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Fotoreportage: sull’Aspromonte, dai piani dello Zillastro al passo del mercante

in cultura e società / Fotoreportage / media gallery

Ci siamo ritrovati di buon’ora al mattino in Aspromonte, nei pressi del crocefisso sui Pian dello Zillastro, a 1050 metri s. l. m., sulla strada statale 112 Bagnara – Marina di Bovalino. Ci inoltriamo nella pineta, tra i luoghi che furono teatro di tristi vicende, causa della brutta fama di cui ha goduto per lungo tempo l’Aspromonte (sequestri di persona, trasferimenti di ostaggi, consegne di danaro, liberazioni) e luogo in cui persero la vita le truppe italiane del battaglione Nembo nel ’43.

Stiamo percorrendo un tratto del Sentiero del Brigante che da Gambarie (RC) giunge fino a Bivongi e Stilo (individuato e segnato tra il 1989 e il 1990 da Gea Aspromonte). Dopo la prima parte in pianura, in un fitto bosco di pini e dopo aver goduto della meravigliosa visione di cavalli in libertà, iniziamo la discesa verso la Valle dell’Uomo Morto (760metri s.l.m.) tra una rigogliosa vegetazione, giù fino alla fiumara che attraversiamo per risalire poi verso Serro Lungo e il vecchio abitato di Ciminà, Moleti, che riprende vita nel periodo estivo.

Dopo una breve sosta riprendiamo il cammino su una strada sterrata che condurrà al Passo Cancelo e superato lo stesso ci ritroviamo sulle sponde del suggestivo lago artificiale sul Piano Stempato.
Siamo sull’ altopiano dello Zomaro, un bosco ricco di maestosi faggi, lecci e abeti, in cui sopravvive una rarissima felce gigante giunta a noi dal Cenozoico, piante di ginestra e mucche al pascolo.

Incuriositi dalla ricostruzione di Domenico Raso che, tramite i testi di Plutarco, localizza in questo territorio le Fortificazioni di Spartaco (negli anni 72 e 71 a.C Marco Licinio Crasso ricorre a queste fortificazioni per arginare e bloccare il ribelle Spartaco, gladiatore e condottiero trace che, col suo esercito di schiavi, risaliva verso Roma) abbiamo fatto una breve sosta per ammirare i ruderi di quello che potrebbe rappresentare un altro importante testimone della grandiosa storia che caratterizza il nostro territorio.

Da qui, in pochi chilometri, riuscendo anche a godere tra gli alberi di un meraviglioso tramonto sul tirreno, raggiungiamo la meta del nostro cammino, il Passo del Mercante, importantissimo punto di snodo fin dal periodo della Magna Grecia per i commerci tra il versante ionico e quello tirrenico. Come usuale in questa bella terra calabra siamo passati attraverso scenari di natura selvaggia, fresche acque per il ristoro e tracce della storia delle nostre radici. La magia e bellezza di questi luoghi compensa pienamente la fatica del percorso.

servizio e foto di Nadia Lucisano

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