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Dissesto idrogeologico: il comune di Oriolo in ginocchio dopo le frane

in ambiente e trasporti

ORIOLO – Un intero paese in ginocchio, case ed edifici pubblici sgomberati ed abitanti che vivono ormai quotidianamente nella paura. E’ questa la situazione che si vive in questi giorni nel comune di Oriolo, in provincia di Cosenza, dove ben cinque frane hanno distrutto strade ed edifici e costretto già 30 persone ad abbandonare le proprie abitazioni.

OrioloIl piccolo comune al confine con la Basilicata non è purtroppo nuovo a questo tipo di situazione. Già negli anni cinquanta e settanta infatti Oriolo era stato vittima del dissesto idrogeologico.

Molti degli abitanti infatti ricordano ancora quando nel 1973 a causa di una frana venne distrutto il cimitero, con lo scoperchiamento dell’ossario comunale e di di un numero imprecisato di tombe.

E’ evidente che, nonostante la predisposizione franosa del territorio, nel corso degli anni non si è proceduti alla messa in sicurezza della zona, lasciando ancora oggi il comune alla mercé degli eventi naturali.

Situazione che purtroppo non rappresenta un fatto isolato, se è vero che la nostra regione vanta statistiche poco confortanti in merito al pericolo del dissesto idrogeologico.

Proprio nei giorni scorsi si era espressa la Corte dei Conti sulla questione rivelando come siano in realtà pochissime le risorse finanziarie spese a fronte del totale dei finanziamenti destinati al dissesto idrogeologico, colpa in primis delle lungaggini burocratiche che sarebbero inconciliabili con la situazione di emergenza dell’intero territorio nazionale.

Tornando alla situazione di Oriolo, al momento il territorio è controllato 24 ore su 24 dal CNR e della Protezione civile che tramite strumenti all’avanguardia monitorano costantemente l’avanzamento delle frane.

oriolo_2Sul versante dell’assistenza arriva invece l’appello dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Sergio Bonamassa che chiede allo Stato e tutti gli enti competenti di inviare uomini e mezzi per aiutare la popolazione oriolese e mettere in sicurezza il territorio.

Proprio in merito alla messa in sicurezza è intervenuto nei giorni scorsi il geologo del CNR Carlo Tansi, che ha chiarito come al momento l’unica azione possibile è quella di far asciugare il terreno facendo defluire l’acqua, operazione resa complicata dalla natura argillosa del terreno e dall’impossibilità di usare mezzi meccanici a causa della fragilità dello stesso.

Sempre l’esperto del CNR ha infatti fatto notare come questo tipo di interventi andrebbero effettuati d’estate, e che troppe ne sono passate senza far nulla per la messa in sicurezza del territorio. Le zone più colpite del comune risultano in particolare le frazioni di Cappuccini e Croci, che risultano ancora in movimento nonostante il tempo sembra aver dato una tregua alla popolazione.

A portare solidarietà al sindaco di Oriolo e a ribadire la necessità di una strategia comune di messa in sicurezza di tutta l’aria della sibaritide, si è espresso infine anche il primo cittadino di Corigliano, Giuseppe Geraci.

“Il dissesto idrogeologico – ha dichiarato – è la grande vera emergenza di questa regione. La Calabria sta franando sotto i nostri occhi. Quanto sta accadendo a Oriolo, nell’alto jonio, deve interessare ogni sindaco, ogni istituzione ed ogni comunità della Sibaritide, della provincia e della regione. Siamo tutti preoccupati e tutti nelle stesse potenziali situazioni d grave rischio. Sul difficilissimo quanto urgente governo di questa sfida ormai epocale, per la Calabria così come per il resto del Paese, la Giunta Regionale e soprattutto il Governo Nazionale si giocheranno tutto.

di Gianmario Foti

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