VIBO VALENTIA – Il carcere di Vibo Valentia non ha più la possibilità di reperire a credito carburante per i suoi veicoli e questo comporta «il fondato pericolo che non si possano celebrare processi». È l’allarme lanciato dal procuratore Mario Spagnuolo dopo che, ieri mattina, è stato informato dal direttore del carcere delle difficoltà economiche che attraversa l’istituto. La situazione, però, non è migliore negli uffici giudiziari. «In Procura – ha spiegato il magistrato – manca la carta per le fotocopie e incontriamo gravi difficoltà nel rilasciare copie di atti all’utente. [ » ]
Milano, anche l’associazione antiracket parte civile al maxiprocesso contro la ‘ndrangheta Tano Grasso, fondatore dell’associazione, si è presentato alla seconda udienza di “Infinito” e ha presentato la richiesta, così come Regione Lombardia e diversi comuni lombardi – “Il nostro modello funziona a Palermo, a Catanzaro e a Napoli, a maggior ragione deve funzionare a Milano o a Varese”
La lotta al pizzo sbarca in Lombardia. Tano Grasso, presidente onorario della Federazione nazionale associazioni antiracket, si è presentato stamattina alla seconda udienza del processo Infinito, scaturito dalla grande operazione contro la ‘ndrangheta del luglio scorso. La federazione ha chiesto di costituirsi parte civile, così come hanno fatto diversi organismi pubblici e privati: la presidenza del Consiglio, i ministeri dell’Interno e della Difesa, il Commissario straordinario antiracket, la Regione Lombardia (dopo qualche polemica), la Regione Calabria [ » ]
‘Ndrangheta, arrestati 11 affiliati alla cosca Abbruzzese: volevano uccidere il magistrato – Nel mirino il pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Vincenzo Luberto – ”Appena arriva l’arma, tra qualche giorno, lo facciamo”. E’ questa frase, pronunciata verso la fine di maggio da uno degli indagati, a far scattare l’allarme dei carabinieri
CATANZARO – Volevano compiere un attentato contro il pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Vincenzo Luberto, gli 11 affiliati alla cosca Abbruzzese fermati stamani dai carabinieri del Comando provinciale di Cosenza nell’ambito dell’operazione “Tsunami”. Associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, porto e detenzione aggravati di armi da sparo comuni e da guerra, le accuse contestate agli undici. [ » ]
«Rosarno non è un’isola felice: il ministro Maroni ci ripensi» – Il presidente dell’Antiracket interviene sul trasferimento del Reparto anticrimine – Forze dell’ordine sott’organico: impossibile garantire la democrazia
ROSARNO (RC) – Continua a fare discutere, pur nel silenzio inquietante delle istituzioni, la decisione del ministero dell’Interno di chiudere, dopo 15 anni, il Reparto di prevenzione crimine di Rosarno, per trasferirlo a Vibo Valentia presso la Scuola allievi di Polizia. A farsi stavolta portavoce dell’irritazione della cittadinanza per una decisione così inaspettata – non portata ancora ad esecuzione per la ferma presa di posizione dei sindacati nazionali di polizia – è il dottor Aldo Borgese, presidente dell’Antiracket città di Rosarno [ » ]
La mafia tentò di corrompere Scopelliti – Offerti 5 miliardi al sostituto procuratore di Cassazione che avrebbe dovuto rappresentare l’accusa contro gl’imputati del maxiprocesso di Palermo – Rivelazioni della figlia Rosanna durante un dibattito tenuto a Palermo. Il giudice fu ucciso nel 1991
COSENZA – L’omicidio del giudice “scomodo”. Favorito da un diabolico patto stretto tra la ‘ndrangheta e cosa nostra. Un patto svelato da numerosi pentiti calabresi e siciliani ma smentito dalle pronunce dibattimentali. Un patto sul quale, però, è tornata ieri a parlare la figlia del togato trucidato in un caldo pomeriggio d’estate in una frazione di Villa San Giovanni. «Mio padre fu ucciso il 9 agosto del 1991 dalla ‘Ndrangheta su richiesta di Cosa Nostra, ma è solo una vittima del dovere e non della mafia, perchè nel 2005 il processo che doveva fare luce sul suo omicidio si è concluso con l’assoluzione dei mandanti». Rosanna Scopelliti, figlia di Antonino Scopelliti [ » ]
Gratteri: “Troppi imprenditori ricorrono alla mafia” – “Ci sono professionisti che per soldi sono disposti a tutto. Ma se uno sceglie di testimoniare contro la criminalità e aiuta lo Stato, deve essere protetto e tutelato, e poter riprendere a fare ciò che faceva”
E’ un dato che le ‘ndrine calabresi e quelle settentrionali stringano patti. Ciò che si ignora, invece, è attraverso chi o cosa si saldino. Lo spiega Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, descrivendo l’ascesa di una nuova figura. Li chiamano uomini-cerniera, prestanomi, insospettabili professionisti che, “in cambio di soldi, sono disposti a tutto”. Una nuova imprenditoria mafiosa sta scavalcando l’economia sana e produttiva del Paese. E dall’omertà per paura, quella per consenso-assenso, si passa all’omertà per convenienza.”La forza della ‘ndrangheta la si misura non dal numero degli arrestati ma dal grado di vivibilità della popolazione, dei commercianti, degli imprenditori”. [ » ]
Io, imprenditore lombardo schiavo della ‘ndrangheta, dico: “Basta paura” – Carlo Avallone: milanese, è finito sotto processo per riciclaggio. Strozzato dalle cosche – Un giorno, in tribunale, si è ribellato: “Per recuperare la mia dignità di uomo, e per dirvi che è tempo di reagire”
“Buongiorno, sono l’uomo senza più paura”. La voce, al telefono, ha un certo suo piglio, accentuato da quelle curiose generalità, declinate senza fare sconti all’orgoglio. Un attimo di sconcerto, la memoria che prova a fare il suo lavoro, soccorsa dal chiarimento: “Sono l’uomo senza paura che ha raccontato su Sette di qualche mese fa: l’imprenditore C.A. che ha voluto riprendersi la dignità. Mi chiamo Carlo Avallone”. [ » ]
La ‘ndrangheta, il potere e la giustizia – Nel giorno in cui si ricordano Falcone e Borsellino il pm Nicola Gratteri ha incontrato gli studenti del “De Nobili” – «Il successo nella lotta alle mafie non si misura con i latitanti arrestati»
CATANZARO – «In 25 anni di carriera ho capito una cosa: chi è al potere non vuole una giustizia che funzioni! C’è bisogno di modifiche essenziali. Quando sentiamo: “Stiamo sconfiggendo la mafia”, dicono il falso. Il successo non si dimostra con il numero di latitanti presi, ma dal numero dei commercianti dietro la porta di noi magistrati. Dobbiamo creare un sistema credibile; se un soggetto condannato per mafia fa di carcere solo sei anni, dov’è la convenienza a non delinquere?». Non le manda a dire Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria [ » ]
A Lamezia ricordato il giudice Giovanni Falcone – L’iniziativa è servita anche per ricordare un altro magistrato martire della lotta alla mafia: il calabrese Antonino Scopelliti
LAMEZIA TERME – Si è svolta a Lamezia Terme la cerimonia commemorativa organizzata dal movimento “Ammazzatecitutti in ricordo del giudice Giovanni Falcone ucciso a Capaci 19 anni fa. Un’iniziativa che è servita anche per ricordare un altro magistrato martire della lotta alla mafia: il calabrese Antonino Scopelliti ucciso per essersi opposto con coraggio ad “aggiustare” in appello il primo maxiprocesso, cancellando gli ergastoli inferti a Palermo allo stato maggiore di Cosa nostra. [ » ]
Filiera agricola sotto il controllo delle cosche – Nella relazione annuale il capo della Dna, Grasso, dedica un capitolo alle attività relative a produzione, trasporto e smercio dei prodotti della terra – Mezzo secolo di prevaricazioni. Dall’occupazione del mercato di Vittoria alle esperienze di Fondi e Milano
REGGIO CALABRIA – Mafie e agricoltura. Un legame con radici antiche. Un legame di natura storico culturale a cui si fa risalire la nascita stessa del fenomeno mafioso, per larga parte venuto alla luce proprio nelle campagne. Per questo motivo da sempre tra le altre cause di ritardato sviluppo, l’agricoltura meridionale sconta anche quello delle infiltrazioni di stampo mafioso. E tale fenomeno oggi interessa l’intero territorio nazionale, attesa la capacità di Cosa nostra, camorra e ‘ndrangheta, presenti ormai in forma di impresa, di espandersi verso il Nord, seguendo le direttrici del trasporto e del commercio dei prodotti agricoli. [ » ]