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A Capo Colonna monta la protesta a difesa del sito archeologico

in politica e cronaca

occupy-capocolonna-39CROTONE – “E’ una bella giornata…uscite al sole e venite a presidiare Capo Colonna”. E’ l’appello rivolto a tutti che viene lanciato attraverso la pagina Facebook #salviamocapocolonna dagli attivisti del Movimento 5 Stelle crotonese che insieme ad altri cittadini stanno presidiando da ieri pomeriggio il piazzale davanti la chiesa S. Maria di Capo Colonna.

Un’iniziativa nata spontaneamente per cercare di impedire la prosecuzione dei lavori, iniziati lunedì, per la realizzazione di un parcheggio in un luogo di grande interesse archeologico, dove sono stati rinvenuti resti di epoca romana come mosaici e costruzioni pubbliche.

Si tratta del “Progetto Spa 2-4 Capo Colonna” che prevede appunto la “pavimentazione dell’area antistante la chiesa” e delle strade di accesso , nonché la “realizzazione di un condotto fognario” per la “messa in sicurezza delle strutture archeologiche riportate in luce”.

Il tutto avallato dal Comune di Crotone e dalla Soprintendenza archeologica della Calabria, nonostante l’interrogazione parlamentare rivolta dai deputati 5 Stelle Paolo Parentela e Nicola Morra al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, affinchè verificasse ed eventualmente impedisse lo svolgimento di lavori che potrebbero danneggiare il patrimonio archeologico di Capo Colonna, a causa delle vibrazioni provocate dalle trivellazioni previste.

capocolonnaPreoccupazioni che peraltro erano già state sottoposte all’attenzione non solo del Ministro, ma anche della Direzione per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria, del sindaco Vallone e del dirigente all’urbanistica Dominijanni, attraverso una lettera inviata a settembre dalle associazioni “Sette Soli” e “Gettini di Vitalba” in cui si evidenziava la rischiosità del progetto di “minare seriamente l’integrità del paesaggio e, quindi, il valore storico delle importantissime scoperte archeologiche compiute a Capocolonna e mai adeguatamente valorizzate”.

E da un altro social network rimbalzano anche i dubbi dell’ex Ministro Massimo Bray sull’opportunità e la correttezza di un’opera del genere, che su Twitter commenta: “Mi domando perché, ancora una volta, non sia prevalsa l’idea di tutela di un bene comune rispettando la sensibilità dei cittadini”.

Mentre anche tramite Facebook gli attivisti continuano la protesta soprattutto contro il Sindaco e la Soprintendenza: “la colata di cemento poteva essere evitata. A tutela di quelle ‘pietre vecchie’ che sono state velocemente nascoste con la terra, per essere più rapidi, ci fanno passare sopra una enorme e pesantissima betoniera…”. Una mobilitazione che sta avendo i primi risultati, visto l’interessamento di oggi alla vicenda di Franceschini, che chiede spiegazioni al Direttore del Parco Archeologico di Capo Colonna Maria Grazia Aisa.

di Gianluigi Catalano

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