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Fotoreportage: Cleto Festival, prodotto tipico locale.

in cultura e società / Fotoreportage / media gallery

CLETO – Sono da poco rientrata dalla quinta edizione del Cleto Festival (19, 20 e 21 Agosto), nello splendido borgo di Cleto in provincia di Cosenza, cui ho partecipato con Gente in Viaggio, una community di viaggiatori e blogger, media partner dell’evento.

Avevo visitato Cleto in febbraio per conoscere e documentare la condizione di spopolamento progressivo che sta subendo, rimanendo fortemente colpita non solo dalla magia che il borgo racchiude ma anche dalla bellezza del paesaggio circostante e dall’affabilità dei pochi cittadini incontrati per i vicoli e le ripide salite.

Una delle domande più frequenti, da quando ho iniziato la mia avventura in cerca di borghi abbandonati o in fase di spopolamento in Calabria, riguarda la possibilità di progettare il recupero e il conseguente ripopolamento di questi luoghi, così da poterli riportare in vita.

I ragazzi dell’associazione La Piazza, organizzatori del festival, hanno dato un’ottima risposta a questo interrogativo riuscendo a creare davvero un momento di valorizzazione del borgo e della buona cultura calabrese, il tutto senza percepire finanziamenti pubblici e riuscendo a coinvolgere molti cittadini che hanno contribuito alla buona realizzazione dell’evento.

Un interessante progetto che è riuscito a portare tantissime persone tra i vicoletti, le piazzette e le terrazze dei palazzi privati in cui si snodavano le attività del festival; tra mostre, esposizioni, artigianato, spettacoli di artisti di strada, laboratori, concerti, teatro, enogastronomia (con il contributo di prodotti cletesi a km zero offerti dai cittadini), proiezioni dei corti de La Guarimba Film Festival e visite guidate all’interno del borgo fino al castello.

Il tema scelto per quest’anno è “Il Sud” e intorno ad esso si sono sviluppati anche i dibattiti fra cui il successo di “Matera Capitale europea della cultura” e la presentazione del libro “Calabria ti odio” di Francesco Cirillo moderata dal giornalista Claudio Dionesalvi (un’interessante trattazione circa le condizioni di questa regione soffocata da inquinamento, speculazione edilizia, malasanità, opere non finite e traffici illeciti generati dagli intrecci tra ‘ndrangheta, mala politica e massonerie; individuando anche le potenzialità positive che potrebbero essere ricchezza sfuggendo alla dannosità del turismo di massa. Un sentimento d’amore e odio che quindi, secondo l’autore, porta a rimanere in questa regione solo chi ne è davvero innamorato).

A mio avviso il Cleto festival, per la qualità delle proposte, rappresenta un’eccellenza in Calabria da conoscere e sostenere. I ragazzi de La piazza, con dedizione e professionalità, sono riusciti a dar vita ad un angolo di Calabria che sa accogliere e soprattutto produrre un’offerta culturale variegata tale da poter soddisfare gusti differenti.

Tornerò a Cleto anche prima della prossima edizione del festival dove mi auguro di incontrarvi numerosi!

servizio e foto di Nadia Lucisano

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