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Calabria: così gli orti bio in affitto hanno bloccato la discarica di Battaglina

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C’è l’orto di Rita, di Franco, di Greta, quello di Gianvito, di Valentina, di Oreste, di Mara e Daniela, di Marcello e Teresa. Piccoli fazzoletti di terra presi in affitto per la stagione estiva, come ombrelloni e lettini sulla spiaggia del Golfo di Squillace.

L’agricoltura ferma la discarica più grande d’Europa
Siamo a San Floro, nell’entroterra catanzarese, su una collina di 4 ettari: gelsi, pini, fichi e grano (Senatore Cappelli) a perdita d’occhio. Quasi a 360 gradi, ma poi lo sguardo precipita in un burrone, una fossa che è ancora una ferita per i 600 abitanti del paese: in quella enorme vasca di 40 ettari, con una capacità di abbanco” di 3 milioni di metri cubi, da qui a poco sarebbe sorta l’isola ecologica di Battaglina, la discarica per rifiuti solidi e speciali più grande d’Europa.

Una pattumiera da 300 tonnellate al giorno, vasta più di Malagrotta, alla quale il comitato No Bat e i cittadini dei comuni di San Floro, Girifalco, Borgia, Amaroni, Cortale, Settingiano e Caraffa, supportati da Legambiente, hanno saputo opporsi con tutta la proverbiale passione che i calabresi nutrono per la propria terra. Alla fine di maggio, la Regione, dopo dure battaglie burocratiche e giudiziarie, ha annullato il decreto per la concessione dell’area alla società che avrebbe dovuto costruire l’ecomostro. Resta una voragine incolmabile e un’indagine della Procura.

Leggi l’articolo completo di Donata Marrazzo su Il Sole 24 Ore

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