COSENZA – Il calciatore bello e impossibile. Famoso ma caratterialmente introverso. Adorato dalle fans e corteggiato dalle grandi squadre. Vittima, forse, di un delitto quasi perfetto. Prima fatto passare per un incidente e, poi, per un suicidio. Denis Bergamini era già morto quando venne investito. Qualcuno l’aveva prima percosso mortalmente e, poi, disteso sulla corsia di transito perché fosse travolto. [ » ]
Caso Bergamini, la svolta: ex fidanzata indagata per concorso in omicidio – Avviso di garanzia emesso dalla Procura di Castrovillari, che ha riaperto le indagini sulla morte dell’ex calciatore del Cosenza, investito il 18 novembre 1989 da un camion
CASTROVILLARI (CS) – Se non è una svolta, poco ci manca. Dopo 24 anni dalla morte di Donato Bergamini, la Procura della Repubblica di Castrovillari ha emesso un avviso di garanzia per concorso in omicidio volontario nei confronti di Isabella Internò, ex fidanzata del calciatore del Cosenza morto il 18 novembre 1989 investito da un camion a Roseto Capo Spulico. All’inizio per il giocatore nato ad Argenta (Ferrara) si pensò a un suicidio [ » ]
Si costituisce Giuseppe Pesce, boss della ‘ndrangheta
ROSARNO (RC) – Si è costituito ai carabinieri a Rosarno il latitante Giuseppe Pesce, reggente della cosca Pesce della ‘ndrangheta. L’uomo è figlio di Antonino Pesce, detto “Testuni” ed è accusato di associazione mafiosa e il suo ruolo nell’organizzazione è da tempo monitorato dagli inquirenti. [ » ]
Il boss Pelle e i medici, indagini a Cosenza – Trasmessi alla magistratura inquirente bruzia gli atti riguardanti due professionisti entrati in contatto con il capobastone di San Luca fittiziamente “depresso”
COSENZA – Una “cimice”. Invisibile e insidiosa. Nascosta dai carabinieri del Ros nell’abitazione di Giuseppe Pelle, a San Luca. Una microspia piazzata con fatica, il 25 febbraio del 2010, nello stabile che era stato l’ultimo domicilio del padrino Antonio Pelle, detto “gambazza”, padre di Giuseppe e capo carismatico della ‘ndrangheta. Il piccolo trasmettitore autoalimentato s’è rivelato per la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria una miniera di informazioni. Perché la primavera di quell’anno era periodo di elezioni regionali e, oltre alla foga del voto, si sentiva nell’aria pure l’imminenza di una grande operazione degli “sbirri” contro le cosche. [ » ]
I tentacoli della ’ndrangheta pure in Brianza – Sette arresti dei Carabinieri di Desio che hanno scoperto come gli indagati favorivano le imprese amiche delle cosche nell’aggiudicazione degli appalti
REGGIO CALABRIA – Sette persone arrestate (uno ai domiciliari) e tre denunciate in stato di libertà sono il bilancio di un’operazione che, ieri mattina in provincia di Monza, ha evidenziato l’ennesima storia di malaffare in alcune amministrazioni locali nell’opulenta Brianza. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri della Compagnia di Desio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza nei confronti di funzionari pubblici e imprenditori accusati di corruzione, abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti, frode in pubbliche forniture ed altro. [ » ]
Sequestrati beni per un valore di quasi 300mila euro – Operazione congiunta di Carabinieri e Finanzieri a San Luca
SAN LUCA (RC) – Nel corso della mattinata, i Carabinieri della Compagnia di Bianco e del Gruppo della Guardia di Finanza di Locri, hanno messo in atto il decreto di sequestro anticipato di beni emesso dal Tribunale di Reggio Calabri nei confronti dei fratelli Giorgi Antonio e Giorgi Giovanni, entrambi di San Luca. [ » ]
Monnezza di Calabria, formato Scopelliti – Dopo quindi anni di commissariamento e la gestione affidata a Veolia, il collasso: la regione sommersa dai rifiuti, alla vigilia della stagione estiva – Una crisi costata finora 20 milioni, tra commissari e spedizioni in Puglia Mandare la spazzatura fuori costa 500 mila euro al giorno. E 800 tonnellate rimangono per strada
CATANZARO – Nei giorni scorsi il neoministro dell’Ambiente, Andrea Orlando (Pd), si è recato nel casertano. «Per un sopralluogo in un territorio devastato dalla mafia dei rifiuti, e per dare una mano a chi lotta per il riscatto», ha detto. Avrebbe potuto proseguire il viaggio in terre meridiane verso la Calabria, investita nelle ultime settimane da un’emergenza monnezza che pare irreversibile. [ » ]
Il boss Ettore Lanzino assolto da tre omicidi – Era finito a giudizio per aver ordinato la eliminazione nel 2000 di Antonio Sena a Castrolibero, Enzo Pelazza a Carolei e Antonio Sassone a Terranova – Inflitti trent’anni di reclusione al presunto killer del “bandito in carrozzella”
COSENZA – Il volto imperturbabile di Ettore Lanzino, capo carismatico della ‘ndrangheta bruzia, tradisce un ghigno beffardo. “Ettaruzzu”, tornato in galera nel novembre scorso dopo tre anni di latitanza, incassa infatti un’assoluzione che allontana, forse per sempre, l’incubo del carcere a vita. Il gup distrettuale di Catanzaro, Gabriella Reillo, l’ha infatti assolto dall’accusa di aver ordinato tre omicidi. Delitti di “riassetto” del potere mafioso compiuti nell’alta Calabria nel 2000. [ » ]
Guerra di mafia, inflitti 5 ergastoli – Il maxiprocesso “Timpone rosso” si conclude con 19 condanne e sei assoluzioni
CASSANO IONIO (CS) – Il sole è ormai tramontato quando la presidente della Corte d’assise, Antonia Gallo, legge il dispositivo della sentenza. Il magistrato, in un’aula affollatissima, snocciola con voce ferma nomi e numeri. Diciannove sono gli imputati condannati, sei quelli assolti. La parola ergastolo rimbomba cinque volte in un assordante e irreale silenzio. [ » ]
L’ospedale è lontano, muore una casalinga – Colta da un attacco cardiaco è stata trasportata a Rossano perché il nosocomio più vicino è stato chiuso. La denuncia dei familiari
TREBISACCE (CS) – Morire perchè l’ospedale è troppo lontano. Per colpa della spending review, di quel piano di rientro che ha costretto la politica a disporre drastici tagli nella sanità pubblica. Un risparmio di risorse doveroso, culminato nella soppressione o riconversione di molti nosocomi, rivelatosi tuttavia spesso fatale alla salute dei cittadini. La storia di Francesca Rossi, casalinga di Trebisacce, ne è un tragico esempio ed offre motivi di riflessione. [ » ]