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Anime Nere. Le storie d’Aspromonte approdano negli Stati Uniti

in cultura e società

Dopo il successo in patria, Anime Nere è sbarcato negli Stati Uniti. Black Souls, questa la traduzione letteraria del titolo, è stato infatti presentato lunedì 9 marzo a Miami alla presenza del regista Francesco Munzì, in occasione della trentaduesima edizione del Miami Film International Festival.

Insieme all’ultimo film di Ivano De Matteo, “I nostri ragazzi”, che negli Stati Uniti uscirà con il titolo “The Dinner”, Black Souls è stato selezionato per rappresentare l’Italia al festival di Miami.

black soulsGià vincitore del Premio “Schermi di Qualità – Carlo Mazzacurati” 2014 al 71º festival di Venezia, Anime Nere è dunque ora pronto per la conquista degli States.

Infatti, dopo il debutto in Florida, Munzì continuerà la sua promozione in America ed il film verrà presentato il 14 marzo a Chicago allo European Union Film Festival, evento organizzato dal Gene Siskel Film Center of the School of the Art Institute con la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura di Chicago.

Tratto dall’omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, edito dalla casa editrice Rubbettino, Anime Nere racconta la storia di tre fratelli di Africo, piccolo paese d’Aspromonte, e del loro coinvolgimento, voluto o ereditato, nel sistema ‘ndranghetista.

Luigi vive a Milano, si atteggia a uomo d’affari ed ostenta una vita apparentemente raffinata; Rocco è un trafficante internazionale di droga; Luciano vive ad Africo, si dedica alla sua terra ed è l’unico dei tre fratelli a respingere fermamente il sistema mafioso.

Quando però Leo, figlio inquieto di Luciano e figlio di una terra disperata che non offre prospettive per il futuro, sceglie di seguire le orme dei suoi zii, tutto è pronto per un inesorabile e sconvolgente conflitto interno. Quasi a ricordarci che una resa dei conti è inevitabile se si decide di abbracciare le dinamiche mafiose o se ci si ritrova risucchiati dentro di esse solo per legami di sangue.

Nei prossimi giorni sapremo come Anime Nere sarà accolto dal pubblico e dalla critica americana e se l’essenza del film, che non fa di nessun protagonista un eroe, ma che crea tante vittime, verrà colta e apprezzata così come è avvenuto nei mesi scorsi in Italia.

Intanto, Munzì ed i crudi quanto suggestivi paesaggi d’Aspromonte si potranno godere un tour negli Stati Uniti, nonché un po’ di orgoglio per poter rappresentare l’Italia in occasione di due importanti festival cinematografici.

di Maria Chiara De Sando

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