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Fotoreportage: lo scenario fiabesco delle grotte di Giancola.

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Durante la visita delle grotte rupestri sulla Serra Grande (una delle tre colline che circondano Caccuri, Kr) mi sono intrattenuta in una piacevole conversazione con un abitante di Caccuri. E’ stato lui a suggerirmi di visitare un altro vicino (circa 6 km) insediamento rupestre sito in località Giancola, Cerenzia (KR).

Ho colto l’invito e il pomeriggio seguente ho raggiunto a circa due chilometri dal centro abitato di Cerenzia, le grotte di Giancola in uno scenario fiabesco. La natura intorno è particolarmente spontanea accompagnata dalla musicalità del canto degli uccelli insieme con il fruscio di foglie mosse dal vento e il rumore di acqua che scorre.

Non mi sorprende che questo luogo sia stato abitato dai monaci di origini egiziane, palestinesi, siriane e turche che, in fuga dalla lotta iconoclasta (dal greco eikon: immagine e klazein: distruggere) generata dall’editto del 726 d.C. (con cui l’imperatore bizantino di Costantinopoli Leone III ordinò la distruzione di tutte le immagini sacre e delle icone che rappresentassero Dio, la Madonna o i Santi) raggiunsero dal VI sec. il nostro territorio.

L’esplorazione del sito è stata lenta e silente, quasi a voler rispettare l’evidente sacralità del luogo. Sono infatti riconoscibili all’interno delle grotte i segni e le nicchie scavate nella roccia.

Mi affascina approfondire la conoscenza di questa fase storica e della forte contaminazione che sul piano linguistico, culturale, tecnico e spirituale la migrazione di questi monaci ha comportato sulla nostra cultura.

Raggiungere le grotte non è difficile né faticoso, vi consiglio di visitarle per contribuire alla conoscenza e al mantenimento della nostra storia.

servizio e foto di Nadia Lucisano

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