Scroll To Top

La Calabria dell’800 nelle incantevoli tavole del pittore inglese Edward Lear

in altre notizie dal web

A dispetto della fama europea di regione aspra e pericolosa, la Calabria tra la fine del ‘700 secolo e l’intero 800, attrasse numerosi viaggiatori stranieri, specialmente inglesi, desiderosi di conoscere soprattutto i luoghi della Magna Grecia e le loro bellezze paesaggistiche.

lear_3Oltre al fascino delle civiltà classiche ed al mito romantico del brigantaggio, una delle ragioni principali che mosse intellettuali ed artisti del tempo ad intraprendere il viaggio verso l’estrema punta dell’Italia peninsulare fu però anche la volontà di conoscere luoghi, tradizioni, costumi ed opere d’arte per loro inediti; conoscenza che, per quanto non di rado condizionata da idealizzazioni o pregiudizi, essi trasferirono in opere a volte accompagnate da una ricca iconografia fatta di incisioni o acquerelli e non prive oggi di interesse documentario oltre che artistico e letterario.

Uno di questi viaggiatori curiosi e – per taluno dei loro contemporanei – incoscienti e temerari, fu lo scrittore e pittore inglese Edward Lear (1812-1888). Oltre che artista stimato nel proprio paese, fu anche un viaggiatore infaticabile, capace come pochi altri di unire le sue abilità nel disegno e nella pittura con il racconto dei luoghi via via visitati, producendo volumi che contengono veri e propri reportage illustrati.
Nel 1841 si trasferì a Roma e, muovendo dalla Città Eterna, cominciò a viaggiare per l’Italia.

leggi l’articolo completo su Fame di Sud

No comments yet