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“Chi va veloce non vede nulla”. Viaggio lento nella Calabria greca

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Il viaggio lento, di nicchia, a basso impatto ambientale è stato il cardine del rilancio del turismo nella Calabria greca. Ispirandosi alla cultura del posto – “Pis trechi glìgora de thorì tìpote”, Chi va veloce non vede nulla, recita un proverbio del luogo – ma anche alle strade percorse nel 1847 da Edward Lear, viaggiatore inglese che si avventurò alla scoperta dell’Aspromonte a piedi, con un cavallo che trasportava i bagagli e una guida, ospitato dalle persone del luogo.

Ancora oggi, il percorso forse più completo per conoscere l’area grecanica è il “sentiero dell’inglese“: un cammino di otto giorni che tocca i borghi più interessanti e attraversa i paesaggi più suggestivi. L’inizio è a Pentedattilo, che appare in tutto il suo fascino arcaico e misterioso dietro l’ultima curva della strada tortuosa. “Selvagge sommità di pietra spuntano nell’aria, aride e chiaramente definite in forma (come dice il nome) di una mano gigantesca contro il cielo, le case di Pentedattilo sono incuneate all’interno delle spaccature e dei crepacci di questa piramide spaventosamente selvaggia”, scriveva Lear nel suo “Diario di un viaggio a piedi“.

leggi l’articolo completo di Veronica Ulivieri su www.greenews.info

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