REGGIO CALABRIA – “Dottore, se io so dove abito, e per andare a casa devo passare da Botteghello, ma so che in quella zona ci sono i fuochi d’artificio, per tornare a casa cambio strada”. E’ il 9 settembre e a Reggio Calabria fa caldo. Nell’ufficio del pubblico ministero Giuseppe Lombardo,ancora di più. Soprattutto dopo le parole sussurrate dall’avvocato Lorenzo Gatto,difensore di buona parte del Gotha mafioso della città. Ha chiesto di entrare nella stanza, ma ha lasciato la porta aperta. L’avvocato non perde tempo in premesse. Prende sottobraccio il pm, lo porta in corridoio e continua a parlare. “Dottore lei sta dando fastidio, stia attento e quando fa un’inchiesta si faccia affiancare da un suo collega”. [ » ]
Imputato di omicidio della convivente Lea Garofalo Carlo Cosco viene ammesso al gratuito patrocinio – La donna sarebbe stata sequestrata, uccisa con un colpo di pistola e sciolta nell’acido
CROTONE – Carlo Cosco, il 41enne di Petilia Policastro, accusato di aver ucciso e sciolto nell’acido la ex convivente Lea Garofalo, è stato ammesso al gratuito patrocinio. Sarà difeso da Daniele Sussman Steinberg, noto avvocato milanese, scelto dallo stesso Cosco, ma pagato con i soldi pubblici. Difatti, per essere ammessi al gratuito patrocinio, l’ultimo reddito annuo dichiarato non può superare i 10.628,16 euro e Carlo Cosco, nella sua istanza accompagnata da una autocertificazione ha scritto che lavorava come buttafuori nelle discoteche e che aveva un reddito esiguo. [ » ]
Marlane, processo troppo lento
PRAIA A MARE (CS) – Madre Natura può attendere invano. Per la salute e la vita di operai e cittadini ci sono poche speranza di giustizia in Calabria. Certi processi forse non si celebreranno mai. Come quello che si tiene nel tribunale di Paola per la morte di oltre cinquanta operai della Marlane di Praia a Mare, in provincia di Cosenza. Altrettanti sono ancora in vita, ma malati di tumore. Uno è deceduto l’8 ottobre scorso. Imputati sono 13 ex dirigenti della fabbrica tessile del gruppo Marzotto, accusati a vario titolo di omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e disastro ambientale. [ » ]
“Crimine”, chiesti 1667 anni di carcere – Il pm Nicola Gratteri ha concluso la requisitoria nel troncone degli abbreviati del processo nato dalla maxi operazione del luglio dello scorso anno – Due sole assoluzioni e 118 condanne. Massimo della pena per Domenico Oppedisano e altri 15 imputati
REGGIO CALABRIA – Una caterva di anni di carcere. Ben 1667. Li ha chiesti il procuratore aggiunto Nicola Gratteri per 118 dei 120 imputati del processo celebrato col rito abbreviato scaturito dall’operazione “Crimine”, la stessa che nel luglio dello scorso anno, tra Calabria e Lombardia, aveva portato in carcere oltre 300 persone accusate di far parte della ‘ndrangheta. Gratteri, ieri mattina, ha concluso la requisitoria sviluppata nell’arco di ben otto udienze celebrate nell’aula bunker di viale Calabria, davanti al gup Giuseppe Minutoli, con gli interventi di altri quattro magistrati della Dda [ » ]
De Magistris, testimonianza sul caso Why Not rimandata a novembre. Imputato anche Galati – Un’eccezione del pm fa saltare l’audizione al Tribunale di Salerno: il sindaco di Napoli “va sentito come imputato di altro reato” in relazione alla vicenda Genchi – Tra i presunti membri della “cricca” finita sotto processo c’è il nuovo sottosegretario nominato da Berlusconi
SALERNO – E’ slittata al 19 novembre la testimonianza di Luigi de Magistris nell’ambito del processo in corso a Salerno che vede imputati magistrati, politici e professionisti calabresi accusati a vario titolo di corruzione in atti giudiziari, corruzione e falso ideologico, per avergli scippato nel 2007 le indagini Why Not e Poseidone quando era pm a Catanzaro. L’attuale sindaco di Napoli si è costituito parte civile e avrebbe dovuto iniziato a deporre la mattina di lunedì 17 ottobre. [ » ]
“ReggioNonTace” chiama gli onesti – Dopo il corteo di solidarietà al pm Lombardo il movimento fa appello alla mobilitazione delle coscienze – Padre Ladiana: «Non è la paura il nostro orizzonte, ma la vita condivisa»
REGGIO CALABRIA – Reggio non tace e fa la conta. Per segnare un preciso spartiacque tra quanti la solidarietà la esercitano solo a parole e quanti invece si spendono sempre in prima persona. Da ciò discende la particolare forma assunta dalla nuova mobilitazione pensata dal movimento antimafia “ReggioNonTace” in sostegno del pm Giuseppe Lombardo, oggetto qualche giorno fa dell’ennesimo (il quarto in poco meno di due anni) gesto intimidatorio. Una catena umana lanciata da piazza Duomo ha attraversato il corso Garibaldi per concludersi sulle scalinate del teatro “Cilea”. [ » ]
Operazione Recupero, chiusa l’inchiesta che ha sconvolto Siderno – Settanta indagati raggiunti dalle notifiche di legge: hanno 20 giorni per produrre documenti o chiedere nuovi interrogatori – Rischiano il processo i presunti uomini del “mastro” Commisso. Tra loro anche l’ex sindaco Figliomeni
LOCRI (RC) – Notificata ai settanta indagati, e al nutrito collegio di difesa, la chiusura delle indagini preliminari relative all’operazione “Recupero” o “Bene Comune”, eseguita nei confronti di presunti organizzatori, promotori ed affiliati alla cosca Commisso di Siderno il 14 dicembre dello scorso anno dalla Polizia di Stato, in particolare il Commissariato di Siderno, e dall’Arma Carabinieri di Reggio Calabria e del Gruppo territoriale di Locri. L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia guidata dal procuratore Giuseppe Pignatone, dall’aggiunto Nicola Gratteri, e dal sostituto Antonio De Bernardo. [ » ]
Norma sulle intercettazioni, il Procuratore Gratteri: “Giusto conoscere ogni atto degli eletti a incarichi pubblici”
ROMA – «È sbagliato mettere la sordina all’ informazione. Fanno bene in America a pubblicare tutti gli atti relativi alla vita di chi è stato votato dagli elettoria ricoprire incarichi pubblici». Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, magistrato di trincea nella lotta alla ‘ ndrangheta, boccia la legge bavaglio che vieta per anni la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. [ » ]
La rivincita di Luigi de Magistris: in Cassazione rivive l’inchiesta Why Not – Il presidente della Suprema Corte, Giovanni De Roberto, ha annullato la decisione del gup di Catanzaro e rinviato gli atti ad altro giudice per un nuovo giudizio. Riconosciuta l’esistenza dell’associazione per delinquere di cui facevano parte politici, amministratori e imprenditori
Il sindaco di Napoli ha altri problemi per la testa, ma può dirsi davvero soddisfatto perché sia pure con ritardo la giustizia gli ha dato ragione. Pochi giorni fa, il 21 settembre, è stata depositata presso la cancelleria della Cassazione una sentenza che annulla la decisione del gup di Catanzaro Abigail Mellace e rinvia gli atti ad altro giudice del tribunale di Catanzaro per un nuovo giudizio. Non parliamo di una sentenza qualunque, ma dell’inchiesta Why Not, la madre di tutte le inchieste che a dire, non soltanto di de Magistris, aveva sollevato il velo sul “comitato di affari” che dominava la città. [ » ]
Prestipino: i boss parlano di ‘ndrangheta unitaria – Il procuratore aggiunto della Dda ha iniziato ieri nell’aula bunker la requisitoria nel processo in abbreviato che vede alla sbarra 118 imputati – «Il video della riunione di Polsi ha scosso le coscienze civili e religiose». Le parole di Pelle, Morabito e Oppedisano
REGGIO CALABRIA – La riunione annuale dei capi della ‘ndrangheta nei pressi del Santuario di Polsi videoripresa il 1 settembre 2009 dalle telecamere piazzate dai Carabinieri. Con il richiamo allo storico filmato che ha fatto il giro del mondo, con in bella mostra i boss riuniti in circolo attorno al nuovo capo crimine, Domenico “Mico” Oppedisano, il procuratore aggiunto Michele Prestipino, ha iniziato ieri mattina nell’aula bunker di viale Calabria la requisitoria nel processo che si celebra davanti al gup Giuseppe Minutoli contro 118 imputati coinvolti nell’inchiesta sfociata nell’operazione Crimine. [ » ]