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A Reggio il convegno sulla crisi del movimento antiracket

in economia e lavoro

“Una crescente inibizione alla denuncia e una scarsa collaborazione con le forze dell’ordine”. Con queste parole l’associazione antiracket e antiusura della Confesercenti “Sos Impresa Calabria” individua il punto principale da affrontare nella conferenza regionale che si terrà domani, giovedì 27 novembre, alle 11 presso la sala della biblioteca della Provincia di Reggio Calabria.


racket1“Verso la rifondazione del movimento antiracket ed antiusura”
sarà il titolo da cui prenderanno spunto i partecipanti all’incontro organizzato appunto da “Sos Impresa – Rete per la legalità – RC” insieme a “Libera, Associazione nomi e numeri contro le mafie” e che vedrà intervenire anche il Prefetto reggino, il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà e il commissario nazionale antiracket e antiusura, Prefetto Santi Giuffrè, oltre a vari esponenti della stessa associazione organizzatrice.

L’obiettivo dichiarato sarà quello di cercare di avanzare delle proposte “riguardo i necessari correttivi della legislazione vigente in materia”, per invertire la tendenza negativa della nostra regione a non denunciare e non collaborare.

Tendenza confermata anche dallo “Studio conoscitivo sul fenomeno dell’usura” del maggio di quest’anno effettuato da Unioncamere, in cui si evidenzia come in Calabria, ma in generale in tutte le regioni del sud, “l’espansione del fenomeno ha raggiunto livelli molto preoccupanti” anche a causa della crisi economica in corso, con un “indice di rischio usura” pari a 150,4 (50,4% in più rispetto alla media nazionale).

Dallo studio emerge inoltre che sono 13 mila i commercianti calabresi coinvolti dall’usura, pari al 34% del totale di quelli attivi con un giro d’affari di 1,1 miliardi di euro e dati in diminuzione per quanto riguarda le denunce: 3 nel primo semestre del 2012, 5 nel secondo e 3 nel primo semestre del 2013, con oltre 4 milioni di euro di somme deliberate nel 2013 a favore delle vittime che hanno presentato istanza di accesso al Fondo di solidarietà.

Sulla base di questi dati Sos Impresa avanza le sue perplessità, ad esempio, sul sistema giudiziario civile e penale, che a causa delle sue criticità porterebbe “al convincimento dell’inutilità (o peggio dannosità) della denuncia”. Da qui la richiesta del coordinatore regionale di Sos Impresa, Nino Marcianò, che invoca un sistema che sia “anche conveniente” per gli imprenditori che denunciano e insiste sul fatto che “l’operatore economico deve poter continuare a lavorare e produrre proprio per dimostrare che la denuncia tutela la persona, la famiglia e l’economia legale”.

Recriminazioni anche sul ruolo del Comitato Antiracket che sarebbe diventato marginale e non efficiente, viste le lentezze burocratiche per l’erogazione degli aiuti alle imprese sofferenti. Mentre dal canto suo Marcianò ci tiene a sottolineare l’opera di assistenza, tutela e prevenzione portata avanti da Sos Impresa di Reggio Calabria e dalle altre sedi di Vibo Valentia e Crotone, in collaborazione con le istituzioni, con le quali dichiara apertura al confronto “per far compiere scelte che vanno nella direzione della legalità e della libertà d’impresa” e chiedendo il rifinanziamento dei fondi per il sostegno alle vittime ad alle associazioni antiracket.

di Gianluigi Catalano

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