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Fotoreportage: Panetti e il tesoro nascosto delle cascate del Tiglia

in ambiente e trasporti

PLATANIA – Panetti è una piccolissima frazione di Platania, centro montano subito sopra Lamezia Terme. Pochissimi abitanti e tante case abbandonate e in condizioni più o meno precarie. E’ uno di quei borghi che ti parla di altri tempi, di gente che viveva grazie alla terra e con i suoi ritmi. Un solo edificio un po’ più grande che forse in passato fu una scuola.

Panetti è anche uno di quei posti dove non capiteresti mai, sconosciuto ai più e forse destinato a scomparire per sempre e diventare l’ennesimo borgo abbandonato calabrese. Panetti l’ha “riscoperto” il paesaggista lametino Francesco Bevilacqua, che grazie al suo amore per la Calabria ha esplorato i boschi adiacenti e risalendo il torrente Piazza si è imbattuto nelle cascate del Tiglia, piccolo gioiello naturalistico praticamente ancora sconosciuto.

Arriviamo nel borgo in una bella giornata, è il primo giorno di Primavera e la vegetazione intorno a noi sembra dirci che è consapevole di ciò. Al balcone di una delle poche case abitate è affacciata una gentile signora, intenta a trasportare la legna in casa. Le chiediamo indicazioni su come arrivare alle cascate e ci spiega che bisogna inoltrarci per qualche chilometro nel bosco seguendo il corso del torrente e a un certo punto seguire un sentiero laterale segnato da una canaletta (na “prisa”) che ci avrebbe portato alle cascate.

Zaino in spalla e macchina fotografica a portata di mano, iniziamo la nostra escursione lasciandoci il letto del fiume sulla destra. Il corso del torrente è ricco d’acqua ed è per lo più caratterizzato da salti che creano una serie di piccole cascate davvero caratteristiche.

Proseguiamo la salita accompagnati dal rumore conciliante dello scorrere dell’acqua, cercando di restare il più possibile vicini al fiume. La strada in realtà a un certo punto devia verso l’alto e troviamo i sentieri laterali sbarrati da barriere create da rami e legni messi lì apposta per evitare il passaggio. Decidiamo quindi di cercare un modo di aggirare l’ostacolo continuando a seguire la salita.

Là dove la vegetazione è più rada il panorama si estende fino al golfo di S.Eufemia e da questa distanza l’azzurro del cielo e quello del mare sembrano letteralmente fondersi. Intanto, nel tentativo di trovare un passaggio per il sentiero che ci porti alle cascate, la strada ci fa allontanare ulteriormente dal corso principale del fiume, ma con nostra grande sorpresa ci imbattiamo in un affluente laterale del Piazza che in un angolo più nascosto crea una cascata di quasi 20 metri che non ci aspettavamo di trovare. Dopo averla immortalata con le macchine fotografiche, riusciamo finalmente a trovare la strada per le cascate principali, quelle del Tiglia.

Davanti a noi si apre una piccola radura, dominata dalla cascata alta all’incirca 30 metri con un getto d’acqua ancora importante che cade giù dalla parte rocciosa segnata dall’erosione continua dell’acqua.
Osservando il paesaggio intorno a noi viene da chiedersi come possa essere possibile anche solo pensare di deturpare tutto ciò permettendo la costruzione di una centrale idroelettrica, progetto che purtroppo è già stato protocollato presso il comune di Platania, e che si spera non venga mai realizzato.

Le cascate del Tiglia potrebbero infatti essere un luogo di attrazione turistica e di creazione di economia davvero green. Non solo le cascate, ma tutto il Reventino, oggi minacciato dalla costruzione di una grande centrale eolica, potrebbero essere l’occasione di uno sviluppo diverso e sostenibile del nostro territorio, potrebbero dar lavoro a tanti giovani che oggi sono costretti a dover andar via.

Per ottenere tutto ciò il primo passo è quello di imparare a conoscere la nostra terra, le sue bellezze nascoste, dal mare fino alla montagna. Tornando a casa infatti di una cosa siamo assolutamente convinti, una volta visitato un posto come questo non permetterai mai che venga distrutto e stuprato da nessuno.

Servizio e foto di Gianmario Foti

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