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Calabria Etica, sfogo di una dipendente: “Basta essere cornuti e mazziati”

in economia e lavoro / politica e cronaca

La vicenda di Calabria Etica e il ruolo del suo oramai ex presidente Pasqualino Ruberto, è  al centro delle cronache locali ormai da diverso tempo dopo il presunto scandalo delle centinaia di assunzioni sulla quali ora anche la procura ha aperto un’inchiesta.

La vicenda, diventata oramai squisitamente politica, ha visto oggi un ulteriore passaggio, a seguito della pubblicazione su alcuni quotidiani locali della lista dei dipendenti di Calabria Etica.

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Pasqualino Ruberto

Proprio alcuni di loro, fin dall’inizio messi alla gogna con l’accusa di essere stati assunti solo ed esclusivamente grazie a raccomandazioni e/o legami parentali, hanno infine deciso di uscire allo scoperto per replicare alle accuse che gravano nei loro confronti. E’ stata infatti convocata per domattina alle 11.30, una conferenza stampa in cui gli stessi dipendenti risponderanno sulla vicenda che li vede coinvolti.

Ne abbiamo incontrato uno,  per capire qual è il loro punto di vista e soprattutto per sapere come stanno vivendo, anche personalmente, questo momento.

Francesca, nome di fantasia dal momento che vuol rimanere anonima, è una di quelle 300 persone circa assunte lo scorso Novembre, poco prima delle elezioni regionali, cosa che ha scatenato le ire della politica e della stampa nei confronti di Calabria Etica, che accusarono l’allora presidente Ruberto di usare la fondazione per creare consenso elettorale.

E  proprio questa è la prima questione che affrontiamo con Francesca, chiedendogli se all’epoca  dell’assunzione le fu data, anche indirettamente, indicazione di voto. La risposta è negativa, e ci dice anzi che fu chiamata dopo quattro anni che era inserita nelle short list della fondazione, e solo a seguito di un colloquio e la verifica delle sue competenze, fu assunta.

Francesca partecipa al progetto Centri per la Famiglia, e ci dice che per accettare questo lavoro, coerente con il suo percorso di studi e le precedenti esperienze professionali, ha rifiutato altre offerte nonostante la scadenza annuale del contratto.

Ancor prima di raccontarci quel che fa e qual è lo scopo del progetto, premette che è da gennaio che non riceve stipendio nonostante stia regolarmente lavorando, e così come lei i suoi colleghi e le sue colleghe.

Ad oggi inoltre la fondazione non ha fornito ancora una motivazione ai dipendenti senza stipendio, che quindi vivono al momento la condizione di “cornuti e mazziati”. Infatti è sempre Francesca a dirci che tutta questa situazione di messa alla gogna mediatica la mortifica, anche perché, secondo lei, le persone che portano avanti le accuse lo fanno non conoscendo il lavoro che effettivamente svolgono, ma semplicemente leggendo articoli vari e andando dietro al vox populi.

Ci tiene a sottolineare come il suo progetto dia effettivo supporto a famiglie e bambini, sia all’interno dei comuni che di diverse scuole di primo grado, e soprattutto di come, nonostante non riceva stipendio da tre mesi, stia continuando a svolgere la sua mansione visto proprio la delicatezza del compito che ricopre.

Tutto ciò rende le accuse rivolte nei suoi confronti, nonché nei confronti di altri come lei assunti senza nessuna parentele o raccomandazione, ancora più denigranti. Ci racconta di come addirittura qualche mese fa, un noto presentatore TV locale, arrivò a definire i neo assunti di Calabria Etica come “drogati, ex tossicodipendenti e ed ex galeotti”.

Salutandoci ci racconta infine come estremamente fastidiosa sia risultata la pubblicazione dei nomi dei dipendenti da parte dei giornali locali, quasi a voler pubblicare una lista di indagati.

Insomma, la vicenda Calabria Etica sembra non aver fine, e certamente sarà protagonista della campagna elettorale lametina che vede Pasqualino Ruberto tra i candidati a sindaco.

E’ chiaro che l’articolo non vuole essere né una difesa e né tanto meno una lettura di parte della vicenda Calabria Etica. C’è un’indagine in corso ma ci sono soprattutto dati e fatti oggettivi alla portata di tutti per far ciò.

La conferenza stampa di domattina permetterà di avere ulteriori chiarimenti da parte dei dipendenti di Calabria Etica, intanto si è voluto dar voce a uno di loro perché, da quando la vicenda Calabria Etica è stata resa nota, nessuno si è preoccupato di farlo.

di Gianmario Foti

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