REGGIO CALABRIA – Sedici anni di latitanza finiti sulla banchina del porto di Reggio Calabria. Ieri sera, intorno alle 21. 30, è stato catturato dal Ros e dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria, Sebastiano Pelle, boss di San Luca, ultimo erede di una delle dinastie mafiose più potenti. Pelle è stato sorpreso dai militari vicino al porto di Reggio Calabria. Era armato, ma l’azione fulminea dei militari ha impedito al boss di utilizzare l’arma per coprirsi la fuga. [ » ]
Attacco delle cosche alla cooperativa sociale – La violenza criminale prova a spezzare definitivamente le speranze dei giovani in un territorio dominato dalle cosche e dalla disoccupazione – L’uliveto distrutto in località Vajoti di Sant’Onofrio rientrava nel programma Policoro della Diocesi
SANT’ONOFRIO (VV) – Un uliveto raso al suolo. Piante piegate sul terreno, tronchi segati di netto e le grandi chiome vellutate con le olive, che presto dovevano essere raccolte, tutte per terra una accanto all’altra. Sembra un esercito falcidiato dai bombardamenti degli aerei nemici. La furia della violenza criminale, quella alimentata dalle cosche della ‘ndrangheta, questa volta ha superato se stessa. Ha sferrato un attacco ben preciso che va oltre una possibile richiesta estorsiva. Il messaggio è inequivocabile: «Qui comandiamo noi». [ » ]
Tentato omicidio, indagato lo zio di Rodolfo – Il pm Giuseppe Casciaro ha iscritto nell’apposito registro il nome di Agostino, il parente psicolabile che ha scaraventato giù dal balcone il bambino – Sempre stazionario il quadro clinico del piccolo: ieri sono comparse alcune nuove piccole lesioni
COSENZA – Agostino è indagato. Il suo nome è stato iscritto, ieri mattina, nello speciale registro della Procura cittadina dal pm Giuseppe Casciaro. L’accusa ipotizzata nei suoi confronti è di tentato omicidio. Naturalmente, si tratta d’un atto dovuto. Il trentenne avrebbe tentato d’ammazzare il suo nipotino, Rodolfo Alex di cinque mesi appena, martedì scorso, scaraventandolo dal balcone di casa. [ » ]
Lea Garofalo, i Cosco e la mafia che non c’è – In centro Milano il fortino del clan
MILANO – Il nostro è un paese davvero strano, dove tutto può succedere, anche di vedere scomparire la mafia dove, invece, questa si rende assolutamente visibile con i meccanismi propri delle associazioni criminali che abbiamo imparato a conoscere in altre regioni d’Italia. Qui però siamo in Lombardia, siamo a Milano e per decenni si è preferito nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere, per far finta di non vedere. [ » ]
«È stato un miracolo, ringrazio tutti quanti» – Parla la mamma del bimbo lanciato dal quarto piano di uno stabile di via Popilia: appena Rodolfo Alex sarà fuori pericolo sarò io a dare la bella notizia – Le emozioni del papà: siamo al centro delle attenzioni e delle preghiere di tanta gente, questo è bellissimo
COSENZA – La speranza nei volti dei giovanissimi genitori del piccolo Rodolfo Alex è visibile. Luca, ventisei anni e Jessica, diciannovenne, da martedì vivono aspettando notizie rassicuranti sul loro piccolo. La cronaca: martedì pomeriggio in un appartamento, sito al quarto piano di una palazzina popolare in via Popilia, si trovano Jessica con suo figlio, il piccolo Rodolfo, e due fratelli della madre. Un volo di quindici metri: Rodolfo viene lanciato dal balcone che atterra di schiena e miracolosamente si salva. [ » ]
Uccide la fidanzata, abbandona il cadavere e poi si costituisce – Tragica vicenda a Lamezia: uccisa una giovane, Adele Bruno
LAMEZIA TERME – L’ha uccisa ieri sera, strangolandola e colpendola alla testa ripetutamente, probabilmente con una pietra; poi stamane si è recato al Commissariato di Polizia autodenunciandosi dell’omicidio. La tragedia è avvenuta a Lamezia Terme: Daniele Gatto, 29 anni, ha ucciso la sua ragazza, Adele Bruno, 27 anni. I due avevano una relazione da più di un anno, e sulle motivazioni che hanno spinto Gatto all’omicidio non si sa molto. [ » ]
Cinque colpi per il consigliere comunale – Frequentazioni con uomini vicini alle cosche – Vincenzo Sgabellone, 31 anni, bracciante è stato giustiziato ieri sera a Samo – Non aveva precedenti penali. Per gli investigatori l’esecuzione ha il timbro della mafia
REGGIO CALABRIA – Non era affiliato alla ‘ndrangheta, ma, stando agli investigatori, era comunque contiguo alle cosche mafiose. Particolare che potrebbe indirizzare le indagini sull’omicidio di Vincenzo Sgabellone, 31 anni, bracciante e soprattutto consigliere comunale di maggioranza nel comune di Samo in provincia di Reggio Calabria. Sgabellone, che non aveva precdenti per mafia, ma solo una denuncia per guida senza patente quando ancora era minorenne, è stato ucciso ieri sera con cinque colpi di pistola calibro 7,65. [ » ]
Nuova udienza del processo sull’omicidio di Lea Garofalo – In aula il collaboratore di giustiza Cortese: «Carlo Cosco mi chiese di uccidere la moglie, ma non diedi risposta»
MILANO – Nel 2000 l’operazione “Scacco Matto” portò all’arresto di diversi affiliati e vertici della cosca Niscoscia di Isola di Capo Rizzuto, compreso il capobastone Pasquale Nicoscia e Angelo Salvatore Cortese. Quest’ultimo, affiliato alla ‘ndrangheta dal 1985 e accusato anche di traffico di stupefacenti, collabora con la giustizia dal 17 febbraio 2008. È stato lui il primo teste dell’udienza di ieri, giovedì 27, per il processo Lea Garofalo che si sta celebrando a Milano. [ » ]
Strage dei ciclisti, condannato ad otto anni di reclusione Chafik El Ketani – Il giovane provocò il tragico incidente in cui persero la vita otto persone
LAMEZIA TERME – Il gup di Lamezia Terme ha inflitto una condanna ad otto anni di reclusione a Chafik El Ketani, il ventunenne che il 5 dicembre scorso, a bordo di una Mercedes investì a Lamezia Terme un gruppo di ciclisti amatoriali, provocando la morte di otto persone. La richiesta del pm constisteva nella condanna a dieci anni per omicidio colposo plurimo, aggravato dalla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. [ » ]
Marlane, processo troppo lento
PRAIA A MARE (CS) – Madre Natura può attendere invano. Per la salute e la vita di operai e cittadini ci sono poche speranza di giustizia in Calabria. Certi processi forse non si celebreranno mai. Come quello che si tiene nel tribunale di Paola per la morte di oltre cinquanta operai della Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza. Altrettanti sono ancora in vita, ma malati di tumore. Uno è deceduto l’8 ottobre scorso. Imputati sono 13 ex dirigenti della fabbrica tessile del gruppo Marzotto, accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro ambientale. [ » ]