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I veleni di Reggio Calabria. Un poliziotto rivelò: “L’indagine fu pilotata” – Dopo il memoriale di Nino Lo Giudice, pentito in fuga, un magistrato della Direzione nazionale antimafia racconta le confidenze del numero due della squadra Mobile Luigi Silipo

E adesso a tenere in pugno la Città dello Stretto è un “Nano”, Nino Lo Giudice, il pentito che tre giorni fa ha fatto perdere le sue tracce, ma prima ha lanciato la bomba avvelenata di un suo memoriale. Pagine che fanno tremare molti palazzi di giustizia e che proiettano un’ombra pesante su magistrati e poliziotti che hanno segnato una stagione della lotta alla ‘ndrangheta. [ » ]

Giovanni Musarò, un magistrato nel mirino della ‘ndrangheta

“Caro Dottore, finalmente ho il piacere di conoscerla, posso stringerle la mano”. Non è una frase pronunciata da una persona gentile e perbene, ma è l’introduzione che precede un agguato che doveva rivelarsi mortale. A pronunciare quelle poche parole Domenico Gallico, capo dell’ omonima cosca della città di Palmi. Una storia incredibile che si svolge all’interno di una struttura di massima sicurezza. [ » ]

‘Ndrangheta, Trimboli preso in Colombia. “Un latitante in meno, problemi restano” – Ricercato dal 2009, è indicato come referente dei cartelli colombiani per il traffico di cocaina dal Sud America all’Europa – Il procuratore Nicola Gratteri ha puntato il dito contro l’incapacità dello Stato di combattere la criminalità organizzata

Un latitante in meno, ma i problemi restano. Nel corso della conferenza stampa in cui sono stati illustrati i dettagli sulla cattura del narcotrafficante Domenico Trimboli, il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, ha puntato il dito contro l’incapacità dello Stato di combattere la ‘ndrangheta: “Sapevamo da tempo che il latitante era a Medelin, in Colombia, ma abbiamo dovuto attendere il rinvio a giudizio per arrestarlo perché non era sufficiente l’ordinanza di custodia cautelare”. [ » ]

Reggio Calabria e il nuovo procuratore

REGGIO CALABRIA – “Tutti siamo uguali davanti alla legge. Non esistono potenti, violenti e prepotenti. Costoro sappiano che la risposta della Giustizia arriva sempre”. Dopo un anno di vuoto a Reggio Calabria arriva il nuovo procuratore della Repubblica, Federico Cafiero de Raho. Lo accolgono altri magistrati, carabinieri e poliziotti in questi anni impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta, associazioni antimafia, Libera e Riferimenti, persone comuni. Tutti nella sala del Palazzo di Giustizia ad ascoltare il magistrato che per anni si è battuto contro il clan dei casalesi in Campania stroncando l’ala militare e soprattutto spezzando i legami della camorra con il potere. La sala è piena, mancano solo i politici. [ » ]

Reggio Calabria, al vertice della Procura il magistrato più temuto dai Casalesi – Federico Cafiero de Raho nominato successore di Pignatone. Ora si troverà in prima linea contro la ‘ndrangheta – Da Napoli ha guidato le inchieste che hanno portato in carcere Bidognetti, “Sandokan” Schiavone e Michele Zagaria

REGGIO CALABRIA – Rigore e tenacia i tratti distintivi di Federico Cafiero De Raho, nuovo procuratore capo di Reggio Calabria. De Raho lascia la procura di Napoli, dove era aggiunto e coordinatore del pool anticamorra. La sua nomina da parte del Csm è stata favorita dal ritiro di due “aggiunti” di Reggio impegnati sul fronte anti-’ndrangheta, Nicola Gratteri e Michele Prestipino. Carattere all’apparenza schivo, ma sempre disponibile, rigoroso e combattivo, Cafiero de Raho ha firmato inchieste di alto profilo che hanno scompaginato gli assetti criminali del clan più temuto, quello dei Casalesi. [ » ]

Cafiero de Raho nuovo procuratore di Reggio Calabria – Nominato con 12 voti a favore mentre 8 preferenze sono andate a Giordano. Ritirati Gratteri e Prestipino

REGGIO CALABRIA – Senza sorprese. Federico Cafiero de Raho, da ieri, è il nuovo capo della Procura di Reggio Calabria. Il plenum del Csm lo ha nominato con 12 voti a favore, mentre 8 preferenze sono andate all’altro candidato, Francesco Paolo Giordano, capo della Procura di Caltagirone, e 4 consiglieri si sono astenuti. Alla volata finale erano rimasti due concorrenti perché gli aggiunti Nicola Gratteri, nei giorni scorsi, e Michele Prestipino, ieri mattina, hanno ritirato la loro candidatura. [ » ]

Giuseppe Greco, boss della ‘ndrangheta, diventa collaboratore di giustizia

REGGIO CALABRIA – È il figlio di don Ciccio Greco, capo società del locale di Calanna, collegato ai Rugolino e agli Araniti. Da giorni gli ambienti della ‘ndrangheta reggina, e non solo, sono in fermento per il nuovo collaboratore di giustizia che ha deciso di saltare il fosso. La notizia era trapelata da almeno una settimana ma il nome del boss che ha chiesto di collaborare con il sostituto procuratore della Dda Giuseppe Lombardo era rimasto segretato per garantire la sua incolumità e quella dei familiari ai quali è stato chiesto di entrare nel programma di protezione. Il boss di Calanna, Giuseppe Greco, ha iniziato a parlare. [ » ]

Agathos, condannati Murina e Morabito – Nel processo stralcio il pm antimafia Giuseppe Lombardo aveva chiesto pene molto severe per i tre imputati – Decisive le accuse dei pentiti: inflitti 19 anni al reggente della cosca Tegano. Assolto Francesco Trimboli

REGGIO CALABRIA – Due condanne e un’assoluzione. Il Tribunale presieduto da Teresa De Pascale, al termine di una lunga camera di consiglio, ha condannato a 19 anni di reclusione (riconoscendo il vincolo della continuazione) Carmelo Murina; e a 5 anni e 6 mesi Giuseppe Morabito. Assolto, invece, Francesco Trimboli, che era difeso dagli avvocati Umberto Abate e Domenico Cartolano. Si è concluso così il primo capitolo di questa storia giudiziaria conosciuta come uno stralcio del processo Agathos, in cui il personaggio-chiave era proprio Carmelo Murina [ » ]

Riaprire le indagini sulla morte del capitano De Grazia

Era la “punta di diamante” di una inchiesta sul traffico internazionale di rifiuti tossici e radioattivi. Il “motore” dell’indagine che stava per portare magistratura e forze dell’ordine a scoprire un sistema criminale in grado di affondare navi con a bordo rifiuti tossici, generare un business illegale, con coperture istituzionali e mafiose. Così quando il 12 dicembre del 1995 il capitano Natale De Grazia morì per un “malore” durante un viaggio di lavoro, con lui, si fermarono le indagini sulle “navi dei veleni”. [ » ]

Navi dei veleni, le intercettazioni inedite dell’”organizzazione” – La Commissione parlamentare sui rifiuti conclude la relazione sulla morte di Natale De Grazia, capitano di Corvetta avvelenato nel 1995 mentre andava a La Spezia

Navi pronte a trasportare ogni tipo di carico. Armi. Contrabbando di merce. E, quando serviva, rifiuti. Vecchie carrette da comprare per due soldi e da imbottire con ogni tipo di scoria, chiamata in gergo “merda”, da far affondare di fronte alle coste italiane, con la sicurezza che nessuno sarebbe poi andato a cercarle. E un’organizzazione ramificata, potente, in grado di “ungere” le dogane, collegata con potenti imprenditori mediorientali, terminale dei peggiori commerci verso l’Africa. [ » ]