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Crotone, primi dati dell’operazione “Mare Sicuro 2015”

in ambiente e trasporti

CROTONE – Centoventicinque segnalazioni di reati ambientali. Sono i primi risultati dell’operazione “Mare Sicuro 2015”, presentati questa mattina in conferenza stampa dal comandante della Capitaneria di Porto di Crotone, Antonio Ranieri. Oltre ai dati riguardanti l’inquinamento del mare, è stata data anche la notizia di alcune persone ritenute responsabili e denunciate tra cui il sindaco della città e soggetti appartenenti alla società Soarko.

Gli episodi su cui la Capitaneria di Porto ha posto l’attenzione si riferiscono in particolare alla scorsa settimana. I fatti si riferiscono allo sversamento in mare di liquami in conseguenza del dissesto della rete fognaria della città. L’ultima segnalazione è avvenuta martedì 11 con l’ennesimo riversamento inquinante in mare, causato probabilmente dall’improvviso temporale che ha intasato le fognature.

Già nei giorni scorsi, in vista del weekend di ferragosto, si era tenuto conto della drammatica situazione delle coste crotonesi. Infatti sono stati numerosi i casi di adolescenti in cura nei vicini ospedali e quindi con un alto rischio di contaminazione batteriologica.

In prima linea soprattutto l’associazione Codici (Centro per i Diritti del Cittadino), che attraverso alcuni suoi rappresentanti ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale “che non è in grado di far fronte alla situazione così come non si assume la responsabilità di riferire il pericolo”, ha affermato Giuseppe Salomone, segretario regionale del Centro per i Diritti del Cittadino Codici Calabria.

La Capitaneria di Porto, ha inoltre provveduto a deferire alla Procura della Repubblica anche alcune persone, considerate responsabili dei reati ambientali.

Tra queste, è stato denunciato il sindaco Peppino Vallone per “omissione d’atti d’ufficio in quanto non avrebbe ottemperato ai suoi doveri di responsabile della tutela della salute pubblica omettendo di vietare la balneazione nei punti dove sabato si sono registrate le fuoriuscite di liquami fognari”, si legge nella nota.

In modo più generico, sono stati invece indicati i soggetti appartenenti alla società Soarko (Società Acque Krotonese), che si occupa di gestire il sistema idrico, accusati invece dell’ipotesi di reato di alterazione ambientale.

Durante la conferenza stampa, sono stati indicati anche i dati più generali riguardanti la campagna “Mare Sicuro”, promossa dal governo a livello nazionale e che vede impiegati 11mila militari della marina militare che si occupano del monitoraggio dei circa 8mila chilometri di coste italiane.

Le segnalazioni alla sala operativa sono state in totale 264: di queste 27 riguardano richieste di soccorso, 37 pesca/diporto, 12 il demanio, 63 la balneazione e 125 l’ambiente. Il comandante ha inoltre precisato come quest’anno sia diminuito il numero delle barche in mare mentre è aumentato quello dei bagnanti in spiaggia.

“La vigilanza nell’area marina protetta ha permesso il sequestro di più di 2.500 metri di rete per la pesca di frodo, oltre 42 nasse e diversi palangari” – continua la nota – “Per quanto riguarda il contrasto alla pesca illegale sono stati sequestrati 165 kg di prodotti ittici sottomisura con la denuncia di una persona, 400 ricci di mare e diversi attrezzi illegali per la pesca dei polpi. Per la tutela del demanio, le ispezioni hanno riguardato 65 stabilimenti balneari nell’85% dei casi trovati in regola. Sequestrata a Botricello, una struttura in legno di 310 metri quadrati adibita a chiosco bar”.

Infine si è voluto sottolineare come in alcune zone del crotonese, in particolare nella zona di Steccato di Cutro, la situazione del mare sporco risenta in particolare dell’inquinamento dei comuni catanzaresi confinanti. Un problema quindi che riguarda tutti i comuni della costa, poiché è spesso a causa delle correnti che la sporcizia viene trascinata da una zona all’altra.

Proprio su questo punto, sull’inadempienza di alcuni comuni e soprattutto dell’Arpacal e sulla sua gestione del monitoraggio dei mari e della spiagge, si era esposto con toni molto duri Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro.

di Adelia Pantano

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