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	<title>Calabria Notizie &#187; Notizie Vibo Valentia</title>
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	<description>Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</description>
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		<title>Maxi operazione dei carabinieri in tutta in Italia- 26 arresti per traffico internazionale di stupefacenti</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 08:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro stanno eseguendo in tutta Italia (Roma, Napoli, Taranto, Cosenza, Latina, Palermo, Frosinone, Terni e Vibo Valentia) 26 ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli organizzatori di un traffico internazionale di stupefacenti.
L&#8217;indagine, spiegano i militari in una nota, ha consentito l&#8217;individuazione di un network criminale, strutturato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; I Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro stanno eseguendo in tutta Italia (Roma, Napoli, Taranto, Cosenza, Latina, Palermo, Frosinone, Terni e Vibo Valentia) 26 ordinanze di custodia cautelare nei confronti degli organizzatori di un traffico internazionale di stupefacenti.<span id="more-16278"></span></p>
<p>L&#8217;indagine, spiegano i militari in una nota, ha consentito l&#8217;individuazione di un network criminale, strutturato in cellule stanziate in Tanzania, Nigeria, Turchia, Cina e Brasile, nonche&#8217; in vari quartieri della Capitale e in provincia di Napoli, in grado di approvvigionare di cocaina, eroina, hashish e marijuana, attraverso corrieri che la trasportavano in ovuli ingeriti, le piazze dello spaccio.</p>
<p>Perquisizioni sono tuttora in corso con l&#8217;ausilio di unita&#8217; cinofile ed elicotteri.</p>
<p>(Asca)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Ricadi: dimissioni a raffica, arriva il commissario &#8211; A rassegnarle sono stati contestualmente cinque consiglieri comunali del gruppo di maggioranza e altrettanti dell&#8217;opposizione &#8211; Cala il sipario sull&#8217;amministrazione Laria a pochi mesi dalla sua conclusione naturale</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/09/07/ricadi-dimissioni-a-raffica-arriva-il-commissario-a-rassegnarle-sono-stati-contestualmente-cinque-consiglieri-comunali-del-gruppo-di-maggioranza-e-altrettanti-dellopposizione-cala-il-sipario-s/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 09:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[RICADI (VV) &#8211; È calato il sipario, in modo definitivo e irrevocabile, sulla legislatura comunale targata Domenico Laria. A pochi mesi dalla sua conclusione naturale, cinque consiglieri di maggioranza hanno, contestualmente, rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Seguiti a catena dai cinque della minoranza. 
L&#8217;appuntamento, concordato già dallo scorso sabato, era stato fissato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RICADI (VV) &#8211; È calato il sipario, in modo definitivo e irrevocabile, sulla legislatura comunale targata Domenico Laria. A pochi mesi dalla sua conclusione naturale, cinque consiglieri di maggioranza hanno, contestualmente, rassegnato le dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Seguiti a catena dai cinque della minoranza.<span id="more-16257"></span> </p>
<p>L&#8217;appuntamento, concordato già dallo scorso sabato, era stato fissato per le 8 del mattino. Puntuali, si sono presentati all&#8217;ufficio del protocollo Antonino Caracciolo, Francesco Melidoni, Giuseppe Pontoriero, Giulia Russo e Francesco Taccone. Con loro, di conseguenza, hanno rassegnato le proprie dimissioni i consiglieri d&#8217;opposizione Nicola Tripodi, Gianfranco La Torre, Michelangelo Mirabello, Carmelo Fazzari e Domenico Francolino. </p>
<p>Si è conclusa, così, un&#8217;esperienza amministrativa che, già da questa mattina, con la nomina del commissario farà parte del passato ricadese. Un passato che, comunque, resterà alla storia per i suoi alti e bassi. O meglio per i continui e accesi litigi che hanno colorito la vita della compagine governativa. Che hanno visto ripetute rimodulazioni di Giunta e diverse dimissioni, surrogate con accordi in extremis. </p>
<p>Del resto, in più di un&#8217;occasione e ormai da qualche anno, si è rischiata la prematura fine della legislatura. Puntualmente paventata ma, poi, grazie agli accordi della notte, andata invece in fumo. </p>
<p>Dal cappello magico, ad ogni rottura, è sempre saltato fuori un accordo per andare avanti. Un andirivieni che ha visto l&#8217;ormai ex sindaco Laria rimodulare la Giunta in base ai propri e agli altrui umori del momento che, però, dopo qualche mese traballavano. </p>
<p>Questa volta la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il quasi azzeramento dell&#8217;organo esecutivo. Venerdì scorso, Domenico Laria ha spedito il messo comunale a casa di Paolo Morabito, assessore esterno allo Sport e al Bilancio, Antonino Caracciolo, assessore all&#8217;Agricoltura, Francesco Melidoni, vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici e Francesco Taccone ai Servizi Sociali. </p>
<p>Il messaggio recapitato non ha lasciato ombra a dubbi. Dopo essere stato messo in minoranza, nel consiglio comunale dello scorso 18 agosto, da quelli che pensava essere i suoi alleati, ha bevuto l&#8217;amaro calice e ha dato loro il ben servito. Una mossa non digerita che non ha lasciato spazio ad alcun ipotetico accordo di fine legislatura. </p>
<p>Neanche all&#8217;estremo tentativo domenicale di Domenico Laria di coinvolgere, in Giunta, i consiglieri di minoranza. Che, «a pochi mesi dalla fine della legislatura e senza gli strumenti finanziari per invertire la disastrata rotta dell&#8217;Ente» hanno alzato un muro di gomma. </p>
<p>Per tutta la giornata di ieri, nelle piazze cittadine, la gente non ha fatto altro che pensare alle imminenti elezioni comunali che si terranno ad aprile prossimo. Si è parlato della responsabilità che gli amministratori, scelti dall&#8217;elettorato, sono tenuti ad osservare sia con il sereno che con la tempesta. Si arriverà a quella data guidati da un gestione commissariale che, per ottima che sia, è stata comunque la conseguenza del fallimento della democrazia. </p>
<p>di Concetta Schiariti</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Estorsioni: arrestate tre persone a Vibo &#8211; Pretendevano il &#8220;pizzo&#8221; da un commerciante che invece li ha denunciati</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/07/30/estorsioni-arrestate-tre-persone-a-vibo-pretendevano-il-pizzo-da-un-commerciante-che-invece-li-ha-denunciati/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Avevano preteso il pagamento del &#8220;pizzo&#8221; da un commerciante che non ha aderito alla richiesta e li ha denunciati. Un imprenditore, il figlio e il genero, dei quali non sono stati forniti i nomi, sono stati arrestati a Vibo Valentia con l&#8217;accusa di estorsione aggravata dall&#8217;uso delle armi. 
Gli arresti sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Avevano preteso il pagamento del &#8220;pizzo&#8221; da un commerciante che non ha aderito alla richiesta e li ha denunciati. Un imprenditore, il figlio e il genero, dei quali non sono stati forniti i nomi, sono stati arrestati a Vibo Valentia con l&#8217;accusa di estorsione aggravata dall&#8217;uso delle armi. <span id="more-16161"></span></p>
<p>Gli arresti sono stati fatti dagli agenti della squadra mobile in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal gip del tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura. </p>
<p>Le indagini sono partite dopo la denuncia del commerciante, titolare di una concessionaria di automobili.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Traffico di reperti archeologici su E-Bay &#8211; Operazione del Nucleo tutela patrimonio artistico dei CC</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 08:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Migliaia di reperti archeologici di presunta provenienza illecita, commercializzati attraverso il sito E-Bay, sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Cosenza nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta diretta dal Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, e dal sostituto Santi Cutroneo.
Nell&#8217;inchiesta è indagato un cittadino extracomunitario residente a Vibo Valentia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Migliaia di reperti archeologici di presunta provenienza illecita, commercializzati attraverso il sito E-Bay, sono stati sequestrati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Cosenza nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta diretta dal Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo, e dal sostituto Santi Cutroneo.<span id="more-16034"></span></p>
<p>Nell&#8217;inchiesta è indagato un cittadino extracomunitario residente a Vibo Valentia accusato di avere gestito numerose transazioni per la vendita dei reperti. </p>
<p>Il sequestro dei reperti, tra cui 1.250 monete in argento e bronzo di epoca mano-greca, romana e bizantina ed altri 86 oggetti tra fibule, anelli, bottoni, pesi da telaio e monili in ceramica, considerati dagli investigatori di grande importanza storico-scientifica, è avvenuto ad Isca sullo Jonio (Catanzaro). </p>
<p>Molti dei reperti oggetto del traffico illecito provengono da siti archeologici della provincia di Vibo Valentia e sono stati recuperati, secondo quanto riferito dagli investigatori, nel corso di un&#8217;attività di ricerca illecita.</p>
<p>Le indagini proseguono con la collaborazione dei carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia per accertare se nel traffico illecito siano coinvolte altre persone oltre al cittadino extracomunitario già indagato, nei confronti del quale s&#8217;ipotizzano i reati di ricettazione ed impossessamento illecito di beni archeologici.</p>
<p>Al termine degli accertamenti i reperti saranno messi a disposizione della Soprintendenza archeologica della Calabria per consentire la loro esposizione al pubblico. </p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Sequestrati beni per un valore di 4 mln di euro nel vibonese ed a Roma &#8211; Sarebbero riconducibili alla cosca Fiarè</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 09:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cosca fiarè]]></category>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Un&#8217;operazione della Guardia di finanza è in corso in Calabria ed a Roma per il sequestro di beni per un valore di quattro milioni di euro. I beni, secondo l&#8217;accusa, sono riconducibili a Nicola Fiaré, di 45 anni, ritenuto dagli investigatori un elemento di spicco dell&#8217;omonima cosca operante a San Gregorio Ippona, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Un&#8217;operazione della Guardia di finanza è in corso in Calabria ed a Roma per il sequestro di beni per un valore di quattro milioni di euro. I beni, secondo l&#8217;accusa, sono riconducibili a Nicola Fiaré, di 45 anni, ritenuto dagli investigatori un elemento di spicco dell&#8217;omonima cosca operante a San Gregorio Ippona, nel comprensorio di Vibo Valentia. <span id="more-15922"></span></p>
<p>Tra i beni sequestrati figurano un&#8217;associazione culturale ed una società con sede a Roma, più altre due società con sede a Reggio Calabria e Vibo Valentia ed immobili nel vibonese. Le società sequestrate operano nel settore dell&#8217;organizzazione di eventi, soprattutto musicali. </p>
<p>Il sequestro, disposto dal Tribunale di Vibo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, viene effettuato dai finanzieri del Gico di Catanzaro e del Nucleo di Polizia tributaria di Vibo Valentia, in collaborazione con lo Scico di Roma. Nel gennaio scorso, allo stesso Fiaré, i finanzieri avevano già sequestrato beni per cinque milioni di euro. </p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>“Gli strumenti telematici dell’Agenzia delle Entrate e delle PP.AA. a disposizione dei cittadini contribuenti” &#8211; Convegno a Vibo Valentia il 24 giugno 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:38:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[convegno agenzia entrate calabria]]></category>

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		<description><![CDATA[CATANZARO &#8211; Entratel, Fisconline, Posta Elettronica Certificata, Cassetto Fiscale, Profilo Utente: sono questi alcuni dei temi che saranno trattati nel corso del convegno “Gli strumenti telematici dell’Agenzia delle Entrate e delle PP.AA. a disposizione dei cittadini contribuenti”, che si terrà il 24 giugno prossimo a Vibo Valentia, presso il Complesso Valentianum in Piazza San Leoluca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Entratel, Fisconline, Posta Elettronica Certificata, Cassetto Fiscale, Profilo Utente: sono questi alcuni dei temi che saranno trattati nel corso del convegno “Gli strumenti telematici dell’Agenzia delle Entrate e delle PP.AA. a disposizione dei cittadini contribuenti”, che si terrà il 24 giugno prossimo a Vibo Valentia, presso il Complesso Valentianum in Piazza San Leoluca, dalle 9.30 alle 14.00. <span id="more-15782"></span></p>
<p>L’evento, su iniziativa del Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate della Calabria, Antonino Di Geronimo, ed organizzato con il patrocinio della Camera di Commercio di Vibo Valentia e dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Calabria e Basilicata, vuole costituire un momento di riflessione e di approfondimento sui vantaggi dei servizi telematici offerti ai  singoli contribuenti e agli operatori professionali del settore. </p>
<p>L’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate è quello di orientare la collettività all’utilizzo di strumenti sempre più qualificati e interattivi, che consentano di dialogare con la Pubblica Amministrazione in modo semplice e immediato nello sforzo comune di migliorare il sistema fiscale e, quindi, sociale.</p>
<p>Le relazioni illustrative, affidate ai dirigenti e ai funzionari dell’Amministrazione finanziaria, delineeranno, per ciascun istituto fiscale, l’ambito normativo e il campo di applicazione; seguirà un momento di interazione e dibattito con i rappresentanti dei principali attori del settore, Commercialisti, Consulenti del lavoro, Notai.</p>
<p>Un dirigente della Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti curerà le conclusioni dei lavori della giornata.</p>
<p>Agenzia delle Entrate<br />
Direzione Regionale della Calabria<br />
Ufficio del Direttore Regionale</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Il sindaco di Maierato: dopo la frana siamo stati abbandonati da tutti</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/06/16/il-sindaco-di-maierato-dopo-la-frana-siamo-stati-abbandonati-da-tutti/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 10:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Vibo Valentia]]></category>
		<category><![CDATA[frana maierato]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco maierato]]></category>

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		<description><![CDATA[MAIERATO (VV) &#8211; &#8221;Sono ormai passati 4 lunghissimi mesi da quel tragico 15 febbraio 2010, quando in seguito alla calamita&#8217; che ci ha colpiti, siamo balzati agli onori di tutte le cronache. Sono passati 4 mesi da quando la gente di Maierato ha dovuto lasciare le proprie case per i pericoli che incombevano a causa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MAIERATO (VV) &#8211; &#8221;Sono ormai passati 4 lunghissimi mesi da quel tragico 15 febbraio 2010, quando in seguito alla calamita&#8217; che ci ha colpiti, siamo balzati agli onori di tutte le cronache. Sono passati 4 mesi da quando la gente di Maierato ha dovuto lasciare le proprie case per i pericoli che incombevano a causa alla grande frana e, purtroppo, ad oggi, ancora 200 persone non vi hanno fatto ritorno!<span id="more-15656"></span></p>
<p>Sono passati 4 lunghi mesi ed ancora oggi i tecnici incaricati dal dipartimento nazionale di Protezione Civile e dalla Regione Calabria non ci hanno detto se e&#8217; sicuro vivere nel nostro paese. Nessuno ci ha ancora detto cosa dobbiamo fare per aiutare chi ha perso tutto: case, terreni, aziende agricole&#8221;. </p>
<p>Sergio Francesco Rizzo, Sindaco di Maierato, il centro del vibonese minacciato nei mesi scorsi da una frana, denuncia il disinteresse delle istituzioni verso il suo paese. Le immagini della montagna fatta scivolare a valle dalle piogge fecero il giro del mondo, ma ora, lamenta il primo cittadino, passata l&#8217;onda emotiva, nessuno sembra ricordarsene piu&#8217; conto. </p>
<p>Rizzo ha scritto una lettera indirizzata agli organi competenti, dal Ministro dell&#8217;ambiente al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, al Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, al Prefetto Luisa Latella, al presidente della Provioncia Francesco De Nisi.</p>
<p>&#8221;Cosa ancora piu&#8217; grave, &#8211; scrive Rizzo &#8211; sembra quasi che l&#8217;emergenza Maierato non esista piu&#8217;! Tre Strade provinciali sono andate distrutte dalla frana, non esistono i collegamenti per entrare e uscire dal paese se non per un&#8217;unica arteria che passa attraverso il centro storico, non esistono i collegamenti tra le aree rurali piu&#8217; importanti di Maierato (Piana degli Scrisi e Montesanto), 200 persone vivono ancora lo status di evacuati senza sapere cosa sara&#8217; dei loro beni, numerose aziende agricole sono state evacuate insieme alle loro stalle e ai loro capi di bestiame e cercano di sbarcare il lunario in condizioni di assoluta precarieta&#8217;.</p>
<p>A fronte di cio&#8217;, i tecnici incaricati &#8211; scrive il sindaco &#8211; formalmente chiamati ad esprimere un parere per il rientro delle persone nelle loro abitazioni, a distanza sempre di 4 mesi, ci dicono che non e&#8217; loro competenza farlo perche&#8217; la Regione Calabria non ha conferito loro alcun incarico formale&#8221;.</p>
<p>(Asca) </p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Faida dei boschi: nuovo omicidio nel vibonese &#8211; Assassinato Salvatore Vallelunga</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 11:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[BROGNATURO (VV) &#8211; Un operaio boschivo, Salvatore Vallelunga, è stato ucciso stamattina a Brognaturo, un centro delle Serre vibonesi. L&#8217;agguato è collegato alla cosiddetta faida dei boschi. La vittima era il fratello di Damiano Vallelunga, assassinato il 27 settembre dello scorso anno a Riace, davanti al Santuario dei Santi medici Cosma e Damiano, dove era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>BROGNATURO (VV) &#8211; Un operaio boschivo, Salvatore Vallelunga, è stato ucciso stamattina a Brognaturo, un centro delle Serre vibonesi. L&#8217;agguato è collegato alla cosiddetta faida dei boschi. La vittima era il fratello di Damiano Vallelunga, assassinato il 27 settembre dello scorso anno a Riace, davanti al Santuario dei Santi medici Cosma e Damiano, dove era in corso la festa patronale del paese. Damiano Vallelunga era considerato il capo della &#8220;cosca dei viperari&#8221;. <span id="more-15640"></span></p>
<p>Ieri, nell&#8217;ambito della stessa faida, sempre a Brognaturo, era stato ferito in modo grave un altro operaio boschivo, Santo Procopio, di 25 anni. </p>
<p>Il cadavere di Salvatore Vallelunga, che aveva 51 anni, è stato trovato in una zona di montagna, in un&#8217;area tra i territori di Brognaturo e Guardavalle, tra le province di Vibo e Catanzaro.</p>
<p>Secondo quanto è emerso dalle prime indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno, Vallelunga è stato ucciso con alcuni di fucile sparatigli da distanza ravvicinata che lo hanno raggiunto alla testa ed al torace. La morte dell&#8217;uomo è stata istantanea.</p>
<p>Gli investigatori danno per certo il collegamento tra l&#8217;omicidio di Vallelunga e la faida dei boschi, non soltanto per il fatto che la vittima fosse il fratello di Damiano Vallelunga.</p>
<p>Non si esclude, tra l&#8217;altro, che l&#8217;omicidio di Vallelunga possa rappresentare la risposta al ferimento di Santo Procopio. </p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Vendevano abilitazioni e attestati di laurea falsi &#8211; Emessi dieci avvisi di garanzia dalla Procura di Vibo</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:25:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Dieci avvisi di garanzia sono stati notificati ai componenti di un&#8217;organizzazione dedita alla produzione ed alla vendita di lauree false. Tra i destinatari degli avvisi, in cui si ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, truffa, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed esercizio abusivo di professione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Dieci avvisi di garanzia sono stati notificati ai componenti di un&#8217;organizzazione dedita alla produzione ed alla vendita di lauree false. Tra i destinatari degli avvisi, in cui si ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, truffa, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed esercizio abusivo di professione, figurano anche il genero di Totò Riina, Antonino Ciavarello<span id="more-15592"></span>, un imprenditore romano, Mario Festa, titolare di un&#8217;agenzia di stampa e di servizi culturali attiva a Roma, ed i suoi più stretti collaboratori.  </p>
<p>I provvedimenti, emessi dalla Procura di Vibo Valentia, sono stati notificati dai carabinieri in Lazio, Campania, Lombardia, Puglia e Sicilia. </p>
<p>Secondo l&#8217;accusa, Festa ed i suoi stretti collaboratori sfruttando il loro vasto giro di conoscenze ed amicizie, erano diventati un vero e proprio collettore per le richieste di lauree contraffatte che, in base alla difficoltà di reperimento ed al tipo di abilitazione a cui davano diritto, avevano un tariffario. </p>
<p>Ogni settimana, da ogni parte d&#8217;Italia, decine di persone contattavano le società del gruppo per ottenere abilitazioni e lauree. Gli investigatori hanno anche accertato che anche Ciavarello, già noto alle forze dell&#8217;ordine, teneva rapporti d&#8217;affari con l&#8217;imprenditore romano per acquistare alcuni attestati di laurea. </p>
<p>I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, nel corso dell&#8217;operazione, hanno anche eseguito 15 perquisizioni a Roma, Alatri, Gaeta, Latina, Pollica, Fondi, Corleone, Agropoli, Limbiate nonché nelle Università di Messina e Bari. </p>
<p>Negli atenei gli investigatori hanno acquisito documentazione definita &#8220;interessante&#8221; in merito ad alcune convenzioni stipulate tra quelle università e la Moldavia per il riconoscimento delle lauree conseguite all&#8217;estero. Un settore su cui gli indagati avrebbero puntato intravendo la possibilità di guadagno giocando sulla convalida di lauree più o meno vere conseguite negli stati dell&#8217;Est Europa. </p>
<p>Documentazione è stata trovata anche nelle sedi delle società di Festa, in cui i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno sequestrato decine di faldoni di documenti considerati &#8220;estremamente interessanti&#8221; e che potrebbero consentire di identificare &#8220;numerosi altri falsi medici e professionisti&#8221; che, in passato, si erano rivolti all&#8217;uomo per ottenere la documentazione necessaria all&#8217;esercizio delle più disparate professioni senza averne titolo. </p>
<p>L&#8217;inchiesta della Procura di Vibo ha preso il via dopo la scoperta, nell&#8217;ottobre del 2009, a San Costantino, nel vibonese, di una vera e propria stamperia di falsi certificati di laurea. </p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Estorsioni ad imprenditori: 14 fermi a Vibo, arrestato anche il boss Lo Bianco &#8211; Gestivano i servizi funebri e del trasporto dei malati con le ambulanze, sequestrate due imprese</title>
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		<pubDate>Mon, 31 May 2010 07:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Un&#8217;operazione della polizia é in corso per l&#8217;esecuzione di 14 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti affiliati alla cosca Lo Bianco, attiva a Vibo Valentia. L&#8217;accusa per gli indagati è associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni e detenzione illegale di armi. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Dda di Catanzaro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Un&#8217;operazione della polizia é in corso per l&#8217;esecuzione di 14 provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti affiliati alla cosca Lo Bianco, attiva a Vibo Valentia. L&#8217;accusa per gli indagati è associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni e detenzione illegale di armi. I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla Dda di Catanzaro per evitare il pericolo di fuga di alcuni degli indagati.<span id="more-15418"></span> </p>
<p>Tra le persone arrestate dalla squadra mobile di Vibo Valentia figura anche Carmelo Lo Bianco, di 78 anni, ritenuto il boss della cosca. L&#8217;inchiesta che ha portato stamani all&#8217;esecuzione dei fermi, é partita nel 2008 dopo la denuncia di un&#8217;estorsione subita da un imprenditore edile. </p>
<p>Gli investigatori sono riusciti a ricostruire l&#8217;organizzazione del gruppo ed a giungere all&#8217;emissione dei provvedimenti. Due imprese sono state sequestrate dalla squadra mobile di Vibo Valentia nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione condotta stamani per il fermo di 14 persone accusate di fare parte della cosca Lo Bianco. </p>
<p>Le due imprese, una operante nel settore della pubblicità e l&#8217;altra in quello dei trasporti, secondo l&#8217;accusa, erano gestite fittiziamente da incensurati, ma in realtà erano di proprietà della cosca, attiva a Vibo Valentia. Il valore delle due imprese non è stato ancora stimato.</p>
<p>Gestivano il trasporto di malati con ambulanze private e i servizi funerari, gli affiliati alla cosca Lo Bianco di Vibo Valentia. E&#8217; quanto è emerso dalle indagini condotte dalla squadra mobile vibonese che stamani ha portato al fermo di 12 persone, mentre due si sono rese irreperibili. In particolare, secondo l&#8217;accusa, i Lo Bianco hanno cercato di acquisire la gestione dei servizi funerari e del trasporto in ambulanza, grazie a una ditta che opera nel settore e che sarebbe, di fatto, di proprietà della cosca.</p>
<p>I Lo Bianco, tramite un&#8217;altra società, cercavano di ottenere la gestione delle affissioni pubblicitarie. Entrambe le società sono state sequestrate. A capo della cosca, secondo gli investigatori, c&#8217;é Carmelo Lo Bianco, di 78 anni, coadiuvato da Nicola Manco, di 48, e Andrea Mantella, di 38.</p>
<p>A mettere le imprese a disposizione della cosca, sarebbero stati Filippo Polistena, titolare di una ditta di ambulanze private, e Francesco Giurgola, titolare della Multiservice, una ditta di pubblicità.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Cittadini in Municipio bocciano la discarica &#8211; «Nel paese dove si produce olio con il marchio di qualità sarebbe un vero disastro»</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 09:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[FRANCICA (VV) &#8211; Un no secco alla discarica lo hanno ribadito a gran voce i cittadini di Francica, che ieri sera hanno partecipato in massa all&#8217;assemblea svoltasi nel Palazzo municipale. Era presente il sindaco Antonio Suppa, il presidente della Cia Domenico Petrolo, il suo vice Michele Napolitano e il presidente di Legambiente Franco Saragò. Unico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>FRANCICA (VV) &#8211; Un no secco alla discarica lo hanno ribadito a gran voce i cittadini di Francica, che ieri sera hanno partecipato in massa all&#8217;assemblea svoltasi nel Palazzo municipale. Era presente il sindaco Antonio Suppa, il presidente della Cia Domenico Petrolo, il suo vice Michele Napolitano e il presidente di Legambiente Franco Saragò. Unico assente il sindaco di Mileto, Vincenzo Varone.<span id="more-15330"></span></p>
<p>La notizia che in un&#8217;ampia area ricadente nel comune di Mileto (località Fego), ma a poche centinaia di metri da Francica, debba essere realizzata una discarica, circola insistente da quasi un mese. Le missive recapitate ad alcuni proprietari terrieri in cui viene richiesto l&#8217;accesso per effettuare studi morfologici del terreno hanno aggravato lo stato di agitazione tra gli abitanti della cittadina vibonese. </p>
<p>Nell&#8217;area in questione, tutta coltivata a ulivi, ci sono piante secolari, oltre ad un ambiente ameno e lussureggiante che si estende fino al fiume Mesima. </p>
<p>Francica, meglio nota come città dell&#8217;olio, è un paese prevalentemente agricolo, infatti, il 90 per cento della sua superficie è olivetata e tutti gli investimenti dei proprietari terrieri e dell&#8217;amministrazione comunale, negli anni, sono stati indirizzati verso un comune obiettivo: la realizzazione del marchio di qualità. </p>
<p>«Un impegno che non può essere sciupato a fronte della realizzazione di una discarica che per altro sul terreno in questione è irrealizzabile». Un concetto sottolineato a più voci, sia dal presidente dell&#8217;associazione &#8220;G. Barrio, Cosma Damiano Mazzotta che dal geologo Domenico Di Masi, il quale dati alla mano ha spiegato tutte le motivazioni per cui la discarica recherebbe gravi danni all&#8217;ambiente e alla salute pubblica.</p>
<p>«Il luogo in cui dovrebbe sorgere la discarica – ha rilevato De Masi – è ad un chilometro circa dal centro abitato. L&#8217;altro aspetto è legato alla conformazione morfologica del terreno e al fatto che tali strutture non possono essere realizzate dove ci sono impluvi. A ciò si aggiungerebbe l&#8217;emanazione di gas nocivi».</p>
<p>Il sindaco dal canto suo è stato molto chiaro, ed ha puntualizzato che la posizione dell&#8217;amministrazione comunale non potrà che essere quella della popolazione. </p>
<p>«Le notizie che abbiamo – ha detto – non sono ancora suffragate da dati ufficiali, tuttavia sappiamo che il Commissario regionale per l&#8217;emergenza ambientale ha individuato delle aree adiacenti al nostro comune per effettuare dei sondaggi, dandone comunicazione ai proprietari terrieri». Una situazione davvero preoccupante per cui Suppa ha invitato tutti i cittadini a fare squadra. </p>
<p>Una scelta che qualora divenisse definitiva comprometterebbe irreparabilmente una zona in cui l&#8217;agricoltura e la pastorizia sono fiorenti. «Io ho un&#8217;azienda dedita all&#8217;agricoltura – ha rilevato Francesca Gerace – e credo che la discarica sarebbe davvero una iattura in un territorio a forte vocazione agricola». </p>
<p>La rabbia è tanta tra gli abitanti del piccolo borgo agricolo, soprattutto in considerazione del fatto che la paventata discarica «dovrebbe conferire il rifiuto tal quale senza trattarlo e dovrebbe fungere da Struttura per l&#8217;emergenza per cui eventualmente potrebbe essere utilizzata per depositare i rifiuti di tutta la Regione». </p>
<p>Vittoria Sicari</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it">Gazzetta del sud</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>“Il Fisco mette le ruote” e attraversa la Calabria &#8211; Prima tappa a Pizzo dal 19 al 21 maggio</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 10:26:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CATANZARO &#8211; Continua il viaggio per l’Italia del camper dell’Agenzia delle Entrate del progetto “Il Fisco mette le ruote”: si fermerà a Pizzo, la prima delle due tappe calabresi, dal 19 al 21 maggio prossimi. La struttura mobile, attrezzata come un vero e proprio ufficio itinerante, sosterà in Piazza della Repubblica dalle 10,00 alle 18,00 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Continua il viaggio per l’Italia del camper dell’Agenzia delle Entrate del progetto “Il Fisco mette le ruote”: si fermerà a Pizzo, la prima delle due tappe calabresi, dal 19 al 21 maggio prossimi. La struttura mobile, attrezzata come un vero e proprio ufficio itinerante, sosterà in Piazza della Repubblica dalle 10,00 alle 18,00<span id="more-15229"></span> e fornirà informazioni e assistenza su:</p>
<p>- liquidazione e controllo formale delle dichiarazioni;<br />
- oneri deducibili e detrazioni per spese mediche;<br />
- mutuo sulla prima casa;<br />
- spese universitarie;<br />
- ristrutturazioni edilizie;<br />
- agevolazioni per i cittadini diversamente abili;<br />
- rilascio di codici fiscali e partite Iva;<br />
- successioni e donazioni;<br />
- abilitazione ai servizi telematici.</p>
<p>La seconda tappa dell’iniziativa si svolgerà a Isola Capo Rizzuto, dal 26 al 28 maggio, in Via degli Apostoli, dalle 10,00 alle 18,00.</p>
<p>Presso il camper saranno disponibili i modelli di dichiarazione, l’Annuario del contribuente e le pubblicazioni fiscali “L’Agenzia informa”.</p>
<p>L’iniziativa, finalizzata a rendere l’Amministrazione finanziaria ancora più vicina alle esigenze dei contribuenti con uno sportello mobile operativo in luoghi dove non ha sede un ufficio territoriale, si affianca in Calabria al progetto “Fisco e scuola”, che vede impegnata l’Agenzia delle Entrate in un’attività di informazione presso le scuole della regione sui temi della legalità fiscale e della responsabilità civile e sociale nei giovani.</p>
<p>E’ all’interno di questo progetto, infatti, che sono stati organizzati due incontri informativi nelle città tappe del tour del camper. I funzionari dell’Agenzia delle Entrate saranno impegnati, il 18 maggio, a Pizzo presso l’Istituto Omnicomprensivo, dove incontreranno un centinaio di studenti delle classi 2^, 3^ e 4^ superiore, e il 24 maggio, a Isola Capo Rizzuto presso la Scuola Media “Gioacchino da Fiore” alla presenza di ottanta ragazzi della 3^ classe.</p>
<p>Agenzia delle Entrate<br />
Direzione Regionale della Calabria<br />
Ufficio del Direttore Regionale</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Gasolio e gas per distruggere un ristorante &#8211; Danni per oltre 150mila euro. Sabato scorso aveva riaperto i battenti per la stagione estiva</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 08:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[JOPPOLO (VV) &#8211; Prima si sono calati all&#8217;interno del locale passando attraverso una piccola finestra che s&#8217;affaccia sull&#8217;esterno, poi hanno versato gasolio – questa pare sia la ricostruzione più attendibile dei fatti – nella vetrina contenente le vaschette del gelato, hanno aperto il gas del frigo e cosparso altro liquido sui pavimenti. Nel guadagnare l&#8217;uscita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>JOPPOLO (VV) &#8211; Prima si sono calati all&#8217;interno del locale passando attraverso una piccola finestra che s&#8217;affaccia sull&#8217;esterno, poi hanno versato gasolio – questa pare sia la ricostruzione più attendibile dei fatti – nella vetrina contenente le vaschette del gelato, hanno aperto il gas del frigo e cosparso altro liquido sui pavimenti. Nel guadagnare l&#8217;uscita potrebbero aver appiccato il fuoco. <span id="more-15182"></span></p>
<p>Qualunque possa essere stata la dinamica, rimane un dato certo: il bar ristorante &#8220;Vista Mare&#8221; ubicato in contrada &#8220;Bonello&#8221;, a pochissimi metri dalla scogliera e di proprietà di Domenica Vecchio, 32 anni, residente a Nicotera, è andato a fuoco. </p>
<p>A creare i danni maggiori più che le fiamme, sono stati l&#8217;alta temperatura venuta a crearsi nelle due stanze più servizi di cui è composta la struttura ed il fumo. Proprio il calore ha provocato una forte esplosione che ha divelto la serranda dell&#8217;ingresso scagliandola a qualche metro di distanza. Essendo la zona poco frequentata di notte e quasi del tutto disabitata, nessuno s&#8217;è accorto di quanto stava accadendo. </p>
<p>A notare la saracinesca a qualche metro di distanza dall&#8217;ingresso del &#8220;Vista Mare&#8221; sono stati, nella prima mattinata di ieri, alcuni passanti che non hanno esitato a dare l&#8217;allarme e ad avvisare la famiglia dei proprietari. Né il loro immediato arrivo sul posto né quello dei carabinieri della locale stazione guidati dal maresciallo Giovanni Salleo Magno sono serviti a limitare i danni. Fuoco, fumo e calore avevano già prodotto il loro devastante effetto. </p>
<p>Secondo una prima stima, i danni si aggirerebbero attorno ai centocinquantamila euro. Il locale aveva appena un anno di vita. Proprio sabato scorso aveva riaperto i battenti inaugurando la stagione. L&#8217;intera struttura era stata realizzata in parte col contributo della legge sull&#8217;imprenditoria femminile e poi facendo ricorso alle disponibilità familiari. </p>
<p>Non era coperta d&#8217;assicurazione. Frigoriferi, macchina del caffè, congelatori, vetrine ed ogni elemento dell&#8217;arredo erano nuovi di fabbrica. Non s&#8217;è salvato nulla. Fortunatamente l&#8217;impianto elettrico e quello del gas erano stati realizzati a norma e si sono subito disattivati. </p>
<p>La struttura, almeno a prima vista, non sembra aver riportato danni irreparabili. La popolazione joppolese è rimasta sconcertata per l&#8217;accaduto. In paese nessuno ricorda episodi simili, ma negli ultimi tempi pare non siano mancati elementi d&#8217;allarme legati soprattutto al verificarsi di furti in appartamento. </p>
<p>Domenica Vecchio, confortata dall&#8217;affetto dei genitori e rincuorata dalle manifestazioni di solidarietà degli amici, non sa spiegarsi l&#8217;accaduto. </p>
<p>«È un fatto che non ha una logica – asserisce – Non abbiamo avuto da ridire con nessuno. Mai una lite, mai un atto scortese nei confronti dei clienti. Nessuna pendenza con chicchessia. Non ci sono mai state avanzate richieste di alcun genere eppure tutti i nostri sacrifici, le nostre speranze, i nostri progetti per il futuro sono stati mandati in fumo in una notte». </p>
<p>Domenica si guarda attorno, i genitori la confortano e lei riprende coraggio. «Non mi arrendo – afferma – . Ci rimboccheremo le maniche e cercheremo di ripartire. Non sarà certamente facile, ma faremo di tutto per riuscirci. La forza non ci manca». </p>
<p>Pino Brosio</p>
<p>Gazzetta del sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Lo scandalo delle aste: «Nella famiglia devono mangiare tutti» &#8211; Un sistema truffaldino che secondo il procuratore Mario Spagnuolo andava avanti da tanto tempo</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 08:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; «Dobbiamo fare un&#8217;unica squadra&#8230; lui a me dice che dobbiamo fare un&#8217;unica famiglia&#8230; ma l&#8217;unica famiglia devono mangiare tutti l&#8217;unica famiglia&#8230; eh&#8230; come esce il suo deve uscire per tutti&#8230; no che&#8230; si riempie la pancia e mangia lui». Sono le parole pronunciate da Rocco De Paola, una delle persone coinvolte nell&#8217;operazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; «Dobbiamo fare un&#8217;unica squadra&#8230; lui a me dice che dobbiamo fare un&#8217;unica famiglia&#8230; ma l&#8217;unica famiglia devono mangiare tutti l&#8217;unica famiglia&#8230; eh&#8230; come esce il suo deve uscire per tutti&#8230; no che&#8230; si riempie la pancia e mangia lui». Sono le parole pronunciate da Rocco De Paola, una delle persone coinvolte nell&#8217;operazione &#8220;Ultimo incanto&#8221; che la polizia sta cercando attivamente perché colpito da un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere. <span id="more-15179"></span></p>
<p>Provvedimento identico a quello emesso dal gip Gabriella Lupoli, nei confronti di Vincenzo Grasso, direttore dell&#8217;istituto vendite giudiziarie, della moglie Francesca Gerace (alla quale sono stati concessi i domiciliari) e di due collaboratori: Michele Cuccione e Domenico Mazzotta.</p>
<p>A vario titolo rispondono di associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari, turbativa d&#8217;asta, falso in atto pubblico e peculato. Un vero e proprio sistema truffaldino che caratterizzava le aste giudiziarie andato avanti per anni sulla base di un preciso accordo criminoso tra i l&#8217;agenzia titolare della concessione ministeriale, i proprietari dei beni ed i prestanome che si aggiudicavano fittiziamente gli incanti.</p>
<p>A soffermarsi sulla gravità di quanto emerso nel corso della conferenza stampa è stato il procuratore della Repubblica, Mario Spagnuolo, che insieme al questore Filippo Nicastro e al dirigente della squadra Mobile, Maurizio Lento e al suo vice, Emanuele Rodonò, ha tratteggiato i particolari dell&#8217;operazione denominata &#8220;Ultimo incanto&#8221;. </p>
<p>Delle cinque persone raggiunte dall&#8217;ordinanza di custodia cautelare, si è reso irreperibile Rocco De Paola di Rosarno, colui il quale esprime tutte le sue lamentele per i metodi di gestione adottati da Vincenzo Grasso nelle aste giudiziarie. Un malumore, che secondo quanto emerge dalle indagini, sarebbe cresciuto nel momento in cui ha cominciato ad avere un ruolo importante anche Francesca Gerace, moglie di Grasso.</p>
<p>Nella vicenda, secondo quanto riferito dal questore, Filippo Nicastro, e dal dirigente della Squadra mobile, Maurizio Lento, hanno svolto un ruolo fondamentale i prestanome cui venivano venduti, attraverso le aste truccate, i beni mobili che poi venivano consegnati agli originari proprietari. Questi ultimi, poi, ricompensavano con somme di denaro Grasso ed i suoi collaboratori.</p>
<p>Il sistema per truccare le aste giudiziarie aveva due scopi ben distinti ma ugualmente redditizi per Grasso ed i suoi collaboratori. Uno era quello di favorire i proprietari dei beni attraverso la vendita a prestanome che poi li rivendevano a prezzo simbolico a chi ne era titolare originariamente. </p>
<p>Il tutto, ovviamente, dietro versamento da parte dei proprietari dei beni di adeguati compensi in denaro. L&#8217;altro scopo di Grasso e dei suoi complici era quello di appropriarsi direttamente dei beni per poi commercializzarli a piacimento.</p>
<p>Il procuratore Spagnuolo ha, inoltre, riferito che da tempo sono state attivate le procedure per introdurre un sistema informatico per gestire la vendita all&#8217;asta dei beni in modo da impedire qualsiasi illecito. Lo stesso ha inoltre sottolineato «l&#8217;impegno ed i risultati significativi» della Procura della Repubblica malgrado la forte carenza di magistrati. «Da tempo – ha detto Spagnuolo – non svolgo più le funzioni di Procuratore della Repubblica, ma di semplice sostituto. Di questo passo credo che resterò da solo a reggere l&#8217;ufficio».</p>
<p>Fra qualche mese, infatti, lascerà la Procura anche il sostituto Fabrizio Garofalo, e da quel momento i sostituti saranno solamente in due: Santi Cutroneo e Michele Sirgiovanni. Una situazione piuttosto difficile di fronte alla quale la macchina della giustizia potrebbe subire dei rallentamenti notevoli per via della gravissima carenza di organico.</p>
<p>(n.l.)</p>
<p>Gazzetta del sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Operazione &#8220;Ultimo incanto&#8221;: aste truccate, 5 arresti a Vibo Valentia</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 08:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; E&#8217; in corso l&#8217;operazione &#8221;Ultimo incanto&#8221; contro aste irregolari a Vibo Valentia. La Procura della Repubblica ha chiesto l&#8217;arresto di cinque persone: il titolare dell&#8217;istituto per le vendite giudiziarie, la moglie, due soci e un collaboratore. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, al peculato ed alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; E&#8217; in corso l&#8217;operazione &#8221;Ultimo incanto&#8221; contro aste irregolari a Vibo Valentia. La Procura della Repubblica ha chiesto l&#8217;arresto di cinque persone: il titolare dell&#8217;istituto per le vendite giudiziarie, la moglie, due soci e un collaboratore. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione in atti giudiziari, al peculato ed alla turbata liberta&#8217; degli incanti. <span id="more-15144"></span></p>
<p>I cinque si appropriavano direttamente dei beni messi all&#8217;asta oppure facevano in modo che a vincere le gare fossero prestanome delle persone che avevano subito l&#8217;esproprio degli immobili, che ne tornavano cosi&#8217; indirettamente in possesso. </p>
<p>La Squadra mobile di Vibo Valentia ha eseguito quattro dei cinque provvedimenti restrittivi emessi dal gip che riguardano il titolare dell&#8217;istituto per le vendite giudiziarie, Vincenzo Grasso, di 45 anni, e due suoi collaboratori, Domenico Mazzotta, di 57 anni, e Michele Cuccione, di 52. Per la moglie di Grasso, Francesca Gerace, di 42 anni, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Un altro collaboratore di Grasso risulta, al momento, irreperibile. </p>
<p>Da alcuni mesi, secondo quanto riferito dagli investigatori, era in corso la procedura per la revoca della concessione a Grasso per la gestione delle aste giudiziarie dopo che in un capannone di sua proprietà era stato trovato un consistente quantitativo di canapa indiana. </p>
<p>L&#8217;indagine della Squadra mobile di Vibo Valentia che ha portato agli arresti è partita dalla denuncia di un imprenditore al quale, nell&#8217;ambito di un procedimento civile, era stata espropriata l&#8217;abitazione. </p>
<p>(RCD) </p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Dopo due lunghi mesi restituiti alla famiglia i resti mortali di Pasquale Andreacchi &#8211; Del giovane scomparso da casa l&#8217;undici ottobre scorso ritrovate solo poche ossa disseminate in un castagneto</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 06:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SERRA SAN BRUNO (VV) &#8211; Si svolgeranno domani a partire dalle ore 15,30 i funerali di Pasquale Andreacchi, il giovane di 18 anni scomparso in circostanze misteriose la sera dell&#8217;11 ottobre scorso e trovato morto 2 mesi dopo con le ossa del corpo disseminate qua e là in un castagneto nelle immediate vicinanze del centro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SERRA SAN BRUNO (VV) &#8211; Si svolgeranno domani a partire dalle ore 15,30 i funerali di Pasquale Andreacchi, il giovane di 18 anni scomparso in circostanze misteriose la sera dell&#8217;11 ottobre scorso e trovato morto 2 mesi dopo con le ossa del corpo disseminate qua e là in un castagneto nelle immediate vicinanze del centro abitato. <span id="more-15150"></span></p>
<p>La notizia è stata data dai genitori, Salvatore e Maria Rosa Miraglia, dopo la restituzione alla famiglia dei resti mortali del giovane, che erano stati tenuti a disposizione dell&#8217;autorità giudiziaria per alcuni mesi per gli accertamenti del caso.</p>
<p>Si avvia così a conclusione una tragica vicenda che ha tenuto per circa otto mesi la popolazione serrese con il fiato sospeso e ha gettato un&#8217;intera famiglia nel dolore e nell&#8217;incubo per la perdita di un giovane di 18 anni la cui fine è ancora immersa nel più fitto mistero. </p>
<p>Molti, infatti, sono gli interrogativi che serpeggiano nel cuore della gente che per la morte del giovane in più occasioni ha manifestato costernazione e sgomento. Numerose infatti, sono state le iniziative di solidarietà che si sono susseguite nel tempo tra cui un consiglio comunale aperto, un convegno a carattere regionale, una manifestazione pubblica organizzata dal gruppo Agesci e una sfilata per le vie del centro abitato in onore di Pasquale. </p>
<p>Espressioni di sentita e partecipata ribellione alla violenza e di solidarietà alla famiglia sono giunte alla cittadina da eminenti uomini politici e dalle massime autorità civili e religiose della regione. Tutti hanno detto no alla barbara e disumana violenza perpetrata ai danni di un giovane di appena 18 anni che si apprestava ad affrontare la vita. </p>
<p>Da Serra San Bruno si è levato alto «il grido e la protesta di chi non si rassegna al silenzio e alla sopportazione e chiede a gran voce giustizia e legalità». </p>
<p>Come si ricorderà, dopo circa 2 mesi dalla scomparsa del giovane sono stati trovati in un cassonetto della spazzatura un teschio forato da un colpo di pistola e un femore. Gli inquirenti hanno avanzato il tragico sospetto che quei resti umani appartenessero a Pasquale Andreacchi. </p>
<p>I pochi dubbi rimasti si sono dissolti quando successivamente all&#8217;interno di un castagneto, poco distante dal luogo del primo ritrovamento, sono state rinvenute sparse qua e là sul terreno le rimanenti ossa dello scheletro insieme ad alcuni indumenti e ai documenti di riconoscimento di Pasquale. </p>
<p>L&#8217;esame del Dna, effettuato sulle ossa rinvenute, hanno confermato che quei poveri resti sono appartenuti al giovane scomparso la sera dell&#8217;11 ottobre. Incommensurabile il dolore in cui è piombata la famiglia dopo la certezza che i resti umani rinvenuti nel castagneto erano quelli del giovane Pasquale. </p>
<p>«Nostro figlio non ha mai fatto del male a nessuno», sono state le prime parole di Salvatore e Maria Rosa Miraglia dopo aver appreso i risultati dell&#8217;esame del Dna, poi la disperazione per la perdita di un figlio giovanissimo, dedito al lavoro e che contribuiva al sostentamento della famiglia. </p>
<p>La vicenda ha scosso la tranquillità del piccolo centro urbano delle Serre, che prima di questo tragico episodio aveva fama di essere un&#8217;oasi felice, non ancora infetta da fatti di così orrenda atrocità. </p>
<p>«Rifiutiamo e condanniamo – ha ribadito il sindaco di Serra San Bruno – la violenza da qualsiasi parte provenga e offriamo solidarietà alla famiglia di Pasquale così duramente provata da questa tragedia disumana». I funerali saranno officiati dal parroco chiesa Matrice don Gerardo Letizia. </p>
<p>Maurizio Onda</p>
<p>Gazzetta del sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Farmaci e stupefacenti, si sospetta un traffico &#8211; L&#8217;accusa: taroccava i formulari per prelevare medicinali in quantità superiore alle necessità del reparto</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Un traffico di farmaci, classificati come stupefacenti, all&#8217;interno del presidio ospedaliero di Serra San Bruno. Un&#8217;ipotesi inquietante che ha già fatto scattare un provvedimento di sospensione cautelare di trenta giorni nei confronti di un infermiere in servizio in quell&#8217;ospedale. Una decisione assunta ieri mattina dal direttore generale dell&#8217;Asp Rubens Curia, a seguito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Un traffico di farmaci, classificati come stupefacenti, all&#8217;interno del presidio ospedaliero di Serra San Bruno. Un&#8217;ipotesi inquietante che ha già fatto scattare un provvedimento di sospensione cautelare di trenta giorni nei confronti di un infermiere in servizio in quell&#8217;ospedale. Una decisione assunta ieri mattina dal direttore generale dell&#8217;Asp Rubens Curia, a seguito delle risultanze di alcuni controlli disposti<span id="more-15066"></span> che avrebbero consentito di accertare la contraffazione dei moduli di richiesta del farmaco (appartenente alla famiglia degli oppiacei) e usato in sala operatoria.</p>
<p>Al contempo il direttore generale dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale ha nominato una commissione di indagine interna, presieduta dal direttore sanitario aziendale Francesco Petrolo. Venerdì scorso intanto l&#8217;Asp ha segnalato l&#8217;accaduto ai carabinieri della Stazione della città capoluogo.</p>
<p>A mettere la pulce nell&#8217;orecchio del management dell&#8217;Asp sarebbero state le &#8220;stranezze&#8221; rilevate nella comparazione tra le quantità di farmaco consegnate al reparto dalla farmacia ospedaliera e quelle realmente utilizzate, nell&#8217;arco di questi primi mesi dell&#8217;anno. </p>
<p>Comparazione che avrebbe fatto emergere una vistosa discrepanza, nel senso che le quantità di fiale richieste sarebbero state di molto maggiori rispetto a quelle utilizzate, anche in considerazione del fatto che il numero degli interventi chirurgici eseguiti non aveva registrato alcun aumento.</p>
<p>Da qui la necessità di fare chiarezza sui conti che non quadravano, con controlli sistematici dei fogli (complessivamente tre) che compongono il bollettario delle richieste. Un lavoro che avrebbe prodotto i suoi frutti e messo a nudo il &#8220;buco&#8221; entro cui sarebbero scomparse considerevoli quantità del farmaco. </p>
<p>Operazione che sarebbe ruotata tutta attorno alla contraffazione dei moduli di richiesta. In pratica il medico anestesista prescriveva un determinato numero di fiale da richiedere in farmacia, numero che rimaneva inalterato nel foglio che resta nel bollettario, mentre era sugli altri due che la contraffazione avveniva. </p>
<p>Strada facendo, infatti, sarebbe stato &#8220;corretto&#8221; per eccesso il numero segnalato dall&#8217;anestesista con il risultato che alla farmacia ospedaliera perveniva un quantitativo diverso. Quantitativo che, a sua volta, lungo la strada del ritorno sarebbe stato &#8220;ridotto&#8221; in modo tale da far giungere in reparto il numero di fiale segnato dall&#8217;anestesista.</p>
<p>Insomma il meccanismo sarebbe stato più o meno questo, resta ora da accertare chi materialmente l&#8217;avrebbe compiuto e capire da quanto tempo la sottrazione dello stupefacente sarebbe andata avanti. Da quanto accertato, nel corso di controlli a ritroso negli anni, non è stata rilevata alcuna irregolarità nelle forniture fatte dalla farmacia ospedaliera nell&#8217;arco compreso tra il 2003 e il 2006. </p>
<p>Altre verifiche saranno fatte per gli anni successivi al fine di avere chiaro il quadro della situazione. «Quelli che pensano di fare i furbi cadono sempre nella rete – ha commentato il direttore generale dell&#8217;Asp, Rubens Curia – ora siamo in attesa dell&#8217;esito delle indagini dei carabinieri. Attività a cui abbiamo fornito consistenti elementi cartacei. Aspettiamo che si accerti il tutto prima di decidere ulteriori passi da muovere, anche di carattere giudiziario».</p>
<p>Una vicenda che lascia aperto il campo a diverse piste investigative che potrebbero portare a galla altre responsabilità. Infatti, uno dei punti da capire è il motivo che avrebbe indotto il dipendente, il quale ha ricevuto il provvedimento di sospensione cautelare e nei confronti del quale sarebbero emersi gravi elementi di responsabilità, a sottrarre le fiale di farmaco. </p>
<p>Potrebbe aver agito da solo e per motivi personali oppure, in una ipotesi più complessa, potrebbe essere soltanto l&#8217;elemento di un ingranaggio molto più grande che coinvolgerebbe altre persone. D&#8217;altro canto l&#8217;ipotesi di un traffico di farmaci non sarebbe certo una novità per il Vibonese più volte al centro di giri di questo genere come anche emerso, negli anni passati, nell&#8217;ambito di inchieste condotte dalla Dda. Piste investigative che vengono vagliate con estrema attenzione dai carabinieri. </p>
<p>Nondimeno anche la commissione interna, nominata da Curia d&#8217;intesa con i suoi più stretti collaboratori – il direttore sanitario aziendale che la presiede e il direttore amministrativo dell&#8217;Asp Francesco Procopio – è intenzionata a fare decisamente luce sull&#8217;intera questione.</p>
<p>Marialucia Conistabile</p>
<p>Gazzetta del sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Abuso di ufficio e falso ideologico, rinvio a giudizio per il sindaco di Ricadi &#8211; Coinvolti anche quattro assessori e un funzionario del comune</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 10:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>RICADI (VV) &#8211; La Procura della Repubblica di Vibo Valentia ha chiesto il rinvio a giudizio per abuso di ufficio e falso ideologico del sindaco di Ricadi, Domenico Laria, di 66 anni, di quattro assessori Francesco Melidoni, Domenico Locane, Francesco Taccone e Antonio Caracciolo), e di un un funzionario del comune, Giovanni Loiacono, in relazione alle procedure di assunzione di 18 vigili stagionali. <span id="more-15051"></span></p>
<p>La richiesta di rinvio al giudizio è stata avanzata al gip del tribunale di Vibo Valentia a conclusione di indagini condotte dal Nucleo di polizia tributaria su incarico della procura. Gli amministratori e il funzionario avevano ricevuto, nelle scorse settimane, degli avvisi di garanzia ed erano stati sentiti dal sostituto procuratore Sirgiovanni. </p>
<p>Sulla vicenda dell&#8217;assunzione avvenuta nel 2009, i finanzieri, su specifiche direttive della Procura vibonese, hanno esaminato l&#8217;intero iter burocratico &#8211; amministrativo dal quale sono emerse fattispecie penalmente rilevanti a carico di amministratori e dipendenti dell&#8217;Ente. </p>
<p>In particolare &#8211; secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza &#8211; sono stati evidenziati comportamenti fraudolenti, emersi dall&#8217;analisi di tutti gli atti adottati dagli amministratori che si sono concretizzati, di fatto, nella non giustificata proroga di una graduatoria scaduta, al solo fine di procedere all&#8217;assunzione, a tempo determinato, di agenti ausiliari di Polizia municipale a favore di terzi, anche parenti di amministratori e dipendenti comunali, a scapito di candidati in buona fede.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Nuova Alba, clan Lo Bianco: confermate 19 condanne &#8211; Cinque imputati assolti e subito rimessi in libertà. Pena ridotta di sei mesi a Vincenzo Barba</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Diciannove condanne, su 24, confermate in Appello; mentre nei confronti degli altri cinque imputati la Corte ha deciso l&#8217;assoluzione. Confermate anche le confische dei beni già eseguite. Regge dunque, anche in Appello, l&#8217;impalcatura accusatoria e l&#8217;associazione mafiosa nei confronti del clan Lo Bianco-Barba, pesantemente colpito nel febbraio del 2007 dall&#8217;operazione New Sunrise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Diciannove condanne, su 24, confermate in Appello; mentre nei confronti degli altri cinque imputati la Corte ha deciso l&#8217;assoluzione. Confermate anche le confische dei beni già eseguite. Regge dunque, anche in Appello, l&#8217;impalcatura accusatoria e l&#8217;associazione mafiosa nei confronti del clan Lo Bianco-Barba, pesantemente colpito nel febbraio del 2007 dall&#8217;operazione New Sunrise (Nuova Alba), condotta dalla Squadra mobile<span id="more-14913"></span> (all&#8217;epoca diretta da Rodolfo Ruperti e dal vice Fabio Zamapglione) con il coordinamento del sostituto procuratore della Dda Marisa Manzini. </p>
<p>Ed è stato proprio il magistrato Manzini, nel frattempo passato alla Procura generale, a vestire i panni di procuratore generale e sostenere l&#8217;accusa nei confronti dei 24 imputati, già giudicati e condannati con il rito abbreviato.</p>
<p>E se pesante era stato nel luglio del 2008 il verdetto del gup distrettuale Antonio Battaglia, altrettanto pesante è stato quello emesso, ieri pomeriggio, dalla Corte d&#8217;Appello di Catanzaro (presidente Marco Petrini, a latere Amelia Ferraro e Vincenzo Galati). </p>
<p>Delle diciannove condanne confermate, nei confronti di esponenti del clan Lo Bianco-Barba, è stata ridotta di sei mesi quella emessa dal gup per Vincenzo Barba, in primo grado condannato a 8 anni, ridotti dalla Corte a 7 anni e 4 mesi. </p>
<p>Per gli altri diciotto imputati sono rimaste invariate le pene decise dal gup distrettuale. In particolare: 12 anni di carcere per Carmelo Lo Bianco (del &#8216;32) – alias Piccinni o U&#8217; formaggiaru – ritenuto il capo dell&#8217;organizzazione; 10 anni e dieci mesi per suo figlio Paolo Lo Bianco; 10 anni per Carmelo Lo Bianco (alias Sicarro), cugino del boss; 12 anni e 6 mesi più 3mila e 600 euro di multa per Domenico Franzone (alias Chianozzo); 6 anni per Francesco Barba; 11 anni e 3mila e 200 euro di multa per Filippo Catania, cognato di Piccinni; 4 anni e 8 mesi per Antonio Lo Bianco, cugino di primo grado del boss e di Sicarro; 8 anni per Raffaele Franzè (detto Lo Svizzero) e indicato come contabile del clan. </p>
<p>Confermata la condanna 4 anni e 8 mesi per Giuseppe Lo Bianco (U&#8217; Tappezzeri), Domenico Rubino (noto come All right), Francesco Bognanni, Michele Lo Bianco, Leoluca Lo Bianco (noto come U&#8217; Rozzu) e Carmelo D&#8217;Andrea (noto come Coscia d&#8217;agneu). </p>
<p>E ancora confermata la pena a 6 anni per Andrea Mantella (A&#8217; Guscia); per Antonio Mancuso (del &#8216;38) 6 anni più mille e 200 euro di multa; per Franco Papuzzo, 2 anni e 4 mesi e per Antonio Coppola, 2 anni e quattro mesi.<br />
Sono stati invece assolti dalla Corte d&#8217;Appello: Antonio Raffaele Barba (detto Pino presa), condannato dal gup a 4 anni e 8 mesi; Nazzareno Lo Bianco (alias Giacchetta) che in primo grado era stato condannato a 4 anni e 8 mesi; Rosario Pugliese (Cassarola), al quale il gup aveva inflitto 4 anni e 8 mesi; Nazzareno Franzè (Paposcia) anch&#8217;egli condannato dal gup a 4 anni e 8 mesi e Francesco Scrugli, condannato in primo grado a 6 anni.</p>
<p>Oltre due anni di indagini, nel febbraio del 2007, consentirono all&#8217;allora sostituto della Dda Marisa Manzini, al vice questore Rodolfo Ruperti e ai suoi uomini di sferrare un duro colpo al clan Lo Bianco-Barba e di scrivere un pezzo del racconto criminale cittadino. </p>
<p>Dall&#8217;ascesa del clan – secondo quanto emerge dalla New Sunrise, iniziata nel 1988 dopo l&#8217;omicidio di Francesco Fortuna, uomo di rispetto nel Vibonese e capo del gruppo allora egemone – fino alla ricostruzione di decenni di attività illecite. Storie di mazzette, di usura e di danneggiamenti della cosca che aveva dato vita a una sorta di economia parallela nel capoluogo, operando in stretto rapporto con i Mancuso di Limbadi. Posizione che avrebbe consentito al gruppo di agire indisturbato, di entrare di fatto nel tessuto sociale condizionandone qualsiasi attività.</p>
<p>Marialucia Conistabile</p>
<p>Gazzetta del sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Time to time, il pentito Servello racconta: Chirillo &#8220;lavorava&#8221; i soldi di Turi Mancuso &#8211; «Franco Ruggiero gli scippò la pistola e poi lo uccise perché lo fece innervosire»</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Il suo compito era quello di individuare commercianti e imprenditori in crisi economica, sovvenzionandoli con il denaro messo a disposizione da Salvatore, detto Turi, Mancuso, residente nel Milanese (figlio del vecchio Ciccio, il capocosca deceduto tanti anni fa a Limbadi, paese dove era stato anche eletto sindaco prima che il consiglio comunale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Il suo compito era quello di individuare commercianti e imprenditori in crisi economica, sovvenzionandoli con il denaro messo a disposizione da Salvatore, detto Turi, Mancuso, residente nel Milanese (figlio del vecchio Ciccio, il capocosca deceduto tanti anni fa a Limbadi, paese dove era stato anche eletto sindaco prima che il consiglio comunale fosse sciolto dall&#8217;allora presidente della Repubblica Sandro Pertini).<span id="more-14910"></span></p>
<p>Il ruolo di Francesco Chirillo, ucciso a Gizzeria il 7 marzo di dieci anni fa, viene tratteggiato piuttosto chiaramente nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione denominata &#8220;Time to time&#8221;, portata a termine nei giorni scorsi dalla squadra Mobile di Catanzaro, che ha eseguito tre ordini di custodia cautelare in carcere firmati dal gip Tiziana Macrì, sulla base di una richiesta del sostituto procuratore della Dda, Marisa Manzini, oggi approdata alla Procura generale. Nel corso dell&#8217;operazione sono stati arrestati, oltre a Salvatore Mancuso, anche Filippo Carrà e Franco Ruggiero.</p>
<p>L&#8217;omicidio Chirillo, secondo quanto emerge, è maturato nell&#8217;ambito di un complesso giro di usura ed estorsioni attorno al quale sono state coinvolte più persone e che il collaboratore di giustizia Angiolino Servello di Ionadi, descrive nei minimi particolari a cominciare dal movente di quel delitto portato a termine all&#8217;interno di un&#8217;abitazione di proprietà della stessa vittima. </p>
<p>Un omicidio che, sulla base di quanto emerge, non sarebbe stato ordinato, ma strettamente legato alla reazione che lo stesso Chirillo avrebbe messo in atto nei confronti di Franco Ruggiero – residente in provincia di Parma, ma originario del Vibonese – in località Difesa di Acconia, uomo inviato sul posto da Salvatore Mancuso per riscuotere il suo credito, una cifra che si aggirava sui 200 milioni di di vecchie lire. </p>
<p>È lo stesso Ruggiero, infatti, sulla base di quanto emerge dall&#8217;ordinanza del gip Tiziana Macrì a raccontare per filo e per segno come Chirillo viene ucciso: «&#8230;Il cornuto sono andato a chiamarlo, sempre per il discorso dei soldi sono andato in campagna da lui, l&#8217;ho visto che si &#8220;puliciava&#8221; (affermava di essere in miseria) come diciamo noi calabresi, che si &#8220;annacava&#8221; (tergiversava)».</p>
<p>A Gizzeria, nei pressi dell&#8217;abitazione del Chirillo, Ruggiero è andato accompagnato dal nipote, tale Vincenzo Capano, a carico del quale non è stato emesso alcun provvedimento. Lo stesso, Franco Ruggiero riferisce al Servello il giorno successivo, che Chirillo al momento della discussione «faceva cenno di avere qualcosa addosso», e quando Ruggero si è accorto che aveva una pistola, «lo ha stretto, e gliel&#8217;ha scippata». </p>
<p>Momenti piuttosto concitati al punto che Ruggero aggiunge: «A quel punto mi sono preso di nervi, e l&#8217;ho ammazzato, perché continuava a dire brutte parole». Particolari agghiaccianti sui quali l&#8217;attenzione degli investigatori si è subito concentrata per cercare di capire tutti i retroscena del gravissimo fatto di sangue. </p>
<p>E in questo contesto la collaborazione di Servello è stata piuttosto interessante per lo sviluppo delle indagini. Il collaboratore di giustizia, infatti, chiarisce anche il ruolo di Vincenzo Capano, nipote di Franco Ruggiero, nei confronti del quale non è stato emesso alcun provvedimento, precisando che lo stesso attualmente si trova all&#8217;estero. </p>
<p>Mentre per quanto riguarda l&#8217;incontro tra i due &#8220;emissari&#8221; di Salvatore Mancuso e Francesco Chirillo, Servello sostiene che il giorno del delitto gli avevano prima telefonato, dandogli un appuntamento dove lo stesso Chirillo abitava insieme alla mamma, lo avevano fatto salire in auto, recandosi, poi, in un&#8217;abitazione vicina di sua proprietà all&#8217;interno della quale nella stessa serata venne rinvenuto il cadavere di Chirillo.</p>
<p>Secondo quanto emerso dalle indagini la vittima prendeva soldi dal Mancuso e li investiva nel giro dell&#8217;usura. «Chirillo – riferisce inoltre il collaboratore – prendeva il denaro e poi restituiva allo stesso Salvatore Mancuso, ma piano piano gliene dava sempre di meno, sostenendo &#8220;questo non paga, quello non paga&#8221; ma evidentemente – secondo il collaboratore di giustizia – il problema ce lo aveva il Chirillo, perché aveva dei debiti che in qualche occasione avrebbe potuto togliersi con i soldi del Mancuso», molto probabilmente lucrando sugli interessi. </p>
<p>Servello fornisce anche dei chiarimenti in merito a due attentati incendiari subìti dalla vittima, all&#8217;interno della stessa abitazione dove venne ucciso. Gli uomini di Mancuso, almeno per quanto riguarda il primo incendio, si erano comunque convinti che ad appiccarlo era stato lo stesso Chirillo, proprio, facendo in questo modo la vittima al cospetto del Mancuso allo scopo di ritardare la restituzione del denaro.</p>
<p>Nicola Lopreiato</p>
<p>Gazzetta del sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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