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	<title>Calabria Notizie</title>
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	<description>Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</description>
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		<title>Eutanasia e testamento biologico: incontro pubblico con Mina Welby che presenta “L’ultimo gesto d’amore”, il racconto dell&#8217;esperienza vissuta accanto al marito Piergiorgio</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 14:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CINQUEFRONDI (RC) &#8211; L’Associazione Megale Hellas in collaborazione con Calabria Radicale ha organizzato per sabato 4 settembre 2010 un incontro pubblico che si terrà a Cinquefrondi (Rc), dalle ore 18:30 presso la mediateca comunale alla quale parteciperà Mina Welby. Sarà dibattuto il delicato tema del “Fine vita” e del “Testamento biologico” attraverso la presentazione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CINQUEFRONDI (RC) &#8211; L’Associazione Megale Hellas in collaborazione con Calabria Radicale ha organizzato per sabato 4 settembre 2010 un incontro pubblico che si terrà a Cinquefrondi (Rc), dalle ore 18:30 presso la mediateca comunale alla quale parteciperà Mina Welby. Sarà dibattuto il delicato tema del “Fine vita” e del “Testamento biologico” attraverso la presentazione del libro di Mina Welby, “L’ultimo gesto d’amore”<span id="more-16214"></span> che racconta con semplicità, ma allo stesso tempo con forza, la drammatica esperienza di accettare la volontà del marito Piergiorgio di spegnere il respiratore che lo teneva in vita poiché quelle condizioni egli riteneva non fossero più degne di essere vissute. </p>
<p>Suicidio? Eutanasia? Porre fine all’accanimento terapeutico? Le polemiche seguite alla morte di Piergiorgio Welby furono violentissime, la Curia di Roma negò perfino il funerale con dichiarazioni che giunsero dalle più alte cariche delle gerarchie Vaticane e il Dottor Mario Riccio, che materialmente spense il respiratore dopo aver sedato Piergiorgio Welby, oltre a essere indagato dalla Procura della Repubblica subì un procedimento dal Consiglio dell’Ordine dei medici. </p>
<p>Fu prosciolto, nell’uno e nell’altro procedimento e le polemiche archiviate; ma in Parlamento giace una proposta di legge “contro” il testamento biologico che allo stato attuale può essere rilasciato nei fatti, pur senza una puntuale regola legislativa. Come? In che modo? Allora il caso “Welby” e la vicenda “Englaro” possono verificarsi ancora? </p>
<p>A queste e a tante altre domande si cercherà di dare risposta durante la serata cui interverranno oltre a Mina Welby che per la prima volta partecipa in Calabria a un incontro pubblico, Angelo Siciliano (Vice Presidente dell’Associazione Megale Hellas) e Marco Marchese (Segretario di Calabria Radicale).</p>
<p>Calabria Radicale</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Festival del peperoncino, musica e cultura dall&#8217;8 al 12 settembre per la 18esima edizione</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[DIAMANTE (CS) &#8211; Degustazioni ma anche dibattiti su cinema e letteratura, concerti, momenti musicali e proiezioni. E&#8217; il menù della diciottesima edizione del Festival del Peperoncino che si terrà a Diamante dall&#8217;8 al 12 settembre. &#8220;La manifestazione, organizzata dall&#8217;Accademia Italiana del Peperoncino &#8211; è detto in un comunicato &#8211; patrocinata dalla Provincia di Cosenza, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>DIAMANTE (CS) &#8211; Degustazioni ma anche dibattiti su cinema e letteratura, concerti, momenti musicali e proiezioni. E&#8217; il menù della diciottesima edizione del Festival del Peperoncino che si terrà a Diamante dall&#8217;8 al 12 settembre. &#8220;La manifestazione, organizzata dall&#8217;Accademia Italiana del Peperoncino &#8211; è detto in un comunicato &#8211; patrocinata dalla Provincia di Cosenza, ed è diventata nel corso degli anni una vera e propria kermesse consolidata, acquisendo sempre maggiori consensi e guadagnandosi un posto prestigioso nel panorama degli eventi del territorio provinciale&#8221;.<span id="more-16211"></span></p>
<p>Confermata la formula &#8211; prosegue la nota &#8211; che parte dalla gastronomia per esplorare a 360 gradi tutto &#8216;l&#8217;universo piccante&#8217;. Dai peperoncini di tutte le varietà ai piatti della grande tradizione. Dal teatro alla satira. Dal cinema alla letteratura. Dalla medicina al folclore. </p>
<p>Con tutti gli appuntamenti che hanno reso famoso il Festival: vignette sul ring, il campionato mangiatori di peperoncino, il raduno delle &#8217;statue viventi&#8217;, la rassegna internazionale di teatro di strada, i laboratori gastronomici, il piccante film Festival e Peperoncino dal mondo, la più grande esposizione di capsicum con oltre 500 varietà. </p>
<p>Non mancheranno l&#8217;annullo filatelico delle Poste italiane, la lotteria del peperoncino e i grandi fuochi d&#8217;artificio dal mare. Nel corso delle cinque giornate ci sarà anche il tentativo di battere il record della treccia di peperoncini più lunga del mondo detenuto dalla delegazione di Pisa. Duecento metri stesi sulla scogliera sotto lo splendido lungomare.</p>
<p>Fra i &#8220;maestri&#8221; presenti al Festival lo studioso che vive nel New Mexico David DeWitt unanimemente considerato il massimo esperto mondiale di peperoncini. Assieme a lui lo chef Kumalé e Fabio Campoli di Raiuno.</p>
<p>Con i treni di Frecciargento di Trenitalia,grazie all&#8217;accordo sottoscritto con la Provincia di Cosenza, sarà possibile raggiungere in meno di mezzora Diamante da Paola e viceversa con una navetta fruibile gratuitamente. </p>
<p>Conservando il biglietto, inoltre, si potrà ricevere in omaggio la speciale tessera Piccante Card con la quale avere servizi ed agevolazioni durante la permanenza al Festival, gli stessi vantaggi sono riservati anche ai titolari di Carta Fedeltà Trenitalia.</p>
<p>Il programma del festival verrà illustrato nel corso di una conferenza stampa in programma lunedì 6 settembre a Cosenza dal presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio, l&#8217;assessore provinciale al Turismo, sport e spettacolo Pietro Lecce, l&#8217;assessore provinciale ai Trasporti Giovanni Forciniti, il sindaco di Diamante e consigliere provinciale Ernesto Magorno, il presidente dell&#8217;Accademia Italiana del Peperoncino Enzo Monaco.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;La lunga Marcia della Memoria&#8221; fa tappa a Lamezia &#8211; Il programma si aprirà con la presentazione del libro “Il caso Valarioti”</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LAMEZIA TERME &#8211; Reduce dalla parentesi pugliese e dalla serata-evento di Polistena, la Lunga Marcia della Memoria sbarca a Lamezia Terme con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e della Mediateca di Lamezia Terme. Giunto alla sua terza edizione, l&#8217;evento quest’anno è dedicato ai nuovi linguaggi antimafia, alla libertà di informare, alla richiesta di giustizia per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Reduce dalla parentesi pugliese e dalla serata-evento di Polistena, la Lunga Marcia della Memoria sbarca a Lamezia Terme con la collaborazione dell’Amministrazione comunale e della Mediateca di Lamezia Terme. Giunto alla sua terza edizione, l&#8217;evento quest’anno è dedicato ai nuovi linguaggi antimafia, alla libertà di informare, alla richiesta di giustizia per le vittime innocenti delle mafie, alla giustizia ambientale e sociale verso Cancun.<span id="more-16208"></span></p>
<p>Il programma della giornata si aprirà alle 11.30 con la conferenza stampa di presentazione del libro “Il caso Valarioti”, l’inchiesta di Danilo Chirico e Alessio Magro che ricostruisce la vita, l’attività politica, l’omicidio di Peppe Valarioti, segretario del Pci di Rosarno, assassinato nel giugno del 1980. Alla conferenza stampa parteciperanno il sindaco di Lamezia Gianni Speranza, e l’assessore alla Politiche giovanili Rosario Piccioni.</p>
<p>La nona tappa dell’evento antimafia dell’associazione daSud proporrà per l&#8217;intera giornata del 3 settembre un Melting pot tra linguaggi della comunicazione per raccontare in modo nuovo la ‘ndrangheta e il movimento antimafia calabrese. </p>
<p>Dalle 11.30 nella sede della Biblioteca Comunale di Lamezia Terme “Palazzo Nicotera” si incroceranno diversi mezzi creativi: libri, fumetti, mostre, fotografie e musica per riflettere, ricordare, sperimentare nuove forme espressive e per rivendicare la libertà di raccontare.</p>
<p>Nei locali di Palazzo Nicotera sarà, inoltre, allestita la mostra fotografica sulle tematiche “Spaccati liminali” a cura del collettivo Donne daSud che sarà inaugurata alle 18.30. </p>
<p>La Lunga Marcia focalizzerà la sua attenzione anche sui fatti di Rosarno e l’emergenza migranti nel nostro Paese. Saranno, infatti, proiettati i reportage fotografici di Franco Cufari e Ivana Russo. Gli scatti di Franco Cufari – uno dei quali pubblicato anche dal New York Times – si riferiscono alla prima notte degli scontri, quella in cui era l’unico fotografo presente. A Ivana Russo si deve, invece, un reportage di grande intensità sul dopo rivolta.</p>
<p>La giornata del Melting pot vedrà anche la musica come protagonista. A concludere la serata, a partire dalle 22, sarà la Popucià Band, gruppo impegnato sul terreno dei diritti sociali e civili che, con il brano “Crime” e con dei video rilasciati in free download, ha tradotto in musica e ritmo le immagini della Lunga Marcia della Memoria 2008 e 2009. </p>
<p>La contemporaneità dell’elettronica, la forza eversiva del rock e delle chitarre elettriche, il remix per esprimere un impegno contro le cosche, per i diritti e per un Sud liberato.</p>
<p>Staff del sindaco &#8211; Comune di Lamezia Terme</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Asilo incendiato, la città tocca il fondo &#8211; Sdegno e condanna sono i sentimenti che prevalgono dopo il grave episodio criminale avvenuto a Condera &#8211; È l&#8217;ultima offesa a una comunità che non riesce neanche più a indignarsi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 09:48:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; Dopo le auto in fiamme, i negozi saltati in aria, i commercianti taglieggiati, le intimidazioni, le bombe ai magistrati e un Comune allo sbando (giusto per usare un eufemismo), ci mancava solo l&#8217;asilo in fiamme. Benvenuti a Reggio Calabria città metropolitana, o se preferite nella Reggio bella e gentile, giusto per non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Dopo le auto in fiamme, i negozi saltati in aria, i commercianti taglieggiati, le intimidazioni, le bombe ai magistrati e un Comune allo sbando (giusto per usare un eufemismo), ci mancava solo l&#8217;asilo in fiamme. Benvenuti a Reggio Calabria città metropolitana, o se preferite nella Reggio bella e gentile, giusto per non fare torto a nessuno. <span id="more-16204"></span></p>
<p>Se in una città, cosiddetta civile, si arriva ad incendiare un luogo deputato ad accogliere dei bambini, allora siamo davvero ai titoli di coda. L&#8217;unica speranza è che prima o poi qualcuno esca fuori con il cartello: sorridi, sei su scherzi a parte!</p>
<p>Nel frattempo accontentiamoci dell&#8217;ormai collaudato rituale degli attestati di solidarietà e delle manifestazione di condanna, che anche nel caso dell&#8217;incendio dell&#8217;asilo comunale &#8220;De Gasperi&#8221; di Condera non tardano ad arrivare. </p>
<p>«Su fatti del genere, che mortificano le coscienze – sostiene il sindaco Giuseppe Raffa –, non basta più la semplice condanna. Occorre invece rivedere i comportamenti dell&#8217;intero corpo sociale che rischia di diventare refrattario a gesti che stanno distruggendo il volto civile di Reggio. Le varie componenti della città hanno il dovere di avviare un&#8217;approfondita riflessione. </p>
<p>Come nella lotta alla &#8216;ndrangheta e a tutte le altre forze dell&#8217;antistato, l&#8217;attività repressiva deve riguardare anche i cosiddetti reati predatori e il vandalismo. Per centrare l&#8217;obiettivo, è vero, occorre un maggiore controllo del territorio, ma, al tempo stesso, è indispensabile che le istituzioni avviino una più incisiva attività pedagogica». </p>
<p>Dura la presa di posizione dell&#8217;esponente di Rifondazione comunista Omar Minniti, secondo cui «l&#8217;incendio dell&#8217;asilo di Condera è un gesto vigliacco che infanga l&#8217;intera città, sul quale è necessario che le forze dell&#8217;ordine facciano piena luce. Un gesto che lancia anche un segnale d&#8217;allarme sullo stato in cui versano le periferie reggine». </p>
<p>Anche secondo l&#8217;esponente rifondarolo «non basta la sola condanna. La politica e le istituzioni devono intervenire per restituire decoro, socialità e prospettive a una periferia che altrimenti rischia di virare sempre più verso il modello delle &#8220;banlieu&#8221; francesi, se non delle &#8220;favelas&#8221; sudamericane. Con l&#8217;aggravante che qui a dettare legge non ci sarebbero bande contrapposte di criminali comuni bensì la &#8216;ndrangheta». </p>
<p>Per Elisa Gambello della Flc-Cgil «si è arrivati a un livello di barbarie inaccettabile. Non c&#8217;è una spiegazione per questo gesto inqualificabile. Mi chiedo, a chi giova danneggiare un asilo? Alla fine ad essere penalizzati saranno solo i bambini e le loro famiglie. </p>
<p>La scuola è veramente sull&#8217;orlo del baratro. Non escludo che questo potrebbe essere un atto di ritorsione, una manifestazione estrema di protesta, da parte di qualche vittima dei tagli effettuati dalla riforma scolastica».</p>
<p>Il presidente del Consiglio provinciale e consigliere regionale di Italia dei Valori, Peppe Giordano, parla addirittura di «bollettino di guerra», facendo un&#8217;analisi più ampia dell&#8217;escalation criminale in atto in città. </p>
<p>«L&#8217;incendio dell&#8217;asilo di Condera – afferma Giordano – è un atto indegno che colpisce i più deboli. Sono esterrefatto dalla barbarie che ha mosso le mani e le menti criminali di questi balordi che dimostrano ormai di non volersi fermare a nulla. Reggio è definitivamente alle prese con l&#8217;emergenza criminale ed è necessario che le forze dell&#8217;ordine facciano piena luce».</p>
<p>Non usa mezzi termini neppure il segretario provinciale dell&#8217;Udc Paolo Mallamaci. «Quando la criminalità arriva ad incendiare un asilo comunale – afferma l&#8217;esponente centrista – significa che abbiamo raschiato il fondo del barile e siamo arrivati al punto più basso che la civiltà di una città può manifestare. </p>
<p>Serve uno scatto di orgoglio. Minimizzare non serve, anche perché ci troviamo di fronte a una società che non riesce più a indignarsi e vive queste vicende con fatalismo che è il peggiore dei sentimenti. Ora più che mai bisogna alzare la testa e cercare quel riscatto senza il quale le tenebre che avvolgono Reggio saranno sempre più avvolgenti, per la politica, per la società e per l&#8217;economia della città». </p>
<p>Infine il presidente della IV Circoscrizione Paolo Brunetti che parla di «grave danno morale che investe, non solo il quartiere di Condera, ma l&#8217;intera città. L&#8217;auspicio è che da subito gli organi preposti si attivino per rendere nuovamente agibili i locali dell&#8217;asilo o di individuare un sito alternativo per poter garantire alla comunità di Condera la fruizione di un servizio indispensabile».</p>
<p>di Domenico Malara</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www,gazzettadelsud.it">Gazzetta del sud</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Ha ceduto il pontile dell&#8217;area ex Sir a Lamezia</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 06:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel terzo trimestre del 2010, ossia tra Luglio e Settembre, avrebbero dovuto iniziare i lavori di ristrutturazione per 450 mila euro, per la messa in sicurezza dell’opera numero 464, ossia il pontile dell&#8217;area ex Sir. Almeno questo si legge sulla programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dell’amministrazione del comune di Lamezia terme. Il problema è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel terzo trimestre del 2010, ossia tra Luglio e Settembre, avrebbero dovuto iniziare i lavori di ristrutturazione per 450 mila euro, per la messa in sicurezza dell’opera numero 464, ossia il pontile dell&#8217;area ex Sir. Almeno questo si legge sulla programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dell’amministrazione del comune di Lamezia terme. Il problema è che ieri, 1 Settembre, il pontile non ha retto oltre all’attesa dell’inizio dei lavori, ed è rovinosamente crollato.<span id="more-16217"></span></p>
<p>Ha ceduto proprio il punto più in prossimità alla riva, che è anche quello più soggetto a spinte, un punto in cui da tempo le travi hanno smesso di esistere e a reggere tutto il carico era rimasta soltanto una soletta in cemento. </p>
<p>È bastato che il tempo, l’erosione dovuta alla salsedine, il vento, le mareggiate facessero il loro mestiere, perché le principali strutture metalliche del pontile -ormai ridotte da anni a miseri lamierini arrugginiti inconsistenti- cedessero provocando una deformazione irreversibile e quindi un crollo inevitabile. </p>
<p>Il cedimento ha riguardato solo la campata più a riva del pontile, ma il processo è tutt’ora in corso ed entro qualche ora, questa parte, precipiterà completamente in mare.  </p>
<p>Si potrebbe anche dire che sono immagini che documentano quella che potrebbe definirsi la scena di un crimine da cui è possibile osservare l’esito finale di un delitto annunciato: è vero, non c’è scappato il morto, ma è solo un caso se nessuno, in questo cedimento, si sia fatto del male. </p>
<p>In fondo si è sempre saputo che prima o poi il pontile sarebbe crollato, era stato abbondantemente previsto, eppure  nessuno ha mai mosso un dito per evitarlo. Nonostante sia tutto l’anno preso d’assalto da pescatori e gente alla ricerca di un po’ di relax, il crollo del pontile non ha fortunatamente provocato danni alle persone visto che in quell’esatto momento nessuno si trovava a passarvi sopra. </p>
<p>In passato sono state emanate diverse ordinanze di divieto di accesso ed è stata innalzata perfino una recinzione in blocchi per impedirne il passaggio ma la gente non ha mai smesso di intrattenervisi.  </p>
<p>Diversi sono interrogativi adesso: cosa se ne farà adesso del pontile e cosa dobbiamo aspettarci per il futuro? Verrà demolito completamente? Verrà lasciato così com’è? Verrà bonificato? Verrà trasformato in qualcos’altro? Verrà lasciato sul fondale perché possa diventare un punto di ripopolamento della flora e della fauna marina? </p>
<p>Visti i divieti mai rispettati, ci chiediamo quante persone siano mai state multate per essere state sorprese a pescare o soltanto a passeggiare sopra al pontile. Sappiamo che all’inizio qualcuno è stato mandato via, poi  però si è scelto di lasciare che tutto scorresse come se niente fosse. Perché tanta trascuratezza?</p>
<p>Ad oggi non ci è dato sapere quale sarà lo scenario futuro, o forse possiamo immaginarcelo. Quello che è certo è che questo crollo è la prova della totale mancanza di capacità da parte della classe dirigente e amministrativa di far fronte all’emergenza del territorio; è lo svilimento delle iniziative che provengono dalla società civile, se perfino il concorso di idee sul recupero del pontile è stato realizzato quando ormai non c’era già più molto da recuperare. </p>
<p>Nonostante l’interesse che i vari politici hanno sempre dimostrato – ma solo a parole &#8211; per questa struttura, nulla è mai stato fatto per potenziarla o per metterla in sicurezza a tempo debito. E questo nonostante nella programmazione triennale delle opere pubbliche 2010/2012 dall’amministrazione proprio al pontile sia stata assegnata la massima priorità.  </p>
<p>Cos’altro dobbiamo attenderci se questa è la dimostrazione della totale inerzia di cui è capace chi amministra il nostro territorio? </p>
<p>di Marinella La Scala</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Al via il &#8220;Settembre rendese&#8221; &#8211; Musica e arte nel programma della 46esima edizione</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 15:48:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[RENDE (CS) &#8211; Musica ma anche arte visiva. E&#8217; quanto prevede il programma della 46/ma edizione del Settembre rendese. La manifestazione prevede il prossimo mercoledì 8 settembre l&#8217;esibizione degli &#8220;Lmc&#8221; (Libera musica da concerto) che proporranno brani del loro repertorio che spazia dal jazz al pop al rock fino alla musica classica. 
Perlopiù sconosciuti al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RENDE (CS) &#8211; Musica ma anche arte visiva. E&#8217; quanto prevede il programma della 46/ma edizione del Settembre rendese. La manifestazione prevede il prossimo mercoledì 8 settembre l&#8217;esibizione degli &#8220;Lmc&#8221; (Libera musica da concerto) che proporranno brani del loro repertorio che spazia dal jazz al pop al rock fino alla musica classica. <span id="more-16201"></span></p>
<p>Perlopiù sconosciuti al grande pubblico, Giuseppe Barbera, Amadea, Sandro Rosati e Giulio Proietti, insegnano al Cet di Mogol a cui, come è noto, quest&#8217;anno è stata affidata la Direzione Artistica del Settembre rendese.</p>
<p>&#8220;La loro esibizione &#8211; afferma Cesare Loizzo, delegato allo spettacolo del sindaco di Rende &#8211; sarà solo una delle tante &#8216;chicche&#8217; che renderanno veramente speciale ed originale l&#8217;edizione del Settembre rendese, in cui l&#8217;amore e la passione per la buona musica, quella che non muore mai e che non segue le mode, faranno da filo conduttore a tutta la manifestazione&#8221;.</p>
<p>Parola di Cesare Loizzo, delegato dal sindaco Umberto Bernaudo allo spettacolo, che da ormai cinque anni cura la kermesse musicale della città di Rende.</p>
<p>&#8220;Nei mesi scorsi &#8211; prosegue Loizzo &#8211; insieme a Giuseppe Tuscolano, direttore organizzativo del festival, abbiamo lavorato gomito a gomito con Mogol per rendere diversa e originale questa nuova edizione del e crediamo di esserci riusciti. </p>
<p>Non solo e non tanto per i grandi artisti di fama internazionale che siamo riusciti a portare a Rende, ma soprattutto per la particolarità di alcuni spettacoli. Su tutti vorrei segnalare quello che vedrà protagonista Morgan e l&#8217;Ensamble Symphony orchestra. Abbiamo insistito molto perché Morgan venisse a Rende&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ampio spazio, inoltre &#8211; aggiunge Loizzo &#8211; sarà dedicato alla musica d&#8217;autore italiana con l&#8217;esibizione di artisti del calibro di Paolo Benvegnu, Federico Fiumani, Umberto Palazzo e Nina Zilli, vincitrice, quest&#8217;ultima, del Premio della Critica &#8216;Mia Martini&#8217; al 60/mo Festival di Sanremo. </p>
<p>Di particolare prestigio, infine, sarà il concerto di Gino Paoli &#8216;Un incontro in Jazz&#8217;, in cui il grande cantautore genovese sarà accompagnato da musicisti come Danilo Rea, Enrico Rava, Roberto Gatto, Rosario Bonaccorso e Fabio Boltro&#8221;.</p>
<p>Il Polo museale ospiterà tre mostre. Al Museo del Presente martedì prossimo, 7 settembre, saranno inaugurati due momenti espositivi di grande appeal: il primo &#8220;Alejandro Garcia &#8211; Pintura de Cuba/Una verdad facil de entender&#8221;, a cura di Tonino Sicoli e Roberto Sottile e la seconda &#8220;SLANG-Segmenti d&#8217;arte contemporanea&#8221; curata da Luigi Magli. </p>
<p>Il 10 settembre, infine, presso il Maon (Museo D&#8217;Arte dell&#8217;Otto e Novecento) saranno presentate al pubblico ed esposte le nuove acquisizioni del Museo&#8221;.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Bomba di Reggio, ora ad indagare è un giudice imputato</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 09:04:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si fa un grave errore se si sottovaluta quanto sta accadendo a Reggio Calabria: la catena di intimidazioni a magistrati della Procura della Repubblica e da ultimo le bombe al Procuratore Generale. Nel reggino la &#8216;ndrangheta comunica anche con le bombe; in questo caso si tratta di inquietanti &#8220;comunicazioni istituzionali&#8221; che debbono essere analizzate. Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si fa un grave errore se si sottovaluta quanto sta accadendo a Reggio Calabria: la catena di intimidazioni a magistrati della Procura della Repubblica e da ultimo le bombe al Procuratore Generale. Nel reggino la &#8216;ndrangheta comunica anche con le bombe; in questo caso si tratta di inquietanti &#8220;comunicazioni istituzionali&#8221; che debbono essere analizzate. Perché intimidire il Procuratore Generale che non dirige le indagini preliminari e che non ha tradizionalmente un ruolo di prima linea? Attentando al vertice degli uffici inquirenti si tenta di intimidire i pubblici ministeri del distretto. <span id="more-16192"></span></p>
<p>Da tempo operano magistrati preparati e coraggiosi, sono mutati equilibri consolidati all&#8217;interno di uffici giudiziari che sono stati anche &#8220;porto dei veleni&#8221;. La criminalità organizzata in Calabria è fortissima, saldata con la borghesia mafiosa la quale opera pure negli uffici giudiziari. Ci sono magistrati terminali di ambienti criminali e poteri occulti. </p>
<p>La Procura Generale e il suo vertice hanno un ruolo fondamentale nei processi in Corte d&#8217;Appello; in secondo grado si verificano ribaltamenti di sentenze; vi sono aspettative delle &#8216;ndrine per soluzioni giudiziarie più favorevoli; il patteggiamento in appello, ove è determinante il consenso del Procuratore Generale, è la sede in cui possono avvenire anomale mediazioni. </p>
<p>La borghesia mafiosa spera che la Procura Generale attivi controlli interni e procedimenti disciplinari nei confronti dei pubblici ministeri presso i Tribunali del distretto: la strategia di neutralizzazione istituzionale dei magistrati scomodi. Sono in corso procedimenti sulle collusioni della politica e sulle infiltrazioni al nord, nelle istituzioni e nell&#8217;economia. </p>
<p>A Reggio, città metropolitana, devono spendersi miliardi di euro e la criminalità organizzata raramente è stata messa alla porta. Equilibri politici stanno saltando e la mafia dei colletti bianchi opera per non perdere il controllo e si immedesima sempre più nel tessuto istituzionale anche per rendere più difficile il controllo della magistratura. </p>
<p>Il potere che Scopelliti ha consolidato per realizzare &#8220;il modello Reggio&#8221; è in crisi, sia per fibrillazioni interne al centro-destra che per le indagini della magistratura che entrano nel cuore dei rapporti tra &#8216;ndrangheta e politica. In Calabria, poteri criminali convergono con sponde deviate delle istituzioni anche quando si prefigura la possibilità di mutamenti politici. </p>
<p>Bisogna tenere alta la vigilanza democratica in vista delle prossime elezioni per il Comune di Reggio. Se si vuole affrontare in maniera efficace il nodo tra spesa pubblica e criminalità organizzata, si deve sradicare anche il &#8220;nerbo giudiziario&#8221;, le incrostazioni di pezzi della magistratura. </p>
<p>Il Csm ha omesso sinora di affrontare le zone grigie in cui si confondono toghe colluse al potere. La titolarità delle indagini sulle bombe ai danni del Procuratore Generale è affidata, ai sensi dell&#8217;art. 11 c.p.p, alla Procura di Catanzaro. </p>
<p>Si apprende dalla stampa che le investigazioni sono state affidate al Procuratore Aggiunto dr. Murone, imputato per corruzione in atti giudiziari dalla Procura di Salerno per la sottrazione illegale delle inchieste &#8220;Poseidone&#8221; e &#8220;Why Not&#8221; che avevano ad oggetto, tra l&#8217;altro, i rapporti, nella gestione del denaro pubblico, tra politica, impresa e criminalità organizzata. </p>
<p>E&#8217; pensabile che tale magistrato, già oggetto nel passato anche di accertamenti con riguardo a presunti suoi rapporti con una cosca dell&#8217;ndrangheta, possa svolgere indagini preliminari così delicate? </p>
<p>E&#8217; opportuno che il Procuratore della Repubblica di Catanzaro gli abbia affidato la delega per tali fascicoli? </p>
<p>Che intendono fare la Procura Generale della Cassazione, il Ministro della Giustizia e il Csm con riferimento alla permanenza di tale magistrato in un ufficio così delicato? </p>
<p>E&#8217; compito di chi ha a cuore la democrazia esercitare una &#8220;scorta civica&#8221; verso i servitori dello Stato e attivare quella rivoluzione culturale &#8211; della quale parlava Giovanni Falcone &#8211; indispensabile per annientare il cancro mafioso all&#8217;interno della società civile, della politica e delle istituzioni. </p>
<p>di Luigi De Magistris</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/ricerca-nel-manifesto/vedi/nocache/1/numero/20100831/pagina/01/pezzo/285786/?tx_manigiornale_pi1%5BshowStringa%5D=Calabria&#038;cHash=7e3a78e8e4">ilmanifesto.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Scopelliti preferisce Berlusconi a Fini: &#8220;Il Pdl è la mia casa&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 08:48:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; &#8221;Nonostante tutta la mia storia, chi oggi possa rappresentare fino in fondo le mie idee, il mio sogno di Paese e&#8217; Berlusconi, e&#8217; il Pdl&#8221;. A parlare e&#8217; il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti in un&#8217;intervista al Giornale, in cui prende le distanze dal co-fondatore del Pdl, Gianfranco Fini. 
&#8221;Eravamo gente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; &#8221;Nonostante tutta la mia storia, chi oggi possa rappresentare fino in fondo le mie idee, il mio sogno di Paese e&#8217; Berlusconi, e&#8217; il Pdl&#8221;. A parlare e&#8217; il presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti in un&#8217;intervista al Giornale, in cui prende le distanze dal co-fondatore del Pdl, Gianfranco Fini. <span id="more-16189"></span></p>
<p>&#8221;Eravamo gente che non aveva diritto alla parola &#8211; aggiunge riferendosi oltre che a se&#8217; anche ad Alemanno, Gasparri, La Russa, Fini &#8211; non avevamo il diritto di esistere. Dobbiamo essere orgogliosi. Ma la battaglia e&#8217; di prospettiva&#8221; e, in particolare nel Mezzogiorno, secondo il presidente della regione, &#8221;con Berlusconi si e&#8217; passati dalla logica delle parole alla cultura dei fatti&#8221;. </p>
<p>La scelta di restare nel Pdl, per Scopelliti &#8221;e&#8217; stata automatica &#8211; aggiunge &#8211; nel momento in cui si e&#8217; creato questo momento di conflitto. Il Pdl e&#8217; la mia casa&#8221;. </p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>I leader di Idv: questa terra non è solo &#8216;ndrangheta e affari &#8211; Di Pietro, De Magistris e Callipo sono intervenuti lunedì sera alla festa del partito &#8211; «Anche in Calabria si può avviare una pacifica rivoluzione»</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 06:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CATANZARO &#8211; «Se una cospicua parte di società civile, al pari di una fetta del centrodestra in Parlamento, continua a sfogliare la classica margherita, interrogandosi ad oltranza sulla necessità di voltare le spalle una volta per tutte al berlusconismo, il vero cambiamento del Paese resterà una chimera confinata lungo una linea di orizzonte assai lontana. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; «Se una cospicua parte di società civile, al pari di una fetta del centrodestra in Parlamento, continua a sfogliare la classica margherita, interrogandosi ad oltranza sulla necessità di voltare le spalle una volta per tutte al berlusconismo, il vero cambiamento del Paese resterà una chimera confinata lungo una linea di orizzonte assai lontana. <span id="more-16197"></span></p>
<p>Bisogna invece fare una definitiva scelta di campo, come quella compiuta dieci anni orsono dai fondatori di Italia dei Valori e ancor prima dal sottoscritto nonché dall&#8217;on. De Magistriis più di recente nel momento in cui entrambi abbiamo deciso di lasciare la magistratura per darci alla politica, altrimenti il satrapo di Arcore continuerà a incrementare i propri affari in combutta con altri leader antidemocratici quali il colonnello Gheddafi». </p>
<p>A parlare in termini così duri è stato il presidente di Idv, Antonio Di Pietro, giunto nella tarda serata di lunedì in piazza Brindisi a Catanzaro Lido per chiudere la due giorni di festa del partito. </p>
<p>Accanto a lui per l&#8217;occasione l&#8217;europarlamentare Luigi de Magistris, il commissario regionale di Idv Ignazio Messina, il noto imprenditore (candidato alla carica di governatore della Calabria, col sostegno dello stesso Di Pietro, alle elezioni della primavera scorsa) Pippo Callipo, il capogruppo nell&#8217;assise di Palazzo Campanella Giuseppe Giordano, gli altri due componenti della medesima assemblea Emilio De Masi e Mimmo Talarico nonché il coordinatore provinciale del capoluogo Gianluca Silipo. </p>
<p>Fra i presenti anche alcuni membri del Pd e dell&#8217;Udc catanzarese, tra cui l&#8217;assessore comunale alla Cultura Antonio Argirò.</p>
<p>Dopo l&#8217;intervento dell&#8217;ex Pm famoso per l&#8217;inchiesta Mani Pulite, i concetti altrettanto incisivi del collega De Magistris: «Fortuna che questa terra non esprime solo un panorama desolante reso tale da certe amministrazioni locali guidate da sindaci costretti a districarsi nel marasma dei problemi legati al 41 bis e ai provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dall&#8217;autorità giudiziaria per questioni di criminalità organizzata. E non fa molta differenza che le misure cautelari riguardino magari qualche familiare, visto che chi vuole gestire la cosa pubblica deve essere specchiato e di conseguenza al di sopra di ogni pur minimo sospetto».</p>
<p>«Lo stesso disappunto – ha proseguito – va espresso per le imbarazzanti tesi sostenute dal presidente Scopelliti che in televisione ha illustrato le ragioni a fondamento dell&#8217;impellente necessità di costruire il ponte sullo Stretto. </p>
<p>Peccato che nel citare le positive implicazioni sul turismo, l&#8217;occupazione e il potenziamento delle infrastrutture, ometta viceversa di rendere noto il vero motivo della fretta nell&#8217;avvio della realizzazione dell&#8217;opera, ovvero l&#8217;arricchimento della solita cricca di grandi industriali e faccendieri amici di chi comanda. Perché non si pensa, al contrario, al modo in cui migliorare il pietoso stato della A3 e della Statale 106?».</p>
<p>«Ma il mio moderato ottimismo – ha concluso – deriva dal comportamento della gente perbene come le tantissime persone che in pieno agosto hanno gremito le piazze di taluni piccoli centri, quelle di cui i sindaci non hanno negato la disponibilità perché è accaduto anche questo, per ascoltare le discussioni su fenomeni molto gravi quali il depauperamento dell&#8217;ambiente. Uno scempio dei patrimoni naturalistici calabresi, causato da installazioni poco utili alla collettività ma molto redditizie per chi le sfrutta ricavandone ingenti profitti».</p>
<p>«Un barlume di speranza è stato tratteggiato anche dalle affermazioni di Callipo: «Anche qui, seppur in un contesto reso difficilissimo da una serie di pesanti fattori negativi, si può avviare una pacifica rivoluzione. I quasi 107 mila voti scevri da qualunque condizionamento che ho ottenuto, tengo sempre a rimarcarlo, testimonia la voglia di una reale inversione di tendenza. </p>
<p>Abbiamo imboccato la strada giusta. Ma non essendo avvezzo a raccontare frottole, ammetto che con Italia dei Valori siamo ancora nella fase del fidanzamento. Tuttavia le premesse per un matrimonio felice ci sono. </p>
<p>Peccato che la nostra unione alle elezioni non abbia fruttato una vittoria di cui si sarebbero giovati gli abitanti dell&#8217;intera regione, già delusi dai circa cento giorni della asfittica gestione Scopelliti. Lo stesso esponente politico che, è bene ricordarlo, ha fatto parte di una delle Giunte Chiaravalloti, corresponsabile dello sfascio del sistema sanitario calabrese».</p>
<p>di Danilo Colacino</p>
<p><a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it">Gazzetta del sud</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>La Natività di Pietro Bernini: ritrovata dopo due secoli la testa della Vergine &#8211; Il frammento dell&#8217;opera al Complesso Monumentale di San Bernardino</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 13:25:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[AMANTEA (CS) &#8211; Sabato 4 settembre  prossimo, alle ore 19,30, ad Amantea (Cosenza), presso il Complesso Monumentale di San Bernardino, verrà restituito alla collettività un frammento disperso di un’opera d’arte di sommo rilievo. Dopo due secoli è stata difatti ritrovata la testa della Vergine, appartenente alla pala marmorea di Pietro Bernini, raffigurante La Natività, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>AMANTEA (CS) &#8211; Sabato 4 settembre  prossimo, alle ore 19,30, ad Amantea (Cosenza), presso il Complesso Monumentale di San Bernardino, verrà restituito alla collettività un frammento disperso di un’opera d’arte di sommo rilievo. Dopo due secoli è stata difatti ritrovata la testa della Vergine, appartenente alla pala marmorea di Pietro Bernini, raffigurante La Natività, conservata nell&#8217;Oratorio dei Nobili della stessa cittadina.<span id="more-16186"></span></p>
<p>Interverranno all’iniziativa: Fabio De Chirico, soprintendente BSAE della Calabria; Gregorio Carratelli, priore Arciconfraternita SS. Immacolata di Amantea; Francesco Tonnara, sindaco di Amantea; Domenico Bevacqua, vicepresidente Provincia di Cosenza; Mario Caligiuri, assessore regionale istruzione e cultura; Francesco Celestino, custode provinciale Frati Minori Conventuali; Alessandra Anselmi, Università della Calabria; Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria; Mario Panarello, Università della Calabria; Giuseppe Mantella, restauratore.</p>
<p>Lo storico dell&#8217;arte Mario Panarello  ha recentemente rinvenuto in una dimora privata il prezioso frammento di cui si erano perse le tracce. Il riconoscimento avvenuto su base stilistica è stato comprovato dal combaciare del brano con la parte mutila dell&#8217;altorilievo. </p>
<p>L&#8217;opera, databile agli ultimi anni del Cinquecento rappresenta, nella produzione dello scultore toscano, padre del più famoso Gian Lorenzo, l&#8217;unico altorilievo presente in Calabria. </p>
<p>Ascrivibile al periodo giovanile dell’artista documenta una notevole abilità tecnica e un’intensa capacità espressiva in un linguaggio già definito, che connota l&#8217;autore come uno dei più importanti scultori della tarda maniera.</p>
<p>Questo straordinario ritrovamento rappresenta un prezioso tassello che suggella l&#8217;attività della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria, diretta da Fabio De Chirico, che ne curerà l’intervento di restauro.</p>
<p>LA NATIVITA` DI  PIETRO  BERNINI<br />
Ritrovata dopo due secoli la testa della Vergine<br />
Amantea (Cosenza) &#8211; Complesso Monumentale di San Bernardino<br />
Sabato 4 settembre 2010 &#8211; ore 19,30</p>
<p>Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>La solidarietà parolaia non basta più &#8211; Conferenza stampa del Comitato interprovinciale per il diritto alla sicurezza dopo l&#8217;attentato al procuratore Salvatore di Landro &#8211; Demetrio Costantino: «Ai ministri Alfano e Maroni chiediamo di venire con proposte concrete»</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; Ci si attende una risposta decisa. L&#8217;arrivo dei rappresentanti del Governo in riva allo Stretto alimenta le aspettative «ci piacerebbe ascoltare delle proposte concrete, riguardanti la copertura degli organici della magistratura, mezzi e risorse per fare funzionare la giustizia. Quella di Reggio per i ministri Alfano e Maroni non deve essere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Ci si attende una risposta decisa. L&#8217;arrivo dei rappresentanti del Governo in riva allo Stretto alimenta le aspettative «ci piacerebbe ascoltare delle proposte concrete, riguardanti la copertura degli organici della magistratura, mezzi e risorse per fare funzionare la giustizia. Quella di Reggio per i ministri Alfano e Maroni non deve essere una passerella». Il presidente del Cids, Demetrio Costantino lancia per l&#8217;ennesima volta «l&#8217;allarme sicurezza». <span id="more-16183"></span></p>
<p>Un&#8217;emergenza che dal 3 gennaio, data della prima bomba in Procura, ha registrato un&#8217;escalation di attentati e intimidazioni «contro magistrati, politici, giornalisti. È plausibile – considera Costantino – che si voglia attuare la strategia della tensione con l&#8217;obiettivo di difendere un sistema di potere corrotto». </p>
<p>Tante le ipotesi formulate all&#8217;indomani dello scoppio dell&#8217;ordigno all&#8217;abitazione del procuratore Salvatore Di Landro, congetture che hanno preso forma attorno all&#8217;idea «dall&#8217;azione congiunta delle organizzazioni criminali colpite duramente con l&#8217;arresto di latitanti, il sequestro e la confisca dei patrimoni mafiosi. </p>
<p>È importante quanto evidenziato da più magistrati che dietro agli attacchi le intimidazioni, oltre la pericolosa organizzazione &#8216;ndranghetistiche possano esserci scenari, strategie, contesti, obiettivi sostenuti da potenti forze e voluti da servizi deviati». </p>
<p>Ma secondo Costantino l&#8217;ipotesi più accreditata «illuminante» è quella del procuratore generale di Ancona, Vincenzo Macrì che ribaltando i giudizi afferma «che si tratta di fatti che riguardano direttamente l&#8217;Ufficio della Procura generale». </p>
<p>«Quello che è certo – sottolinea Costantino – è che in tutta questa amara vicenda, ma anche sulle questioni centrali della sicurezza in Calabria, la Commissione parlamentare antimafia non si è rapportata adeguatamente con i rappresentanti del territorio per approfondire situazioni, evoluzioni, trasformazioni, sviluppi delle organizzazioni mafiose e presentare poi le proposte in Parlamento». </p>
<p>Ma in questa difficile e delicata situazione anche la Regione deve fare la sua parte «si chiede di dare priorità non alla installazione di banconi all&#8217;interno di Palazzo Campanella per la vendita di prodotti, ma alla battaglia culturale all&#8217;insegna della legalità. Per questo chiediamo che istituzioni, politica associazioni facciano il proprio dovere dando esempio di buona e sana politica». </p>
<p>L&#8217;assessore regionale Antonio Caridi da canto suo ribadisce: «Non possiamo assistere a queste vicende che portano la città ai tempi della guerra di mafia quando ogni giorno c&#8217;era una vittima, abbiamo un ruolo e dobbiamo esercitarlo». </p>
<p>Da dove cominciare? «Cerchiamo di fornire un contributo utile ai giovani, alle imprese». Ma servono interventi più incisivi. «I ministri Alfano e Maroni non dovranno venire qui ad ascoltare ma a proporre». A fronte di queste non poche difficoltà «bisogna lavorare insieme per diradare la nebbia che avvolge la zona grigia e far rialzare la testa a questo territorio. Ho subito anch&#8217;io le intimidazioni – afferma Caridi – ma ho proseguito dritto sulla mia strada». </p>
<p>Se le cosche alzano il tiro anche la società civile deve prendere una posizione chiara. </p>
<p>«La risposta non può essere il sit-in o il minuto di silenzio» sottolinea Consuelo Nava, ex segretari cittadino del Pd. «La lotta per il cambiamento non può essere affidata solo alla magistratura che diventa facile bersaglio, ma spetta a tutti. Non possiamo pensare semplicemente di girarci dall&#8217;altra parte come se la cosa non ci interessasse». </p>
<p>La partita si gioca attorno all&#8217;equazione «verità, giustizia, potere». Dal segretario provinciale della Cgil, Mimma Pacifici «il richiamo ai partiti e alla politica che non ha dato buoni esempi. Servirebbe una classe dirigente nuova quella attuale non ha fornito adeguate». Un esempio? «L&#8217;ultimo bando pubblico è quello degli lpu. Così si forniscono braccia e soprattutto teste alle cosche». </p>
<p>Che serve una risposta corale lo ribadisce nelle sue conclusioni Sergio Genco, segretario regionale di Cgil che tuona: «Non basta più la solidarietà a parole, non bastano gli arresti, i sequestri perchè ci sono avvocati, urbanisti, notai che fanno affari con la &#8216;ndrangheta e creano consenso sociale. </p>
<p>Su questo terreno deve muoversi lo scontro e per farlo bisogna che la società civile si svegli. La sicurezza è un elemento imprescindibile dello sviluppo. Questa consapevolezza deve diventare una manifestazione e la Cgil è pronta a mobilitarsi».</p>
<p>di Eleonora Delfino</p>
<p>Gazzetta del sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Il Procuratore di Reggio Gratteri: &#8220;Il processo breve è un grande regalo alla mafia e non solo. Dal 1992, come legislazione antimafia non è stato fatto più nulla, solo chiacchiere e convegni&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 16:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; &#8220;Sul processo breve, che per come è stato concepito è un grande regalo a tutti, alla mafia e non solo, per coerenza dovrebbe farsi sentire il ministro Maroni, visto che complessivamente ha dimostrato di essere un buon ministro&#8221;. Lo ha detto il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, nel corso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; &#8220;Sul processo breve, che per come è stato concepito è un grande regalo a tutti, alla mafia e non solo, per coerenza dovrebbe farsi sentire il ministro Maroni, visto che complessivamente ha dimostrato di essere un buon ministro&#8221;. Lo ha detto il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, nel corso di un&#8217;intervista rilasciata a Klaus Davi, conduttore di <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.youtube.com/user/klauscondicio">KlausCondicio su You Tube</a>, che ne ha diffuso il testo. <span id="more-16178"></span></p>
<p>&#8220;E&#8217; un grande regalo &#8211; ha aggiunto &#8211; soprattutto per chi commette reati nei confronti della pubblica amministrazione, poiché la mafia è al suo interno. Il processo breve provocherà conseguenze anche sui reati fine. Reati non mafiosi e non commessi da mafiosi ma atti a favorire un&#8217;azione mafiosa aggravati dall&#8217;articolo 7 del codice. Infatti, in tutti i processi nei quali sono coinvolti mafiosi, non sempre sono presenti i detenuti&#8221;. </p>
<p>Secondo Gratteri, inoltre, &#8220;dal 1992, come legislazione antimafia non è stato fatto più nulla, solo chiacchiere e convegni. E parlo di tutti i governi che si sono succeduti, di destra o di sinistra. </p>
<p>Del Governo che è in carica in salvo solo due cose buone: una è il primo decreto sicurezza, che ha abolito il patteggiamento che prevedeva la condanna in primo grado a 25 anni ed in cambio, il giudice non doveva scrivere la sentenza; la seconda cosa buona riguarda le misure di prevenzione ed la possibilità di sequestrare i beni anche dei defunti. Il resto, mi paiono solo palliativi e spot pubblicitari&#8221;. </p>
<p>Gratteri ha aggiunto che &#8220;é innegabile che gli arresti ci siano, ma la mafia se la ride lo stesso. La mafia se la ride, perché ci dobbiamo chiedere, a fronte di un arresto, quante decine di ragazzi di 15 anni si stanno facendo battezzare dalla &#8216;ndrangheta. </p>
<p>Stiamo lavorando e stiamo ottenendo i risultati sui soliti noti. Solo a Reggio Calabria e Milano abbiamo arrestato 300 persone. Il 50% degli arrestati si fara&#8217; sei o sette anni di carcere. Cosa sono, rispetto alla prospettiva di comandare un paese? Un conto se di anni ne fanno trenta. Allora sì che si incide sugli equilibri della mafia e la si danneggia veramente&#8221;.</p>
<p>“Ai vertici delle `ndrine ci sono anche dei boss che sono omosessuali o che hanno rapporti omosessuali frequenti. Ma lo sono in modo nascosto, perché altrimenti verrebbero uccisi, posati o messi in sonno, come dicono i massoni”. </p>
<p>“La &#8216;ndrangheta &#8211; spiega &#8211; non ammette l’omosessualità, seppure di un big-boss; si uccide per molto meno. Si uccide un picciotto perché non si è vendicato per una moglie che gli ha fatto le corna, figuriamoci se un boss fa sesso con uomini o travestiti. Comunque alcuni boss dei più alti vertici delle `ndrinde, praticano regolarmente rapporti omosessuali”. </p>
<p>Il magistrato ha poi aggiunto dettagli alla notizia dell’uso degli sms nelle trasmissioni sportive televisive (come Quelli che il calcio, che ha deciso di sospendere il servizio) che i boss in carcere farebbero per comunicare all’esterno: “Forza Milan o Forza Juve o Inter può significare il via libera a un atto violento, l’ok ad un assassinio”.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Festa di sangue: lui ammazzato, il figlio ferito &#8211; Il killer di Rocco Catroppa, un ex sorvegliato speciale di Vallefiorita, ha sparato tra la folla colpendo alla spalla il bimbo di 10 anni (è fuori pericolo) &#8211; L&#8217;agguato poco prima dei fuochi d&#8217;artificio dedicati alla Madonna della Luce. Panico tra la gente</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 09:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[PALERMITI (CZ) &#8211; Prima in spiaggia, poi ad una festa di paese; sempre tra la folla, senza scrupoli. Ennesimo brutale omicidio nel Catanzarese. E se si tratti di un nuovo atto della &#8220;faida dei boschi&#8221; o di un tassello da inserire in un altro scontro in atto a Vallefiorita poco importa di fronte ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>PALERMITI (CZ) &#8211; Prima in spiaggia, poi ad una festa di paese; sempre tra la folla, senza scrupoli. Ennesimo brutale omicidio nel Catanzarese. E se si tratti di un nuovo atto della &#8220;faida dei boschi&#8221; o di un tassello da inserire in un altro scontro in atto a Vallefiorita poco importa di fronte ad una considerazione raccapricciante: si spara come se nulla fosse tra la gente, tornando a ferire anche i bambini.<span id="more-16175"></span> </p>
<p>La scorsa settimana il 40enne Ferdinando Rombolà è stato freddato in spiaggia a Soverato; sabato notte è toccato ad un 41enne che stava partecipando insieme a moglie e figlio ad una festa di paese.<br />
Come già pubblicato da Gazzetta del Sud nell&#8217;edizione di ieri, sabato notte è caduto sotto i colpi di una pistola calibro 7,65 Rocco Catroppa, di Vallefiorita (Cz), panettiere di professione, con alle spalle alcuni precedenti penali. </p>
<p>L&#8217;omicidio si è consumato intorno alla mezzanotte a Palermiti (Cz), nella centralissima via Cannistrà, all&#8217;altezza di via Spasari. Erano in corso i festeggiamenti in onore della Madonna della Luce; per l&#8217;esattezza stava per concludersi il concerto della band &#8220;Sugarfree&#8221; e centinaia di persone &#8211; tra cui Catroppa &#8211; si stavano già spostando in un&#8217;altra zona del paese per per assistere al tradizionale spettacolo dei fuochi d&#8217;artificio che avrebbe dovuto concludere la serata festiva.</p>
<p>Catroppa si trovava insieme alla moglie ed al figlio di appena dieci anni. Improvvisamente tra la folla si è fatto largo il killer &#8211; pare che abbia agito da solo &#8211; esplodendo almeno quattro colpi di pistola. </p>
<p>Tre hanno centrato Catroppa alla nuca ed al bacino: il 41enne di Vallefiorita non avrebbe avuto scampo. Un altro proiettile ha raggiunto il figlio della vittima, che è rimasto ferito alla spalla. Il ragazzino è stato immediatamente trasferito all&#8217;ospedale di Soverato dov&#8217;è stato sottoposto ad intervento chirurgico; adesso è ricoverato ma fuori pericolo. </p>
<p>Nessuno avrebbe sentito il rumore dei colpi di pistola: la musica, il vociare della folla e la possibilità che il killer abbia utilizzato il silenziatore hanno fatto sì che nessuno dei presenti si sia accorto di nulla. Catroppa, colpito a morte, si è accasciato per terra in una pozza di sangue; è ovviamente scoppiato il panico tra la folla presente alla festa. </p>
<p>Il fuggi-fuggi generale ha preceduto l&#8217;intervento dei Carabinieri, della Polizia e dei sanitari del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell&#8217;uomo dando invece il via ai soccorsi del figlio. </p>
<p>Sul posto, poco dopo l&#8217;omicidio, ha effettuato un sopralluogo anche il magistrato di turno presso la Procura di Catanzaro, Alessia Miele, accompagnato dal comandante provinciale dei Carabinieri col. Claudio D&#8217;Angelo e dal comandante del Reparto operativo provinciale ten. col. Giorgio Naselli. Già oggi potrebbe essere conferito l&#8217;incarico per l&#8217;autopsia.</p>
<p>Naturalmente i festeggiamenti sono stati sospesi. Il concerto si è concluso mestamente e lo spettacolo dei giochi pirotecnici non è neppure iniziato. Sconcerto è stato espresso dal parroco don Antonio De Gori e dal sindaco Enrico Comi, entrambi presenti alla manifestazione. E proprio sulle numerose presenze sabato sera in piazza puntano gli inquirenti nel tentativo di far chiarezza sull&#8217;accaduto. </p>
<p>Al di là della componente sonora, certamente qualcuno ha visto il killer avvicinarsi al bersaglio e poi dileguarsi tra la folla approffittando del caos generale. È più che scontato che qualcuno abbia aspettato il sicario nei pressi del luogo dell&#8217;omicidio, per poi agevolarne la fuga in auto o in moto.</p>
<p>Sull&#8217;omicidio indagherà la Direzione distrettuale antimafia. Compiuti i primi atti urgenti il pm Miele trasferirà al più presto il fascicolo al collega Vincenzo Capomolla, che già si occupa di una dozzina di omicidi commessi nel Soveratese.</p>
<p>Per gli inquirenti l&#8217;omicidio di Catroppa potrebbe rappresentare la risposta all&#8217;uccisione di Giovanni Bruno, il presunto boss di Vallefiorita ucciso nel maggio scorso; secondo gli investigatori Bruno sarebbe stato il braccio destro di Vito Tolone, anch&#8217;egli trucidato nel gennaio 2008.</p>
<p>Nel passato di Catroppa ci sono due precedenti significativi. Nel gennaio del 1999 è finito in manette nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione antidroga (nome in codice &#8220;Elefante&#8221;); nel marzo 2000 fu invece arrestato per detenzione di armi.</p>
<p>di Giuseppe Lo Re</p>
<p>Gazzetta del sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Dietro le bombe della &#8216;ndrangheta il timore delle inchieste milanesi &#8211; Dai bunker ai salotti: Reggio aspetta lo tsunami &#8211; I boss, le talpe e le prossime elezioni. Potere in attesa di giudizio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 08:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Reggio Calabria può succedere di tutto. Un botto ancora più grosso di quello che nella notte tra mercoledì e giovedì ha devastato la casa del procuratore generale Salvatore Di Landro. Qualcosa che farà tremare i palazzi e cambierà il corso delle cose. Che in riva allo Stretto ha sempre il colore dei soldi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Reggio Calabria può succedere di tutto. Un botto ancora più grosso di quello che nella notte tra mercoledì e giovedì ha devastato la casa del procuratore generale Salvatore Di Landro. Qualcosa che farà tremare i palazzi e cambierà il corso delle cose. Che in riva allo Stretto ha sempre il colore dei soldi e dei grandi affari, e segue una sola logica, quella del potere. <span id="more-16172"></span></p>
<p>Nella Città Palude, dove tutto affonda in una melma che rende difficile distinguere il bianco dal nero, la politica buona da quella che si prostituisce con la ‘ndrangheta, i magistrati in bilico da quelli che rischiano la vita in silenzio, la mafia e l’antimafia, gli onesti e i malacarne, su tutto dominano gli appetiti dei comitati d’affari. </p>
<p>Uomini in giacca e cravatta che attraversano con la stessa naturalezza gli angusti bunker dei boss della ‘ndrangheta, i salotti delle massonerie e gli ovattati uffici del potere, a Reggio come a Catanzaro.</p>
<p>Al Comune come alla Regione. In città da anni si muove una sorta di “agenzia” specializzata nell’attacco alla magistratura. Dispone di informazioni riservate, piazza microspie negli uffici dei magistrati dell’antimafia, ha una grande capacità militare e di intelligence. </p>
<p>Il Procuratore Di Landro non aveva una vigilanza fissa sotto casa, il 3 gennaio scorso qualcuno piazzò una bomba proprio sotto il suo ufficio, poi sono venuti i sabotaggi alla sua auto e a quelle dei suoi sostituti. Ma questa strategia del terrore personalizzata non è servita a far piazzare una telecamera sotto la casa dell’alto magistrato, che per la sua sicurezza disponeva solo di una vigilanza radio sorvegliata. </p>
<p>In pratica una pattuglia che passa e controlla ad intervalli di cinque-dieci minuti. Un lasso di tempo breve che però non ha scoraggiato il commando. Sono arrivati, hanno messo la bomba e sono andati via indisturbati.</p>
<p>Adesso, dopo il tritolo si indaga su tutto. Anche sulla Procura generale e sulla “svolta” impressa da Di Landro. Si scava sui contrasti con uno dei sostituti, Francesco Neri, da mesi trasferito per incompatibilità ambientale. È una pista, ma è poco. Perché restringe e di molto il campo in una città dove tutti, dai salotti che contano ai frequentatori dei caffè del centro, sanno che presto uno tsunami giudiziario si abbatterà sulla politica calabrese. </p>
<p>Arriverà da Milano, dove Ilda Boccassini ha decapitato la Cupola della ‘ndrangheta in Lombardia, o dalla stessa procura di Reggio, dove si scava ancora sui rapporti tra boss e politici di rango. Ci sono dossier e intercettazioni che documentano i legami tra Cosimo Alvaro (rampollo della ‘ndrangheta di Sinopoli) e Michele Marcianò, consigliere comunale di Reggio e fedelissimo del governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti. </p>
<p>Il politico si rivolgeva ad Alvaro chiamandolo “compare”, chiedeva aiuto per le tessere del Pdl e in cambio prometteva incarichi da centinaia di migliaia di euro. C’è quel pranzo, confermato e giustificato dallo stesso Scopelliti, ad un ricevimento dei fratelli Barbieri, imprenditori ritenuti punti di riferimento del clan Alvaro. </p>
<p>Una mangiata con allegra bicchierata alla quale erano presenti, secondo un rapporto dei Ros, mafiosi e latitanti. E i legami di Alberto Sarra, oggi potentissimo sottosegretario della giunta regionale, con la famiglia Lampada di Milano, teste di legno di Pasquale Condello, in galera ma ancora a capo di una delle ‘ndrine più forti della città.</p>
<p>“Dobbiamo trovare – dice in una telefonata Giulio Lampada all’onorevole Sarra – una bella banca qui a Milano che ci faccia fare quello che vogliamo”. Ed è nell’ufficio di Sarra che è passato uno dei personaggi più inquietanti di questa storia. </p>
<p>Si tratta di Giovanni Zumbo, commercialista di professione, in passato segretario particolare dell’onorevole, spione per vocazione e, forse, per mandato di qualche pezzo grosso. Zumbo è l’uomo che avvisa mafiosi del calibro di Giuseppe Pelle e Giovanni Ficara dei blitz che da Reggio a Milano si stanno per abbattere sulla ‘ndrangheta. Si tratta di operazioni segretissime, ma l’uomo sa tutto in anticipo.</p>
<p>Il perché lo spiega lui stesso al boss Pelle: “Faccio parte tuttora di un sistema che è molto più vasto, ma vi dico una cosa e ve la dico in tutta onestà! “Sunnu i peggiu porcarusi du mundu!” (ndr sono i peggiori uomini che fanno porcherie del mondo), ed io che mi sento una persona onesta… molte volte mi trovo a sentire… a dovere fare…determinate porcherie che a me mi viene il freddo!”. </p>
<p>Quali “porcherie” ha sentito e fatto Zumbo? Quali “entità” stanno lavorando in riva allo Stretto, e per conto di chi? Giovanni Ficara parla di un incontro avuto con altri strani personaggi. </p>
<p>“Sono scese persone… Pezzi grossi da Roma! Sono venuti in giacca e cravatta!”. Parla con Giuseppe Pelle, il boss Ficara, i carabinieri intercettano tutto e restano a bocca aperta di fronte a una frase. È monca, le parole si capiscono appena. “Lui (Zumbo, ndr) ha, due, tre persone, che sono nei Ros! E sono pure nei Servizi segreti! Avete capito? No, …incompr…pure omicidi, compare, non è che…”.</p>
<p>Chi sono gli uomini che “scesero” da Roma, per fare cosa, quale “aiuto” dovevano chiedere alla ‘ndrangheta? E poi quella parola messa lì, dentro una frase che la microspia ha registrato in parte “pure omicidi, compare…”. </p>
<p>Che cosa sta succedendo a Reggio e in Calabria? Cosa c’è dietro quello che il procuratore nazionale antimafia aggiunto, Vincenzo Macrì, chiama lo “sciame intimidatorio” che da mesi tocca magistrati, politici, amministratori, giornalisti? </p>
<p>Un riassetto di poteri violentissimo, come nel recente passato, come nei mesi che precedettero l’ultimo omicidio eccellente di questa regione, quello di Franco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale. Potere al Comune, dove si deve votare e dove il Pdl ha una maggioranza bulgara. Ma il sindaco Giuseppe Raffa ha rotto con Scopelliti e il Pdl e si è messo in testa di comandare. </p>
<p>In ballo non c’è la nomina ad assessore di Irene Pivetti, quella è la parte folk della vicenda, ma i soldi, tanti per gli appalti e le opere pubbliche. Potere alla Regione dove Peppe Scopelliti è saldissimo in sella, ma deve fare i conti con gli altri rais del Pdl. </p>
<p>Accade in Calabria dove anche l’opposizione politica ha la bocca tappata. Il Pd è commissariato, dilaniato dalle guerre tra i suoi potentati e intimorito dalle inchieste sui parchi eolici che promettono sviluppi amari per alcuni personaggi di rilievo del partito.</p>
<p>di Enrico Fierro </p>
<p>da il Fatto Quotidiano del 27 agosto 2010</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Il Cdm dispone commissariamento della sanità, nominato Scopelliti che sarà affiancato dalla Gdf &#8211; Il presidente: provvedimento necessario &#8211; De Magistris: Decisione apprezzabile, ma bisogna tenere lontana la politica</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CATANZARO &#8211; Il Consiglio dei Ministri ha deciso il commissariamento della sanita&#8217; in Calabria affidando l&#8217;incarico al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti. A darne notizia e&#8217; stato il Ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, secondo cui al commissario spettera&#8217; &#8221;il compito di gestire il settore&#8221; affiancato dalla Guardia di Finanza per sancire &#8221;il ritorno dello Stato&#8221;. 
Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Il Consiglio dei Ministri ha deciso il commissariamento della sanita&#8217; in Calabria affidando l&#8217;incarico al presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti. A darne notizia e&#8217; stato il Ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, secondo cui al commissario spettera&#8217; &#8221;il compito di gestire il settore&#8221; affiancato dalla Guardia di Finanza per sancire &#8221;il ritorno dello Stato&#8221;. <span id="more-16169"></span></p>
<p>Per il presidente Scopelliti &#8216;&#8217;si tratta di un provvedimento che si e&#8217; reso necessario per il drammatico quadro della sanita&#8217; calabrese&#8221;. </p>
<p>&#8220;E&#8217; una decisione apprezzabile, addirittura tardiva, quella di affiancare la Guardia di Finanza al Commissario per la Sanità in Calabria&#8221;. Lo afferma l&#8217;europarlamentare di Idv Luigi de Magistris. </p>
<p>&#8220;Il ministro Tremonti &#8211; aggiunge &#8211; conferma quanto la magistratura contabile e penale sta evidenziando da tempo: in Calabria la sanità è gestita nel più totale arbitrio, senza alcuna contabilità certa e controllabile, in spregio a qualunque regola di buona amministrazione. </p>
<p>Una situazione nella quale affonda agevolmente le mani tutto quel sistema politico-affaristico-criminale che ha divorato negli anni le immense risorse pubbliche finite nella voragine della spesa sanitaria calabrese. Tutto ciò mentre tanti calabresi continuano a morire nelle strutture ospedaliere per vicende di malasanità o sono costretti a emigrare in altre regioni per ricevere cure adeguate&#8221;. </p>
<p>&#8220;Mi auguro che la decisione del Governo &#8211; dice ancora de Magistris &#8211; non si riveli una mera operazione di facciata, ma rispecchi un&#8217;autentica volontà di portare la sanità calabrese in una condizione di legalità e trasparenza. </p>
<p>Ciò si può fare soltanto impegnando, a tutti i livelli &#8211; persone di indiscusso profilo morale, e soprattutto avendo il coraggio di tenere lontana quella politica che negli ultimi decenni ha fatto della sanità, pubblica e privata, esclusivamente un enorme bacino di consenso elettorale e di arricchimento personale&#8221;.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Rissa tra ragazzi nel reggino, un morto e due feriti &#8211; La vittima aveva 16 anni, i carabinieri hanno fermato un 17enne del luogo</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 09:05:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[OPPIDO MAMERTINA (RC) &#8211; Una rissa, scatenata da futili motivi, tra ragazzi italiani e bulgari è finita in tragedia ad Oppido Mamertina, centro del Reggino. Il bilancio è di un ragazzo bulgaro di 16 anni morto, di altri due giovani bulgari feriti (operati in ospedale a Gioia Tauro e Polistena sono ancora in gravi condizioni) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>OPPIDO MAMERTINA (RC) &#8211; Una rissa, scatenata da futili motivi, tra ragazzi italiani e bulgari è finita in tragedia ad Oppido Mamertina, centro del Reggino. Il bilancio è di un ragazzo bulgaro di 16 anni morto, di altri due giovani bulgari feriti (operati in ospedale a Gioia Tauro e Polistena sono ancora in gravi condizioni) e di un 17enne del luogo fermato dai carabinieri. <span id="more-16164"></span></p>
<p>Il sedicenne è stato ucciso a coltellate. La rissa è avvenuta poco prima di mezzanotte. Tutte le circostanze sono ancora da chiarire. </p>
<p>(AGI)</p>
<p>***AGGIORNAMENTO***</p>
<p>E&#8217; stato il furto di una bicicletta la causa scatenante della rissa al culmine della quale, la scorsa notte, ad Oppido Mamertina, un ragazzo di 17 anni, O.C., ha ucciso a coltellate un giovane bulgaro di 16, Alexandrev Zafir, ferendo altre due persone maggiorenni della stessa nazionalità. </p>
<p>Secondo la ricostruzione fatta dai carabinieri della Compagnia di Palmi, l&#8217;omicida ha contattato A.Z. e gli altri due bulgari contestando loro il furto di una bibiclettra che aveva subito nei giorni scorsi. C&#8217;é stata successivamente una colluttazione tra O.C. e due dei bulgari a conclusione il ragazzo italiano si è allontanato. </p>
<p>Poco dopo O.C. è tornato sul posto armato di un coltello con il quale ha aggredito i tre bulgari. A.Z. è morto mentre veniva portato nell&#8217;ospedale di Oppido Mamertina. </p>
<p>Gli altri due bulgari coinvolti nella rissa, Alexander Assen e Ivanov Bovomil, entrambi di 19 anni, hanno riportato ferite all&#8217;addome e ad un fianco. </p>
<p>Secondo quanto riferito dai carabinieri, l&#8217;omicida è incensurato e non è collegato ad ambienti della criminalità. </p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Estorsioni: arrestate tre persone a Vibo &#8211; Pretendevano il &#8220;pizzo&#8221; da un commerciante che invece li ha denunciati</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[VIBO VALENTIA &#8211; Avevano preteso il pagamento del &#8220;pizzo&#8221; da un commerciante che non ha aderito alla richiesta e li ha denunciati. Un imprenditore, il figlio e il genero, dei quali non sono stati forniti i nomi, sono stati arrestati a Vibo Valentia con l&#8217;accusa di estorsione aggravata dall&#8217;uso delle armi. 
Gli arresti sono stati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>VIBO VALENTIA &#8211; Avevano preteso il pagamento del &#8220;pizzo&#8221; da un commerciante che non ha aderito alla richiesta e li ha denunciati. Un imprenditore, il figlio e il genero, dei quali non sono stati forniti i nomi, sono stati arrestati a Vibo Valentia con l&#8217;accusa di estorsione aggravata dall&#8217;uso delle armi. <span id="more-16161"></span></p>
<p>Gli arresti sono stati fatti dagli agenti della squadra mobile in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere disposte dal gip del tribunale di Vibo Valentia su richiesta della Procura. </p>
<p>Le indagini sono partite dopo la denuncia del commerciante, titolare di una concessionaria di automobili.</p>
<p>(Ansa)</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Il grande affare aeroporto: Lamezia a volo di Pdl &#8211; Il nuovo scalo della città calabrese, disegnato da Engco, è destinato a diventare il terzo del Mezzogiorno. A capo della Sacal, la società che gestisce l&#8217;aeroporto, è stato nominato il senatore del Pdl Speziali. Nonostante l&#8217;incompatibilità</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LAMEZIA TERME &#8211; Tre milioni e mezzo di passeggeri. Tanti se si pensa, facendo un raffronto sommario, che Napoli-Capodichino ha una capacità di cinque milioni di viaggiatori annuali. Ma a Lamezia si punta in grande. Perché il progetto di nuova aerostazione è talmente avveniristico che il traguardo di terzo scalo del Mezzogiorno &#8211; dopo Catania [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Tre milioni e mezzo di passeggeri. Tanti se si pensa, facendo un raffronto sommario, che Napoli-Capodichino ha una capacità di cinque milioni di viaggiatori annuali. Ma a Lamezia si punta in grande. Perché il progetto di nuova aerostazione è talmente avveniristico che il traguardo di terzo scalo del Mezzogiorno &#8211; dopo Catania e Napoli &#8211; non è più una chimera. Tutt&#8217;altro.<span id="more-16154"></span></p>
<p><strong>Il progetto</strong></p>
<p>Ha la forma di un ciottolo, levigato e arrotondato dal lavorìo dei fiumi e ammorbidito dalle onde del mare (chiaro ossequio al viaggio nel Mediterraneo), il nuovo aeroporto di Lamezia disegnato da Engco. Nello specifico, l&#8217;architettura del manufatto prevede un primo involucro a curvatura variabile su una seconda struttura cosiddetta brise-soleil che precede e avvolge la prima. </p>
<p>«La pelle esterna &#8211; spiegano gli estensori del progetto &#8211; racchiude la pianta su due livelli atta ad assolvere correttamente a tutte le funzioni di un modernissimo scalo. Lo spazio è scandito da strutture a vista che in modo ritmico comprendono le grandi pareti in cristallo che delimitano il perimetro e diventano la pelle trasparente dell&#8217;intero involucro». </p>
<p>Quattro &#8220;buchi&#8221; asimmetrici previsti in copertura permettono poi la connessione esterna e interna, favorendo l&#8217;illuminazione naturale dello scalo. Il colore predominante è il bianco, scelto per frenare il colore dei raggi solari, migliorando al contempo i consumi energetici, e per conferire carattere mediterraneo alla nuova costruzione. </p>
<p>La struttura interna invece è in acciaio e vetro, con sistemi di isolamento termico, acustico e di sicurezza. Decorazioni attinenti alla natura completano il concept del progetto rendendolo nel suo complesso originale e di sicuro impatto emotivo. </p>
<p>Superfici di grandi dimensioni e standard di comfort superiori: questo garantirà, dunque, il nuovo aeroporto di Lamezia. Ma anche un&#8217;enorme torta di denaro pubblico per la costruzione. Quasi 70 milioni di euro a cui si aggiungono i 20 previsti per l&#8217;allungamento della pista. Per un totale di quasi 100 milioni, che fanno gola a tanti.</p>
<p><strong>L&#8217;incompatibile</strong></p>
<p>Notoriamente vicino a Marcello Dell&#8217;Utri e grande elettore di Peppe Scopelliti alle ultime regionali, l&#8217;ingegnere Vincenzo Speziali, eletto senatore della Repubblica nel 2008 per il Pdl, è a capo di un gruppo industriale che fattura annualmente qualche centinaio di milioni di euro, il cui core business è costituito dalla produzione di materiali per l&#8217;edilizia e, in particolare, di cemento, calce e laterizi. </p>
<p>Ma il chiodo fisso di Speziali si chiama Sacal (Società aeroportuale calabrese), avente sede a Lamezia, che gestisce, in forza di concessione ministeriale, i servizi di assistenza al trasporto dell&#8217;aerostazione internazionale di Lamezia, che movimenta, come detto, milioni di passeggeri con un fatturato annuale di circa 20 milioni di euro e che gestisce anche l&#8217;indotto (alberghi, uffici, negozi) dell&#8217;area aeroportuale. </p>
<p>La società è a capitale misto, pubblico (per il 68%) e privato (per il 32%), e il Comune di Lamezia è socio di maggioranza relativa con il 21%, in tale qualità sedendo anche nel Cda, composto da otto membri, di cui cinque in rappresentanza dei soci pubblici e tre di quelli privati. </p>
<p>Speziali è stato presidente di Sacal dal 2000 al 2005 ma, dati i nuovi assetti politici regionali, non ha fatto mistero, in questi mesi postelettorali, di puntare al reincarico. Per gestire, così, in prima persona il fiume di denaro che finanzierà il nuovo scalo aeroportuale. </p>
<p>Nonostante l&#8217;incompatibilità sancita in forza di legge e in barba al palese conflitto di interesse, derivante dal fatto di essere uno dei massimi produttori nazionali di materiali edilizi e, dunque, potenzialmente interessato a una società che si approssima ad imponenti e milionari lavori di ristrutturazione, Speziali cercava la rielezione, e rielezione è stata. </p>
<p>Grazie ai &#8220;buoni uffici&#8221; di Scopelliti, nella seduta del 15 luglio scorso, il Cda di Sacal, nel quale siedono sia Speziali, in rappresentanza della Regione Calabria, sia il figlio Giuseppe, in rappresentanza del socio privato &#8220;Aeroporti di Roma&#8221; (per la cronaca, l&#8217;altro figlio di Speziali, Antonio, imprenditore del settore energia, è invece coinvolto nell&#8217;inchiesta sui parchi eolici di Capo Rizzuto, nel crotonese), ha eletto a presidente del sodalizio il primo, nonostante la sua carica di senatore, col voto favorevole del secondo e nel dissenso del rappresentante del Comune di Lamezia. </p>
<p>Appare di tutta evidenza che la posizione in cui versa Speziali, al contempo presidente di Sacal e senatore della Repubblica, è sul piano giuridico del tutto illegittima in quanto la legge 60/1957 fa espresso divieto di cumulo degli incarichi di parlamentare e presidente o amministratore di enti «che gestiscono servizi di qualunque genere per conto dello Stato o della pubblica amministrazione o ai quali lo Stato contribuisca in via ordinaria direttamente o indirettamente».</p>
<p>È da rimarcare che Speziali, al tempo semplice consigliere di amministrazione di Sacal, nel gennaio scorso ebbe a sollecitare alla Giunta per le elezioni del Senato una pronunzia che desse conto della compatibilità dei suoi due incarichi. Incredibilmente, nella seduta del 20 febbraio, la Giunta si è pronunziata nel senso auspicato da Speziali. </p>
<p>Per questi motivi il Comune di Lamezia, nelle vesti di socio di maggioranza relativa di Sacal, ricorrerà al competente tribunale ordinario per richiedere l&#8217;annullamento della deliberazione di nomina di Speziali a presidente dell&#8217;ente. </p>
<p>Siamo di fronte, dunque, ad una macroscopica inopportunità e alla mancanza di ogni pur minima etica pubblica da parte di Speziali a voler rivestire contra legem la carica di presidente e di amministratore delegato di un organismo pubblico come Sacal, in seno al cui Cda siede anche il figlio con l&#8217;implicito asservimento del sodalizio alla dominanza del &#8220;Gruppo Speziali&#8221;, produttore di materiali di uso quotidiano per la manutenzione di un impianto aeroportuale e destinati ad un impiego per quantità esponenziali nell&#8217;aeroporto di Lamezia in vista della sua prossima ristrutturazione integrale. </p>
<p>In Senato sulla questione è intanto annunciata un&#8217;interrogazione parlamentare dalle forze di opposizione che invita la Giunta per le elezioni a riconsiderare l&#8217;incompatibilità di Speziali. Ma nel Paese delle cricche e delle &#8220;squallide consorterie&#8221; il finale appare già scritto. </p>
<p>di Silvio Messinetti </p>
<p>ilmanifesto.it</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Parte domani &#8220;Spesa in spiaggia&#8221;, la vetrina delle eccellenze agroalimentari della sibaritide e della provincia di Cosenza</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<category><![CDATA[costume]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
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		<description><![CDATA[CORIGLIANO CALABRIA (CS) &#8211; C’è grande attesa nel comprensorio della Sibaritide per l’avvio della 1° Edizione di Spesa in Spiaggia, una fiera mercato promossa da Coldiretti Cosenza e dalla Fondazione Campagna Amica Cosenza con il patrocino del Comune di Corigliano Calabro, del Consorzio dei Bacini dello Jonio Cosentino ed in collaborazione con Assoproli Cosenza Soc. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CORIGLIANO CALABRIA (CS) &#8211; C’è grande attesa nel comprensorio della Sibaritide per l’avvio della 1° Edizione di Spesa in Spiaggia, una fiera mercato promossa da Coldiretti Cosenza e dalla Fondazione Campagna Amica Cosenza con il patrocino del Comune di Corigliano Calabro, del Consorzio dei Bacini dello Jonio Cosentino ed in collaborazione con Assoproli Cosenza Soc. Coop e la Coop. Le Georgiche  &#8211; che si svolgerà a Corigliano Calabro in Piazza Portofino, il salotto estivo della cittadina ausonica, uno dei punti più belli del lungomare di Schiavonea.<span id="more-16151"></span> </p>
<p>La manifestazione fieristica che si inaugura sabato 31 luglio alle ore 18.00 andrà avanti per 6 giorni, fino a giovedì 5 agosto, dalle ore 18.00 alle ore 24.00, in concomitanza con i solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Neve, Patrona di Schiavonea.</p>
<p>“Spesa in Spiaggia” – sottolinea il direttore di Coldiretti Cosenza Salvatore Loffreda –  è un evento che mira a valorizzare la qualità delle nostre produzioni agricole e, allo stesso tempo, dedica ampio valore al recupero della memoria della cultura contadina. </p>
<p>E’ un evento che si rivolge dunque ai cittadini -consumatori ed ai turisti, che alla fiera possono riscoprire i prodotti della terra e il piacere di una città accogliente e ricca di eventi. Saranno diverse le aree espositive della mostra mercato nel giardino di piazza Portofino con i produttori agricoli che proporranno in vendita e in degustazione i loro liquori artigianali, salumi, formaggi, miele, conserve, ortofrutta, riso, olio e vini. </p>
<p>Molti dei produttori presenti aderiscono a “Campagna Amica”, la fondazione che Coldiretti ha costituito per il dialogo con il consumatore, portando nelle piazze di tutta Italia prodotti freschi, di qualità e salubrità garantite dal produttore, ad un giusto prezzo, cercando di indirizzare il consumatore verso una dieta salubre legata alle produzioni locali, con benefici anche per l’ambiente. </p>
<p>Va sottolineato che ben due italiani su tre (67 per cento) hanno acquistato almeno una volta direttamente dal produttore agricolo, la forma di distribuzione commerciale che ha registrato una crescita nel 2009 battendo nell’alimentare negozi ed ipermercati grazie ad un incremento dell’11 per cento del valore delle vendite per un totale stimato in 3 miliardi di Euro. </p>
<p>Ringrazio il sindaco, Pasqualina Straface, ed il Comune di Corigliano Calabro – conclude Loffreda &#8211; per la disponibilità ed il coinvolgimento di Coldiretti all’organizzazione dell’evento, e mi auguro che questa collaborazione prosegua anche in futuro al fine di promuovere e valorizzare il territorio e le eccellenze agroalimentari della Piana di Sibari un territorio fortemente vocato nella filiera agroalimentare con punte di eccellenza soprattutto per quanto riguarda le attività di coltivazione e trasformazione delle produzioni di qualità agrumicole, ortofrutticole ed olivicole  in gran parte esportate nei mercati del nord Italia ed europei.</p>
<p>Pietro Tarasi &#8211; presidente provinciale di Coldiretti Cosenza &#8211; si dice felice che Coldiretti Cosenza torni  con un importante evento agricolo nella Città di Corigliano Calabro, che già si è distinta qualche anno addietro  per la grandiosa organizzazione della Giornata Provinciale del Ringraziamento. </p>
<p>Spesa in Spiaggia  è un importante appuntamento e vi sarà certamente una grande partecipazione da parte delle aziende di Coldiretti, con i propri prodotti tipici e la possibilità, per tutti i cittadini di essere informati sulle iniziative di Coldiretti, Campagna Amica, etc. </p>
<p>L’appuntamento con Spesa in Spiaggia a Corigliano Calabro – conclude Tarasi- è, anche, un momento di incontro e di confronto con le imprese agricole che ci daranno modo di rafforzare il patto teso a realizzare il Progetto per il Paese varato da Coldiretti, che sta costruendo una filiera tutta agricola e tutta italiana, un grande sistema agroalimentare, che garantisca reddito ai produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità ad un prezzo giusto.</p>
<p>Federazione Provinciale Coldiretti</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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		<title>Reggio val bene una poltrona &#8211; Si dimette il sindaco facente funzione della città &#8211; Il Pdl implode. La saga reggina come «il caso Campania»</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 06:40:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[news reggio calabria]]></category>
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		<description><![CDATA[REGGIO CALABRIA &#8211; Una poltrona varrebbe la serenità amministrativa di una città intera. Starebbe tutto qui, nella possibilità di perdere lo scranno di Palazzo Madama, la bufera innescata dal deputato del Pdl Nino Foti che ha spinto e portato alle dimissioni il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, l&#8217;ex azzurro Giuseppe Raffa. Foti smentisce qualsiasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Una poltrona varrebbe la serenità amministrativa di una città intera. Starebbe tutto qui, nella possibilità di perdere lo scranno di Palazzo Madama, la bufera innescata dal deputato del Pdl Nino Foti che ha spinto e portato alle dimissioni il sindaco facente funzioni di Reggio Calabria, l&#8217;ex azzurro Giuseppe Raffa. Foti smentisce qualsiasi tipo di interferenza sulle scelte del primo cittadino, ma consiglieri ed assessori comunali lo indicano come «tenebroso regista» di una «farsa istituzionale».<span id="more-16158"></span> </p>
<p>L&#8217;assunto porterebbe a credere che l&#8217;ormai ex primo cittadino Raffa, uomo di fiducia del deputato, abbia agito in nome di una «collocazione» alla presidenza della Provincia, in scadenza nel 2011. È la parte di Forza Italia che non si è ancora arresa in un territorio completamente assorbito dalla figura del Governatore Giuseppe Scopelliti. E proprio Scopelliti sarebbe il grande problema da risolvere per il parlamentare. </p>
<p>Anche in questo caso il deputato smentisce. Ma si odiano, da tempo immemore, e non hanno mai fatto nulla per non darlo a vedere. Sventura per Foti, però, Giuseppe Scopelliti (ex An), già sindaco della città dello Stretto, è pure l&#8217;attuale coordinatore regionale del Pdl, entrato nelle grazie del premier Silvio Berlusconi tanto da voltare le spalle al «padre putativo» Gianfranco Fini. </p>
<p>Proprio il coordinatore regionale è la figura autorizzata, per Statuto, a formalizzare le candidature per Camera e Senato ratificate dal Presidente e dall&#8217;Ufficio di presidenza. Così, lo spauracchio di elezioni anticipate ed una possibile «ritorsione» politica, avrebbero portato il deputato a forzare la mano, mandando il Comune di Reggio, roccaforte «scopellitiana», ad una lunga stagione di commissariamento. </p>
<p>La saga reggina, dunque, rispecchia a dovere la stagione di veleni che sta travolgendo il più grande partito nazionale. Come nel «caso Campania», addirittura, trenta fra consiglieri comunali ed assessori reggini vicini al Governatore parlano di una dossieraggio che Nino Foti avrebbe preparato e consegnato a Silvio Berlusconi pur di evitare la candidatura di Giuseppe Scopelliti alla presidenza della Regione Calabria. </p>
<p>Anche in questo caso, tuttavia, il parlamentare azzurro rispedisce al mittente le accuse: «Nulla di più falso», bocciando, fra le altre cosi, la tesi che lo vedrebbe interessato alla successione di Scopelliti nella guida del Pdl calabrese. </p>
<p>Foti, dunque, propina una debole arringa per testimoniare il rapporto idilliaco che lo legherebbe al Governatore-coordinatore: «Ho avuto un incontro cordiale a Roma, presso la sede del Coordinamento nazionale, con il presidente Scopelliti. Con le dimissioni di Raffa non c&#8217;entro nulla. Anzi, Scopelliti mi ha invitato a venire a Reggio per tentare di trovare con lui una ricomposizione della crisi al Comune e, in tal senso, mi sono reso disponibile a farlo». </p>
<p>Insomma, vuole bene a Scopelliti, tanto da censurare le critiche sul dossier per poi aggiungere: «Se qualcosa di ambiguo è stato scritto in questi ultimi tempi su Scopelliti questo magari è stato scritto su qualche giornale in edicola». E&#8217; un riferimento esplicito ad alcuni articoli pubblicati dal quotidiano locale Calabria Ora su presunti rapporti, tutti da provare, fra il Governatore ed alcuni esponenti della &#8216;ndrangheta. </p>
<p>Scopelliti, ad ogni modo, non risulta indagato in nessuna delle recenti operazioni anti-mafia che hanno accesso i riflettori sulle pericolose commistioni criminalità-imprenditoria-politica. Né in quelle né in altre. </p>
<p>E mentre Nino Foti invita Scopelliti «a prendere le distanze» dai trenta consiglieri ed assessori, il Pdl calabrese implode di fronte alla totale assenza del Partito democratico che, almeno in parte, avrebbe persino chiesto un governo dalle larghe intese per risolvere la crisi che sta consumando il Comune di Reggio Calabria. </p>
<p>di Domenico Cirillo</p>
<p>ilmanifesto.it</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a>.</p>.]]></content:encoded>
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