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Arrestato a Roma Andrea Rollero, pericoloso narcotrafficante latitante da mesi

in media gallery / politica e cronaca

ROMA – I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, grazie ad operazioni di appostamento e pedinamento, hanno catturato nella Capitale, dopo circa 8 mesi di latitanza, il pericoloso narcotrafficante romano Andrea Rollero.

Rollero, ritenuto dagli inquirenti uno dei principali membri di un sodalizio criminale collegato alle cosche calabresi “Pelle-Nirta–Giorgi alias Cicero” di San Luca, era riuscito a sottrarsi al provvedimento di cattura emesso lo scorso gennaio dal Tribunale di Roma, nell’ambito delle Operazioni “Buena hora 2” e “Codice San Luca”, che avevano consentito alle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Tributaria ed alla Squadra Mobile della Questura di Roma, di smantellare una cellula ‘ndranghetista operante nella Capitale.

 
Le indagini erano terminate lo scorso 20 gennaio con l’esecuzione di un provvedimento di cattura nei confronti di 35 soggetti, accusati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, a vario titolo, di vari reati penalmente rilevanti, aggravati dall’aver favorito la ‘ndrangheta.

Riuscirono a sottrarsi da questi provvedimenti proprio Rollero Andrea ed il più blasonato zio, Rollero Marco Torello, che, dopo anni di latitanza in Marocco, è stato anch’egli arrestato lo scorso aprile.

Nel corso delle attività investigative sono state accertate numerose operazioni di narcotraffico da parte dei Rollero, in grado di inviare settimanalmente, dal Marocco all’Italia, circa 1000 kg. di stupefacente. La droga, cocaina dal Sudamerica e hashish dall’Africa, veniva importata anche per conto di soggetti contigui alle cosche calabresi.

Rollero Andrea, inizialmente noto agli inquirenti solo per essere il nipote del più famoso Rollero Marco Torello, nonostante la giovane età, col passare del tempo si è dimostrato un affidabile fornitore/intermediario per l’acquisto di ingenti partite di droga, molto attivo sull’intero territorio nazionale, ed in grado di accreditarsi con esponenti di spicco della malavita romana, grazie alle ottime credenziali fornitegli dallo zio.

Proprio muovendosi sulle orme del Marco Torello, il giovane Andrea diveniva il principale referente in Italia dell’organizzazione indagata, rendendosi protagonista, durante il periodo dell’attività investigativa, dell’introduzione sul territorio nazionale di oltre 600 kg di sostanza stupefacente.

Fin dall’inizio della sua latitanza, le Fiamme Gialle del G.I.C.O. (Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata) del Nucleo di Polizia Tributaria di Roma, avevano avviato una costante e mirata attività investigativa, finalizzata alla cattura del giovane narcotrafficante, di cui si sapeva avesse trovato rifugio nel locale quartiere di Primavalle.

L’incessante monitoraggio è terminato con l’individuazione del latitante presso la stazione “Battistini” della metropolitana, mentre era intento a colloquiare con un altro pluripregiudicato romano (M.M.).

All’atto del fermo, Rollero Andrea ha esibito documenti di identità falsi, rilasciati a nome di un ignaro e stimato impiegato di banca romano, del tutto estraneo alla vicenda, che gli hanno consentito di vivere in totale clandestinità durante tutti i mesi della latitanza.

Al momento, sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi, finalizzati a ricostruire la rete di connivenze e protezione di cui Rollero Andrea ha potuto godere durante i mesi passati in clandestinità, oltre a specifici accertamenti sui documenti falsi esibiti dal latitante.

redazione CN

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