REGGIO CALABRIA – A Reggio Calabria, da mesi ormai, avvengono episodi strani. L’ultimo, in ordine di tempo, ieri notte quando un incendio doloso ha quasi distrutto il centro sociale “Angelina Cartella” a Gallico, nella periferia nord della città. Svastiche sui muri accompagnate da scritte fasciste del tipo “Ss” o “Dux mea lux” realizzate con le stesse bombolette spray del centro. E poi le fiamme e il fumo. L’intervento dei vigili del fuoco si è reso necessario fino all’alba quando i responsabili del “Cartella” hanno constatato i danni subiti. Due porte sfondate, la cucina e la sala assemblea devastate dai soliti ignoti. I carabinieri indagano per individuare i responsabili del rogo, l’ennesimo in pochi anni, subìto dal centro sociale. [ » ]
L’inchiesta Overloading: Il colonnello, l’ex pentito e il “vizio” della coca – Al vaglio del Gup le storie dell’ufficiale dei carabinieri (ora sospeso) Luigi Verde e del collaboratore di giustizia Bruno Fuduli – Domani l’attesa decisione nei confronti di 84 imputati coinvolti in un colossale narcotraffico
COSENZA – Sinergie con le cosche del reggino, collegamenti con l’estero, enorme potere economico con il controllo di società e ditte individuali, infiltrazione nelle Istituzioni e capacità di gestire armi. Sono i tratti salinenti dell’organizzazione criminale sdradicata dall’inchiesta “Overloading”, che ha portato, nel dicembre del 2010, alla notifica di 77 fermi nei confronti altrettante persone accusate, a vario titolo, di fare parte di un’organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Martedì il gup distrettuale di Catanzaro pronuncerà sentenza nei confronti dei sessanta imputati che hanno scelto il rito abbreviato, mentre altri ventiquattro sapranno se dovranno sottoporsi al giudizio del tribunale oppure se godranno di un provvedimento di proscioglimento. [ » ]
Si pente ma per i giudici le sue parole sono superflue. I killer uccidono il fratello – Domenico Nista, detto tyson, inizia a collaborare nel 2007. Va in aula nel 2010. Qui fa nomi di boss della ‘ndrangheta lombarda. La corte però ritiene inutili le sue dichiarazioni perché troppo datate. Giorni fa l’omicidio di Giuseppe Nista. Ma in quei verbali, fitti di nomi di malavita, forse c’è il movente dell’omicidio
Franco lo zoppo, Peppe di Cittanova, Maurizio detto Maurino, il Macellaio e Mannaia Dio. Alias di malavita. Pseudonimi da verbali di polizia. Nomignoli da strada. Che puzzano di cordite e cocaina. Gente abituata a sfrecciare a bordo di grossi scooter. Con i sedili armati di 357 magnum. Gente che spara e gambizza. Minaccia ed estorce. Picchia e recupera il denaro della roba. Ombre che girano “accavallate” (armate,ndr) da quando si alzano a quando vanno a letto. Balordi di periferia zeppi di denaro racimolato a suon di buste di droga, trafficate all’ingrosso e spacciate per quartiere. [ » ]
Oppido, ucciso a colpi di fucile al volto – Il sessantaquattrenne Vincenzo Raccosta è caduto nell’agguato che gli è stato teso in aperta campagna. Gli inquirenti ipotizzano una ripresa della faida – Ipotizzato un collegamento con l’omicidio di Vincenzo Ferraro e la scomparsa del figlio della vittima
PALMI (RC) – Un esecuzione in piena regola. Un delitto feroce che non ha lasciato scampo al 64enne Vincenzo Raccosta, colpito a morte nel pomeriggio di ieri nella campagne di Oppido Mamertina. Al momento mancano le conferme ufficiali ma metodi e mezzi utilizzati sembrano non lasciare dubbi sulla chiara matrice mafiosa da attribuire all’ennesimo delitto che insanguina questo territorio. Contro Raccosta sono stati sparati alcuni colpi di fucile al volto che, oltre a sfigurarlo, ne hanno provocato la morte istantanea. [ » ]
Soldi del narcotraffico riciclati dalle ‘ndrine anche attraverso il Superenalotto – Confiscati 5 milioni a un uomo di Marina di Gioiosa J. – Pagata la vincita a un fortunato scommettitoreper ottenere il biglietto e incassare denaro pulito
CATANZARO – Dove non ha potuto la curiosità popolare, sarebbe arrivata la ‘ndrangheta: identificare il vincitore di 5 milioni di euro al Superenalotto e approfittarne per fini illeciti. Correva l’anno 2003, quando alcuni presunti affiliati al clan Mancuso contattarono un uomo di Locri che a maggio centrò un bel 5+1. L’idea era ingegnosa: consegnare l’equivalente della vincita al proprietario della schedina, farsi dare il tagliando vincente e incassare poi la somma attraverso i canali “normali”. Trovata brillante per un fine illecito, che in questo caso era riciclare denaro sporco, probabile provento di attività criminali. [ » ]
Villapiana, la Rugiano svolta: non ricordo se ho ucciso io Vincenzo e Rosa – La presunta assassina è stata interrogata in carcere – Apparsa stanca e smarrita, la donna ha confermato la presenza di una terza persona sulla scena del delitto
ROSSANO (CS) – Addolorata, smarrita, stanca. In questo stato si è presentata ai giudici per l’interrogatorio di garanzia, tenutosi nel carcere femminile di Castrovillari, Domenica Rugiano, la donna di Villapiana accusata del duplice omicidio del marito Vincenzo Genovese e della figlia Rosa, trovati cadavere la sera del 27 aprile nella propria abitazione. La donna, assistita dai legali di fiducia Giuseppe Zumpano, Francesco Nicoletti e Rosellina Verbari, ha risposto alle domande del Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari Carmen Ciarcia e del Pubblico ministero che sta seguendo il caso, Maria Grazia Anastasia, cambiando nuovamente la versione dei fatti. [ » ]
Catturato il latitante Mommo Macrì. L’abitazione vicina a quella dell’agguato a Scrugli – Molti gli elementi al vaglio dei carabinieri tra cui i legami fra la cosca Lo Bianco-Mantella e i Piscopisani
VIBO VALENTIA – «Lo Stato c’è e, come dimostra la recente operazione che ha portato alla cattura del latitante, prima o poi si fa sentire e colpisce». Un commento che ha il sapore della promessa quello fatto ieri dal comandante provinciale dell’Arma, tenente colonnello Daniele Scardecchia, nel corso della conferenza stampa tenuta subito dopo l’arresto di Domenico Macrì, latitante da dieci mesi. Una cattura di un certo rilievo, soprattutto dal punto di vista sociale, non tanto per il peso criminale del ventottenne [ » ]
Ha la bocca cucita la vittima della sparatoria di Capizzaglie – Francesco Valiante, 37 anni, colpito a un polmone sabato sera è ricoverato al Pugliese ma è fuori pericolo
LAMEZIA TERME – Si trova ancora ricoverato al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e non è più in pericolo di vita pur restando riservata la prognosi. Ma per Francesca Valiante, il 37enne ferito al petto sabato sera a Lamezia Terme, si prospetta la possibilità che venga sottoposto a fermo pur non essendoci pericolo di fuga. L’operaio in servizio all’aeroporto lametino sembra non abbia spiegato nulla agli investigatori sulla sparatoria di cui è stato vittima in Via dei Bizantini, nel rione Capizzaglie, sotto il controllo della cosca Cerra-Torcasio. [ » ]
15 mila imprese calabresi soffocate dalle ‘ndrine – Presentato il XIII° rapporto di SOS Impresa. In Calabria ancora poche le denunce
REGGIO CALABRIA – Racket e usura minacciano l’economia italiana. 200 mila imprese alla gogna con un giro di affari che si aggira sui 20 miliardi di euro ed un fatturato delle mafie che arriva ai 150 miliardi di euro. La mafie si confermano un imponente gruppo finanziario capace di infiltrasi con la tradizionale richiesta di pizzo, particolarmente al Sud, utile per il controllo del territorio per l’instaurazione di un clima di sudditanza ma che invece cede il posto a meccanismi di prestanome e di pronta liquidità a tassi usurai per quanto riguarda l’affermazione del dominio sull’economia oltre che sul territorio. [ » ]
Vent’anni di reclusione ad Abramo imputato per l’omicidio Dragone – La decisione della Corte d’Assise di Appello che ha riconosciuto il 35enne colpevole – Il sessantunenne boss venne ucciso il 2 maggio del 2004 a Cutro
CROTONE – Si è concluso ieri con una condanna a vent’anni di reclusione il nuovo giudizio d’appello nei confronti del 35enne di Cutro Giovanni Abramo, imputato per concorso nell’omicidio del boss Antonio Dragone, avvenuto il 10 maggio del 2004 a Cutro. Abramo è inoltre accusato anche di concorso nel tentato omicidio delle altre due persone che erano in auto con Totò Dragone e sfuggirono alla morte. [ » ]