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Amianto ancora molto presente in Calabria. Un sito web raccoglie le segnalazioni dei cittadini

in ambiente e trasporti

Ancora amianto, ancora degrado e ancora denunce. L’ultima è arrivata da Crotone lo scorso 19 giugno, dove il Corpo Forestale dello Stato ha individuato un manufatto coperto da lastre di cemento-amianto. Il sito segnalato si trova all’interno di un villaggio turistico nella frazione di Trepido, nel comune di Cotronei (KR). Il proprietario è stato segnalato alla Procura della Repubblica per omessa bonifica e inosservanza dell’obbligo di comunicazione.

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L’eternit segnalato a Marano Marchesato

I forestali, che stavano perlustrando la zona, hanno verificato lo stato del manufatto di due piani, la cui copertura era stata realizzata con materiale in cemento-amianto ora in stato di disfacimento.

La struttura, accessibile liberamente da chiunque, rappresenta un pericolo per l’uomo a causa delle fibre di amianto che, se inalate, posso provare gravi danni all’apparato respiratorio. Al proprietario del manufatto è stata contestata anche una sanzione amministrativa.

Il problema dell’amianto ha rappresentato e continua a rappresentare una delle peggiori piaghe del nostro Paese. L’Italia in passato è stato uno dei paesi tra i consumatori, e soprattutto tra i più grandi produttori, di amianto, raggiungendo uno dei picchi massimi nel 1976 quando la produzione giunse fino a 165mila tonnellate.

Nonostante questi numeri, già in quel periodo si iniziavano a nutrire sospetti sulle possibili conseguenze negative che questo materiale poteva avere per la salute dell’uomo.

Ma bisognerà aspettare il 1992 e l’entrata in vigore della legge n.257 perché si arrivi alla messa al bando dell’amianto. Con tale normativa, infatti, venne sancita la pericolosità del materiale tossico e da allora in Italia ne è vietata la produzione, l’utilizzo e la vendita. La legge però non ha impedito che le persone continuassero ad ammalarsi.

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L’amianto segnalato a Belcastro nell’ex casa comunale

Il mesotelioma, la patologia tumorale che colpisce chi è esposto all’inalazione delle fibre di amianto, ha un tempo di incubazione molto lungo che può arrivare anche fino ai quarant’anni. Ancora in molti continuano ad ammalarsi e soprattutto continuano a morire.

L’unico strumento che ad oggi permette di abbattere gli edifici contaminati che ancora sono presenti sul nostro territorio, è la bonifica delle aree interessate. Questo prevede l’utilizzo di metodi quali l’incapsulamento, la rimozione e lo smantellamento del materiale nocivo. Insieme a quest’opera di risanamento dei siti che ancora oggi sono inquinati, c’è anche un’attività che parte dal basso, dai cittadini e che consiste nel trasmettere informazioni su possibili aree in cui è presente l’amianto.

In molti oggi si interessano a questo tipo di segnalazioni e alcuni hanno iniziato a farlo anche attraverso il web. Un caso particolare è quello di deternit.it, che non solo si occupa di raccogliere tutti i dati forniti dai cittadini e relativi ai siti in cui è presente amianto, eternit e fibrocemento nel nostro Paese, ma si propone anche l’obiettivo di creare una mappa virtuale delle zone che sono ancora a rischio e di quelle che invece sono state bonificate. La modalità è molto semplice. Basta riempire un form che si trova sulla home page del sito, segnalando il luogo in cui è presente l’amianto. Le indicazioni che vengono raccolte sono in genere corredate anche da fotografie che ne testimoniano la presenza.  Una particolare attenzione si ha soprattutto quando la presenza di amianto riguarda luoghi pubblici o siti vicini a corsi d’acqua. Un lavoro conoscitivo che però non è di fatto una vera e propria denuncia alle autorità.

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Un intero tetto di eternit a Fuscaldo

Per quanto riguarda la nostra regione, che risulta essere ancora indietro in una classificazione ufficiale di aree in cui è presente l’amianto, all’interno della mappa interattiva fornita dal sito, presenta otto segnalazioni. Di queste, quattro hanno la bandiera rossa, ovvero è segnalata la presenza di eternit: Cirò Marina (KR), con pannelli abbandonati, Marano Marchesato (CS), con un alta presenza di eternit, Fuscaldo (CS), con numerosi tetti in amianto. Ma il caso più rilevante è quella che riguarda Belcastro (CZ), dove un utente ha indicato un’ex casa comunale, ora centro ambulatoriale e tutt’ora in uso, il cui tetto di circa 200mq costruito interamente in amianto e in piena fase di disfacimento.

Tre segnalazioni sono rappresentate dalla bandiera gialla, che indicano la probabile presenza di amianto e sono state individuate a Crotone e nella città di Pizzo. Mentre si registra solo un sito che è stato completamente liberato dall’amianto, nel comune di Rossano (CS), dove ne sono state rimosse circa sei tonnellate. E’ chiaro che nella nostra regione la presenza di amianto è molto più consistente. Queste sono soltanto le segnalazioni che i cittadini hanno fatto spontaneamente attraverso il servizio del sito deternit.it. Un problema, quello delle bonifiche, di cui dovrebbero farsi carico le autorità competenti. Ma in Calabria, si sa, a latitare non sono soltanto i criminali. In attesa che le istituzioni si diano da fare, speriamo almeno che aumentino le segnalazioni dei cittadini.

L’iniziativa della mappatura, sviluppata tra Rieti e L’Aquila, è completamente gratuita. L’obiettivo che si pone è appunto quello di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su un tema che, purtroppo, è ancora attuale.

di Adelia Pantano

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