Nell’inchiesta coordinata da Ilda Boccassini sulla ‘ndrangheta era emerso un quadro inquietante riguardanti una serie di “talpe” all’interno delle istituzioni che avrebbero rivelato informazioni su indagini in corso agli esponenti della criminalità organizzata. Ieri nuovi arresti, fra cui tre uomini della Guardia di Finanza che avrebbero incassato 40mila euro dal clan per chiudere un occhio sui controlli delle macchinette videopoker. Una presenza, quelle delle talpe, che è costante nelle carte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. [ » ]
Magistratura, scuola scippata: ultimo atto – Discussi al Consiglio di Stato i ricorsi sull’asse Catanzaro-Benevento. A breve la sentenza – Il Ministero scopre le carte e appoggia implicitamente le posizioni calabresi
CATANZARO – Almeno per il Ministero della Giustizia non c’è più “partita”: c’è una sentenza del Tar Lazio, che assegna a Catanzaro la sede della Scuola di magistratura per il Sud Italia, alla quale è corretto dare seguito. La posizione del dicastero di via Arenula è stata espressa formalmente ieri al Consiglio di Stato, chiamato a depositare entro un mese la sentenza di secondo grado sul lungo e complesso contenzioso innescatosi sull’asse Catanzaro-Benevento. [ » ]
Esami per avvocato: lamentele per la disparità nei controlli – I metal detector sono stati utilizzati solo nei locali dell’istituto Fermi di Giovino – Oggi l’ultima prova della sessione degli scritti con il tanto temuto “atto”
CATANZARO – Dopo la prova di diritto civile, quella di penale ha scandito il secondo giorno degli esami sostenuti per diventare avvocato. Giornata intensa cominciata con le lamentele dei candidati appartenenti al primo gruppo, divisi come avviene per consuetudine in ordine alfabetico, molto contrariati in ragione del fatto che i metal detector sono stati utilizzati soltanto nel loro istituto. Il riferimento è al Liceo Scientifico Enrico Fermi di Giovino, in cui pare che le misure di “sicurezza” siano state notevolmente più alte e scrupolose rispetto alle altre due scuole. [ » ]
13 dicembre 1995, l’ultimo ‘viaggio’ di Natale De Grazia – Una vita di luce, una morte oscura senza verità
REGGIO CALABRIA – Un destino scritto nel nome, Natale, di un uomo pieno di Fede che nella vita avrebbe amato la propria famiglia e il proprio lavoro fino al punto da sacrificare tutto il resto. Di un uomo che dopo la morte avrebbe continuato a vivere ben oltre quelle targhe, di cui si perde il conto, e in quei riconoscimenti di cui spesso, in assenza di verità, si disperde il senso. L’uomo è il capitano di Corvetta Natale De Grazia, morto in circostanze sospette il 13 dicembre 1995, 16 anni fa. Sulla sua morte non è stata mai fatta piena luce. [ » ]
Tutti assolti al processo Marechiaro – Confermata ieri in appello la sentenza del Tribunale lametino per gli imputati eccellenti – Tolti i sigilli all’hotel e scagionato l’ex governatore Chiaravalloti
LAMEZIA TERME – L’immobile è legale, le procedure pure, così come il finanziamento regionale di 4,2 milioni di euro. Nessun colpevole. Si conclude così il processo sulla costruzione del Grand Hotel Marechiaro a Gizzeria, lungo la Statale 18, che da subito può accettare prenotazioni di suite a tante stelle perchè è stata revocata la confisca anche di quella parte che era stata ritenuta abusiva dalla procura lametina quattro anni fa. [ » ]
Why Not, de Magistris depone a Salerno – “Ecco come ostacolavano le mie inchieste” Il sindaco di Napoli ha descritto le modalità e le anomalie procedurali con cui il procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone, avrebbe messo il bastone tra le ruote alle sue indagini sui potenti
Le entrate a gamba tesa del procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone, sulle indagini condotte dal pm Luigi de Magistris iniziarono nel 2005 e avvenivano con questa tecnica: Murone apriva una serie di fascicoli a modello 45 (atti non costituenti notizia di reato) su vicende legate a “Poseidone”, in pratica dei veri e propri “duplicati” dell’inchiesta curata da de Magistris; di queste attività si trovava poi traccia in alcuni articoli di giornale che anticipavano le intenzioni di Murone; a nulla servivano le proteste del sostituto su queste diffuse fughe di notizie, formalizzate in relazioni di servizio al procuratore capo Mariano Lombardi. [ » ]
Delitto Lea Garofalo, il processo è da rifare – Il dibattimento dovrà ricominciare e c’è il rischio che gli imputati tornino in libertà
MILANO – Destino beffardo. La notizia arriva alla vigilia del secondo anno della sparizione di Lea Garofalo, la testimone di giustizia scomparsa la notte tra il 24 e il 25 novembre 2009. Il processo è tutto da rifare. Dell’omicidio e dello scioglimento del corpo nell’acido sono accusati il compagno, Carlo Cosco, e i fratelli Vito e Giuseppe, Rosario Curcio, Carmine Venturino e Massimo Sabatino ma il Presidente della Corte, Filippo Grisolia è stato da poco nominato Capo di Gabinetto del neoministro della Giustizia, Paola Severino; la nomina è dunque incompatibile con il precedente incarico e per sapere la verità sul delitto di Lea Garofalo dovrà ricominciare dal principio. [ » ]
‘Ndrangheta in Lombardia, Nicola Gratteri: “Al nord qualcuno ha aperto le porte ai boss” – Il procuratore aggiunto di Reggio calabria commenta la storica sentenza di sabato – “Le cosche calabresi – commenta – sono arrivate al nord, ma qualcuno ha aperto loro porta”
“Sempre più dovremo abituarci alla presenza, nelle indagini di mafia, di soggetti che hanno potere reale nella pubblica amministrazione”. Parola di Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria, chiamato a commentare la sentenza del processo Infinito: l’ultimo grande dibattimento che si è celebrato contro la ‘ndrangheta a Milano e che due giorni fa ha decretato oltre sette secoli di carcere per 110 imputati. Le parole di Gratteri suonano come un avvertimento, rispetto alle vie future che seguirà la magistratura. [ » ]
‘Ndrangheta in Lombardia, 110 condanne e 5 assoluzioni per il maxi-processo – L’obiettivo era fare in fretta. E così è stato. Un anno e mezzo dopo il maxi blitz del 13 luglio 2010 la criminalità organizzata lombarda incassa la sentenza di primo grado – Assolto l’ex assessore della Provincia di Milano Antonio Oliverio
Una sentenza record. Per il numero di imputati, 118. Per il numero di condannati, 110. E per i tempi, 16 mesi appena per arrivare al primo grado di uno dei processi di ‘ndrangheta più grandi e complessi nella storia giudiziaria italiana. L’obiettivo era fare in fretta. E così è stato. Un anno e mezzo dopo il maxi blitz del 13 luglio 2010 la ‘ndrangheta lombarda incassa la sentenza di primo grado e il processo Infinito, andato alla sbarra nel gennaio 2011 con rito abbreviato, oggi raggiunge il traguardo. Sulla graticola 119 persone. [ » ]
Il boss arrestato va risarcito? Interrogazione parlamentare al Ministro degli interni – I militari dell’Arma sotto accusa per avere danneggiato la casa del boss Condello durante la cattura
Il 9 novembre 2011, alle ore 20.50 viene arrestato dopo 16 anni di latitanza Sebastiano Pelle, inserito nel Programma Speciale di Ricerca Latitanti di Massima Pericolosità (ex elenco dei 30), esponente di primo piano della ‘ndrangheta della cosca Pelle ’Gambazza’, operante in San Luca (RC) ed inquadrata nel Mandamento Jonico, e già condannato a 14 anni reclusione. Per la cattura è stato determinante il lavoro dei Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria e del ROS, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina. All’operazione hanno preso parte i Cacciatori dello Squadrone Eliportato di Vibo Valentia. [ » ]