rimanere qui. Ho imparato che le avversità possono essere dei punti di forza, ho sfidato la malattia diventando madre due volte, oggi mi sento più forte, ci tengo a dare un esempio positivo per chi voglia approcciarsi a dare finalmente un distintivo positivo”.

09 . DSC_0034La tua è una scelta tosta, soprattutto se fatta in Calabria. Il luogo in cui scopri la tua malattia, in cui ti ritrovi a dover reinventare la tua vita vedendoti strappare il posto di lavoro. Decidere di mettersi in gioco qui la considero una scelta coraggiosa, ma credo anche che le scelte comportino delle perdite. Tu hai perso qualcosa?
“Sì, ho perso parecchie cose, anche importanti, ma questo mi è servito a rafforzare l’idea che questa è la mia strada. Questa scelta mi comporta la spendita di parecchio tempo e cerco di organizzarmi in maniera tale da non togliere niente alle cose per me veramente importanti, nonostante mi abbiano riscontrato una sclerosi multipla RR da 8 anni e sono perciò costretta a confrontarmi con la fatica che la malattia comporta. In più, adesso ho iniziato la terapia che, per la mia grande voglia di diventare madre, ho fin ora rimandato. Mi sono scontrata anche con la sfiducia nei confronti del mio progetto anche da parte di persone vicine, ma tutto questo, anche la precedente esperienza in azienda, è servito da mordente per migliorarlo e portarlo avanti, facendo ciò che si ama e cercando di farlo al meglio. Accanto a queste perdite ho avuto la fortuna di essere affiancata da una, secondo me, validissima persona: Salvatore, che io definisco un ‘salvasogni’. Nel momento in cui io vacillavo sulla decisione di portare avanti o meno il progetto lui ha creduto in me e nelle potenzialità della mia idea e da ottimo motivatore quale è ha deciso di scommettere con me in questo sogno”.

Credo che voi lo stiate facendo al meglio visto che qualche mese fa, in una trasmissione televisiva, “Shark Tank” siete riusciti a colpire e incuriosire 5 affermati e celebri imprenditori di caratura nazionale, tanto da concludere, con tutti e 5 gli investitori, un deal da 120.000 euro in cambio del 35% della società. Come siete giunti a valutarne la partecipazione?
“Abbiamo affrontato delle competizioni, siamo arrivati tra le prime 10 StartUp a livello nazionale nel ‘Startup Revolutionary Road’ , successivamente ci siamo confrontati in un contest, il NaStartup, a Napoli e così abbiamo acquisito fiducia e ci siamo proposti a Shark Tank, riuscendo ad arrivare, dopo vari provini, a partecipare alla trasmissione e a ‘colpire’ gli investitori che, entro il mese di novembre, 10 . DSC_0048decideranno se confermare o meno il loro investimento. Da questa partecipazione, dalla visibilità che la televisione ci ha prodotto, abbiamo ricevuto 600 richieste di prenotazione di cofanetti di coccole, compresi l’Home Edition (un kit per allestire un momento di relax direttamente nella propria casa). Per adesso, quindi, sulla linea di quanto diceva Salvatore, noi non possiamo permetterci di attendere novembre perchè per l’innovazione il tempo è davvero prezioso. Abbiamo quindi deciso di partire con le nostre forze, lanciando una campagna: ‘Sostengo un sogno’ e chiedendo aiuto ai nostri sostenitori tramite la vendita di gadget, grazie ai quali continueremo anche a ultimare i lavori di completamento di questo ufficio che abbiamo messo su grazie ai nostri sforzi”.

Qual è stata la risposta da parte degli utenti che hanno usufruito dei vostri servizi?
“Direi che è stata abbastanza positiva in quanto ha soddisfatto sia chi ha regalato il pacchetto sia chi l’ha ricevuto. Sono felice di ciò perchè rafforza la mia fiducia in questo progetto perché credo che questo sia un tempo in cui si vive con una sorta di infelicità di fondo e noi ci auguriamo che questi gesti, anche piccoli che siano, possano alleggerire questo stato donando la gioia del sentire che qualcuno si prende cura di te”.

E’ stata una giornata per me ricca e davvero piacevole all’insegna della contaminazione reciproca (termine che anche Mammamenia sposa e di cui sostiene l’importanza) e mi auguro di veder crescere questo progetto e che, soprattutto, possa essere da stimolo per chi oggi voglia, come loro, cogliere la sfida e riuscire a portare innovazione e creatività nel nostro territorio.

di Nadia Lucisano

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