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Operazione “Bacinella 2”: smantellata ‘ndrina di usurai della locride

in politica e cronaca

REGGIO CALABRIA – Stamani, la Guardia di Finanza di Reggio Calabria, ha portato a termine l’operazione “Bacinella 2”. In particolare, i finanzieri del gruppo di Locri e i colleghi dello S.c.i.c.o. di Roma, hanno eseguito 18 misure di custodia cautelare, di cui 12 in carcere e 6 ai domiciliari, richieste dalla Dda reggina, nei confronti di alcuni componenti della ‘ndrina Rumbo-Galea-Figliomeni, affiliata alla cosca Commisso, attiva nella locride e a Toronto, in Canada e dedita all’esercizio abusivo del credito e all’usura.

L’operazione odierna, è il seguito di quella denominata “Bacinella”, cosiddetta dal termine con cui gli indagati definivano la loro “cassa comune”, che, lo scorso agosto, terminò con 4 fermi di indiziati di delitto, 2 milioni di euro di beni sequestrati e l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’usura, all’estorsione e all’esercizio abusivo dell’attività finanziaria.

Nel prosieguo di quella indagine infatti, con accertamenti patrimoniali e bancari, gli investigatori hanno potuto usufruire delle dichiarazioni rese da alcune vittime di usura, che hanno così confermato le accuse. Al contrario invece, altri interrogati avevano reso dichiarazioni mendaci e pertanto, risultano adesso nell’elenco degli arrestati e indagati per favoreggiamento personale.

E’ il caso di Domenico Audino, Francesco Racco, Salvatore Ursino e Giuseppe Saverio Zoccoli, che, in quanto vittime dei reati, in realtà sarebbero stati reticenti nelle dichiarazioni, favorendo il gruppo criminale ed essendo dallo stesso finanziati.

Come loro, ai domiciliari sono finiti anche Massimiliano Minnella e Daria Piscioneri, sempre per favoreggiamento personale, ma in questo caso, consistito nell’aiutare uno dei primi indagati, Davide Gattuso, nella latitanza.

I reati di associazione mafiosa, esercizio abusivo di attività finanziarie, tentata estorsione aggravata e usura aggravata, sono invece contestati agli altri 12 arrestati oggi, con provvedimento di custodia cautelare in carcere e che avevano la base operativa presso un distributore di carburanti di Siderno, di proprietà di uno di loro, Domenico Infusini.

Nella stessa Siderno inoltre, oltre che a Mammola, Bianco e Grotteria, sono state eseguite numerose perquisizioni e il sequestro di beni mobili e immobili per un valore che supera i 3 milioni di euro.

Tra questi, insieme al suddetto distributore di benzina, figurano, 6 ditte individuali, operanti nel settore della pubblicità, della ristorazione (bar) e nel commercio all’ingrosso di abbigliamento e a cui si aggiungono 6 immobili, numerosi terreni, 10 autovetture, 4 motocicli, orologi preziosi, conti correnti e polizze assicurative.

g.c.

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