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La mafia tentò di corrompere Scopelliti – Offerti 5 miliardi al sostituto procuratore di Cassazione che avrebbe dovuto rappresentare l’accusa contro gl’imputati del maxiprocesso di Palermo – Rivelazioni della figlia Rosanna durante un dibattito tenuto a Palermo. Il giudice fu ucciso nel 1991

COSENZA – L’omicidio del giudice “scomodo”. Favorito da un diabolico patto stretto tra la ‘ndrangheta e cosa nostra. Un patto svelato da numerosi pentiti calabresi e siciliani ma smentito dalle pronunce dibattimentali. Un patto sul quale, però, è tornata ieri a parlare la figlia del togato trucidato in un caldo pomeriggio d’estate in una frazione di Villa San Giovanni. «Mio padre fu ucciso il 9 agosto del 1991 dalla ‘Ndrangheta su richiesta di Cosa Nostra, ma è solo una vittima del dovere e non della mafia, perchè nel 2005 il processo che doveva fare luce sul suo omicidio si è concluso con l’assoluzione dei mandanti». Rosanna Scopelliti, figlia di Antonino Scopelliti [ » ]

Gratteri: “Troppi imprenditori ricorrono alla mafia” – “Ci sono professionisti che per soldi sono disposti a tutto. Ma se uno sceglie di testimoniare contro la criminalità e aiuta lo Stato, deve essere protetto e tutelato, e poter riprendere a fare ciò che faceva”

E’ un dato che le ‘ndrine calabresi e quelle settentrionali stringano patti. Ciò che si ignora, invece, è attraverso chi o cosa si saldino. Lo spiega Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, descrivendo l’ascesa di una nuova figura. Li chiamano uomini-cerniera, prestanomi, insospettabili professionisti che, “in cambio di soldi, sono disposti a tutto”. Una nuova imprenditoria mafiosa sta scavalcando l’economia sana e produttiva del Paese. E dall’omertà per paura, quella per consenso-assenso, si passa all’omertà per convenienza.”La forza della ‘ndrangheta la si misura non dal numero degli arrestati ma dal grado di vivibilità della popolazione, dei commercianti, degli imprenditori”. [ » ]

Io, imprenditore lombardo schiavo della ‘ndrangheta, dico: “Basta paura” – Carlo Avallone: milanese, è finito sotto processo per riciclaggio. Strozzato dalle cosche – Un giorno, in tribunale, si è ribellato: “Per recuperare la mia dignità di uomo, e per dirvi che è tempo di reagire”

“Buongiorno, sono l’uomo senza più paura”. La voce, al telefono, ha un certo suo piglio, accentuato da quelle curiose generalità, declinate senza fare sconti all’orgoglio. Un attimo di sconcerto, la memoria che prova a fare il suo lavoro, soccorsa dal chiarimento: “Sono l’uomo senza paura che ha raccontato su Sette di qualche mese fa: l’imprenditore C.A. che ha voluto riprendersi la dignità. Mi chiamo Carlo Avallone”. [ » ]

La ‘ndrangheta, il potere e la giustizia – Nel giorno in cui si ricordano Falcone e Borsellino il pm Nicola Gratteri ha incontrato gli studenti del “De Nobili” – «Il successo nella lotta alle mafie non si misura con i latitanti arrestati»

CATANZARO – «In 25 anni di carriera ho capito una cosa: chi è al potere non vuole una giustizia che funzioni! C’è bisogno di modifiche essenziali. Quando sentiamo: “Stiamo sconfiggendo la mafia”, dicono il falso. Il successo non si dimostra con il numero di latitanti presi, ma dal numero dei commercianti dietro la porta di noi magistrati. Dobbiamo creare un sistema credibile; se un soggetto condannato per mafia fa di carcere solo sei anni, dov’è la convenienza a non delinquere?». Non le manda a dire Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria [ » ]

A Lamezia ricordato il giudice Giovanni Falcone – L’iniziativa è servita anche per ricordare un altro magistrato martire della lotta alla mafia: il calabrese Antonino Scopelliti

LAMEZIA TERME – Si è svolta a Lamezia Terme la cerimonia commemorativa organizzata dal movimento “Ammazzatecitutti in ricordo del giudice Giovanni Falcone ucciso a Capaci 19 anni fa. Un’iniziativa che è servita anche per ricordare un altro magistrato martire della lotta alla mafia: il calabrese Antonino Scopelliti ucciso per essersi opposto con coraggio ad “aggiustare” in appello il primo maxiprocesso, cancellando gli ergastoli inferti a Palermo allo stato maggiore di Cosa nostra. [ » ]

Filiera agricola sotto il controllo delle cosche – Nella relazione annuale il capo della Dna, Grasso, dedica un capitolo alle attività relative a produzione, trasporto e smercio dei prodotti della terra – Mezzo secolo di prevaricazioni. Dall’occupazione del mercato di Vittoria alle esperienze di Fondi e Milano

REGGIO CALABRIA – Mafie e agricoltura. Un legame con radici antiche. Un legame di natura storico culturale a cui si fa risalire la nascita stessa del fenomeno mafioso, per larga parte venuto alla luce proprio nelle campagne. Per questo motivo da sempre tra le altre cause di ritardato sviluppo, l’agricoltura meridionale sconta anche quello delle infiltrazioni di stampo mafioso. E tale fenomeno oggi interessa l’intero territorio nazionale, attesa la capacità di Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta, presenti ormai in forma di impresa, di espandersi verso il Nord, seguendo le direttrici del trasporto e del commercio dei prodotti agricoli. [ » ]

A Lamezia Terme ‘Trame’, un festival contro l’omertà – La rassegna dei libri sulle mafie si terrà dal 22 al 26 giugno. Ogni giorno nelle piazze del centro storico i cittadini potranno ascoltare scrittori, giornalisti e protagonisti delle battaglie per la legalità, tra cui molti giudici e personaggi della società civile

LAMEZIA TERME – “Questo sarà un festival contro l’omertà”. Tano Grasso, fondatore del primo movimento contro il pizzo e presidente onorario della Federazione antiracket italiana, trova una nuova definizione per “Trame”, la rassegna dei libri sulle mafie che si terrà a Lamezia Terme dal 22 al 26 giugno, presentata oggi al Salone internazionale del libro a Torino. [ » ]

Le prove decisive? Quelle raccolte subito – Il pm Gerardo Dominjianni relatore al corso di formazione per avvocati sull’esame dei luoghi del delitto – «Nel 99% dei casi il perimetro di un assassinio viene contaminato»

CATANZARO – Un’apprezzata lezione sul reperimento e lo sfruttamento, per così dire, delle prove raccolte in un luogo nel quale è stata da poco compiuta un’azione delittuosa. A tenerla è stato il pubblico ministero Gerardo Dominijanni, già sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, che ieri nella sala conferenze del seminario San Pio X ha delucidato gli avvocati iscritti al Consiglio dell’Ordine del capoluogo – nell’ambito dei corsi indetti dal presidente Giuseppe Iannello per la formazione professionale – sull’attività investigativa effettuata nell’immediatezza di un grave reato. [ » ]

Gratteri: «Tutto il potere agli enti locali? Regalo ai boss»

«Consegneremo il Sud alle mafie se decentriamo il potere agli enti locali. Le organizzazioni criminali avranno maggiore potere di controllo e quindi anche d’incidere sulle scelte politiche». Conciso, concreto, e perché no, lapidario. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, non fa mai grandi giri di parole, e dalle colonne del dodicesimo numero del trimestrale “Itaca” (edito da Amici della casa della cultura “L. Repaci”) boccia nuovamente la misura federalista tanto cara al Carroccio di Umberto Bossi. [ » ]

‘Ndrangheta e politica dopo gli arresti di Marina di Gioiosa – Gratteri: «Ora spero che i politici siano scoraggiati da chiedere i voti ai mafiosi»

REGGIO CALABRIA – «Queste inchieste sono l’ennesima dimostrazione che c’è un’intima connessione tra mafia e certa politica. La mafia vota e fa votare. E non è né di destra né di sinistra». È molto duro il commento del procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri. «Ora spero – aggiunge – che i politici siano scoraggiati da chiedere i voti ai mafiosi». [ » ]