Scroll To Top

La “Shoah dell’arte”: ad Acri incontro con Paolo Coen

in cultura e società

ACRI – Nell’ambito del progetto La Fabbrica delle Idee, che vede il MACA (Museo Arte Contemporanea Acri), nella persona del direttore artistico Silvio Vigliaturo, impegnato in un’attività continuativa di scambio formativo e creativo con gli studenti e professori del Liceo V. Julia di Acri (Cs), giovedì 19 febbraio, alle ore 11, si terrà, presso l’Aula Magna dell’istituzione scolastica acrese, un incontro con Paolo Coen, docente di Storia dei linguaggi e delle tecniche artistiche all’Unical – Università della Calabria.

Paolo Coen

Paolo Coen

Insieme a lui, sarà presente Angela Riggio, dirigente dell’Usr per la Calabria, nonché responsabile dell’organizzazione a livello scolastico della Giornata della Memoria.

Il suo intervento, intitolato Cittadini-testimoni, testimoni-cittadini: attivare la Memoria, da Primo Levi ad Amos Oz, è intimamente legato all’ultimo importante evento tenutosi al MACA lo scorso 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, che ha visto alcuni studenti del Liceo V. Julia protagonisti di un’intesa rappresentazione in commemorazione delle innumerevoli vittime dell’eccidio ebraico ad opera dei nazisti. Nel pomeriggio di giovedì 19 febbraio, dalle ore 16:30, negli spazi del MACA, verrà riproposta la stessa performance.

Il MACA ha aderito al progetto La Shoah dell’Arte, organizzato dall’associazione ECAD – impegnata da anni in attività di ricerca, sperimentazione, approfondimento e divulgazione della Memoria – e patrocinato e promosso dal Mibact. Il MACA ha accolto l’invito rivoltogli, così come hanno fatto altre istituzioni museali pubbliche e private, a livello nazionale, dando vita a un progetto museologico e teatrale diffuso, fondato su di una serie di mostre, conferenze e spettacoli a tema, correlate e interdipendenti.

Hans Richter, Sleeping man, 1914 gouache cm

Hans Richter, Sleeping man, 1914

Nello specifico, il settecentesco Palazzo Sanseverino-Falcone, sede del museo, si è arricchito di un collezione di opere dell’artista Hans Richter, uno dei padri fondatori del dadaismo, nonché uno dei primi e maggiori sperimentatori del mezzo cinematografico in ambito artistico.

Proprio in quanto appartenente al gruppo d’avanguardia dadaista, le opere di Richter, così come quelle dei suoi compagni e di molti altri artisti innovatori di inizio Novecento, furono etichettate come arte degenerata da parte del regime Nazista tedesco, nel macabro e vano tentativo di cancellarne l’esistenza.
La mostra è visitabile fino a domenica 1 marzo 2015.

redazione CN

No comments yet