REGGIO CALABRIA – I dati sono impressionanti. La crisi non è più un’entità astratta: morde il futuro, strappa impietosamente certezze consolidate, accomuna sulla stessa “barca” anche chi si credeva al riparo. Un dato, su tutti. In soli quattro mesi i fallimenti a Reggio sono stati tre volte superiori rispetto a quelli dello stesso periodo del 2011. In valore assoluto, più della metà del totale dell’anno scorso. Solo a Reggio, ben 12 le procedure aperte da gennaio a oggi, a fronte delle sole 4 del 2011. Complessivamente, lo scorso anno sono stati 21 i fallimenti dichiarati (24 quelli del 2010). Non traggano in inganno queste cifre che sembrano “piccole”: perché in realtà nascondono dimensioni economico-produttive piuttosto “grandi”. [ » ]
Ogni settimana una ditta chiude i battenti – Dal 2010 ad oggi il Tribunale bruzio ha dichiarato il fallimento di 102 imprese. Dal primo gennaio di quest’anno ne sono già sparite tredici – La mortalità aziendale devasta i settori strategici della nostra economia: commercio, agricoltura ed edilizia
COSENZA – Gli inglesi lo chiamano credit crunch. Una formula dal suono prepotente e aspro come la crisi che stiamo vivendo, la cui traduzione italiana è altrettanto evocativa: la morsa del credito. Una corda stretta al collo degli imprenditori, dal piccolo artigiano al grande costruttore edile, che in alcuni casi provoca la totale asfissia delle aziende, travolte dai debiti e senza la liquidità necessaria a coprire spese ormai insostenibili. Dal 2010 ad oggi, infatti, sono state 102 le dichiarazioni di fallimento pronunciate nel distretto giudiziario cosentino. [ » ]
15 mila imprese calabresi soffocate dalle ‘ndrine – Presentato il XIII° rapporto di SOS Impresa. In Calabria ancora poche le denunce
REGGIO CALABRIA – Racket e usura minacciano l’economia italiana. 200 mila imprese alla gogna con un giro di affari che si aggira sui 20 miliardi di euro ed un fatturato delle mafie che arriva ai 150 miliardi di euro. La mafie si confermano un imponente gruppo finanziario capace di infiltrasi con la tradizionale richiesta di pizzo, particolarmente al Sud, utile per il controllo del territorio per l’instaurazione di un clima di sudditanza ma che invece cede il posto a meccanismi di prestanome e di pronta liquidità a tassi usurai per quanto riguarda l’affermazione del dominio sull’economia oltre che sul territorio. [ » ]
Striscioni e catene, la protesta dei lavoratori della ex Standa – Sit-in davanti alla Prefettura, si cerca una soluzione attraverso la concertazione – Nuovo incontro fissato venerdì con la Confindustria e i sindacati
CATANZARO – “Dipendenti Rivazzurra, dalla fama alle fame”, recitava così, ieri mattina, lo striscione posto di fronte alla Prefettura dai lavoratori dell’ex Standa, in continua protesta per il mancato ricevimento degli stipendi. Le loro, sono facce assorte, quasi rassegnate ad un destino che di certo non si aspettavano. Ma non mollano, non lo hanno mai fatto e non lo faranno neanche adesso che sono chiamati ad urlare i loro diritti. [ » ]
Le arance di Rosarno: la Coca Cola ‘spreme’ gli agricoltori? – Un’inchiesta pubblicata dalla rivista inglese ‘The Ecologist’ fa luce sull’acquisto del succo di arance di Rosarno a soli sette centesimi al litro da parte della multinazionale Coca cola per la produzione della Fanta – Per potere vendere il succo a un prezzo così basso, i produttori sarebbero disposti a ricorrere alla manodopera in nero
Rosarno, Calabria. Ancora una storia di illegalità e sfruttamento. Questa volta i protagonisti non sarebbero imprese senza scrupoli in odor di mafia, ma una multinazionale. ‘La’ multinazionale per eccellenza, la Coca Cola. Arance acquistate a prezzi ridicoli per la produzione della nota bevanda a base di succo d’arancia, la Fanta: è quanto sarebbe emerso da un’inchiesta della rivista inglese The Ecologist, ripresa successivamente anche dall’Indipendent. Nulla di nuovo in realtà. [ » ]
Crotone, Oss sul tetto e le donne s’incatenano
CROTONE – I 130 fantasmi dell’Asp (Oss, manutentori e amministativi assunti e poi licenziati da Obiettivo lavoro) continuano a dare segnali di esasperazione: l’Ospedale ‘San Giovanni di Dio’ ormai è continuamente teatro di gesti plateali e sceneggiate tendenti a sovvertire lo svolgimento delle prassi quotidiane. Ad accendere la miccia, ancora una volta – come era già accaduto qualche giorno fa quando i precari hanno occupato la sede della direzione generale [ » ]
Rifiuti, va in scena la rabbia dei lavoratori – Un dipendente dell’Enertech è salito ieri su un capannone nella discarica e ha minacciato di lanciarsi nel vuoto. Lunedì lo sciopero per rivendicare gli stipendi – Continua il balletto sulla gestione. Il commissario studia soluzioni, il prefetto incontra i sindacati
CATANZARO – La rabbia dei lavoratori è esplosa ancora prima dello sciopero, previsto lunedì. Ieri mattina, un dipendente della Enertech – da due mesi senza sipendio così come tutti i suoi colleghi – si è arrampicato su un capanonne all’interno della discarica di Alli. Per ore è rimasto lassù, a circa 20 metri d’altezza, minacciando di lanciarsi nel vuoto; sotto si sono radunati Carabinieri, sanitari del 118 e Vigili del fuoco. All’ora di pranzo, dopo i tentativi (vani) dei Vdf e un colloquio con un dirigente dell’azienda, l’operatore ha deciso di scendere in attesa di sviluppi. [ » ]
Phonemedia, la carica dei “senza futuro” – Diciotto mesi dopo la chiusura del call center ben 1.567 persone restano disoccupate e prive anche della cassa integrazione – Esplode la rabbia in piazza Prefettura, necessario l’intervento della Polizia. Il prefetto: poche speranze
CATANZARO – Sono trascorsi ormai 18 mesi dalla chiusura della sede Phonemedia e 1.567 lavoratori, da allora, sono in cassa integrazione. Allo stato iniziale i dipendenti erano 2.500, ma molti di loro hanno trovato altra sistemazione. I cassa integrati, invece, lottano ancora nella speranza di poter essere assorbiti in altre aziende o che le istituzioni si prendano carico del loro futuro occupazionale. [ » ]
Sit-in dei lavoratori Phonemedia stamattina in piazza Prefettura – Le diverse anime del Pd chiedono subito un confronto sull’emergenza occupazionale – Sel sollecita la convocazione di un apposito Consiglio comunale
CATANZARO – Un confronto sulla difficile emergenza occupazionale che attanaglia la provincia, dove sono ancora aperte delicate vertenze come quella dei lavoratori ex Phonemedia, le difficoltà nelle strutture sanitarie (emblematico il caso di Fondazione Betania), situazioni difficili anche per gli addetti al settore depurazione e per quelli impegnati nella realizzazione delle infrastrutture (come la Diga sul Melito); preoccupazioni anche nel settore scuola, sul quale pesano i tagli onerosi del governo. [ » ]
Eta riprenderà a produrre
CROTONE – Garanzia pluriennale di fornitori in un quadro di legalità. È quello che chiede il gruppo Marcegaglia, che lunedì ha tranquillizzato i lavoratori, i sindacati e le istituzioni, annunciando la sua volontà di rimanere sul territorio e confermare l’investimento di Cutro, definendo soltanto come un ritardo quello che si è verificato negli ultimi mesi e non come un segnale di abbandono. [ » ]