Scroll To Top

Il Ministero blocca lo svuotamento dei laghi della Sila – Manca l’Autorizzazione paesaggistica. Dalla Soprintendenza regionale diffida alla Regione e all’Ente Parco

in altre notizie dal web

Alla fine è dovuto intervenire il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo per scongiurare lo svuotamento dei laghi silani. Almeno per il momento. I lavori di manutenzione, che stavano per essere avviati dalla società A2A che gestisce i bacini del Cecina, dell’Arvo e dell’Ampollino, sono infatti stati sospesi perché manca l’Autorizzazione paesaggistica necessaria per operare all’interno di un Parco nazionale tutelato “de jure”.

E così la sospensiva proveniente da Roma è stata rivolta alla Regione Calabria dalla Soprintendenza regionale ai Beni architettonici e paesaggistici. Nella lettera vengono richiamati l’Ente regionale e l’ente Parco nazionale della Sila al rispetto della normativa vigente su tutto il territorio italiano. «Con la presente – si legge nel documento inviato alla Regione dalla Soprintendenza – si è quindi a significare per la sospensione immediata della procedura in atto che, ricadendo i predetti bacini lacuali all’interno del Parco nazionale della Sila si deve necessariamente prevedere la preventiva acquisizione dell’Autorizzazione paesaggistica. Come è infatti noto all’articolo 142, comma 1 lettera f) del d.lgs 42/2004 come testualmente si riporta sono dichiarati come sottoposti de jure a tutela paesaggistica “i parchi e le riserve nazionali e regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi”».

Detto questo, però, il destino dei bacini silani è ancora incerto. Se la società A2A dovesse nei prossimi giorni, se non addirittura domani nel corso della conferenza dei servizi, presentare la documentazione necessaria per ottenere l’autorizzazione a procedere, lo svuotamento sarebbe inevitabile. Per questo le associazioni ambientaliste, gli operatori turistici, le associazioni e diversi enti comunali sono ancora sul piede di guerra e proseguiranno la strenua difesa dell’ecosistema lacustre dell’altopiano appenninico calabrese.

In prima linea c’è sempre Legambiente, che dopo aver evidenziato tutti i propri dubbi sul progetto di A2A, si scaglia contro l’amministrazione di San Giovanni in Fiore e il sindaco Barile, colpevole di aver avallato l’operazione e di aver tenuto nascosta questa decisione: «Propongono di svuotare il lago Arvo per eliminare gli oltre 6 milioni di mc di sedimenti accumulati sul fondo, attraverso una manovra definita di fluitazione che permetterà di scaricare tutto nel fiume Arvo, e l’amministrazione comunale di San Giovanni in Fiore in silenzio e senza nessun coinvolgimento del consiglio comunale e della cittadinanza esprime parere favorevole a questa follia che mette a rischio la biodiversità e il paesaggio silano».

Così si è espresso il circolo di Legambiente Sila che ha poi spiegato ancora una volta i danni ambientali derivanti dallo svuotamento del lago Arvo: «Le maggiori ripercussioni ci saranno lungo tutta l’asta fluviale del fiume Arvo, dalla Diga di Nocelle alle Junture, che dovrà sopportare il carico dei 6milioni di mc di sedimenti rilasciati dal lago con gravi ripercussioni sull’intero ambiente naturale del fiume. Il rischio maggiore, in questo caso, è quello di azzerare completamente la vita all’interno del Fiume, che nel tratto urbano è già sottoposto agli scarichi del depuratore, sequestrato la scorsa estate è mal funzionante, a cui si potranno aggiungere ulteriori carichi inquinanti se non verrà bloccato il progetto di A2A».

Intanto, il fronte contro lo svuotamento si sta allargando. Ne è stata prova il convegno organizzato sabato scorso dall’Amministrazione comunale di Cotronei, comune in cui ricade uno dei laghi interessati, l’Ampollino. La contrarietà al progetto di A2A è stata infatti espressa anche dalla Provincia di Cosenza, da quella di Crotone, e dai comuni di Cotronei, Aprigliano e Pedace.

Gli schieramenti si stanno dunque delineando. Si aspetta un segnale anche dall’Ente Parco, che per il momento sembra tenere una posizione di sparring partner della Regione o quantomeno pilatesca. Tutti restano comunque in attesa della conferenza dei servizi che si terrà domani e dal suo esito dipenderanno le future mosse di A2A e Regione da una parte e degli ambientalisti dall’altra.

di Enrico De Grazia

No comments yet