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Jättermeister Night, (L)imitazione presenta i Daikiri e i Kessler

in cultura e società

REGGIO CALABRIA – Punta in alto il colletivo (L)imitazione per la sua prima Jättermeister night della stagione. Su invito di quel gatto che si crede cervo, da un anno corna e immagine del collettivo, venerdì 23 Ottobre alle 22.30 arrivano sul palco del Csoa Cartella i francesi Daikiri.

DAIKIRI-KESSLER

La locandina dell’evento

Reduci da un tour che li ha portati sui palchi di tutta Europa per presentare la loro ultima fatica ‘Dk_02’, Thomas di Le Singe Blanc (chitarra) e Myster Möbius (batteria), tornano a far suonare i loro ritmi velocissimi e sincopati anche sulla riva calabrese dello Stretto.

Chi li ha ascoltati giura che il loro è un “sound granitico e frenetico germogliato da un mix di generi che, se a primo impatto fa pensare all’ennesima formazione dedita all’industrial – noise, un ascolto più attento rivela una scelta ben bilanciata tra stili e ritmi che vanno dallo stoner al punk con velate sfumature di blues: il tutto suonato a velocità supersonica”.

Un’esperienza da non perdere per chi ha voglia di farsi trascinare da un duo che sul palco suona con la potenza di una band al completo. “Lo «Sled-dog samba» di cui si fanno profeti – dicono di loro – potrebbe essere cura della sordità, di contro potrebbe rendere nonvedenti. E’ rapido ma resterà indelebile nella memoria!”.

A riscaldare l’atmosfera prima del rumorosissimo duo francese ci penseranno i Kessler, duo stoner rock- grunge di Siderno Marina, nato dalle inquietudini musicali di Gianni Cusumano, voce e chitarra, e Francesco Calivi, bassista prestato alla batteria.

Formazione volutamente scarna e minimal, ma che non cede nulla quanto a potenza di suono, i Kessler si sono forgiati di jam in jam, per poi dare forma e sostanza ai loro primi pezzi inediti, che proporranno in anteprima sul palco del Csoa Cartella.

«Quest’anno – spiega il collettivo – abbiamo deciso di fare di più: non solo far suonare in città la musica indipendente della città, ma anche portare in riva allo Stretto l’underground nazionale ed europeo, anche per permettere a chi la musica la fa e a chi la musica la apprezza, cosa si stia muovendo al di fuori dei confini cittadini».

Una promessa e una scommessa per il collettivo, che per il secondo anno di attività alza il tiro, ma non cambia la formula, dicendo no a finanziamenti pubblici e più o meno interessati mecenati, per puntare sull’autofinanziamento.

«Grazie alla collaborazione di band, location e pubblico, l’anno scorso – dicono dal collettivo – non solo attraverso un percorso di serate abbiamo valorizzato il fermento cittadino, ma siamo riusciti anche a costruire un festival autofinanziato, sovvenzionato solo da quanto il collettivo è riuscito a raccogliere durante l’anno. Quest’anno allarghiamo il raggio, in riva allo Stretto portiamo anche chi racconta il proprio mondo attraverso la musica anche lontano da noi, certi che questa città affamata di cultura e di alternative saprà sorprenderci con la sua risposta».

Per saperne di più visita www.limitazione.it

redazione CN

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