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Fotoreportage: Bova, il trono dell’Area Grecanica

in cultura e società / Fotoreportage / media gallery

BOVA – “Bova, la città sembrava il vascello fantasma, mai vicina”. Con questa puntuale immagine evocata dai versi di Edward Lear, dai Piani di San Salvatore, nel tardo pomeriggio, siamo giunti a Bova, capitale riconosciuta della Bovesia, la comunità greca di Calabria. Comune della provincia di Reggio Calabria posto a 910 m.s.l.m. il cui nome in lingua grecanica è Chòra tu Vùa (Χώρα του Βούα) è inserito nel circuito dei borghi più belli d’Italia.

Le origini sono antichissime, visti i numerosi ritrovamenti neolitici risalenti ad età preistorica; di grande interesse è infatti il Museo di Paleontologia e Scienze Naturali dell’Aspromonte, nella sede della vecchia Pretura.

Dalla piazza principale, in cui si trova il Palazzo Nesci di Sant’Agata (XVIII sec ), tra vicoli caratterizzati da nomi di derivazione greca, chiese, notevoli palazzi e resti di antiche abitazioni gentilizie, costruiti in pietra e mattoni, arricchiti sulle facciate da decorazioni di lesene, cornici, mensole e con splendidi portali d’ingresso, raggiungeremo la sommità del colle dove, su uno sperone roccioso sorge, oggi ridotto a rudere, il castello Normanno del X-XI secolo.

Particolare la presenza dal 1987, in una piazzetta adiacente alla piazza principale, di una locomotiva a vapore, opera delle acciaierie Ansaldo di Genova Sampierdarena, simbolo della volontà di frenare il fenomeno migratorio che riguardò il borgo.

Vivono ancora oggi di artigianato locale agro-pastorale della tradizione greca di Calabria dell’intaglio del legno, di tessitura della lana, del lino e della ginestra delle pendici dell’Aspromonte, della lavorazione del vetro.

La cultura enogastronomica spazia tra piatti tipici casarecci, promuovendo i prodotti locali del territorio: salumi, formaggi, ricotte, la carne di capra, i musulupi (un formaggio filante), la lestopitta (una frittella di farina e acqua, fritta nell’olio e mangiata calda).

Ogni anno si ripete una tradizionale festa del vino, in occasione della quale la Cantina sociale di Bova da la possibilità di gustare i loro vini tipici della zona prodotti utilizzando i vitigni autoctoni di pregio.

 

servizio e foto di Nadia Lucisano

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