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Giunta regionale: esplode il caso De Gaetano e Lanzetta rifiuta l’incarico

in politica e cronaca

Il rifiuto della Lanzetta a diventare assessore regionale sarà discusso in un incontro tra Oliverio e Renzi a Roma, dove il presidente della regione è andato per partecipare alle elezioni del presidente della repubblica in qualità di grande elettore.

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Il neo assessore regionale Nino De Gaetano

L’ex ministro degli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta ha rinunciato all’incarico da assessore alle Riforme istituzionali e Semplificazione amministrativa in quanto nella giunta regionale è stato nominato assessore anche Nino De Gaetano, con delega a Infrastrutture e Trasporti.

La ragione è che il nome di De Gaetano compare nell’inchiesta “Il padrino” contro la cosca Tegano di Archi, in quanto nel covo di Giovanni Tegano, boss latitante di Archi, nel 2010 è stato trovato un numero tale di santini elettorali di De Gaetano da far pensare che “potessero essere utili anche ad una campagna promozionale in favore del politico”, scrivono i magistrati.

Inoltre la polizia di stato, qualche anno fa, aveva disposto un ordinanza di custodia cautelare nei confronti del neoassessore, diffondendo una informativa nella quale si attestano “i gravi indizi di colpevolezza” che “consentono per la loro genuinità, di prevedere l’idoneità a dimostrare la responsabilità dei medesimi e come tali, attesa la natura dei delitti ipotizzati, che sussistano senz’altro a loro carico, le esigenze cautelari”. L’ordinanza è stata rifiutata dal gip, che ha valutato corretta la scelta del Pm di non contestargli il reato di voto di scambio mafioso (416 ter), perché non sussiste il grave quadro indiziario.

Tuttavia anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio si è mostrato scontento della scelta di Oliverio, affermando che pur se l’assessore non risulta indagato è al centro di vicende riguardanti il voto di scambio politico-mafioso che non risultano sufficientemente chiarite.

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Renzi e Delrio

Alle dichiarazioni di Delrio è seguita la rinuncia all’incarico della Lanzetta, ex sindaco simbolo della legalità che ha spiegato: “non ci sono le condizioni di chiarezza sulla posizione dell’assessore Nino De Gaetano. Io presenterò formalmente le dimissioni da ministro – ha detto Maria Carmela Lanzetta – venerdì mattina dopo aver presieduto l’osservatorio sulle Regioni e la conferenza Stato-Regioni. Dopo avere parlato con Matteo Renzi e dopo aver approfondito la questione con Graziano Delrio riguardo all’accettazione della mia presenza nella Giunta regionale della Calabria, ringraziando fortemente Mario Oliverio, ho deciso di non fare parte dell’Esecutivo. Non c’è chiarezza sulla posizione di Nino De Gaetano, pur avendolo conosciuto come assessore regionale impegnato nella difesa dei lavoratori precari”.

Oliverio in attesa dell’incontro con Renzi e della formalizzazione delle dimissioni della Lanzetta mostra di non volersi far influenzare dalle campagne mediatiche. Non intende rivedere le sue scelte, formalizzate solo qualche giorno fa. Ribadisce intanto che il suo impegno contro la criminalità e la sua infiltrazione nelle istituzioni “è sempre stato netto” e afferma anche: “Nella mia storia politica e amministrativa non c’è un solo atto che non vada in direzione del massimo rispetto della magistratura e dell’impegno per l’affermazione della legalità”.

Matteo Renzi intanto questa mattina ha dichiarato: “Io sto col Pd calabrese e con Mario Oliverio. Sono rispettoso della vostra autonomia”. Si attende l’incontro tra Oliverio e Renzi per vedere come si risolverà la questione che vede dunque schierati su un fronte Oliverio, Renzi e De Gaetano e sull’altro Delrio e Lanzetta. Delrio vuole mettere in evidenza come non sia stato dato un segno chiaro di lotta alla criminalità organizzata, ma anzi una nomina ad un politico i cui materiali elettorali sono stati trovati a casa di un boss, mentre a Roma vengono coinvolte persone fortemente impegnate nella lotta alla mafia come Nicola Gratteri e Arturo De Felice.

De Gaetano intanto ha dichiarato di avere “piena e incondizionata fiducia nella magistratura, rappresentando sin da ora, come ho fatto subito dopo la nomina al presidente Mario Oliverio, pur nella consapevole certezza di essere totalmente estraneo ai fatti, la disponibilità a rassegnare le dimissioni da assessore, per il bene della mia regione, qualora dovessero emergere profili di reità a mio carico”.

di Vincenzo Costabile

  1. La questione morale per alcuni cosiddetti ” dirigenti politici ” è diventato un optional. Ecco perchè le persone oneste si allontanano dalla politica e si astengono dal voto ! Invece di cambiare musica e registro , il premier Renzi s’inventa l’Italicum , per continuare a governare , anche se la maggioranza del popolo non partecipa più al voto ! Per il referendum popolare si chiede il 50 + 1 dell’elettorato per essere valido , invece per governare , basta anche il 20 /30 degli elettori ! Il nostro è veramente un paese strano, molto strano .

    Commento by Antonino Spartacus Trovato on 28 gennaio 2015 at 19:11