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	<title>Calabria Notizie &#187; società</title>
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	<description>Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</description>
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		<title>L&#8217;onestà di Angela Napoli e le serve sciocche</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 09:45:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Angela Napoli, deputata di Futuro e Libertà, denuncia la mafia da anni. Ha chiesto pulizia anche nel suo partito, è stata isolata, minacciata dal potere &#8216;ndranghetista. Scomoda anche per molti suoi colleghi. Mai in prima pagina. Quando si scoprì che la mafia calabrese le aveva preparato un attentato, ne arrivarono poche di parole di solidarietà; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Angela Napoli, deputata di Futuro e Libertà, denuncia la mafia da anni. Ha chiesto pulizia anche nel suo partito, è stata isolata, minacciata dal potere &#8216;ndranghetista. Scomoda anche per molti suoi colleghi. Mai in prima pagina. Quando si scoprì che la mafia calabrese le aveva preparato un attentato, ne arrivarono poche di parole di solidarietà; addirittura qualcuno, nel suo partito, le disse &#8216;auguri&#8217;. Impegnata per lo scioglimento di Lamezia Terme e Fondi, nonostante fossero comuni governati da giunte &#8216;alleate&#8217;. <span id="more-16287"></span></p>
<p>Nel panorama di mercinomio, di svendita dei valori, di massacro civile delle istituzioni, Angela Napoli è una mosca bianca, persona adamantina.</p>
<p>Oggi è finita in prima pagina per questa frase: &#8220;Bisogna cambiare la legge elettorale, non escludo che in parlamento ci siano donne che si sono prostituite&#8221;. </p>
<p>Per questa frase le tocca chiedere scusa. Ma a chi? Alle deputate che servono il padrone, che ora urlacchiano, ma erano zitte quando il capo faceva l&#8217;utilizzatore finale o chiedeva un militare per ogni bella donna? Zitte quando Silvio Berlusconi offendeva donne dello schieramento avverso. </p>
<p>Zitte quando una donna, Veronica Lario raccontò: &#8220;Sono convinta che a questo punto non sia dignitoso che io mi fermi qui. La strada del mio matrimonio è segnata, non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni&#8221;. </p>
<p>Parlando delle giovani e delle veline che circordavano suo marito, aggiunse: &#8220;Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo, la notorietà e la crescita economica&#8221;. Sconcertata dal paese Italia che &#8220;Per una strana alchimia il paese tutto conceda e tutto giustifichi al suo imperatore&#8221;. </p>
<p>A Veronica Lario fu riservato anche il &#8216;metodo Boffo&#8217; sui giornali di famiglia per provare a sputtanarla, senza esito. Nessuna donna libera del Pdl alzò mezzo dito, pose la questione, chiese spiegazioni.</p>
<p>Oggi contro Napoli contumelie e taglienti parole.</p>
<p>Ma una dichiarazione spicca su tutte le altre, quella di Daniela Santanchè, sottosegretario all&#8217; Attuazione del Programma. &#8221;A differenza di tutti non sono ne&#8217; stupita ne&#8217; sorpresa della dichiarazione di Angela Napoli sulle donne del Pdl. </p>
<p>L&#8217;onorevole ha fatto finalmente cadere la maschera e ha reso visibile l&#8217;assoluto vuoto della proposta politica del partito di Fini, messo in piedi esclusivamente per denigrare e delegittimare tutto cio&#8217; che e&#8217; riconducibile a Silvio Berlusconi&#8221;.</p>
<p>Non c&#8217;è nessun caso di omonimia. Daniela Santanchè è la stessa che aveva chiesto la privacy per i mafiosi, difficile che rispetti e celebri il lavoro di chi da anni combatte le organizzazioni criminali e rischia la vita. La stessa che rivelò un presunto rapporto tra Veronica Lario e un altro uomo dopo la rottura tra Berlusconi e la moglie.</p>
<p>Santanchè è la stessa che, prima delle elezioni, attaccò l&#8217;allora avversario politico: &#8220;Le donne per andare in Parlamento lo possono fare solo con me — disse in un&#8217;intervista a Canale Italia —. Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali&#8221;.</p>
<p>Non paga, quando Berlusconi le ricordò i trascorsi: &#8220;E&#8217; quella destra Billionaire che cerca di portarci via i voti ma fa solo il gioco della sinistra&#8221; lei replicò chiaro e tondo: &#8220;E&#8217; ossessionato da me. Tanto, non gliela do&#8221;.  Ora è sottosegretaria all&#8217;attuazione del programma e impartisce lezioni ad Angela Napoli su opportunità politica e moralità. </p>
<p>di Nello Trocchia</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.articolo21.org">articolo21.org</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Pensare il presente, nel presente. Una scuola a Roccella</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROCCELLA (RC) &#8211; Anche nella Locride si può fare filosofia. Anzi, si deve. È proprio un territorio ricco di potenzialità, ma spesso povero di occasioni, la sede giusta in cui il dialogo attecchisce e la riflessione acquista un significato politico. Questo è accaduto a Roccella Jonica il 29, 30 e 31 agosto, durante la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROCCELLA (RC) &#8211; Anche nella Locride si può fare filosofia. Anzi, si deve. È proprio un territorio ricco di potenzialità, ma spesso povero di occasioni, la sede giusta in cui il dialogo attecchisce e la riflessione acquista un significato politico. Questo è accaduto a Roccella Jonica il 29, 30 e 31 agosto, durante la prima edizione della Scuola estiva di alta formazione in filosofia dal titolo Riflessi del presente: individuo vs. politica. <span id="more-16266"></span></p>
<p>Le tre giornate di studio sono state momento di vero dialogo e serrato confronto, cui hanno partecipato più di cinquanta iscritti tra docenti, studenti e cittadini. La necessità di far uscire la riflessione filosofica dall&#8217;accademia, l&#8217;esigenza di pensare e politicizzare il vissuto quotidiano hanno costituito il basso continuo dell&#8217;intera iniziativa. </p>
<p>La riuscita è stata segnata da un genuino fare collettivo, grazie alla mobilitazione di personalità e istituzioni diverse: organizzata dal Liceo Scientifico «P. Mazzone» in collaborazione con l&#8217;Istituto italiano per gli studi filosofici di Napoli e il Centro per la filosofia italiana la Scuola ha goduto del sostegno finanziario dell&#8217;assessorato alla pubblica istruzione della provincia di Reggio Calabria e del comune.</p>
<p>Dalla dimensione sociale dell&#8217;esperienza fino alla crisi della politica contemporanea i punti più impegnativi del confronto. La lezione d&#8217;apertura, di Mario Alcaro, ha proposto un&#8217;originale lettura di Tommaso Campanella come precursore del paradigma biopolitico. </p>
<p>In chiave biopolitica anche l&#8217;intervento di Ida Dominijanni sull&#8217;antropologia berlusconiana: la società italiana, seppur innervata dal biopotere berlusconiano, può ancora attivare processi di riattivazione della libertà.</p>
<p>Giuseppe Cantarano, direttore della Scuola, si è concentrato, invece, sullo svuotamento della politica d&#8217;oggi: abbracciando la logica del fare assoluto, produce soltanto perdita di valori e disincanto. Su questa scia l&#8217;atteso contributo di chiusura di Pietro Barcellona ha ragionato sul declino della soggettività umana, in termini di morte dell&#8217;immaginario, azzeramento del desiderio e assenza di contraddittorio. </p>
<p>Fin qui si è trattato di illustrare alcuni caratteri della crisi del presente e dei suoi effetti biopolitici. Resta da individuare l&#8217;origine dell&#8217;impasse e le condizioni per superarla. È lecito pensare che sia il modello capitalista il fondo in cui la vita umana è tenuta sotto scacco: proprio oggi le più importanti doti della nostra condotta, come il linguaggio e le relazioni sociali, sono diventate il fulcro della produzione di beni e servizi e, quindi, sono oggetto di governo imprenditoriale. </p>
<p>Pratiche di incontro simili a quella roccellese rappresentano una modalità di comunicazione pubblica scardinata da questi meccanismi. Già la tavola rotonda conclusiva è stata l&#8217;occasione per discutere delle prossime edizioni. </p>
<p>Della possibilità di far interagire la riflessione con altri linguaggi, come quello cinematografico, dell&#8217;importanza di approfondire senza rinchiudersi e di coinvolgere senza disperdersi, della forma politica e sociale che la filosofia deve assumere per coniugarsi alla nostra esperienza vissuta. </p>
<p>di Alessandra Mallamo, Angelo Nizza</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it">ilmanifesto.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Concorso fotografico “Calabria: quello che non vedi” &#8211; La tematica più sentita è quella del degrado ambientale</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 13:55:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il concorso fotografico “Calabria: quello che non vedi”, lanciato dall’Associazione “Io resto in Calabria” nello scorso mese di giugno, ha solleticato la creatività di tanti calabresi e non, che hanno inviato tanti scatti, di come i loro occhi vedono la Calabria e soprattutto di come tante cose “innaturali” siano in realtà vissute come compagni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il concorso fotografico “Calabria: quello che non vedi”, lanciato dall’Associazione “Io resto in Calabria” nello scorso mese di giugno, ha solleticato la creatività di tanti calabresi e non, che hanno inviato tanti scatti, di come i loro occhi vedono la Calabria e soprattutto di come tante cose “innaturali” siano in realtà vissute come compagni di vita dai calabresi.<span id="more-16260"></span> </p>
<p>Tra le tante foto di denuncia giunte nella sede dell’associazione, la tematica più sentita e comune a molti lavori, è quella del degrado ambientale che va dall’inquinamento del mare alle tante discariche a cielo aperto, che deturpano il nostro patrimonio boschivo e i greti dei corsi d’acqua. </p>
<p>I due lavori vincitori, oltre che per la forza delle denuncie fatte si sono distinti anche per discrete doti nell’applicazione di tecniche fotografiche, oltre che per la creatività (evidente) soprattutto nel lavoro del primo classificato che mette in mostra molti lati “oscuri” della nostra terra, con cui quotidianamente ci scontriamo tutti. </p>
<p>Il primo premio va, infatti, alle immagini di Fabrizio Lumare, che descrive il suo lavoro così: “La Calabria è una regione potente, un luogo in cui la bellezza e la devastazione della bellezza sembrano sfuggire a ogni tentativo di cercarne rimedi e ragioni. Questo lavoro è un viaggio ideale di 4 personaggi, diversi fra loro, ma uniti dalla curiosità di raggiungere e visitare un’unica meta, la Calabria”. </p>
<p>Il secondo premio va invece a Giulia Zanfino, che ha voluto con i suoi scatti portare a galla il problema degli emarginati e dei senza fissa dimora, raccontando i volti e gli occhi dei senza casa di Cosenza. </p>
<p>La premiazione avverrà sabato 11 settembre ad Amantea, presso il Mediterraneo Palace Hotel alle 18.30, dove verrà allestita anche la mostra fotografica di tutti i lavori che hanno partecipato alla selezione dei vincitori, allestimento che diverrà poi itinerante e che verrà portato in tutte e cinque le provincie, oltre che nei comuni che ne faranno richiesta. </p>
<p>Infine, il team dell’Associazione “Io resto in Calabria” e il presidente Pippo Callipo, rivolgono un sentito grazie a tutti i calabresi appassionati di fotografia, che hanno partecipato al concorso e che hanno voluto mettere sotto gli occhi di tutti i problemi quotidiani, che i media tradizionali spesso dimenticano. </p>
<p>Associazione “Io resto in Calabria”</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Giornate degli autori &#8211; Rosarno, la ribellione che genera demagogia: «Il sangue verde»</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 08:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VENEZIA &#8211; All&#8217;inizio di quest&#8217;anno a Rosarno, in Calabria, centinaia di immigrati africani, lì per raccogliere arance, hanno manifestato in paese rovesciando tutto quanto si trovava sulla loro strada. Con rapidità lo stato è intervenuto, portandoli via tutti e smistandoli altrove, mentre vari ministri sproloquiavano sulla tolleranza eccessiva del nostro paese nei confronti degli immigrati. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VENEZIA &#8211; All&#8217;inizio di quest&#8217;anno a Rosarno, in Calabria, centinaia di immigrati africani, lì per raccogliere arance, hanno manifestato in paese rovesciando tutto quanto si trovava sulla loro strada. Con rapidità lo stato è intervenuto, portandoli via tutti e smistandoli altrove, mentre vari ministri sproloquiavano sulla tolleranza eccessiva del nostro paese nei confronti degli immigrati. Ma cosa aveva spinto quelle persone a quella forma di ribellione così eclatante? <span id="more-16251"></span></p>
<p>Condizioni di vita e di lavoro all&#8217;insegna dello sfruttamento e della prevaricazione, con un paio di episodi intimidatori. Su questa vicenda alle Giornate degli autori è stato presentato Il sangue verde, di Andrea Segre, titolo che viene da una frase di uno dei manifestanti che afferma come anche loro siano esseri umani, col sangue come il nostro e non verde. </p>
<p>Un documentario importante, che coglie uno snodo decisivo del nostro paese. A Rosarno dopo la seconda guerra mondiale erano stati i contadini a lottare per avere la terra. Ottenendola. Ma nel corso dei decenni tutto è cambiato, la &#8216;ndrangheta si è arricchita e potenziata e i contadini di un tempo oggi padroncini, non potendo e non volendo ribellarsi ai soprusi mafiosi, spremono gli immigrati peggio che se fossero animali. </p>
<p>Sotto lo sguardo indifferente delle autorità si consuma uno sfruttamento mostruoso. Da lì la ribellione che Segre racconta con immagini di repertorio degli anni &#8216;50, riprese tv dei giorni caldi, un&#8217;intervista all&#8217;ex sindaco di sinistra, Giuseppe Lavorato, e sette immigrati che testimoniano in prima persona.</p>
<p><strong>Segre, cosa è davvero successo a Rosarno?</strong> </p>
<p>La scelta degli immigrati di reagire in maniera rumorosa è sicuramente una scelta che va a coprire un silenzio di quella che dovrebbe essere la società civile, sindacale, la politica di sinistra, che in teoria dovrebbe occuparsi dei diritti degli ultimi che di fronte alla opprimente chiusura della potenza mediatica e elettorale del meccanismo della paura non riesce più, su questi temi, a far valere dignità e diritti. </p>
<p>È ben orchestrata la politica della demagogia xenofoba che miete consensi, e chi dovrebbe invece lavorare sulla difesa di dignità e diritti si trova spiazzato, e non sa più come agire. Di fronte a questo silenzio cresce la rabbia di chi questi diritti negati li vive sul proprio corpo.</p>
<p><strong>Ma la logica viene ribaltata, i nostri ministri accusano gli immigrati, vittime, come fossero i colpevoli&#8230;</strong></p>
<p>È la strategia assolutamente vincente di chi ha un progetto politico molto chiaro: generare paura per mietere consensi. Non intervengo nella gestione di un territorio che è in mano diciamo a un&#8217;anarchia mafiosa e lascio maturare le tensioni, quando quelle tensioni esplodono utilizzo le immagini più superficiali di quelle tensioni per cavalcare la paura. E faccio credere agli italiani, in un secondo, che il problema siano i neri che spaccano le macchine. </p>
<p>Quelle immagini di cinquecento neri che marciano per una città rovesciando i cassonetti è una manna per la destra, Maroni e LaRussa lo hanno capito subito e la prima frase che hanno detto alle tv è «tutto questo è conseguenza dell&#8217;eccessiva tolleranza nei confronti dell&#8217;immigrazione clandestina». </p>
<p>Tutto ciò che era dietro quell&#8217;esplosione, quindici anni di tensioni, con i comuni della piana che vengono commissariati per &#8216;ndrangheta, tutto annullato grazie alla potenza evocativa delle immagini. Di fronte a questo il silenzio della sinistra, che si trova totalmente disorientata che non ha dato risposte a quelle tensioni e spesso ha taciuto quando governava.</p>
<p><strong>Cosa ha lasciato quella ribellione?</strong></p>
<p>Qualcosa ha mosso. Ora alcuni di loro sono qui a Venezia . Il caposquadra della mobile di Reggio Calabria ha detto «noi abbiamo fatto delle indagini dopo quelle manifestazioni» perché se questi sono andati in piazza a spaccare tutto verranno anche a raccontare il perché, infatti le indagini e gli arresti fatti sono derivati proprio da nomi e cognomi fatti da chi non aveva più niente da perdere. E questo documentario è nato proprio per la loro convinzione che ora bisogna cominciare a parlare. </p>
<p>di Antonello Catacchio </p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it">ilmanifesto.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Eutanasia e testamento biologico: incontro pubblico con Mina Welby che presenta “L’ultimo gesto d’amore”, il racconto dell&#8217;esperienza vissuta accanto al marito Piergiorgio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 14:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CINQUEFRONDI (RC) &#8211; L’Associazione Megale Hellas in collaborazione con Calabria Radicale ha organizzato per sabato 4 settembre 2010 un incontro pubblico che si terrà a Cinquefrondi (Rc), dalle ore 18:30 presso la mediateca comunale alla quale parteciperà Mina Welby. Sarà dibattuto il delicato tema del “Fine vita” e del “Testamento biologico” attraverso la presentazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CINQUEFRONDI (RC) &#8211; L’Associazione Megale Hellas in collaborazione con Calabria Radicale ha organizzato per sabato 4 settembre 2010 un incontro pubblico che si terrà a Cinquefrondi (Rc), dalle ore 18:30 presso la mediateca comunale alla quale parteciperà Mina Welby. Sarà dibattuto il delicato tema del “Fine vita” e del “Testamento biologico” attraverso la presentazione del libro di Mina Welby, “L’ultimo gesto d’amore”<span id="more-16214"></span> che racconta con semplicità, ma allo stesso tempo con forza, la drammatica esperienza di accettare la volontà del marito Piergiorgio di spegnere il respiratore che lo teneva in vita poiché quelle condizioni egli riteneva non fossero più degne di essere vissute. </p>
<p>Suicidio? Eutanasia? Porre fine all’accanimento terapeutico? Le polemiche seguite alla morte di Piergiorgio Welby furono violentissime, la Curia di Roma negò perfino il funerale con dichiarazioni che giunsero dalle più alte cariche delle gerarchie Vaticane e il Dottor Mario Riccio, che materialmente spense il respiratore dopo aver sedato Piergiorgio Welby, oltre a essere indagato dalla Procura della Repubblica subì un procedimento dal Consiglio dell’Ordine dei medici. </p>
<p>Fu prosciolto, nell’uno e nell’altro procedimento e le polemiche archiviate; ma in Parlamento giace una proposta di legge “contro” il testamento biologico che allo stato attuale può essere rilasciato nei fatti, pur senza una puntuale regola legislativa. Come? In che modo? Allora il caso “Welby” e la vicenda “Englaro” possono verificarsi ancora? </p>
<p>A queste e a tante altre domande si cercherà di dare risposta durante la serata cui interverranno oltre a Mina Welby che per la prima volta partecipa in Calabria a un incontro pubblico, Angelo Siciliano (Vice Presidente dell’Associazione Megale Hellas) e Marco Marchese (Segretario di Calabria Radicale).</p>
<p>Calabria Radicale</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Verrà ripulito a Crotone il giardino dedicato a Falcone e Borsellino &#8211; Fare Verde e Terra di Mezzo impegnati nel rispristino di un&#8217;area abbandonata</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:07:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CROTONE &#8211; &#8220;La memoria non può essere nascosta nell&#8217;erba alta e sepolta dai rifiuti!&#8221;, è una frase estrapolata dall’intervento dell’On. Angela Napoli, a Crotone, nel corso della recente cerimonia di commemorazione per Paolo Borsellino, e che è stata riportata a grandi lettere sulle locandine realizzate da FARE VERDE Crotone (www.fareverdecrotone.tk) per invitare i cittadini ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; &#8220;La memoria non può essere nascosta nell&#8217;erba alta e sepolta dai rifiuti!&#8221;, è una frase estrapolata dall’intervento dell’On. Angela Napoli, a Crotone, nel corso della recente cerimonia di commemorazione per Paolo Borsellino, e che è stata riportata a grandi lettere sulle locandine realizzate da FARE VERDE Crotone (www.fareverdecrotone.tk) per invitare i cittadini ad aderire all’iniziativa di pulizia del giardino dedicato alla figura dei giudici antimafia Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.<span id="more-16144"></span></p>
<p>Venerdì 30 Luglio 2010, dalle ore 18.30 in poi, gli aderenti all’Associazione Ambientalista di cui sopra, in collaborazione con i militanti dell’Associazione Culturale “Terra di Mezzo” di Crotone (www.terradimezzocrotone.org), si sono dati appuntamento, così come annunciato nei giorni scorsi, per ripulire il Giardino “Falcone e Borsellino”, che si trova in stato di totale abbandono a causa della palese incuria dell’Amministrazione Comunale. </p>
<p>All’appello hanno già aderito numerose associazioni del territorio e singoli cittadini che nella serata di Venerdì, parteciperanno dunque a tale iniziativa.</p>
<p>“Così come annunciato, – dichiara Antonio Blaconà, Responsabile Provinciale di Fare Verde Crotone – Venerdì  sera saremo dunque impegnati nella pulizia di quello che dovrebbe essere un posto dedicato alla memoria di due figure fondamentali per la lotta alla mafia, ma che invece è diventato una vera e propria vergogna, a causa dei numerosi cumuli di rifiuti sparsi un po’ dappertutto. </p>
<p>I nostri volontari, supportati da tutti quei concittadini che vorranno darci una mano, cercheranno di riportare un minimo di decoro in questo giardino lasciato in totale abbandono dall’Amministrazione Comunale di Crotone. </p>
<p>Il nostro è, ovviamente, un atto simbolico, l’ennesimo, affinché ci si renda conto che, non solo questi luoghi, ma tutta la nostra città, non può essere abbandonata in questo modo, sopratutto a causa del disinteresse delle istituzioni, e che i primi a dover difendere il nostro territorio siamo proprio noi cittadini.”.</p>
<p>“Nel corso della commemorazione per Paolo Borsellino – continua Daniele Caroleo, Presidente di Terra di Mezzo e Dirigente Nazionale di “Azione Giovani – Giovane Italia” – ci siamo subito resi conto che la situazione del parco era pressoché squallida. </p>
<p>Le parole dell’On. Napoli, che ha giustamente sottolineato tale scempio, hanno motivato ancora di più i nostri ragazzi. E quando i volontari di Fare Verde hanno deciso di lanciare questa iniziativa, la nostra Comunità ha subito accettato con entusiasmo, insieme ad altre associazioni presenti alla cerimonia. </p>
<p>Venerdì sera saremo quindi presenti a questa mobilitazione e ci daremo da fare affinché tale giardino possa tornare ad essere un luogo di memoria degno di questo nome. Dal canto nostro non possiamo non sottolineare l’ennesima brutta figura dell’attuale Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Peppino Vallone, che avrebbe, perlomeno, potuto provvedere a sistemare e a ripulire il Giardino in vista delle commemorazioni che si sono svolte in occasione dell’anniversario della morte del giudice Borsellino. </p>
<p>Purtroppo però, il nostro Sindaco, che non si è di certo smentito nel corso di questi anni,  è troppo impegnato ad elargire nuove nomine in giunta, in vista dell’imminente campagna elettorale, piuttosto che occuparsi dei reali problemi della città e dei cittadini.”.							   </p>
<p>Dipartimento Stampa<br />
Fare Verde Crotone</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Murales anti ‘ndrangheta e marce sui luoghi della memoria</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 09:05:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Il “Crimine” non paga. La Locride è anti’ndrangheta, parola d’onore”. Sono le frasi del murales realizzato a Locri sul “muro della vergogna”, lungo la statale 106 jonica, dove Giuseppe Tizian – un giovane bancario di Bovalino (Reggio Calabria) – è andato a sbattere con la sua macchina, dopo essere stato massacrato e sfigurato dal piombo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il “Crimine” non paga. La Locride è anti’ndrangheta, parola d’onore”. Sono le frasi del murales realizzato a Locri sul “muro della vergogna”, lungo la statale 106 jonica, dove Giuseppe Tizian – un giovane bancario di Bovalino (Reggio Calabria) – è andato a sbattere con la sua macchina, dopo essere stato massacrato e sfigurato dal piombo di una lupara senza volto, imbracciata da due uomini in motocicletta. Un delitto rimasto senza colpevoli e senza un perché. Soprattutto una storia dimenticata.<span id="more-16140"></span></p>
<p>“Un velo d’oblio ha coperto per anni la storia di mio padre – afferma Giovanni Tizian, figlio di Giuseppe e giornalista della Gazzetta di Modena-. La sua storia rappresenta un tassello del puzzle di dolore e mortificazione che il paese di Bovalino e la Locride hanno subito dalla ‘ndrangheta. Vogliamo ricordarlo con un disegno per coprire l’ingiustizia impressa su quel muro della vergogna”.</p>
<p>Era il 1989, ventuno anni dopo, Giovanni Tizian insieme all’associazione daSud lo ricordano nella terza edizione della lunga marcia della memoria, l’iniziativa dedicata quest’anno ai nuovi linguaggi antimafia, alla libertà di informare, alla richiesta di giustizia per le vittime innocenti delle mafie, alla giustizia ambientale. Un percorso di impegno civile della meglio gioventù del meridione, per fare memoria dal basso e costruire la nuova identità meridionale fatta di impegno e responsabilità. </p>
<p>La lunga marcia della memoria è iniziata a Roma, lo scorso 5 luglio, con un blitz insieme alla Rete italiana per la Giustizia ambientale per dire “No al Ponte sullo Stretto”. Uno striscione esposto in piazza di Spagna eloquente: “Il Sud frana e le mafie se la ridono dal Ponte” e una consapevolezza: ribellarsi al potere mafioso è giusto, è doveroso.</p>
<p>“Il fronte dell’antimafia è memoria ma anche attualizzare, scoprire, raccontare gli interessi della malavita in Italia – dice Alessio Magro, della onlus daSud-. Perchè se esiste una cupola della ‘ndrangheta, come dimostrano gli arresti del 14 luglio, significa che le cosche sono unite nel malaffare”.</p>
<p>Prossimo appuntamento il 5 agosto a Polistena (nel reggino) con la presentazione del “Caso Valarioti”, il libro della casa editrice Round Robin che l’associazione daSud ha dedicato a Peppe Valarioti, insegnante uccico a Rosarno la notte tra il 10 e l’11 giugno 1980, mentre usciva dalla cena con cui il Pci festeggiava la vittoria alle elezioni comunali. </p>
<p>E’ il primo omicidio politico in Calabria, quello che affossa il movimento anti ‘ndrangheta. Ora l’associazione daSud riporta l’attenzione su quell’omocidio, riceve il plauso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitiano e prova a fare un comitato per riaprire le indagine su Peppe Valarioti.</p>
<p>di Michele Sasso </p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilfattoquotidiano.it">ilfattoquotidiano.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Abituarsi al bello fa riconoscere i Mostri&#8221;: una installazione semi-permanente dell&#8217;opera di Rosaria Iazzetta e Tubi Innocenti &#8211; Per immortalare il senso dell&#8217;incompiuto tipico delle nostre zone</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:12:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROCCELLA JONICA (RC) &#8211; In una desertificazione culturale, dovuta più alla credenza errata del crescere dall&#8217;insano che dal sano, delle voci di speranza si uniscono e diventano un gruppo di lotta. Sono quattro studentesse delle varie scuole dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Catanzaro, che con il nome Tubi Innocenti, tentano di costruire l&#8217;impalcatura per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROCCELLA JONICA (RC) &#8211; In una desertificazione culturale, dovuta più alla credenza errata del crescere dall&#8217;insano che dal sano, delle voci di speranza si uniscono e diventano un gruppo di lotta. Sono quattro studentesse delle varie scuole dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Catanzaro, che con il nome Tubi Innocenti, tentano di costruire l&#8217;impalcatura per il sostegno dell&#8217;anima, attraverso il riconoscimento del bello come valore universale a cui abituare gli occhi (Paola Ascone, Caterina Aversa, Mariagrazia Costa e Mariateresa Sorbara).<span id="more-16137"></span></p>
<p>Con l&#8217;opera &#8220;Abituarsi al bello, fa riconoscere i Mostri&#8221;, le giovani si prestano alla collaborazione con l&#8217;Artista Rosaria Iazzetta, ora docente alla Cattedra di Scultura dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Catanzaro, per immortalare in uno scatto il senso dell&#8217; incompiuto tipico delle nostre zone, dove l&#8217;abusivismo e lo spreco economico generano eco-mostri, in contrasto alla bellezza umana, che denigrata dall&#8217;estetica malata, non trova sviluppo e vigore.</p>
<p>L&#8217;Artista Iazzetta, da tempo lavora in operazioni pubbliche di  notevole rilevanza in Campania,ma per lei è la prima volta mostrarsi nel territorio Calabro, nella schiettezza che la contraddistingue, per dire a tutti i costi la verità, sopra ogni cosa, con tutti mezzi che le sono necessari (www.rosariaiazzetta.com). </p>
<p>Ma questa volta non è sola, le giovani artiste, sposano l&#8217;idea e decidono di mostrarsi in prima persona, in nome della Calabria, per dire che la mala-tolleranza non genera crescita, che il brutto non può e non deve essere un&#8217;abitudine, e che  bisogna sforzarsi con tutti i mezzi possibili, di combattere per la riaffermazione della dignità umana e dell&#8217;appropriazione della felicità collettiva.</p>
<p>L&#8217;opera sarà installata dal giorno 2 Agosto 2010, sulla parete rocciosa del Castello di Roccella Ionica, al fine di rendersi visibile anche a grandi distanze sarà di dimensioni 16 metri di altezza e 24 metri circa di larghezza.</p>
<p>L&#8217;operazione rientra nel programma Culturale dal Titolo: &#8220;Straniamenti&#8221; con il tema 106 metamorfosi.</p>
<p>Associazione Culturale Straniamenti</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Il figlio mette le ali al papà senatore &#8211; Aeroporto tutto in famiglia con il voto del rampollo (nel Cda)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:16:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[LAMEZIA TERME &#8211; Senatore della Repubblica, presidente di una importante società aeroportuale e capo indiscusso di un colosso del cemento. Vincenzo Speziali, senatore del Pdl a ottant’anni è tutto questo. Una energia inesauribile, la sua, tanto che nei pochissimi ritagli di tempo riesce finanche ad indossare la toga dell’avvocato difensore. L’ultima volta a pochi giorni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Senatore della Repubblica, presidente di una importante società aeroportuale e capo indiscusso di un colosso del cemento. Vincenzo Speziali, senatore del Pdl a ottant’anni è tutto questo. Una energia inesauribile, la sua, tanto che nei pochissimi ritagli di tempo riesce finanche ad indossare la toga dell’avvocato difensore. L’ultima volta a pochi giorni dalla sentenza di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa del suo amico fraterno Marcello Dell’Utri.<span id="more-16098"></span></p>
<p>“Conosco il senatore Dell’Utri come persona onesta e di grande spessore intellettuale. E questa sentenza porta allo scoperto le falle di un sistema giudiziario inquinato dalla militanza politica. È preciso dovere del Parlamento italiano, legittimato dalla sovranità popolare, ricondurre nel giusto binario le dinamiche che rego-lano i rapporti e le prerogative tra i diversi poteri dello Stato”. </p>
<p>Insomma una poderosa sistemata alla magistratura e un sostanziale riequilibrio dei poteri dello Stato, il senatore eletto in Calabria li rivendica. Ma quando si parla di incompatibilità e dei conflitto di interessi tace. E qui la storia va raccontata tutta, anche nei suoi aspetti più tragicomici, quello del familismo più sfacciato che segna la politica e l’amministrazione pubblica in Calabria. </p>
<p>È il 12 luglio quando il senatore viene eletto, dopo una concitata riunione del consiglio d’amministrazione, presidente della Sacal, la società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme, uno degli scali più importanti del Sud con il suo milione e mezzo di passeggeri ogni anno e 18 milioni di euro di fatturato. </p>
<p>A votare a favore del senatore Speziali c’è anche il figlio Giuseppe che siede nel Cda in rappresentanza della società Aeroporti di Roma. Il papà senatore è stato nominato dalla Regione Calabria, il figlio da un colosso privato, si vota e l&#8217;ingegnere-senatore Vincenzo Speziali viene eletto presidente. </p>
<p>La carica più alta al vertice di un’azienda che nei prossimi mesi maneggerà un vero tesoretto: 60 milioni di euro dei fondi Por e Pon per la ristrutturazione dello scalo e l’ampliamento delle piste d’atterraggio. Ma non solo questo: attorno all’aeroporto di Lamezia ci sono migliaia di ettari pronti ad essere cementificati per la costruzione di alberghi, uffici e centri commerciali. </p>
<p>E qui scattano due problemi per il senatore: il primo è la sostanziale incompatibilità tra la carica pubblica e quella di presidente della Sacal, sancita dall’articolo 2 della legge 60 del 12 febbraio 1953, che parla chiaro: “I membri del Parlamento non possono rivestire cariche, né esercitare funzioni di amministratore o di presidente in enti che gestiscono servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica amministrazione, o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria direttamente o indirettamente”. </p>
<p>Ma in Calabria la chiarezza delle leggi è una flebile opinione. E veniamo al capitolo conflitto d&#8217;interessi: non si tratta dell’unico problema, il gruppo industriale che fa capo all’ingegnere senatore e ai figli, Giuseppe e Antonio (quest’ultimo coinvolto nello scandalo delle concessioni per gli impianti eolici), rischia di monopolizzare l’intero aeroporto di Lamezia. </p>
<p>Il papà senatore presidente, il figlio ingegnere nel Cda, cosa accadrà quando si tratterà di decidere sui 60 milioni di investimento, oppure sull’acquisto dei materiali (in buona parte prodotti dal gruppo Speziali) che servono per la manutenzione quotidiana di piste e hangar? </p>
<p>“Scoppierà un clamoroso conflitto d&#8217;interessi”, dicono fonti dell’amministrazione comunale di Lamezia Terme. Il Comune è socio di maggioranza relativa col 21% delle quote e si è opposto alla nomina di Speziali, la parola sull’incompatibilità del senatore e sul suo conflitto d’interessi passerà ai tribunali. </p>
<p>di Enrico Fierro </p>
<p>Il Fatto Quotidiano</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Ultimo ciak in Calabria del film &#8220;Qualunquemente&#8221; &#8211; Albanese: Cetto La Qualunque è stato una lente d&#8217;ingrandimento per mettere a fuoco ciò che accadeva</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 10:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CATANZARO &#8211; Ultimo ciak al Pilone di Villa San Giovanni, in Calabria, per il film &#8216;Qualunquemente&#8217; di Giulio Manfredonia, con Antonio Albanese che veste anche per il grande schermo i panni del personaggio simbolo della corruzione. Dopo otto settimane tra Roma e la Calabria (Lamezia Terme, Scilla e Palmi) si concluderanno il 29 luglio le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Ultimo ciak al Pilone di Villa San Giovanni, in Calabria, per il film &#8216;Qualunquemente&#8217; di Giulio Manfredonia, con Antonio Albanese che veste anche per il grande schermo i panni del personaggio simbolo della corruzione. Dopo otto settimane tra Roma e la Calabria (Lamezia Terme, Scilla e Palmi) si concluderanno il 29 luglio le riprese del film la cui sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Albanese e da Piero Guerrera con la collaborazione di Giulio Manfredonia.<span id="more-16053"></span></p>
<p>Nel cast oltre ad Antonio Albanese, Sergio Rubini, Nicola Rignanese, Lorenza Indovina, Salvatore Cantalupo, Davide Giordano e Luigi Maria Burruano.</p>
<p>&#8220;Portare Cetto La Qualunque al cinema &#8211; afferma Albanese &#8211; é stata un&#8217;idea eccitante e vagamente incosciente. Proprio per questo abbiamo deciso di realizzarla. </p>
<p>In questi anni Cetto La Qualunque è stato per me, e per lo sceneggiatore Piero Guerrera, una straordinaria lente di ingrandimento che ci ha permesso di mettere a fuoco quello che succedeva nel nostro sud e nel resto del paese&#8221;. </p>
<p>Il film, realizzato con il supporto della Calabria Film Commission, sarà nelle sale nei primi mesi del 2011.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Operazione &#8220;Ippocrate&#8221;: inchiesta su falsi invalidi a Cosenza &#8211; Agli arresti domiciliari tredici medici</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 07:24:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[COSENZA &#8211; E&#8217; in corso un&#8217;operazione condotta dalla Polizia stradale per l&#8217;esecuzione di 49 provvedimenti cautelari emessi dalla Procura della Repubblica di Cosenza nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta su un giro di falsi invalidi civili. I provvedimenti, 13 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 36 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, riguardano medici, funzionari ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; E&#8217; in corso un&#8217;operazione condotta dalla Polizia stradale per l&#8217;esecuzione di 49 provvedimenti cautelari emessi dalla Procura della Repubblica di Cosenza nell&#8217;ambito di un&#8217;inchiesta su un giro di falsi invalidi civili. I provvedimenti, 13 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari e 36 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, riguardano medici, funzionari ed impiegati amministrativi del Distretto di Rende dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. <span id="more-16062"></span></p>
<p>Il reato contestato alle persone coinvolte nell&#8217;inchiesta è il falso ideologico in atto pubblico.</p>
<p>L&#8217;inchiesta che ha portato all&#8217;emissione delle misure cautelari è scaturita da un&#8217;indagine condotta per quasi due anni dalla sezione di Cosenza nord della polizia stradale che aveva rilevato, nel corso di alcuni controlli, irregolarità in merito al riconoscimento dell&#8217;invalidità civile a decine di persone. </p>
<p>Dall&#8217;attività investigativa è emerso che il riconoscimento delle false invalidità avveniva attraverso l&#8217;intervento autonomo dei medici, con la complicità di funzionari ed impiegati del Distretto sanitario di Rende, senza che venisse investita la competente Commissione collegiale.</p>
<p>L&#8217;operazione, denominata &#8220;Ippocrate&#8221;, è coordinata dalla procura della Repubblica del tribunale di Cosenza e fa seguito ad un&#8217;analoga operazione denominata &#8220;All included&#8221;. </p>
<p>L&#8217;inchiesta è scaturita da un&#8217;indagine condotta per quasi due anni dalla sezione di Cosenza nord della polizia stradale che aveva rilevato, nel corso di alcuni controlli, irregolarità in merito al riconoscimento dell&#8217;invalidità civile a decine di persone. </p>
<p>Le persone indagate nell&#8217;inchiesta sono circa 150. Gli arresti vengono eseguiti a Cosenza e zone limitrofe. </p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Lamezia, intervista al Procuratore Vitello: famiglie col pedigree colluse con i clan &#8211; I furti seriali nei quartieri sono stati solo un tentativo di depistaggio &#8211; Le demolizioni riprendono a settembre</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2010/07/22/lamezia-intervista-al-procuratore-vitello-famiglie-col-pedigree-colluse-con-i-clan-i-furti-seriali-nei-quartieri-sono-stati-solo-un-tentativo-di-depistaggio-le-demolizioni-riprendono-a-settembre/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 06:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LAMEZIA TERME &#8211; «Tanto ho dato in termini di dedizione personale e di lavoro, ma tantissimo ho ricevuto». Così Salvatore Vitello, 53 anni, Filippo per gli amici, festeggia oggi il suo primo anno alla guida di una procura che sembra abbia guadagnato qualche piano in più del terzo in cui trova ospitalità a Palazzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; «Tanto ho dato in termini di dedizione personale e di lavoro, ma tantissimo ho ricevuto». Così Salvatore Vitello, 53 anni, Filippo per gli amici, festeggia oggi il suo primo anno alla guida di una procura che sembra abbia guadagnato qualche piano in più del terzo in cui trova ospitalità a Palazzo di giustizia. Agrigentino, sposato, quattro figli che vivono a Roma, e diversi anni passati alla procura antimafia della capitale, il procuratore ringrazia ma anche bacchetta.<span id="more-16059"></span></p>
<p><strong>Dottor Vitello, dopo un anno come vede questa città?</strong></p>
<p>«C&#8217;è una forte speranza di cambiamento ed un&#8217;evidente aspirazione allo sviluppo, in condizioni di normalità».</p>
<p><strong>Cosa intende per normalità?</strong></p>
<p>«Rievoco un concetto di Pasolini, quando definiva il progresso come una crescita sociale fatta di consapevolezza e rispetto dell&#8217;altro. Ho la netta sensazione che il popolo di Lamezia, nella scala di priorità, identifichi il senso di normalità in quel concetto di ordinato progresso».</p>
<p><strong>Ma c&#8217;è una Lamezia schierata dall&#8217;altra parte dello Stato?</strong></p>
<p>«Ci sono minoranze feroci, prive di valori basilari della vita umana. Ma anche modi di vivere votati all&#8217;indifferenza ed al lasciar fare, in nome di un apparente quieto vivere fatto soprattutto di soggezione, di paura ma anche di comoda pavidità».</p>
<p><strong>Come sono organizzate le famiglie della &#8216;ndrangheta locale?</strong></p>
<p>«C&#8217;è un loro aspetto particolare: l&#8217;assenza di qualsiasi morale, anche quella più elementare. Per i capi ed i gregari delle &#8216;ndrine lametine non esiste l&#8217;altro. Poi c&#8217;è una sorta di gerarchie tra le famiglie della galassia mafiosa, alcune sono asservite ad altre. E ci sono vincoli di sangue. Le origini delle famiglie spiegano tante cose».</p>
<p><strong>Come sono nate?</strong></p>
<p>«I cosiddetti &#8220;caprai&#8221; sono diventati mafiosi. Le loro condizioni di miseria iniziali vanno coniugate con un&#8217;inaudita capacità di violenza, titolo principale per arrivare ad accumuli inauditi di ricchezza illegale. La madopera militare delle famiglie mafiose nasce un secolo e mezzo fa nell&#8217;ambiente del brigantaggio, per emanciparsi fino a diventare un&#8217;agenzia del crimine».</p>
<p><strong>C&#8217;è una zona grigia in città e nei dintorni?</strong></p>
<p>«Questo modulo organizzativo è sostenuto e sfruttato dalle famiglie tradizionali, quelle col pedigree, che invece operano nei salotti buoni della città. Nonostante tutti sappiano della loro natura, queste famiglie riescono ad affermarsi nel settore pubblico, sul piano economico e finanziario. Il fatto di assoluta gravità è allacciare relazioni con esponenti politici a vari livelli, se non anche a rilanciare propri fiduciari nelle competizioni elettorali, com&#8217;è successo spesso».</p>
<p><strong>Si può ancora rimediare?</strong></p>
<p>«Si deve operare a livello giudiziario ma soprattutto sul piano educativo. Noi magistrati possiamo agire sul sintomo, colpendo il criminale e i colletti bianchi. Ma le difficoltà sono tante».</p>
<p><strong>Quali?</strong></p>
<p>«L&#8217;impianto processuale fa acqua da tutte le parti. Vero che la durata del processo dev&#8217;essere ragionevole, ma è pur vero che quando arrivano le prescrizioni dobbiamo spiegarlo alle tante persone offese. E poi c&#8217;è un&#8217;eccessiva panpenalizzazione».</p>
<p><strong>Cos&#8217;è?</strong></p>
<p>«Molti illeciti che potrebbero essere classificati come amministrativi e sanzionati come tali, sono invece considerati penali, allungando i tempi. Assistiamo a vere e proprie campagne gestite da fior di delinquenti».</p>
<p><strong>Può fare un esempio?</strong></p>
<p>«La storia recente dei furti seriali nelle case di alcuni quartieri della città. Un fenomeno del genere provoca un aumento dei costi della giustizia, la riduzione complessiva degli spazi e l&#8217;allungamento dei tempi di trattazione di ciò che davvero merita d&#8217;essere penalmente sanzionato».</p>
<p><strong>Vuole dire che s&#8217;è trattato di tentativi di depistaggio?</strong></p>
<p>«Certo, hanno voluto attrarre l&#8217;attenzione su strade diverse per l&#8217;affermazione sul territorio».</p>
<p><strong>L&#8217;anno scorso ha avviato una campagna contro il mattone selvaggio. Continuerà?</strong></p>
<p>«Certo, si riprenderà a settembre con altre demolizioni di edifici abusivi. Lo sviluppo principale cui si è assistito qui è quello di costruire in violazione di regole elementari, mangiando pezzi importanti di territorio. I vincoli e le tutele sebrano a molti, troppi, fastidiosi ostacoli all propria smania d&#8217;affari e di grandezza. Mi son fotta l&#8217;idea che conta di più l&#8217;apparire, anche ricorrendo agli usurai, che l&#8217;essere».</p>
<p><strong>La magistratura è una casta?</strong></p>
<p>«Ai magistrati si richiede la tenuta di condotte cristalline, non solo sul piano penale ma anche sotto il profilo etico e istituzionale. Occorre fare di più, e ci sono segnali incoraggianti della magistratura calabrese, soprattutto reggina. Ma la casta è una nozione che sta agli antipodi della condizione esistenziale e lavorativa della stragrande maggioranza di noi magistrati che opera in condizioni di abnegazione».</p>
<p><strong>L&#8217;altro rimedio antimafia è l&#8217;educazione, diceva.</strong></p>
<p>«Bisogna avviare un processo educativo serio che coinvolga famiglie, scuole e società. Investire in questi settore significa progettare il futuro della città».</p>
<p>Vinicio Leonetti</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it">Gazzetta del sud</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Mobilitazione Coldiretti, saranno 10mila gli imprenditori agricoli delle regioni del Mezzogiorno</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 06:35:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[COSENZA &#8211; Dalla Calabria, così come previsto ed annunciato, diverse centinaia di produttori e allevatori prenderanno parte alla mobilitazione della Coldiretti per le quote latte. Gli imprenditori, con a capo il presidente Pietro Molinaro ed il direttore Benedetto De Serio, domani 23 luglio raggiungeranno Bari, capitale dell’agricoltura meridionale, dove si uniranno ad altri 10.000 partecipanti provenienti dalle regioni del mezzogiorno. 
“La questione quote – ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>COSENZA &#8211; Dalla Calabria, così come previsto ed annunciato, diverse centinaia di produttori e allevatori prenderanno parte alla mobilitazione della Coldiretti per le quote latte. Gli imprenditori, con a capo il presidente Pietro Molinaro ed il direttore Benedetto De Serio, domani 23 luglio raggiungeranno Bari, capitale dell’agricoltura meridionale, dove si uniranno ad altri 10.000 partecipanti provenienti dalle regioni del mezzogiorno. <span id="more-16068"></span></p>
<p>“La questione quote – ha sottolineato Molinaro &#8211; ha monopolizzato il dibattito parlamentare e rischia di fare passare sotto silenzio i veri problemi degli allevamenti da latte che sono il prezzo, le contraffazioni e le importazioni anonime, ma anche le altre situazioni di difficoltà del settore agricolo che, ci auguravamo la manovra potesse risolvere. </p>
<p>Stabilizzare le aliquote ridotte per i contributi previdenziali versati dagli imprenditori agricoli nelle zone montane e svantaggiate in scadenza il 31 luglio, scongiurare l’insostenibile aumento delle accise del gasolio e garantire risorse più idonee alle vere necessità, sono vere e proprie emergenze che devono essere affrontate per evitare che il settore agricolo sia l’unico nel quale si verifica un aumento delle tasse”.</p>
<p>“Se avverrà la sospensione delle rate delle multe sulle quote latte – ha detto il Direttore De Serio -  allora lo Stato rifaccia per l’ennesima volta i suoi conti, ma visto che venti anni non gli sono ancora bastati, intanto restituisca 2,4 miliardi  di euro a tutti gli allevatori che hanno versato multe non dovute e acquistato quote non necessarie calcolate su dati che lo stesso Stato oggi, con tanto di legge, ritiene non ancora certi. </p>
<p>Da uno studio della Coldiretti si evidenzia infatti che ad oggi i produttori di latte in regola hanno subito costi per la gestione delle quote latte pari a 2,42 miliardi di euro dei quali 1,7 miliardi per l’acquisto, 150 milioni per l’affitto, 220 per il versamento del prelievo e 350 milioni per l’adesione alla rateizzazione prevista dalla legge 119/03. </p>
<p>Sono queste le somme che la Coldiretti chiede di restituire agli allevatori: “Quote latte: lo Stato deve ancora accertare? Allora ci restituisca i soldi che ci ha fatto pagare”. Questo lo slogan dei migliaia di allevatori che saranno presenti. </p>
<p>Per concludere una curiosità: Milano-Roma andata e ritorno per oltre mille chilometri. E’ questa la distanza che, stima la Coldiretti si potrebbe coprire mettendo uno dietro l’altro i fogli di carta che in quasi 30 anni le aziende agricole hanno dovuto affrontare per seguire le evoluzioni della legge sulle quote latte sulle quali interviene inopinatamente la manovra in discussione alla Camera. </p>
<p>Una marea di moduli, sentenze, avvisi, fatture, pagamenti e burocrazia di varia natura.</p>
<p>Coldiretti Calabria</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>De Magistris: Spero che il presidente Scopelliti possa smentire quanto riportato dalla stampa sui suoi incontri</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 07:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; &#8220;Se trovassero conferma le notizie anticipate oggi dalla stampa, sulle frequentazioni tra uomini politici calabresi e esponenti di spicco della &#8216;ndrangheta in Lombardia, e in particolare sugli incontri tra Giuseppe Scopelliti, all&#8217;epoca sindaco di Reggio Calabria, e Paolo Martino, cugino dei De Stefano, arrestato e condannato per associazione mafiosa, traffico di armi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; &#8220;Se trovassero conferma le notizie anticipate oggi dalla stampa, sulle frequentazioni tra uomini politici calabresi e esponenti di spicco della &#8216;ndrangheta in Lombardia, e in particolare sugli incontri tra Giuseppe Scopelliti, all&#8217;epoca sindaco di Reggio Calabria, e Paolo Martino, cugino dei De Stefano, arrestato e condannato per associazione mafiosa, traffico di armi e riciclaggio, ci troveremmo di fronte a uno scenario davvero inquietante&#8221;. <span id="more-16041"></span></p>
<p>A sostenerlo è Luigi de Magistris, europarlamentare Idv. </p>
<p>&#8220;Lascia davvero atterriti &#8211; continua de Magistris &#8211; anche la sola ipotesi che il futuro presidente della Regione Calabria abbia sentito la necessità, o anche solo avuto la leggerezza, di incontrare un personaggio ritenuto il rappresentante del clan De Stefano nelle città del Nord-Ovest. Clan che, come è emerso chiaramente dalle indagini della magistratura, puntano ad accaparrarsi i succulenti appalti dell&#8217;Expo di Milano 2015. All&#8217;Expo, tra l&#8217;altro, avrà un ruolo attivo anche la città di Reggio Calabria&#8221;. </p>
<p>&#8220;Spero che il presidente Scopelliti &#8211; continua de Magistris &#8211; possa smentire quanto riportato dalla stampa sul contenuto dell&#8217;inchiesta delle Dda, perché spiegare ai calabresi le ragioni di simili frequentazioni sarebbe un&#8217;impresa davvero ardua. </p>
<p>Senza dubbio, l&#8217;inchiesta sulla &#8216;ndrangheta al Nord ha dimostrato ancora una volta come la mafia non sia piu&#8217; quella della coppola e della lupara, ma la nuova mafia dei grandi affari, dei colletti bianchi, dei professionisti e degli imprenditori che vanno a braccetto con la politica, in un rapporto consolidato di reciproco scambio&#8221;. </p>
<p>&#8220;Bisogna colpire la &#8216;ndrangheta &#8211; conclude de Magistris -, proprio nel suo &#8216;capitale sociale&#8217;: le sue relazioni politiche&#8221;. </p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Un sindaco (donna) che resiste al far west Calabria &#8211; Intimidazioni alla prima cittadina di Isola Capo Rizzuto: tre auto andate in fumo in poche notti sono il risultato della battaglia contro lottizzazioni e speculazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 10:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) &#8211; In Calabria c’è una cosa che non devi mai fare: metterti contro troppi poteri forti. La ‘ndrangheta, le imprese fameliche che vogliono mangiarsi il territorio e la malapolitica. Carolina Girasole, professione biologa, madre di due bambine e sindaco di Isola di Capo Rizzuto per passione civile, ha fatto tutto ciò. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) &#8211; In Calabria c’è una cosa che non devi mai fare: metterti contro troppi poteri forti. La ‘ndrangheta, le imprese fameliche che vogliono mangiarsi il territorio e la malapolitica. Carolina Girasole, professione biologa, madre di due bambine e sindaco di Isola di Capo Rizzuto per passione civile, ha fatto tutto ciò. Si è schierata contro, e nell’esclusivo interesse della sua comunità. Gli altri lo hanno capito e hanno risposto alla maniera di “certa” Calabria: minacciando.<span id="more-16024"></span> </p>
<p>In quattro notti, dal 1 luglio in poi, sono andate in fumo la macchina del direttore dell’Ufficio urbanistico, quella del vicesindaco Anselmo Rizzo, e quella del sindaco. Un falò dell’infamia. </p>
<p>Da allora la sindaca Carolina vive “sotto vigilanza”, nel senso che ogni volta che deve uscire (per la sua attività di sindaco, per fare la spesa, per accompagnare le bimbe al mare, insomma, per vivere) deve avvisare i carabinieri che la scortano e la proteggono. </p>
<p>Vanno così le cose nel Far West Calabria. Parliamo con la sindaca per capire chi c’è dietro quella notte dei fuochi, chi minaccia la sua amministrazione. </p>
<p>“Ci stiamo interrogando, ma non riusciamo a concentrarci su un solo aspetto. Perché da due anni una sola cosa è certa: abbiamo colpito molti interessi”.</p>
<p>Isola di Capo Rizzuto, 15 mila abitanti a ridosso di Crotone. L’isola del sole, la chiamano, per il mare e la bellezza delle coste. </p>
<p>“Un patrimonio che qui fa gola a tanti – dice la sindaca –, soprattutto a chi vuole cementificare. Penso non solo al classico abusivo, ma a chi ha in mente la costruzione di villaggi turistici e si preoccupa poco del territorio”. </p>
<p>Fermiamoci un attimo per ricordare che anni fa sulle coste di Crotone e dintorni qualcuno voleva tirar su “Europaradiso”, un megainsediamento per 14 mila turisti, un investimento da 7 miliardi di euro dietro il quale c’è il fondato sospetto di interessi mafiosi. </p>
<p>“Quando due anni fa – ragiona la Girasole – vincemmo le elezioni sapevamo di andare incontro a una serie di conflitti. Abbiamo rimesso in discussione tutto: rifatto vecchi bandi di gara, rivisto appalti e concessioni e soprattutto abbiamo messo le mani su tutte le lottizzazioni, quelle sulla costa in modo particolare. Isola è bellissima, il mare ancora limpido, ma dobbiamo risanare le ferite che in questi anni sono state inferte al territorio, per questo abbiamo iniziato una serie di abbattimenti”. </p>
<p>Insomma, una montagna da scalare nella Calabria delle devastazioni delle coste, degli abusivismi, del mare ridotto ad una fogna.</p>
<p>Ma c’è anche altro ad aver dato fastidio: la confisca dei terreni del clan Arena. La cosca che a Isola comanda tutto, una delle “famiglie” più potenti della ‘ndrangheta, con propaggini in Lombardia ed Emilia-Romagna. Poche settimane fa Carolina Girasole era sui terreni (cento ettari) strappati al clan, per mietere l’orzo. </p>
<p>“Non si trovava una trebbiatrice – ricorda Antonio Tata, responsabile di Libera -, tutti avevano paura, ma siamo riusciti lo stesso a salvare il raccolto”. A maggio, sempre sui terreni degli Arena, sindaco e don Luigi Ciotti erano a raccogliere finocchi, quintali di prodotto subito entrato nel circuito di Libera e delle sue coop, ma anche regalato durante la manifestazione del Primo maggio a Rosarno. </p>
<p>Segnali importanti che hanno dato fastidio alle cosche perché rappresentano il segno della loro impotenza. </p>
<p>“Non siamo degli eroi – dice la sindaca -, ma se in Calabria vuoi amministrare in nome della comunità e non di interessi particolari non puoi fare diversamente: devi rompere schemi, colpire interessi, anche quelli grandi”.</p>
<p>Carolina Girasole e i suoi amministratori hanno iniziato un lungo braccio di ferro con le potentissime imprese dell’eolico. </p>
<p>“Qui – ci racconta – esiste il più grande parco eolico d’Europa, hanno occupato fette enormi del territorio, ma versano al Comune solo 350 mila euro l’anno, a prescindere del fatturato che realizzano e che è altissimo come si può immaginare. Non è giusto, stiamo tentando di ridefinire gli accordi. </p>
<p>Con la società che gestisce l’altro parco, che fattura un terzo del precedente, ci siamo in parte riusciti portando la parte dovuta al Comune a 750 mila euro l’anno. Sono soldi che servono alla comunità, che investiremo in scuole, servizi e opere pubbliche”. </p>
<p>Bracci di ferro, tensione, battaglie, anche per i parchi fotovoltaici. </p>
<p>“Stiamo rivedendo tutto, al momento abbiamo bloccato le concessioni, soprattutto quelle sulla zona costiera”. </p>
<p>Un’ultima domanda, la famiglia. Cosa è successo quando a casa hanno saputo della macchina incendiata? </p>
<p>“Problemi, soprattutto con le bambine, ma alla fine la mia famiglia ha capito e ha risposto con grande dignità. Un valore eversivo in terra di Calabria, ma questa è una guerra che dobbiamo vincere”.</p>
<p>di Enrico Fierro </p>
<p>da Il Fatto Quotidiano del 20 luglio 2010</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/">ilfattoquotidiano.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>No alla privatizzazione dell’acqua! Piscioneri (Adiconsum Calabria): “Gestioni private con eccelse capacità di socializzare i debiti a danno della collettività e dividere tra pochi intimi gli utili.</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 13:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LAMEZIA TERME &#8211; L’acqua è essenziale per la vita e non può accadere che qualcuno agisca secondo formule di sola convenienza. Privatizzarla non è una rivoluzione e in alcun modo allevia la crescente pressione fiscale, giunta al 43,2%, semmai consegna un bene del territorio a soggetti privati che non tarderanno a prelevare risorse degli utenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; L’acqua è essenziale per la vita e non può accadere che qualcuno agisca secondo formule di sola convenienza. Privatizzarla non è una rivoluzione e in alcun modo allevia la crescente pressione fiscale, giunta al 43,2%, semmai consegna un bene del territorio a soggetti privati che non tarderanno a prelevare risorse degli utenti via bolletta e in nome del libero mercato.<span id="more-16007"></span></p>
<p>Un bene che ha la forza, di far rifiorire il deserto merita una particolare attenzione da parte di chi ha responsabilità di governo, prima di aprire vie verso gestioni a monopolio privato. In futuro, si annuncia un deficit idrico crescente caratterizzato da cambiamenti climatici, incremento demografico e cattivo uso, motivi sufficienti affinché la politica possa rivedere alcuni ultimi provvedimenti legislativi.</p>
<p>Questa, sarà messa a dura prova con delle mediazioni finalizzate a scongiurare comportamenti conflittuali e dovrà gestire gli effetti di scelte che non sempre sono nelle condizioni di offrire l’accesso all’acqua. Conosciamo gestioni private con eccelse capacità di socializzare i debiti a danno della collettività e dividere tra pochi intimi gli utili. Vi sono scelte adatte a raccogliere il consenso immediato le cui incidenze, molte volte, finiscono col penalizzare la gente, proprio sul versante dei bisogni di vitale importanza.</p>
<p>Dobbiamo considerare l’acqua come dono gratuito, senza conquista umana né frutto di impegno o tecnica e chiederci sé e quanto è prudente o legittimo affidare in mano dei grandi gruppi privati questo bene fondamentale per la vita.</p>
<p>In altri termini, l’acqua è un bene troppo importante perché possa essere affidato alla volontà di chi deve lucrare o avere responsabilità di dividendi, costretto a dare conto e nelle difficoltà, è evidente che i costi delle bollette dovranno inevitabilmente lievitare.</p>
<p>Anche quando, in forza di legge, l’acqua viene spinta verso il mercato, noi abbiamo il dovere di ricordare che l’acqua non è una merce. Siamo e stiamo sostenendo il referendum contro la privatizzazione convinti più che mai che è saggio lasciare la gestione pubblica e lavorare affinché la politica possa riappropriarsi della credibilità adottando un semplice esercizio “ pagare tutti , per pagare meno “.</p>
<p>Non si può sfuggire dalle responsabilità di assicurare tutele, quando si rischia di mettere in forse diritti fondamentali come l’accesso all’acqua, che deve rimanere punto fermo e certezza indissolubile per tutti noi.</p>
<p>Il Segretario Generale<br />
Romolo Piscioneri</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Iniziativa per ricordare Paolo Borsellino di Terra di Mezzo Crotone</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 07:27:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CROTONE &#8211; Il 19 Luglio del 1992 il Giudice Antimafia Paolo Borsellino moriva tragicamente, insieme a cinque agenti della sua scorta, a causa di un vile attentato in Via D’Amelio, a Palermo.
Così come in passato, la Comunità Militante “TERRA DI MEZZO” di Crotone (www.terradimezzocrotone.org) vuole ricordare degnamente questo importantissimo personaggio organizzando una cerimonia commemorativa prevista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Il 19 Luglio del 1992 il Giudice Antimafia Paolo Borsellino moriva tragicamente, insieme a cinque agenti della sua scorta, a causa di un vile attentato in Via D’Amelio, a Palermo.<br />
Così come in passato, la Comunità Militante “TERRA DI MEZZO” di Crotone (www.terradimezzocrotone.org) vuole ricordare degnamente questo importantissimo personaggio organizzando una cerimonia commemorativa prevista per Domenica 18 Luglio 2010<span id="more-15998"></span>, alle ore 18.30, presso il Giardino “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, sito a Crotone, all’incrocio tra Via Morelli, Via Falcone e Via Borsellino.</p>
<p>Durante la manifestazione verrà deposta una corona d’alloro ai piedi della targa in ricordo delle vittime della mafia. </p>
<p>Successivamente sono previsti gli interventi dell’ On. Angela NAPOLI, Deputato del PDL e componente della Commissione Nazionale Antimafia, dell’On. Salvatore PACENZA, Consigliere Regionale del PDL e Segretario della Commissione Regionale Antimafia, dell’On. Alfonso DATTOLO, Consigliere Regionale dell’UDC e componente della Commissione Regionale Antimafia, e di Daniele CAROLEO, Dirigente Nazionale di Azione Giovani – Giovane Italia e Presidente dell’Associazione “Terra di Mezzo”.</p>
<p>“Così come negli anni passati, – dichiara Daniele Caroleo – la nostra Comunità si ritrova ancora una volta per commemorare il Giudice Paolo Borsellino. </p>
<p>Quest’anno poi, dopo le assurde dichiarazioni di Dell’Utri su “Mangano-eroe”, e i recenti fatti intimidatori che hanno riguardato il Sindaco e alcuni amministratori di Isola Capo Rizzuto, ai quali va tutta la nostra solidarietà, questa iniziativa risulta essere ancora più importante, perché vogliamo ribadire con forza quali siano realmente i nostri “veri eroi”, i nostri punti di riferimento storici e valoriali, e la nostra ferma opposizione a tutte le mafie.  </p>
<p>Abbiamo quindi richiesto la presenza e la partecipazione alla nostra manifestazione dell’On. Napoli, dell’On. Pacenza e dell’On. Dattolo, che hanno immediatamente accettato il nostro invito, visto il loro costante impegno nelle commissioni antimafia. </p>
<p>Inoltre, al termine dell’iniziativa, una nostra delegazione, partirà alla volta di Palermo per partecipare alla consueta fiaccolata in ricordo del Giudice Borsellino, che si svolgerà, per le vie del capoluogo siciliano, Lunedì 19 Luglio. </p>
<p>Invitiamo tutti i nostri concittadini e le Istituzioni locali ad aderire a questa nostra iniziativa.”.</p>
<p>Terra di Mezzo Crotone</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Prima Festa dell’acqua pubblica… uniti per restare a galla!</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 06:59:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CROTONE &#8211; Per festeggiare la conclusione della raccolta firme per la campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua il Comitato provinciale di Crotone organizza la prima Festa dell’acqua pubblica… uniti per restare a galla!, che si svolgerà il prossimo venerdì 16 luglio dalle ore 18.30 in poi presso la Lega navale di Crotone.
Le firme raccolte sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CROTONE &#8211; Per festeggiare la conclusione della raccolta firme per la campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua il Comitato provinciale di Crotone organizza la prima Festa dell’acqua pubblica… uniti per restare a galla!, che si svolgerà il prossimo venerdì 16 luglio dalle ore 18.30 in poi presso la Lega navale di Crotone.<span id="more-15956"></span></p>
<p>Le firme raccolte sono state circa 4.000 per ciascuno dei tre quesiti referendari proposti, il doppio dell’obiettivo affidato alla provincia di Crotone dal Forum nazionale.</p>
<p>La festa vedrà la presenza degli stand delle associazioni che hanno collaborato alla raccolta delle firme, l’esibizione di gruppi musicali e di artisti locali, nonché un momento di riflessione aperta sul tema dei diritti dei cittadini e del bene comune.</p>
<p>L’evento, inoltre, vedrà la presenza dell’equipaggio di Goletta verde di Legambiente, impegnato nel consueto giro per sondare lo stato di salute dei mari italiani ed il contestuale festeggiamento dei 30 anni di Legambiente.</p>
<p>La Festa dell’acqua pubblica rappresenterà un importante momento di allegria e di riflessione per porre al centro dell’attenzione i diritti dei cittadini, perché si scrive acqua ma si legge democrazia.<br />
I cittadini, le associazioni e gli altri soggetti interessati sono invitati a partecipare. </p>
<p>L’esibizione gratuita di artisti è ben gradita.</p>
<p>Per ulteriori informazioni è possibile contattare l’associazione Meklaie via mail info@meklaie.org o telefonicamente ai numeri 3338103623 o 3382960462.</p>
<p>Il giorno seguente, la mattina di sabato 17 luglio, inoltre, il comitato provinciale per l’acqua pubblica salirà a bordo di Goletta verde per issare lo striscione inneggiante all’acqua quale bene comune e diritto universale e parteciperà alla conferenza stampa in cui Legambiente renderà noti gli esiti della tappa crotonese di Goletta verde.</p>
<p><strong>Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.<br />
Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.<br />
Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.<br />
Per conservarlo per le future generazioni.</strong></p>
<p>Comitato provinciale Acqua pubblica Crotone</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Gli sfollati di Janò vanno immediatamente aiutati &#8211; Nota congiunta di CasaPound Calabria e Nuova Era</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 08:37:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[CATANZARO &#8211; &#8220;Sono mesi che gli sfollati di Janò vivono una situazione infelice. Urge un immediata e concreta soluzione&#8221;. A dichiararlo in un comunicato congiunto sono Mimmo Gianturco, coordinatore regionale dell&#8217; associazione di promozione sociale &#8216;CasaPound Italia&#8217; e Roberto Rizza, responsabile dell&#8217; associazione socio-culturale &#8216;Nuova Era&#8217; che opera nella città di Catanzaro.
&#8220;Bisogna trovare un alloggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; &#8220;Sono mesi che gli sfollati di Janò vivono una situazione infelice. Urge un immediata e concreta soluzione&#8221;. A dichiararlo in un comunicato congiunto sono Mimmo Gianturco, coordinatore regionale dell&#8217; associazione di promozione sociale &#8216;CasaPound Italia&#8217; e Roberto Rizza, responsabile dell&#8217; associazione socio-culturale &#8216;Nuova Era&#8217; che opera nella città di Catanzaro.<span id="more-15933"></span></p>
<p>&#8220;Bisogna trovare un alloggio alternativo per le famiglie sfollate entro il 10 luglio &#8211; afferma Gianturco &#8211; ossia quando scadrà la convenzione tra il comune e l&#8217;albergo, dove ora risiedono temporaneamente le famiglie colpite dall&#8217; ordinanza di sgombero delle loro abitazioni, per mancanza di sicurezza a seguito delle forti piogge dell&#8217; inverno passato&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non è ammissibile &#8211; continua il responsabile calabrese di CPI &#8211; che l&#8217;amministrazione comunale spenda soldi pubblici per salvare una squadra di calcio e non spenda altre somme di denaro per aiutare 35 famiglie senza un abitazione stabile. Siamo coscenti dell&#8217; importanza dello sport nella vita della comunità catanzarese, ma ciò ci sembra eticamente immorale e poco importa se le competenze sono dell&#8217; amministrazione comunale o regionale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Il Comune e la Regione &#8211; conclude Mimmo Gianturco &#8211; facciano quadrato intorno alle famiglie e risolvano insieme questa triste situazione, prima che gli abitanti del quartiere Janò trovi difficoltà maggiori di quelle che già stanno vivendo. Se ciò non accadrà, siamo pronti a schierarci al fianco dei cittadini in tutte le forme di protesta che vorranno mettere in atto&#8221;.</p>
<p>Roberto Rizza, dal canto suo dichiara: &#8220;Sono convinto che chi amministra la cosa pubblica deve essere in grado di gestire l’ordinaria e la straordinaria amministrazione ponendo al centro della propria azione in primis l’attenzione nei confronti di chi vive situazioni di difficoltà e di disagio. Partendo da questa considerazione l’ eventualità che le famiglie sfollate di Janò non siano destinatarie di un celere intervento atto a prorogare la scadenza della convenzione in questione è una fattispecie intollerabile. Chiediamo pertanto alla nostra classe dirigente di dimostrare, almeno in questa delicata situazione, sensibilità, unità e senso del dovere nei confronti del nostro territorio.&#8221;</p>
<p>Casapound Italia &#8211; Calabria</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Stasera la presentazione di &#8216;In my prison&#8217; &#8211; Prima mondiale per il corto del catanzarese Alessandro Grande al RomaFictionFest</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:14:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Si alza il sipario. Stasera alle ore 22 nella Sala 2 della Multisala Adriano a Roma, il regista catanzarese Alessandro Grande presenterà ufficialmente In My Prison, il suo ultimo lavoro cinematografico inserito come evento speciale-anteprima mondiale nel programma del RomaFictionFest 2010, il più importante festival internazionale dedicato al mondo della fiction. In My [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Si alza il sipario. Stasera alle ore 22 nella Sala 2 della Multisala Adriano a Roma, il regista catanzarese Alessandro Grande presenterà ufficialmente In My Prison, il suo ultimo lavoro cinematografico inserito come evento speciale-anteprima mondiale nel programma del RomaFictionFest 2010, il più importante festival internazionale dedicato al mondo della fiction. In My Prison è l’unico cortometraggio nel cartellone del RomaFictionFest, anche a dimostrazione del sostegno della manifestazione alle cause sociali che il cortometraggio porta avanti.<span id="more-15893"></span></p>
<p>Gli stessi motivi hanno spinto anche la Provincia di Roma a patrocinare il lavoro e contribuire economicamente alla sua realizzazione. A spiegarne il perché, il consigliere provinciale Gianluca Peciola, colui che più di tutti ha voluto legare il nome dell’ente ad In My Prison.</p>
<p>«Abbattere gli stereotipi intorno ai quali la società, complice la politica, sta costruendo una nuova narrazione sulla figura dell&#8217; &#8220;altro&#8221; da noi: il diverso, il migrante, il recluso, il deviante; tipologie sociali sulle quali il discorso pubblico sta pericolosamente associando lo spettro della minaccia sociale. Questo, a mio avviso – ha spiegato Gianluca Peciola – il contenuto preminente del lavoro di Alessandro Grande. </p>
<p>Nel nostro Paese si sta riscrivendo lo statuto della convivenza civile a partire dalla costruzione di questi stereotipi negativi. Una riscrittura che porta a non vedere “l&#8217;altro”, ma a chiuderlo in una figura semplificata e destabilizzante; che porta a proiettare su di esso il contenuto minaccioso delle paure di una società che ha perso il senso di sé, di una società – ha concluso il consigliere – in cui le relazioni solidali vengono considerate disfunzionali rispetto all&#8217;obiettivo della concorrenza tra individui.»</p>
<p>La presentazione ufficiale è in programma oggi 5 luglio alle ore 22.00 nella Sala 2 della Multisala Adriano (Piazza Cavour, Roma). </p>
<p>L’ingresso è gratuito ma per assicurarsi il posto a sedere è necessario ritirare per tempo il biglietto in cassa. </p>
<p>All’evento parteciperanno il regista, la produzione e l’intero staff creativo e tecnico.</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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