LAMEZIA TERME – Questa notte sono stati affissi decine di striscioni in tutta la Regione contro il Governo Monti a firma CasaPound: ’Basta liberismo e multinazionali. Difendiamo i prodotti locali’. Gli striscioni sono stati rinvenuti davanti alla presidenza della Regione Calabria a Catanzaro, al centro Agroalimentare di Lamezia Terme, e davanti ai comuni delle maggiori città calabresi. “Abbiamo organizzato questa iniziativa affinché i calabresi prendano atto dell’ennesimo attacco attuato dal Governo Monti. [ » ]
CalabriaInnova con il Consorzio del Bergamotto a Trieste Next – Nuove opportunità per valorizzare le eccellenze produttive calabresi
LAMEZIA TERME – Primi risultati dell’attività di CalabriaInnova, iniziativa della Regione Calabria, Fincalabra spa, e AREA Science Park, per favorire la competitività delle imprese calabresi attraverso l’innovazione e il trasferimento tecnologico. Si è infatti conclusa con successo la partecipazione del Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria all’evento Technology Dating Food&Nutrition organizzato lo scorso venerdì da AREA Science Park Trieste con il sostegno di CalabriaInnova nell’ambito di Trieste NEXT, Salone Europeo della Ricerca e dell’Innovazione Scientifica. [ » ]
Adiconsum: “Ridimensionare la tassazione su buste paga e favorire investimenti nel manifatturiero e nel terziario produttivo”
ROMA – Quanto affermato da Confcommercio – dichiara Pietro Giordano, Segretario generale Adiconsum – coincide con quanto da noi rilevato giornalmente attraverso le centinaia di richieste di aiuto che arrivano alle nostre sedi e al Fondo di prevenzione usura. I consumi sono tornati quelli di 40 anni fa – prosegue Giordano – e diventa indispensabile che il Governo Monti ridimensioni la tassazione sulle buste paga dei lavoratori dipendenti premiando la produttività, indispensabile per il rilancio del Paese. [ » ]
C.s.o.a. Cartella, incontro con Giorgio Cremaschi per parlare di crisi, diritto e futuro
REGGIO CALABRIA – Continua imperterrito il lavoro del Governo del super-tecnico Monti, l’uomo imposto dalle banche e dai grandi fondi di investimento per dare il via a quei provvedimenti che i politici “di professione” non hanno avuto il coraggio di emanare. Attacco ai diritti dei lavoratori, ulteriore precarizzazione del lavoro, disgregazione del welfare, aumento della pressione fiscale, privatizzazioni e svendita del patrimonio pubblico: sono queste le ricette imposte dai sacerdoti del libero mercato [ » ]
De Masi: isolato e abbandonato – Nuova iniziativa dell’imprenditore di Gioia Tauro Nino De Masi che denuncia ancora una volta l’abbandono e l’isolamento di chi, nonostante tutto, opera in Calabria, rilanciando investimenti ma anche nuove idee imprenditoriali
REGGIO CALABRIA – Nuova iniziativa dell’imprenditore di Gioia Tauro Nino De Masi che denuncia ancora una volta l’abbandono e l’isolamento di chi, nonostante tutto, opera in Calabria, rilanciando investimenti ma anche nuove idee imprenditoriali. De Masi ha scritto una lettera all’intero mondo istituzionale, politico, economico, sindacale, ma anche alle Procure della Repubblica per riproporre la “crescita, lo sviluppo l’occupazione in Calabria e nel sud”. [ » ]
La Salerno-Reggio è una truffa all’Ue: restituiti 400 milioni
Frodi, mafia e conflitti di interessi. Quasi quattrocento milioni in fondi strutturali spesi in Calabria tra il 1994 e il 2006 sono stati restituiti l’anno scorso dallo Stato all’erario comunitario. L’agenzia antifrode comunitaria li ha riportati a Bruxelles nel 2011 ma riguardano investimenti fatti tra il 1994 e il 2006. In concreto i fondi servivano per il completamento della autostrada Salerno-Reggio Calabria. Si tratta del più grande recupero mai realizzato dall’Olaf, l’Agenzia antifrode della Ue, in collaborazione con le autorità inquirenti italiane, tra cui la Direzione nazionale antimafia. [ » ]
Economia ferma in Calabria, il pil cresce poco – Rapporto di Bankitalia: nel 2011 l’attività economica della Calabria ha ristagnato dopo il lieve recupero dell’anno precedente – Secondo le stime di Prometeia, il prodotto regionale in termini reali è cresciuto dello 0,2 per cento, meno della media nazionale
CATANZARO – Secondo le indagini dell’Istituto di emissione presso le imprese industriali con almeno 20 addetti, il 53 per cento delle aziende con sede in Calabria ha registrato un calo del fatturato contro il 45 per cento che ha osservato un aumento. Per il 2012, il saldo dei giudizi delle imprese sul fatturato è previsto in peggioramento. Il permanere di ampi margini di capacità inutilizzata e i segnali di ulteriore rallentamento della domanda, a cui si sono associate, a partire dalla seconda parte dell’anno, le tensioni sulle condizioni di finanziamento, hanno ostacolato gli investimenti da parte delle imprese [ » ]
Imprese strozzate e sull’orlo del fallimento – Nel primo quadrimestre di quest’anno le procedure sono aumentate di tre volte rispetto allo stesso periodo del 2011 – Crescono anche le esecuzioni immobiliari. Le aziende non riescono più nemmeno a pagare i mutui
REGGIO CALABRIA – I dati sono impressionanti. La crisi non è più un’entità astratta: morde il futuro, strappa impietosamente certezze consolidate, accomuna sulla stessa “barca” anche chi si credeva al riparo. Un dato, su tutti. In soli quattro mesi i fallimenti a Reggio sono stati tre volte superiori rispetto a quelli dello stesso periodo del 2011. In valore assoluto, più della metà del totale dell’anno scorso. Solo a Reggio, ben 12 le procedure aperte da gennaio a oggi, a fronte delle sole 4 del 2011. Complessivamente, lo scorso anno sono stati 21 i fallimenti dichiarati (24 quelli del 2010). Non traggano in inganno queste cifre che sembrano “piccole”: perché in realtà nascondono dimensioni economico-produttive piuttosto “grandi”. [ » ]
Reagire alla crisi, uscire dalla crisi. Ecco come si può – E’ impossibile uscire dalla crisi – che a ben vedere dovrebbe chiamarsi ‘declino’ – senza mettere in discussione alcuni punti cardine della società contemporanea e dei nostri stili di vita – Uscire dalla crisi deve includere anche gesti quotidiani e scelte relativamente semplici. Ecco quali.
La crisi incalza ed il web, al pari dei media tradizionali, si riempie di ricette anticrisi. Il governo Monti sta propinando agli italiani una dose da cavalli di neoliberismo finanziario e austerità, un mix letale capace di mettere in ginocchio un popolo intero nel giro di pochi mesi. Da più parti arrivano consigli su come affrontare il periodo difficile: chi spinge a fare benzina utilizzando il self service, chi consiglia di fare acquisti nei discount. Noi, come è nostra abitudine, vogliamo spingerci un po’ oltre.
Partiamo da una considerazione sacrosanta del pensatore francese Serge Latouche: una crisi è qualcosa di momentaneo, se una crisi si protrae nel tempo significa che siamo di fronte ad un declino. Ed è proprio così, sono ormai quarant’anni che si parla ininterrottamente di crisi, ma è impossibile che una crisi duri quarant’anni. Siamo al declino del capitalismo, modello sociale ed economico che ha dominato la storia moderna.
Il problema e gli ingranaggi del potere sono collaudati a tal punto che nessun altro modello sembra avere la forza per sostituirvisi. E il potere non si farà da parte certo di sua iniziativa, più facilmente porterà alla distruzione l’intero pianeta.
Dunque se da un lato è innegabile l’esigenza di trovare il modo di sopravvivere – ciascuno di noi – alla crisi/declino, dall’altro è ancor più urgente trovare una soluzione collettiva che eviti quello spiacevole inconveniente del disastro ecologico – o perlomeno ne limiti le conseguenze. Ciò che molti ignorano è che le due questioni sono finemente legate fra loro, ed è impossibile uscire dalla crisi (continuiamo a chiamarla così giusto per comodità) senza al tempo stesso cambiare sistema.
Ecco dunque alcuni consigli per sconfiggere la crisi. Consigli che agiscono sull’individuo ma in una prospettiva non più egoistica ma globale.
Ridurre il ruolo dell’economia
Partiamo dal nocciolo della questione. Chiediamoci, è normale che lo spread fra buoni del tesoro italiani e bund tedeschi sia diventata la nostra massima preoccupazione? Perché le politiche monetarie della Bce hanno così tanti risvolti concreti nelle nostre vite? Semplicemente perché abbiamo permesso alla moneta di giungere a regolare ogni aspetto della nostra vita. Qualsiasi cosa è oggi quantificabile in denaro, ogni sfaccettatura dell’esistenza è mercificabile. Noi stessi siamo diventati merce. Per cui è enorme il potere che chi emette moneta ha sulle nostre vite. Ma, in fin dei conti, siamo noi a decidere: costruendo aspetti ed esperienze non mercificate accorciamo di parecchio il raggio d’azione di chi controlla l’economia.
Moneta locale
Ridurre il ruolo dell’economia non significa per forza smettere di utilizzare il denaro. La moneta, ha anche funzioni utili, come quella di facilitare gli scambi fra persone. Il problema nasce quando la moneta, da unità di misura del valore, diventa valore in sé, e si innesca il meccanismo perverso del “fare soldi con i soldi”. Quindi sarebbe auspicabile l’utilizzo di monete solidali o locali, non gravate di interessi (e che dunque non contribuiscono alla creazione perversa del debito), che piuttosto innescano circuiti virtuosi che sviluppano l’economia locale a discapito della finanza internazionale. Un buon esempio di questo è lo Scec[*], la moneta complementare ideata anni fa nel napoletano e presto estesasi in varie parti d’Italia, Il Cambiamento ospita il blog ufficiale di Pierluigi Paoletti di Arcipelago Scec, La Nave di Folli.
Acquisti alimentari
Comprare prodotti locali ha molti risvolti. È quasi sempre garanzia di maggiore genuinità e gusto migliore. Riduce al minimo l’inquinamento dovuto al trasporto delle merci. Favorisce lo sviluppo ed il sostentamento delle piccole imprese locali, dei piccoli produttori. Riduce i guadagni degli intermediari. Riduce i guadagni delle grandi catene di distribuzione. Tutto ciò, in pratica, ribalta il meccanismo della crisi, che vorrebbe l’aumento della concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi, attraverso il fallimento delle piccole e medie imprese. Per fare acquisti a chilometro zero esistono ormai quasi ovunque – soprattutto nelle città, dove è più difficile rintracciare i prodotti locali – gruppi di acquisto solidale (Gas) che riuniscono cittadini dello stesso quartiere per comprare insieme prodotti alimentari direttamente dai produttori della zona.
Spostamenti
Ridurre il trasporto delle merci non è sufficiente. Siamo anche noi che con i nostri spostamenti costituiamo sempre più un problema, sia per l’ambiente che per noi stessi (visti i prezzi astronomici dei carburanti). Ora, la soluzione non è quella prospettata ieri dal Corriere della Sera di far benzina al self service, o scegliere carburanti non di marca. Piuttosto è necessario cambiare modo di spostarsi: prediligere i mezzi pubblici, la bicicletta, perché no i nostri piedi, e quando la macchina è inevitabile cercare di ottimizzare i posti al suo interno attraverso car sharing e auto condivise.
Ridurre i consumi…
In generale è importante ridurre i propri consumi. Uscire da quel meccanismo perverso che vuole ogni nostra azione trasformata in un atto di consumo, che ci ha visto perdere lo status – e i diritti – di cittadini per assumere quello di consumatori. Uscire dalla crisi significa anche riscoprire aspetti della vita non mercificabili, esperienze e identità non esprimibili attraverso semplici acquisti. Dobbiamo ridurre i consumi non perché siamo obbligati alle ristrettezze dalla crisi economica; piuttosto è vero il contrario, la crisi ci ha fatto aprire gli occhi su un modo perverso e assurdo di concepire la nostra esistenza ed il mondo; su una società che ci ha offerto infinite possibilità di scegliere ma ha ristretto infinitamente il campo della scelta, stabilendo che essa si esprimerà comunque attraverso un atto di consumo individuale.
…e gli sprechi
A volte però, una spesa può risultare il miglior risparmio. È il caso degli investimenti per migliorare l’efficienza energetica degli edifici in cui viviamo, che spesso disperdono gran parte del calore che si accumula al proprio interno. Vivere in una casa ben coibentata significa ridurre al minimo le bollette (al punto da recuperare in breve tempo il costo iniziale) e fare un gran favore all’ambiente.
Prendersi cura del territorio
Tutti i punti qui sopra si possono riassumere nell’idea di prendersi cura del luogo in cui si vive. Questo oggi può apparire difficile a causa dei numerosi spostamenti che ci portano a vivere in luoghi sempre nuovi, con persone che non conosciamo, che rendono più difficili i rapporti sociali ed i legami. Ma non sempre è così. Per quanto sia profondamente cambiata la società in cui viviamo, resta immutato nell’uomo il bisogno di appartenenza, la necessità di mettere radici insita nella sua natura sociale e collettiva. Prendersi cura del luogo in cui viviamo significa in un certo senso anche prendersi cura di se stessi.
Conoscere le persone
Certo non lo si può fare da soli. È necessario conoscere le persone che vivono vicino a noi, perché cambiare tutti insieme è più facile. Sconfiggere la crisi significa anche rifiutare il modello della “società degli individui”, in cui ciascuno è solo ed i rapporti con gli altri devono essere regolati, al pari di qualsiasi altra cosa, dal libero flusso di denaro. Il Cambiamento mette a disposizione di chi vuole cambiare assieme l’area “Incontri“, per conoscere chi vive nei paraggi ed è interessato a portare avanti progetti o esperienze collettive. Ma i metodi possono essere molteplici. Alla fine basta uscire di casa.
di Andrea Degl’Innocenti
Le imprese eretiche esistono e sono al Sud – Si tratta di imprese che hanno scelto una diversa via per interpretare il ruolo imprenditoriale e commerciale pur senza tralasciare l’aspetto economico
ZAGARISE (CZ) – Le imprese eretiche esistono, non sono delle mosche bianche, e il I° Raduno Nazionale organizzato da Ereticamente.it ed Orme nel Parco, in collaborazione con l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ed il Comune di Zagarise, nella persona del sindaco l’Avv. Pietro Raimondo, che l’ha ospitato, l’ha dimostrato. Sabato 24 e domenica 25 settembre, presso il Centro di Informazione Turistica di Zagarise, imprese provenienti da tutta la Calabria ma anche dal resto d’Italia si sono radunate per dare il via ad una nuova concezione di impresa, per contarsi e delineare un percorso che da qui a breve le porterà ad essere un modello, un esempio per tutte le altre. [ » ]