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Blitz contro la ‘ndrangheta tra Calabria e Toscana – Cinque arresti e beni sequestrati per 44 milioni di euro. In manette Armando Raso, affiliato al clan dei Molé

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Beni sequestrati per un ammontare di 44 milioni di euro tra Calabria e Toscana e 5 arresti. E’ questo il bilancio dell’operazione “Ammitt”, il blitz scattato all’alba di oggi contro la ‘ndrangheta, coordinata dalle procure Antimafia di Firenze e Reggio Calabria.

Due anni di indagini dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Pistoia e del Gico del Nucleo di Polizia tributaria di Firenze che hanno svelato l’impero economico dell’imprenditore Armando Raso, originario di Palmi e legato al clan Piromalli-Molè, uno dei più potenti della ‘ndrangheta calabrese. L’uomo, già condannato per associazione a delinquere di stampo mafioso nel lontano 2001, per evitare il sequestro del suo patrimonio aveva pensato bene di spostare i suoi interessi in Toscana e di intestare tutti i suoi beni a parenti e amici. Per il fisco, insomma, non possedeva nulla o quasi.

Sono state necessarie due inchieste parallele della Dda di Firenze e di quella di Reggio Calabria per riuscire a svelare la fitta rete di intrecci economici che riconducevano a Raso. In manette con lui sono finiti il padre Francesco, il fratello Gioacchino, la moglie Grazia Severino e la cognata Tiziana Amante. Tutti accusati di aver tentato di “occultare patrimoni illeciti, al fine di eludere la normativa sulle misure di prevenzione”.

E così la Guardia di Finanza ha posto i sigilli alla “Argifa costruzioni” di Montecatini Terme e alla “Cr Immobiliare”, imprese che operano in Toscana nel settore immobiliare, alla “Salusmentis”, casa di cura a Sellia Marina, al “Gabbiano”, struttura di accoglienza per disabili situata a Gizzeria, e alla “La caravella”, cooperativa che gestiva un albergo per l’accoglienza di immigrati. In totale ventinove gli immobili sequestrati, fra cui 12 fabbricati residenziali in Toscana, oltre ad abitazioni, negozi, conti correnti e auto di lusso.

di Enrico De Grazia

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