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I precari Lsu-Lpu vincono la battaglia: dopo 20 anni arriva il lieto fine

in economia e lavoro / politica e cronaca

Dopo anni di lotte, presidi, occupazioni, manifestazioni e negoziati, la vicenda dei 5mila lavoratori Lsu-Lpu sembra essere finalmente arrivata al suo epilogo. Ed è un epilogo che in Calabria lascia tutti contenti. Anche se un giorno fa nessuno avrebbe scommesso su questo lieto fine.

Ieri, infatti, il Senato aveva bocciato l’emendamento che prevedeva la stabilizzazione dei precari Lsu-Lpu calabresi all’interno del decreto sugli enti locali, al vaglio del Parlamento e su cui il governo Renzi ha posto la fiducia. Emendamento che prevedeva la spesa di 38 milioni di euro, tutti a carico della Regione Calabria e in deroga al Patto di Stabilità.

Una decisione, quella del Senato, che aveva provocato le critiche di istituzioni e sindacati e che ha causato le proteste di oggi dei lavoratori che hanno occupato l’autostrada Salerno-Reggio Calabria all’altezza dello svincolo di Cosenza e gli imbarcaderi a Villa San Giovanni, paralizzando un’intera regione e isolando completamente per diverse ore la Sicilia in pieno esodo estivo. A Cosenza si sono formate code lunghe oltre 5 chilometri e la circolazione è stata deviata su percorsi alternativi. Alcuni manifestanti presenti al sit in sulla A3 sono anche stati soccorsi da personale medico a causa del gran caldo.

“Il governo ha deciso di isolare la Calabria economicamente e politicamente – ha motivato l’occupazione l’Unione Sindacale di Base – e i lavoratori e la USB stanno ritenendo giusto isolare allora anche le vie di accesso alla nostra regione. Riteniamo davvero sconcertante la politica del governo Renzi che, dopo essere venuto in Calabria per rassicurare tutti riguardo l’occupazione, attua poi una radicale politica di tagli, chiudendo le province, uffici statali e, nel nostro caso, mandando a casa oltre 5.000 lavoratori”. Precari che, per la USB, “stanno lavorando in nero per conto dello Stato”.

“Un fatto di inaudita gravità”, l’aveva definito in serata il governatore Oliverio, che “impedisce ai comuni calabresi di portare a compimento il percorso di contrattualizzazione di 5.000 lavoratori precari a cui sono affidate le fondamentali attività di erogazione dei servizi primari. Sono lavoratori che da oltre vent’anni sono tenuti in una condizione di precarietà che assorbe ingenti quantità di risorse finanziarie pubbliche. Oggi non proponiamo un aumento ma una ottimizzazione della spesa. Quasi a costo invariato vogliamo garantire certezza ai Comuni sui servizi e riconoscere diritti elementari a lavoratori che hanno di fatto impiegato la loro vita alla dipendenza della Pubblica Amministrazione e che oggi, così stante le cose, non hanno neanche la garanzia dell’accesso alla pensione”.

Da Roma, rivendica Oliverio, “si dovrebbero limitare ad autorizzare la spesa di 38 milioni di euro a totale carico della Regione, impedendo che i comuni siano bloccati dalla tagliola del Patto di stabilità”. Venti anni di limbo per i precari di pubblica utilità e socialmente utili, passati a combattere contro mancati rinnovi contrattuali e ritardi nell’erogazione degli stipendi. Una situazione di cui si era fatta carico la Regione portandola a Roma per una risoluzione definitiva.

E dopo il “No” del Senato, la vicenda col passare delle ore è diventata un caso politico, con i quadri del Pd calabrese schierati a sostegno dei lavoratori e contro il Parlamento. Addirittura, il consigliere Pd Domenico Battaglia stamani invitava i senatori della maggioranza a “dissociarsi in sede di votazione sulla fiducia al disegno di legge ‘Enti locali’, marcando così una distanza politica da un provvedimento che vede escluse le aspettative dei lavoratori calabresi”.

Poi, però, nel pomeriggio odierno è arrivata la schiarita dal Governo che ha inserito in un maxiemendamento al decreto sugli enti locali un provvedimento con il quale stabilisce che la Regione “dispone con propria legge finanziaria la copertura finanziaria” per la stabilizzazione, permettendo dunque di violare il Patto di stabilità. Alla notizia giunta da Roma, i manifestanti hanno rimosso i blocchi e la circolazione è tornata alla normalità.

di Enrico De Grazia

 

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