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Fotoreportage: nella pancia del Monte Stella

in cultura e società / Fotoreportage / media gallery

Da Pietra, frazione del comune di Placanica in provincia di Reggio Calabria, a 636 metri sul livello del mare, ha inizio questo percorso che ho intrapreso con l’associazione Gea – Gruppo Escursionisti D’Aspromonte.

Seguendo un sentiero raggiungiamo i 1.047 metri sul livello del mare del Monte Mammicomito, un massiccio calcareo di rocce metamorfiche e carbonatiche alle pendici delle Serre calabresi, il cui toponimo nel dialetto locale è Castagnara per la grande presenza di castagni. Da qui la vista accoglie le bellissime vallate delle fiumare Precariti e Stilaro, fino ala costa ionica, da Soverato a Roccella.

Proseguiremo, poi, per raggiungere l’eremo di Monte Stella, luogo di culto che, inserito in un contesto territoriale caratterizzato dalla forte presenza di monasteri bizantini, si suppone essere stata un’importante laura bizantina che con i Normanni divenne Monastero minore e nel 1562 Santuario.

Alla grotta Santuario si accede da una scalinata di 62 gradini che immette in uno spazioso vano ipogeo dal piano lastricato che precede l’altare con la statua marmorea della Madonna, la cui paternità può essere attribuita allo scultore siciliano Gian Domenico Mazzolo, per via delle assonanze formali tra la suddetta statua e altre sue opere.

Alla statua è legata una leggenda, messa per iscritto dal padre cappuccino Giovanni Fiore, che narra di un’imbarcazione che doveva trasportare la statua a Crotone, ma all’altezza di Monasterace si fermò e da essa partì un raggio di luce terminante nella grotta di Monte Stella. Alcuni pastori assistettero all’avvenimento e all’alba corsero con altra gente in riva al mare e videro la barca con la Madonna. Caricata la statua su un toro fu trasportata nel luogo di culto.

All’arrivo iniziò a sgorgare acqua dalla grotta e vennero portate due giare per raccoglierla che però, miracolosamente, non si riempivano mai, così all’acqua, come alla Madonna, furono attribuiti poteri taumaturgici. La grotta divenne quindi uno dei principali luoghi di culto e di pellegrinaggio della zona.

Inoltre all’interno si possono ammirare resti di dipinti e il frammento di un affresco bizantino, raffigurante Santa Maria Egiziaca che riceve l’eucarestia dal monaco Zosimo. Il frammento si ritiene risalente al X-XI secolo, per la particolare caratteristica delle ciocche disordinate della capigliatura della santa, in più il raffigurare una santa anziché un santo, fa pensare che vi sia stato per un certo periodo un eremitismo femminile.

Risalendo dalla grotta lasciamo Monte Stella e, attraverso un antico sentiero, raggiungiamo Pazzano, Comune del bacino minerario dello Stilaro (il più importante del Regno delle Due Sicilie), nel cui territorio, sulle montagne, è ancora possibile notare le entrate delle miniere, per l’estrazione del ferro ma anche di altri minerali come pirite, che oggi fanno parte dell’Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria. Da qui proseguiremo verso Stilo, la nostra prossima meta.

servizio e foto di Nadia Lucisano

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