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Arrestato Paolo Alvaro, era latitante dal 2009. Si nascondeva in un bunker sotterraneo a Melicuccà (FOTO e VIDEO)

in politica e cronaca

MELICUCCÀ (RC) – Nelle prime ore di oggi i Carabinieri del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con la collaborazione dei militari dello Squadrone Cacciatori Calabria e della Compagnia Carabinieri di Palmi, hanno tratto in arresto Alvaro Paolo, 50 anni, per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, procurata inosservanza di pena e riciclaggio.
Alvaro-Paolo
Alvaro, condannato in secondo grado nell’ambito dell’inchiesta “Virus” a sei anni e otto mesi di reclusione, per associazione mafiosa, riciclaggio e procurata inosservanza della pena, era latitante dal febbraio 2009, quando si era sottratto all’arresto durante l’omonima operazione, coordinata dalla Procura distrettuale di Reggio Calabria, relativa al riciclaggio di ingenti somme di denaro in Paesi dell’est europeo.

Alvaro si nascondeva all’interno di un “bunker” sotterraneo in muratura di mq. 15 circa, con accesso tramite botola scorrevole su binari, ricavato nel pavimento di un capannone adibito a rimessa attiguo alla propria abitazione.

Alvaro è ritenuto responsabile di aver fatto parte della cosca Alvaro, detta anche carni i cani, operante nei comuni di Sinopoli, Sant’Eufemia d’Aspromonte, Cosoleto, Villa San Giovanni, Reggio Calabria ed altri comuni della Piana di Gioia Tauro, con ramificazioni in Roma e Torino, finalizzata al conseguimento di ingiusti profitti e vantaggi attraverso il controllo del territorio e delle relative attività economiche e produttive.

Inoltre, unitamente al padre Domenico, si sarebbe impegnato ad assicurare la latitanza del capo cosca, Alvaro Carmine, fornendogli supporto logistico, aiutandolo a diramare i suoi ordini agli associati e per il compimento di ogni altra attività connessa.

In particolare avrebbe messo a disposizione di quest’ultimo la propria masseria in contrada Caracciolo nel comune di Melicuccà, che, oltre ad essere suo rifugio e base logistica, veniva contestualmente utilizzata per lo svolgimento di incontri con gli altri associati, finalizzati alla gestione degli affari in corso della ‘ndrina.

Lo stesso Paolo Alvaro avrebbe preso parte a tali riunioni, svolgendo inoltre funzioni di vigilanza in favore del capocosca latitante e servendo da tramite tra il capocosca e gli altri associati, con particolare riferimento alla gestione delle operazioni di riciclaggio di valuta estera.

IL VIDEO DELL’ARRESTO

redazione CN

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