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Lsu-Lpu pronti per andare a Roma: l’obiettivo è la stabilizzazione

in economia e lavoro

Sono pronti a partire per la capitale. Per nulla rassegnati e ancora più agguerriti, i 5mila lavoratori precari Lsu-Lpu calabresi si preparano alla trasferta romana in vista del tavolo tecnico che si terrà al Palazzo della Presidenza del Consiglio tra Governo, Regione, sindaci e rappresentanze sindacali.

I precari circondano Palazzo Campanella a Reggio

I precari circondano Palazzo Campanella a Reggio

Fanno sul serio, come già dimostrato lo scorso 12 novembre a Reggio Calabria con l’assedio del palazzo del Consiglio regionale, e non cederanno finché non otterranno garanzie sulla stabilizzazione. La chiamata alle armi è arrivata oggi dall’Usb Calabria che ha ribadito la ferrea volontà di non cedere dalle proprie posizioni. «Allo stato non abbiamo ottenuto ancora nulla – chiarisce il sindacato di base – Tutta la partita si giocherà giovedì prossimo a Roma. Ai circa 5mila lavoratori e alle rispettive famiglie, alle quali in questi 17 anni sono stati rubati il futuro, la tranquillità e la dignità, chiediamo di non abbandonare la lotta proprio adesso, ma di proseguirla a Roma, inscenando un’altra manifestazione in contemporanea con il tavolo tecnico».

Una situazione intricata che nei giorni scorsi ha visto la Regione nell’occhio del ciclone. Il Consiglio regionale infatti aveva cercato di andare incontro ai lavoratori rinnovando le convenzioni grazie a 5 milioni di euro da destinare al bacino Lsu-Lpu.

Risorse che però sarebbero state stornate dal fondo per le politiche sociali. Questa decisione, nonostante le smentite dell’assessore regionale Nazareno Salerno sulla provenienza delle risorse, aveva sollevato la rabbia del Forum Terzo Settore e di tante realtà che operano nel welfare.

Tuttavia, la battaglia dei sindacati non mirava semplicemente al prolungamento dei contratti anche per il 2014 ma a un obiettivo più alto: «Per gli Lsu-Lpu non chiediamo il rinnovo delle convenzioni – evidenzia l’Usb – ma noi abbiamo una sola parola d’ordine: stabilizzazione definitiva del rapporto di lavoro! Non sarà facile, lo sappiamo, né sarà definitivo questo incontro del 21, ma noi lavoreremo perché si buttino le basi concrete per arrivare al nostro obiettivo».

di Enrico De Grazia

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