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Impietoso Il Sole 24 Ore con le nostre università: la Calabria non è un paese per studenti.

in cultura e società / economia e lavoro

Da semplice classifica si è trasformata in una lama che ha inflitto un ennesimo taglio netto al Paese. Il colpo viene dalle pagine de Il Sole 24 Ore, che lunedì ha pubblicato la graduatoria delle università italiane. Il bilancio? Si premia il Nord e si penalizza il Sud, soprattutto le nostre tre università.

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La facoltà di Medicina dell’Università Magna Graecia

Da qualche anno a questa parte, durante questo periodo, quando molti giovani freschi di maturità stanno per proiettarsi nel mondo accademico, il più influente quotidiano economico del nostro Paese stila la graduatoria su dove sia meglio studiare attraverso alcuni indicatori di riferimento. Si analizza in particolar modo la didattica e la ricerca.

Più nello specifico, quanto un ateneo sia attrattivo, sostenibile, efficace, quanto faccia muovere i propri studenti all’estero, quanto importanti siano gli stage ai fini della didattica e ancor più quanto il percorso di studi possa poi coincidere con un’occupazione successiva. E ancora, le borse di studio e la dispersione già dopo il primo anno di immatricolazione. Poi ci inoltriamo nel mondo della ricerca, dei fondi che provengono dall’esterno e della formazione post-universitaria. Non può mancare anche una valutazione da parte degli studenti stessi, che per una volta si ritrovano loro a dover dare un giudizio alle proprie strutture accademiche.

Tra alti e bassi, i tre atenei calabresi, si sono sempre fermati non oltre la ventesima posizione nella classifica generale che da qualche anno Il Sole 24 propone grazie al contributo del Miur e dell’Anvur (agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca) che analizza l’andamento negli ultimi dodici mesi di 61 atenei statali italiani. Nella valutazione sono presenti anche le università non statali, nella quale però non è compresa l’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, che istituita nel 2007, non ha un numero di studenti adeguato per poter essere rilevato (meno di mille).

Il risultato generale dei vari indicatori è poco incoraggiante, in un periodo in cui nella nostra regione disoccupazione (al massimo storico del 59,7%) ed emigrazione dei giovani, la fanno da padrone. Qualcuno ha osato dire che la Calabria “non è un paese per giovani” e a quanto sembra neanche un paese per studenti. In particolare, le polemiche si sono concentrate su due aspetti poco oggettivi: le borse di studio e l’occupazione post laurea.

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L’Unical

Per quanto riguarda le borse di studio, nonostante i parametri siano uguali a livello nazionale, le divergenze nascono nel momento in cui la competenza dell’erogazione passa in mano alle Regioni. Specie nel Sud Italia, molte istituzioni regionali non riescono a far fronte alla copertura dei finanziamenti necessari per garantire il diritto allo studio. Da qui il paradosso. Molti studenti risultano “idonei” alle borse di studio, ma non lo sono per poter riceve in concreto i soldi. Un esempio numerico per capire quanto questa sia una situazione anormale: nell’anno 2013/2014 la Regione Calabria è riuscita a coprire le borse di studio solo al 42,1% degli idonei. Peggio solo la Sicilia, con il 32,3%.

Per quanto riguarda il tema del lavoro dopo il percorso universitario, all’interno della valutazione si esclude un fattore fondamentale che è appunto quello del contesto territoriale ed imprenditoriale che spesso non favorisce un immediato inserimento del neo-laureato e il più delle volte si tramuta in una fuga dei giovani verso altre città italiane, se non addirittura all’estero. In entrambi i casi, le istituzioni regionali hanno ostentato qualche promessa, come quella del presidente Mario Oliverio che qualche mese fa sosteneva che “bisogna bloccare l’emorragia di giovani che la nostra terra”. Ma per il resto molti, troppi silenzi.

Di fronte a questo bilancio, critiche sono state soprattutto le reazioni dei vari rettori delle università. A parlare per primo è stato il rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci, che proprio in questi giorni, in concomitanza con l’uscita del report del Sole 24 ore, ha presentato i bando di ammissione per il prossimo anno accademico dell’ateneo di Rende. “Sono dati osceni. Troppo spesso di fa un uso strumentale dei dati – ha affermato il rettore – Ho l’impressione che si voglia far passare il messaggio secondo cui gli atenei settentrionali siano migliori di quelli meridionali”.

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La facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea

Dall’università del capoluogo invece l’attenzione è puntata sulle possibili ripercussioni che questa graduatoria può avere proprio nel momento in cui bisogna decidere la scelta dell’università: “La semplice classifica avrà un notevole impatto sulle scelte delle future matricole”, ha sostenuto il coordinatore del presidio di qualità dell’Università di Catanzaro, Antonio Pujia.

Gli fa eco il Dipartimento di scienze giuridiche, storiche, economiche e sociali dello stesso ateneo che, in una lettera inviata alla stampa attraverso i suoi responsabili, sostiene: “Le graduatorie possono essere utili e stimolanti, ma possono creare anche una realtà distorta. Un genitore o uno studente che legge questa classifica può essere tratto in inganno perché alcuni parametri presi in considerazione non dipendono esclusivamente dall’università, ma dal contesto territoriale e imprenditoriale”.

Nei risultati finali la prima calabrese che troviamo è l’Università Mediterranea di Reggio Calabria che si posiziona al 42esimo posto, poco dopo l’Università Magna Grecia di Catanzaro al 44esimo e scendendo infine troviamo al 54esimo troviamo l’Università della Calabria di Cosenza. Nello specifico, abbiamo analizzato alcuni indicatori rilevanti.

Attrattività
Solo studenti calabresi nelle nostre università o qualcuno viene anche dalle altre regioni? L’università di Cosenza si trova, ultima tra le calabresi, al 55esimo posto con una percentuale del 2,4% sul totale degli studenti. Catanzaro al 48esimo posto e 4,8% e Reggio Calabria al 45esimo e il 7%. Posizioni basse, ma se si guardano i risultati rispetto al 2014 si notano piccoli miglioramenti: Unical era al 1,7%, Catanzaro al 2,6 e Reggio Calabria al 4,2%.

Occupazione
Tema molto discusso. Quanti riescono a trovare lavoro dopo l’università o meglio ad un anno dalla laurea? La classifica, parziale perché mancano i dati di alcune università, vede le tre università calabresi alla fine della lista. L’università Mediterranea al 54esimo posto con il 46%, al 53esimo posto Catanzaro col 46,2% e più in alto (si fa per dire) l’Unical al 51esimo posto con il 50,1% di occupati. Ma sono dati parziali, che non permettono un confronto con il 2014.

Ricerca
Sono i risultati ottenuti dalle valutazioni Anvur e riguarda i giudizi ottenuti sui prodotti della ricerca nei vari atenei. Catanzaro è 23esimo posto per la ricerca e al 34esimo posto per quanto riguarda la capacità di attrazione delle risorse per i progetti. L’Unical al 42esimo posto per ricerca e 43esimo per i fondi. Reggio al 56esimo ma al 15esimo posto per le risorse esterne.

Stage
È l’indicatore per cui si registrano i crediti ottenuti tramite stage o tirocini formativi, utili nel totale dei crediti complessivi. L’Unical al 45esimo posto è scesa di nove posizioni rispetto al 2014. Mentre i dati di Catanzaro e Reggio non compaiono nella classifica, quindi impossibile poter fare un paragone. Anche se nella tabella dell’anno scorso, si può rilevare uno 0,7% per la città di Reggio mentre si registra ancora un dato mancante per il capoluogo.

Mobilità internazionale
Parliamo di progetti Erasmus, Erasmus Placement e tutto ciò che riguarda i soggiorni studi all’estero, per svolgere attività didattica oppure tirocini formativi. Altra sorpresa è l’università di Reggio, che dal 55esimo posto del 2014, quest’anno è addirittura arrivata all’11esimo posto, con una percentuale del’1,7% dei crediti che gli studenti hanno acquisito con progetti di scambi internazionali. Male le altre due calabresi: Unical al 56esimo posto con lo 0,3% e Catanzaro al 59esimo posto, con una percentuale vicina allo zero.

Borse di Studio
Viene calcolata la percentuale di borse di studio erogate agli studenti che sono considerati idonei. Le prime 22 università riescono a garantire una copertura al 100% a tutti coloro che sono idonei alle borse di studio. La prima calabrese che troviamo è la Mediterranea di Reggio Calabria al 32esimo posto (il 2014 era al 37esimo) con una copertura dell’81,6% del totale. Sale di qualche posizione Catanzatp con 42,9% fermandosi al 56esimo posto. Cosenza al 58esimo posto con il 37,5% (47,4% del 2014). Dalla classifica manca l’università Parthenope di Napoli che ha specificato i propri dati.

Dispersione
Indica la percentuale di studenti che nel secondo anno si iscrivono nuovamente nello stesso ateneo. Unical al 20esimo posto con una percentuale del 76,7%, contro l’83,4% dell’anno scorso. Catanzaro al 52esimo posto con il 71,2%, quasi dieci punti in meno rispetto a dodici mesi fa. Mentre Reggio continua a scendere fino al penultimo posto con il 62,8%.

Soddisfatti
Un valore un po’ meno oggettivo rispetto agli altri, in quanto rappresenta la valutazione che gli studenti stessi fanno del proprio ateneo. Anche se bisogna tenere conto in questo caso che alcune università non hanno reso disponibile questo dato e che quindi non è una valutazione completa così come altri indicatori e tanto meno paragonare con l’andamento dell’anno precedente. La prima calabrese è l’Unical al 12esimo posto, la Mediterranea al 31esimo e Catanzaro al 17esimo posto.

di Adelia Pantano

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