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Maxi-operazione “Dirty soccer”: scoperto un giro di calcioscommesse internazionale. Coinvolte ‘ndrangheta e squadre calabresi

in politica e cronaca

CATANZARO – Più di 30 squadre coinvolte e oltre 70 indagati, con 50 fermi, tra calciatori, allenatori, dirigenti e presidenti. Sono questi i numeri dell’operazione “Dirty soccer”, partita stamane da Catanzaro e condotta dalla Squadra Mobile in 11 regioni e 23 province italiane, con perquisizioni nelle sedi di vari clubs.

Le indagini della Procura Antimafia del capoluogo calabrese, avrebbero preso le mosse dall’operazione “Andromeda” di pochi giorni fa, in cui furono arrestati gli esponenti della cosca di ‘ndrangheta lametina dei Iannazzo. E’ infatti dal 40enne Pietro Iannazzo, che gli investigatori sarebbero risaliti ad un giro di scommesse clandestine, gestito da due diverse organizzazioni criminali e concentrato sui campionati di Lega Pro e Serie D, con coinvolgimenti in Italia e all’estero.

dirty soccerGli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva, con aggravanti mafiose e transnazionali in alcuni casi, visto il coinvolgimento della cosca Iannazzo e di cittadini stranieri, tra cui 3 serbi e 2 maltesi, attualmente all’estero e un albanese, accusato anche di sequestro di persona. Quest’episodio, in particolare, avrebbe riguardato un manager sportivo, dopo che il risultato di una partita, su cui l’albanese aveva scommesso, non era stato quello concordato in precedenza.

“Uno spaccato nazionale e internazionale”, così come lo ha definito il procuratore capo Vincenzo Antonio Lombardo, aggiungendo che “ci sono state grosse liti tra finanziatori e dirigenti di società perché capitava che le partite non andavano per come concordato e gli investitori volevano rientrare nei soldi spesi male. In un caso abbiamo registrato scommesse su una partita per 68mila euro”.

Fermati il direttore sportivo e il responsabile marketing della Vigor Lamezia Claudio Maglia e Felice Bellini, insieme a due dirigenti del Comprensorio Montalto Uffugo, Molino e Palermo, oltre a Fabio Di Lauro, un ex difensore del Cosenza.

Pietro Iannazzo invece, sarebbe stato direttamente interessato al Neapolis, militante nella lega dilettanti, quale consulente di mercato e componente della gestione tecnica e con il cui presidente, Mario Moxedano e il direttore sportivo, Antonio Cipparone, sarebbero stati i principali promotori e organizzatori delle partite truccate a tavolino.

Tra le squadre calabresi, oltre a Vigor e Montalto, sarebbero coinvolte anche Catanzaro, Crotone e Hinterreggio e con loro, il San Severo, l’Andria, la Cremonese, la Puteolana, il Savona, l’Akragas, il Brindisi, L’Aquila, la Torres, il Santarcangelo, la Juve Stabia, il Pro Patria, il Monza, il Barletta, il Sorrento e il Pisa.

La Polizia ha inoltre perquisito la sede della Vigor Lamezia, il cui presidente, Claudio Arpaia, risulta anch’egli indagato e tra le partite “incriminate” ci sarebbero infatti Vigor-Barletta e Vigor-Paganese di Lega Pro, oltre a Crotone-Catania (Serie B), Barletta-Catanzaro (Lega Pro), Hintereggio-Neapolis (Serie D), Sorrento-Montalto (Serie D), Neapolis-Montalto (Serie D), Montalto-Frattese (Serie D).

Secondo gli inquirenti infine, Fabio Di Lauro, Ercole Di Nicola, Mauro Ulizio e Massimiliano Carluccio, avrebbero organizzato una vera a propria rete mondiale, per alterare, oltre ai campionati di calcio italiani e alla Coppa Italia, anche partite internazionali e di basket.

g.c.

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