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Domani ai BoCS Art la “scommessa” artistica di Niccolò De Napoli

in cultura e società

COSENZA – Si chiama “Bet on me” (“Scommettere su di me”) ed è più che altro un qualcosa che ha a che fare col relazionale. Senza usare i social network però. Un’idea creativa che prende respiro a Cosenza.

Si tratta del progetto di uno degli artisti attualmente impegnati nella residenza artistica dei BoCS-Art del lungofiume, Niccolò De Napoli, che ha realizzato questa iniziativa con tanto di consulenza notarile (il professore Raffaele Viggiani di Lecco).

Chiunque volesse saperne di più, può partecipare direttamente domani, venerdì 18 settembre, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 presso il Bo-CS dove Niccolò eseguirà una performance attorno alla sua istallazione.

Niccolò De Napoli artista BoCS_Art

Niccolò De Napoli

Nelle parole dell’artista, la spiegazione di cosa si tratta: “Questo lavoro – dice il giovane De Napoli – nasce in occasione del progetto di residenza artistica BoCS Art, maturato dopo una attenta riflessione sul territorio. La Calabria, e nello specifico Cosenza, registra un altissimo numero di Sale Scommesse. Il titolo del mio lavoro è pertanto una provocazione. In un’epoca in cui il gioco d’azzardo è legalizzato (nonché pubblicizzato dallo Stato), ho deciso di sperimentarlo sulla mia stessa vita e, ancor di più nello specifico, sulla mia carriera d’artista. L’opera consiste nello stipulare un contratto (mediante atto pubblico redatto da un notaio della Repubblica Italiana, la cui bozza è stata dal medesimo predisposta e verrà esposta e affissa sui muri del mio spazio espositivo) con colui che sia disposto a scommettere sul mio percorso artistico e io, a mia volta, sulla sua carriera professionale. Con questo contratto, se una delle parti, entro i prossimi dieci anni, raggiungerà un reddito minimo di 5mila euro mensili al netto delle tasse, si impegnerà – fino a quando percepirà tale somma – a versarne all’altro il 10%. Sarò dunque presente nello spazio del mio BoCS al lungofiume venerdì 18 settembre dalle 10 alle 19 per incontrare giornalmente tutti coloro curiosi di conoscere l’opera e l’idea, interessati a stipulare il contratto, a scoprire così i mie lavori già realizzati insieme ai prossimi progetti, ascoltando i concetti cardine della mia ricerca artistica. Questa opera, in particolare, apre ad alcune riflessioni. Agli inizi la domanda era: ‘Come si può vivere con la propria arte?’. Domanda che forse ogni giovane aspirante artista si pone. In seguito, come derivazione logica e sistematica, mi sono posto il problema dell’eccessiva speculazione economica che sta investendo il mondo dell’arte contemporanea.

“E allora, provocandomi e provocandovi – spiega De Napoli – ho deciso di fare un’opera relativamente alla mia professione e alla mia vita. Più precisamente: ho deciso di fare della mia stessa professione e della mia stessa vita un’opera e dunque una scommessa. In questa maniera vorrei restituire potere all’artista che assume doppiamente un ruolo attivo. Cioè: non solo egli concepisce il concetto in quanto creatore dell’opera, ma è anche libero di scegliere con chi stipulare il contratto, paradossalmente libero di scegliere su chi scommettere, stravolgendo ogni logica e assecondando semplicemente il proprio istinto (magari dando fiducia a un giovane studente con idee visionarie e geniali)”.

“Il contratto che le due parti vanno a stipulare – conclude Niccolò – non è più soltanto un mero strumento legale, ma diventa una promessa di amore e di fiducia”.

redazione CN

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