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Manifestazione anche a Catanzaro in occasione dello sciopero generale

in economia e lavoro

I precari Lsu-Lpu assediano Palazzo Campanella in attesa del Consiglio regionale“Bruciamo le tessere elettorali”. Con questo slogan l’USB nazionale, insieme ad Or.S:A. e Cib Unicobas, promuove in Calabria, come in tutta Italia, lo sciopero generale organizzato contro il governo Renzi e le sue politiche economiche e sociali.

Venerdì 24 ottobre sarà dunque il giorno delle manifestazioni nelle principali città italiane e, a Catanzaro, lavoratori e disoccupati, migranti e cassintegrati, saranno chiamati a riunirsi tutti in Piazza Matteotti, a partire dalle 10, per manifestare contro le riforme del lavoro e del sistema previdenziale, l’abolizione dell’articolo 18 e lo sfruttamento del lavoro pubblico e privato, che l’attuale Governo vuole mettere in campo così come imporrebbero Unione Europea e BCE.

Tanti i movimenti che fanno parte del cosiddetto “Controsemestre Europeo” e che aderiscono allo sciopero e lo sostengono, tra cui l’Altra Europa Con Tsipras e l’associazione Forum Diritti/Lavoro, per citarne alcuni, e di rilievo anche l’appoggio della FSM/WFTU, la più antica confederazione internazionale dei sindacati.

“Licenziamoli per giusta causa” recita il manifesto della Unione Sindacale di Base – Federazione Regionale Calabria, che mira a coinvolgere quanti più soggetti possibili, per affermare diritti e salari dei lavoratori e contrastare con forza le misure approvate con il Job Acts definite inaccettabili.

Misure che aumenterebbero, secondo i sindacati, disoccupazione e precarietà, cancellando lo stato sociale e promuovendo, di contro, la privatizzazione dei beni comuni. Perciò, ad esempio, si dichiarano contro “il trasferimento di ingenti risorse per finanziare il taglio dell’Irap e degli oneri aziendali per i nuovi assunti, a discapito dei servizi per i cittadini (sanità, scuola e trasporti), tutti provvedimenti questi, figli dei dettati della Troika”.

Numerose anche le richieste promosse dall’USB nell’indire lo sciopero: dallo sblocco dei contratti del pubblico impiego alla stabilizzazione dei 5mila precari Lsu-Lpu in Calabria, dai trasporti pubblici al pagamento delle indennità dei lavoratori in deroga. Il tutto sempre nell’ottica della difesa dei più deboli.

di Gianluigi Catalano

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