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Coldiretti: in Calabria aumentano i furti di bestiame e di mezzi agricoli

in politica e cronaca

“E’ sicuramente una situazione preoccupante, ai danni della vera e sana imprenditoria agricola, cuore pulsante dell’economia regionale”. Con queste parole il presidente di Coldiretti Calabria, Pietro Santo Molinaro, denuncia il grave aumento dei furti di bestiame e di mezzi agricoli avvenuti negli ultimi mesi sul territorio regionale, invocando in una lettera l’intervento dei Prefetti.

“L’allarme deriva anche dal fatto che questi reati – scrive Coldiretti – potrebbero nasconderne altri più gravi, quali: racket, estorsioni, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe all’Unione Europea e caporalato”. Inoltre, soprattutto per quanto riguarda i furti di bestiame, ci sarebbero conseguenze dannose sia per la chiusura delle aziende di allevamento e la conseguente perdita di posti di lavoro, che per l’impoverimento del patrimonio zootecnico regionale.

Nella lettera ai Prefetti calabresi, Coldiretti evidenzia come questa organizzazione criminale non abbia limiti territoriali e possa contare su basisti locali che, dopo appostamenti e sopralluoghi nella zona interessata, agirebbero di notte per compiere i furti. “E – prosegue – anche la DIA, in un rapporto, sostiene che nelle zone rurali con questi reati si “incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone”, viste le “condizioni di isolamento degli operatori e di mancanza di presidi di polizia immediatamente raggiungibili e attivabili”.

Alla luce di tutto ciò l’associazione chiede la convocazione del “Comitato per l’ordine e la sicurezza” volto al rafforzamento del controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine e con la speranza di debellare questi fenomeni e le organizzazioni criminose in essere.


di Gianluigi Catalano

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