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Fotoreportage: sui “Tre Pizzi” nel Parco Nazionale dell’Aspromonte

in cultura e società / Fotoreportage / media gallery

Una delle mete escursionistiche più incantevoli dell’Aspromonte, tra le mie preferite, è rappresentata dal Monte San Pietro che sorge proteso verso il mar Ionio, ai confini del Parco Nazionale dell’Aspromonte, tra i comuni di Antonimina e Ciminà, in provincia di Reggio Calabria.

Viene denominato “Tre Pizzi” per la sua particolare conformazione costituita da tre torrioni di roccia granitica (un monolito a forma di tre dita) che si elevano a 700 metri sul livello del mare.

Dal comune di Ciminà, risalendo lungo la strada asfaltata che conduce al Dossone della Melìa, o più comunemente Dorsale Tabulare, dopo circa 3,5 km incontriamo una piccola piazzola da cui parte il sentiero verso il Monte, in un bosco di lecci ed eriche, zona di pascolo per mucche e capre.

Raggiunte le cime, il panorama è davvero mozzafiato con le fiumare di Condoianni e quella di Platì che defluiscono dolcemente verso il mare. La vista spazia dalla rocca di Gerace fino alla costa (da Capo Spartivento a Punta Stilo) continuando poi dalle alture di Pietra Cappa e la cima di Montalto fino alla Limina.

Ai piedi del monte che per alcuni è un vulcano spentosi ormai da tempo, si trovano dei ruderi appartenenti probabilmente ad un monastero di frati eremiti del XII secolo. Ed è proprio tra queste rovine che abbiamo trovato rifugio per il breve temporale che ci ha sorpresi, approfittando della sosta per consumare un pasto comune.

Trovo sempre molto emozionante tornare in questo luogo per godere del camminare in un contesto naturalistico davvero piacevole in cui la vista abbraccia un orizzonte infinito e l’animo si perde in una suggestione mistica che induce ad una profonda meditazione.

servizio e foto di Nadia Lucisano

 

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