Scroll To Top

Cosenza, iniziato lo sgombero del campo rom, 700 persone trasferite in tendopoli

in politica e cronaca

COSENZA – E’ soddisfatto il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto per l’operazione di sgombero del campo rom iniziata questa mattina. Erano in 700 le persone a vivere nella baraccopoli sulla riva del fiume Crati. Alcuni erano stati già traferiti al Ferr Hotel in attesa di una ulteriore sistemazione. Adesso sono stati portati tutti in una tendopoli vicino alla stazione Vaglio Lise messa in piedi dalla protezione civile.

lungo-stura-romL’Amministrazione comunale afferma che in seguito provvederà a rimuovere le baracche sulla riva del fiume e a provvedere alla bonifica dell’area. Effettuerà, inoltre, controlli periodici affinché non si verifichino ulteriori insediamenti. Il motivo dello sgombero è la sicurezza pubblica e la paventata diffusione di malattie dovute alle scarse misure igieniche presenti nel campo.

Parallelamente alle operazioni di trasferimento delle persone da un campo all’altro, attuate dalla polizia municipale, è stata avviata una operazione di videosorveglianza della nuova tendopoli per prevenire reati quali: prostituzione minorile, furti di rame, incendi nocivi, lo sfruttamento di minori, l’accattonaggio e la mancata scolarizzazione.

Critico sull’operazione l’ex assessore regionale Giacomo Mancini che afferma che sia stato un errore realizzare la tendopoli. Ritiene che adesso l’emergenza Rom sia raddoppiata, aggiungendo alla vecchia baraccopoli sul fiume una nuova tendopoli, più vicina inoltre al centro della città.

“E’ stato un errore – ha detto – perché così si trasmette un messaggio di permissivismo e di tolleranza nei confronti di fenomeni che altrove sono affrontati con le ruspe e che destano anche qui a Cosenza enorme preoccupazione tra i nostri concittadini che temono per la loro sicurezza”.

giacomo-mancini-calabria-regione-90f95a

Giacomo Mancini

“E’ stato un errore – ha aggiunto – perché, a ben vedere, nulla c’è, del nobile sentimento dell’integrazione e dell’accoglienza, nel confinare delle persone in tende promiscue e nel tollerare il loro vivere in baracche prive di ogni minima decenza.”

Di recente vi era stata una visita del prefetto nel campo, durante la quale aveva parlato con i rom che vi abitavano, ascoltato le loro preoccupazioni e la loro manifesta contrarietà a essere trasferiti in una tendopoli nella quale in un’unica tenda è previsto che debbano viverci fino a 10 persone, di famiglie diverse, per molti mesi, oltretutto estivi, con rischi per la salute di bambini e anziani.

Il trasferimento degli abitanti del campo sarebbe dovuto avvenire con più tranquillità, aveva assicurato il prefetto, e in accordo con le associazioni che si battono per i diritti e contro la discriminazione e segregazione dell’etnia Rom, quali: l’associazione 21 Luglio, il Moci, Amnesty International, l’Auser, l’Ambulatorio medico Senza Confini e le Suore Ausiliatrici.

Le associazioni, che avevano definito il progetto della tendopoli “una pessima soluzione” avevano affermato che: “È necessario scongiurare la segregazione razziale della comunità rom e assicurare che i piani del Comune di Cosenza per la chiusura del campo di Vaglio Lise si attengano scrupolosamente alle norme internazionali, per esplorare possibili e dignitose alternative di alloggio”.

Sindaci e Prefetti continuano a disperdere le comunità Rom presenti da anni sul territorio, invece di favorirne l’integrazione, senza altresì individuare soluzioni alloggiative decenti e senza garantire i diritti fondamentali della persona.

Singoli episodi di criminalità sono stati trasformati in una responsabilità collettiva che ha prodotto la criminalizzazione di intere comunità di Rom presenti da anni sul territorio nazionale, anche dove non si erano verificati gravi reati attribuibili ai Rom, come nel caso di Cosenza.

di Vincenzo Costabile

No comments yet