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	<title>Calabria Notizie &#187; Notizie Catanzaro</title>
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		<title>Omicidio Amendola, ergastolo per i presunti killer &#8211; Requisitoria del pubblico ministero Romano ieri davanti alla Corte d&#8217;assise &#8211; I fratelli Notarianni e Domenico Giampà attirarono la vittima in una trappola</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2012 09:12:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Tre ergastoli chiesti dalla pubblica accusa nei confronti di Aurelio e Aldo Notarianni, di 46 e 44 anni, e Domenico Giampà, 29 anni, tutti lametini, accusati d’aver ucciso Roberto Amendola, 23 anni, ucciso il 13 novembre del 2008 nella zona di Scinà. Il suo corpo venne trovato bruciato nella Lancia Y della [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Tre ergastoli chiesti dalla pubblica accusa nei confronti di Aurelio e Aldo Notarianni, di 46 e 44 anni, e Domenico Giampà, 29 anni, tutti lametini, accusati d’aver ucciso Roberto Amendola, 23 anni, ucciso il 13 novembre del 2008 nella zona di Scinà. Il suo corpo venne trovato bruciato nella Lancia Y della madre in mezzo a un uliveto.<span id="more-23206"></span></p>
<p>Davanti alla Corte d’assise di Catanzaro presieduta dal giudice Giuseppe Neri, dopo la requisitoria di Elio Romano, hanno preso la parola i difensori di parte civile, gli avvocati Angelo Bonifiglio e Barbara Friuli del foro di Messina, che rappresentano i familiari della vittima. Poi l’avvocato Saverio Loiero, difensore di Giampà, che ha insistito per ottenere l’assoluzione del proprio assistito. </p>
<p>Il processo è stato rinviato al 19 e 21 giugno per le arringhe degli altri difensori degli imputati, gli avvocati Tiziana D’Agosto, Salvatore Staiano, Francesco Gambardella, e Giuseppe Spinelli, ma anche per la sentenza.</p>
<p>I due fratelli Notarianni e Giampà rispondono di un delitto atroce, dal momento che contro la giovane vittima, la sera di quel 13 novembre, furono sparati due colpi di pistola che lo raggiunsero alla testa ma senza ucciderlo. Tanto che, secondo le accuse, sarebbe stato ancora vivo quando i suoi killer gli diedero fuoco nella sua piccola utiluitaria. </p>
<p>Non a caso le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e delle sevizie compaiono nel capo d’accusa di omicidio volontario contestato ai tre imputati, che finirono in manette circa 9 mesi dopo il delitto, dopo le indagini dei carabinieri che giunsero a loro soprattutto grazie ad alcune intercettazioni effettuate nell’auto di Amendola. </p>
<p>Il giovane infatti era sotto controllo perchè sospettato di essere coinvolto in alcune rapine compiute in città.</p>
<p>L’omicidio di Amendola, secondo la tesi degli inquirenti, sarebbe stata la risposta della sua ambizione di entrare da “indipendente” nel racket delle estorsioni, motivo per cui il giovane aveva deciso di procurarsi una pistola per poter essere più convincente nei confronti delle sue ipotetiche vittime. Da qui la sua richiesta ai Notarianni di comprare un’arma.</p>
<p>Secondo il pubblico ministero Roberto Amendola quella sera fu attirato in una trappola, sparato e bruciato mentre era ancora in vita. I tre imputati invece sostengono di non avere partecipato all’assassinio del giovane che avrebbe tentato di smarcarsi dalla sua cosca di riferimento per poter agire da solo. Da qui la sua crudele punizione.</p>
<p>Il processo s’è incentrato molto sulle intercettazioni che gli inquirenti hanno potuto fare attraverso la microspia inserita nell’auto della vittima. Gli avvocati della difesa sostengono che le voci che si sentono non sono quelle degli imputati, mentre l’accusa ne è convinta. Tanto da chiedere l’ergastolo per i fratelli Notarianni e Giampà sia per la premeditazione sia per la bestiale crudeltà nell’esecuzione della condanna a morte del giovane anche sulla base di alcune rivelazioni fatte dal pentito Angelo Torcasio e smentite da tre testimoni.</p>
<p>di (v.l.)</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Iniziati i controlli sulle schede sequestrate &#8211; Le indagini della Digos continuano con le audizioni di persone informate sui fatti. Sotto i riflettori anche il dossier consegnato in Procura &#8211; Attesa per il ricorso al Tar annunciato dalla coalizione che ha sostenuto la candidatura di Scalzo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 08:29:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Continuano a tamburo battente gli accertamenti delegati alla Digos dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, titolare del fascicolo sulla presunta compravendita di voti che si è arricchito successivamente anche del dossier su altre anomalie segnalate dal centrosinistra. In queste ore sarebbero iniziati i controlli materiali sulle schede sequestrate sabato scorso: innanzitutto gli inquirenti starebbero [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Continuano a tamburo battente gli accertamenti delegati alla Digos dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni, titolare del fascicolo sulla presunta compravendita di voti che si è arricchito successivamente anche del dossier su altre anomalie segnalate dal centrosinistra. In queste ore sarebbero iniziati i controlli materiali sulle schede sequestrate sabato scorso: innanzitutto gli inquirenti starebbero cercando riscontri all&#8217;ipotesi che siano state utilizzate strisce normografate con il nome di un candidato consegnate agli elettori in cambio di denaro. E proprio in relazione al sospetto di compravendita di voti o di indebite pressioni sono in corso decine di audizioni di persone informate sui fatti<span id="more-23160"></span>, a partire da rappresentanti di lista del centrosinistra che avrebbero lavorato in alcune sezioni particolarmente attenzionate dagli inquirenti. </p>
<p>Da quest&#8217;attività ovviamente top secret potrebbero emergere eventuali elementi utili alle indagini, che potrebbero anche muoversi su più fronti. Da un lato c&#8217;è infatti la questione specifica per la quale sono state iscritte tre persone nel registro degli indagati, dall&#8217;altro ci sono gli aspetti rimarcati in più sedi e in diversi momenti dalla coalizione che ha sostenuto la candidatura di Salvatore Scalzo.</p>
<p>L&#8217;attenzione degli inquirenti è massima, anche perché sanno di operare su un terreno particolarmente accidentato. Ieri l&#8217;ennesima giornata di attesa si è vissuta sull&#8217;onda d&#8217;urto della manifestazione organizzata dal centrosinistra in piazza Prefettura. La coalizione si sta muovendo su più fronti: il dossier consegnato in Procura, l&#8217;annunciato ricorso al Tribunale amministrativo regionale, la richiesta alla commissione elettorale centrale di &#8220;congelare&#8221; la proclamazione degli eletti in consiglio comunale e il coinvolgimento ai massimi livelli del Ministero dell&#8217;Interno attraverso un &#8220;fuoco di fila&#8221; d&#8217;interpellanze. </p>
<p>E c&#8217;è particolare attesa proprio della posizione che esprimerà il ministro Annamaria Cancellieri nell&#8217;illustrare la propria risposta alle interpellanze parlamentari; in questo senso sarebbero continui i contatti con la Prefettura che inevitabilmente fa da &#8220;stantuffo&#8221; tra il Governo centrale e quanto accade sul territorio. </p>
<p>Sia in sede di confronto parlamentare che probabilmente di ricorso al Tar potrebbe assumere notevole importanza il verbale della commissione elettorale centrale relativo alla sezione 85, quella dov&#8217;è stato riscontrato «un numero di schede votate e scrutinate (886) superiore al numero dei votanti (884), un numero di voti validi di lista (823) inferiore al numero di voti validi attribuiti ai candidati al Consiglio comunale (828) e anche al numero dei voti validi attribuiti ai candidati a sindaco (877)». </p>
<p>All&#8217;esito del controllo dell&#8217;ufficio centrale, è emerso pure che «i votanti nella sezione sono stati effettivamente 884, ma che alcuni di essi (19 maschi e 10 femmine) sono stati registrati due volte nel &#8220;registro delle tessere elettorali&#8221;: più precisamente nei suddetti registri – si legge nel verbale della commissione – è stata rinvenuta una doppia iscrizione del numero identificativo dell&#8217;elettore e, in corrispondenza di tale numero, quello della tessera elettorale esibita, numero che, in alcuni casi, risulta lo stesso per entrambe le annotazioni; in altri casi, invece, risulta diverso, ossia risultano annotati due diversi numeri di tessera elettorale in relazione al medesimo elettore». </p>
<p>Di carne al fuoco ce n&#8217;è tanta, senza considerare le presunte anomalie segnalate dal centrosinistra con tanto di nomi e cognomi di persone pronte a testimoniare.</p>
<p>di (g.l.r.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=65325&#038;Edizione=9&#038;A=20120518">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sospetti sul voto, scomparse centinaia di schede &#8211; Il dossier consegnato in Procura dal centrosinistra ricostruisce anomalie in 13 sezioni. Testimonianze su &#8220;blitz&#8221; nelle case e offerte di denaro &#8211; Continua l&#8217;inchiesta della Digos: verifiche su un elenco di 67 elettori. Saranno acquisite riprese video</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/05/16/sospetti-sul-voto-scomparse-centinaia-schede-dossier-consegnato-procura-dal-centrosinistra-ricostruisce-anomalie-sezioni-testimonianze-blitz-nelle-case-offerte-denaro/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:54:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Gente che avrebbe votato due volte, blitz nelle case da parte di sedicenti componenti di seggio, persone che giunte alle urne avrebbero scoperto di aver già votato. E poi anomalie certificate dai verbali, oltre 250 schede scomparse nel nulla, dati &#8220;non disponibili&#8221; persino nelle preferenze attribuite ai candidati sindaco. Spazia dalle leggerezze commesse [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Gente che avrebbe votato due volte, blitz nelle case da parte di sedicenti componenti di seggio, persone che giunte alle urne avrebbero scoperto di aver già votato. E poi anomalie certificate dai verbali, oltre 250 schede scomparse nel nulla, dati &#8220;non disponibili&#8221; persino nelle preferenze attribuite ai candidati sindaco.<span id="more-23123"></span></p>
<p>Spazia dalle leggerezze commesse in buona fede a vere e proprie ipotesi di reato il dossier che il candidato sindaco del centrosinistra, Salvatore Scalzo, e i partiti della sua coalizione hanno depositato ieri in Procura, riservandosi di arricchire il materiale con nuove testimonianze. </p>
<p>Già all&#8217;indomani della chiusura delle urne la Procura ha aperto un&#8217;inchiesta per l&#8217;ipotesi di compravendita di voti e ventiquatt&#8217;ore dopo ha ascoltato Scalzo come persona informata sui fatti. Ieri la nuova visita a Palazzo di Giustizia; assente per ferie il pm Gerardo Dominijanni, titolare del fascicolo sul &#8220;voto sospetto&#8221;, è possibile che un nuovo confronto venga programmato già la prossima settimana.</p>
<p>Il materiale raccolto dal centrosinistra va ben al di là delle presunte anomalie nelle tre sezioni dove per completare lo scrutinio è stato necessario l&#8217;intervento sostitutivo della commissione elettorale centrale. Nel dossier vengono elencate almeno altre 13 sezioni, sparpagliate in tutta la città, dove si sarebbero verificati casi degni di nota, peraltro certificati dai verbali. Complessivamente, secondo i dati messi a disposizione della Procura, sarebbero finite nel nulla almeno 250 schede elettorali. </p>
<p>Ci sarebbero poi schede restituite in numero maggiore rispetto a quelle consegnate prima delle operazioni di timbratura, cancellature sul verbale di una sezione in relazione alle schede vidimate, due sezioni dove nei verbali non risultano disponibili neppure i risultati riguardanti i voti di lista, i voti al candidato sindaco, le schede bianche e le nulle, altre dove manca il numero dei votanti o quello delle schede timbrate e firmate (ben 7 sezioni), oppure di quelle restituite perché non utilizzate; macroscopica la discrepanza in una sezione fra numero dei votanti (862) e schede votate e scrutinate (930), con il risultato che sarebbero state espresse 68 preferenze in più rispetto al numero di votanti. In due sezioni sono &#8220;scomparse&#8221; rispettivamente 141 e 111 schede, in un&#8217;altra 12.</p>
<p>A ciò si aggiunge l&#8217;elemento forse più inquietante, cioè le testimonianze di elettori citati nell&#8217;esposto e pronti a parlare coi magistrati. Innanzitutto c&#8217;è chi racconta (sarebbero in cinque) di aver trovato al seggio la casella già occupata nel registro su cui trascrivere il numero della propria carta d&#8217;identità. </p>
<p>Episodi strani, soprattutto se letti alla luce dei due racconti simili e riguardanti visite ricevute a casa da sedicenti componenti di seggio, che avrebbero chiesto di poter controllare le tessere elettorali: in un caso l&#8217;elettrice ha acconsentito, nell&#8217;altro ha deciso di presentare denuncia all&#8217;ufficio elettorale comunale. </p>
<p>Un altro elettore giura di non essere andato a votare: dai registri risulta invece tra i votanti. </p>
<p>C&#8217;è poi la donna che garantisce di aver assistito, vicino ad un seggio, a proposte di retribuzione di 20 o 30 euro per i rappresentanti di lista. E ancora un ragazzo parla di un rappresentante di lista impegnato in un seggio a contare le schede. Altri riferiscono di rappresentanti di lista fatti uscire dall&#8217;aula o costretti durante lo spoglio a mantenersi a notevole distanza. </p>
<p>Infine le schede con doppio sbarramento sui simboli non annullate, le contestazioni non verbalizzate, i rappresentanti di lista che avrebbero votato sia nella sezione in cui svolgevano le funzioni sia in quella dove sono registrati nelle liste elettorali.</p>
<p>Questioni su cui il centrosinistra chiede di fare piena luce, a maggior ragione se il neo sindaco Sergio Abramo l&#8217;ha spuntata per un margine di appena 130 preferenze sulla quota che avrebbe portato al ballottaggio.</p>
<p>Intanto si apprende qualche particolare in più sull&#8217;ipotesi di compravendita di voti alla quale gli inquirenti lavorano ormai da giorni. </p>
<p>L&#8217;informativa della Digos che ha causato l&#8217;iscrizione di tre nomi sul registro degli indagati scaturisce dal fermo di due pregiudicati durante il weekend elettorale, trovati in possesso, oltre che di 300 euro, di quattro strisce normografate con il nome di un candidato al consiglio comunale per una lista di centrodestra (poi risultato eletto) e di un elenco con 67 elettori, con relativo numero di sezione e presunto pacchetto di voti. </p>
<p>Non è escluso, dunque, che il sequestro delle oltre 58mila schede elettorali sia ritenuto necessario dalla Procura per verificare la grafia su quelle attribuite al candidato. Ed è altrettanto probabile che tra le persone già sentite in Questura ce ne sia qualcuna inserita nell&#8217;elenco sequestrato. A breve gli inquirenti acquisiranno anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza nei pressi di alcuni seggi.</p>
<p>di Giuseppe Lo Re</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sospetti sul voto, Scalzo torna oggi in Procura &#8211; Il sequestro delle schede disposto dal Pm sarà sottoposto a convalida nelle prossime ore. Intanto continuano gli accertamenti della Digos &#8211; Il prefetto Reppucci ribadisce: l&#8217;intervento della magistratura non influirà sulle procedure elettorali</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:59:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Una domenica d&#8217;attesa, cercando di capire cos&#8217;è successo e cosa può ancora accadere. Il sequestro delle oltre 58mila schede elettorali disposto dalla Procura ha avuto l&#8217;effetto di uno tsunami riportando il &#8220;caso Catanzaro&#8221; alla ribalta nazionale: il centrosinistra parla di «conferma delle denunce già rese pubbliche», il centrodestra vuole sgombrare il capo da [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Una domenica d&#8217;attesa, cercando di capire cos&#8217;è successo e cosa può ancora accadere. Il sequestro delle oltre 58mila schede elettorali disposto dalla Procura ha avuto l&#8217;effetto di uno tsunami riportando il &#8220;caso Catanzaro&#8221; alla ribalta nazionale: il centrosinistra parla di «conferma delle denunce già rese pubbliche», il centrodestra vuole sgombrare il capo da eventuali macchie sull&#8217;elezione del sindaco Sergio Abramo, chi sta in mezzo aspetta gli sviluppi ricordando comunque la portata di un evento come il sequestro probatorio d&#8217;urgenza.<span id="more-23101"></span></p>
<p>Stamattina Salvatore Scalzo tornerà in Procura dov&#8217;è stato già ascoltato come persona informata sui fatti; il candidato sindaco del centrosinistra consegnerà probabilmente il dossier che avrebbe messo in piedi negli ultimi giorni segnalando una serie di presunte irregolarità connesse al voto di domenica e lunedì scorso, ma l&#8217;incontro con il procuratore Vincenzo Antonio Lombardo potrebbe rappresentare anche l&#8217;occasione per fare il punto della situazione a 360 gradi. </p>
<p>Non è da escludere che già nelle prossime ore il Pd, principale partito della coalizione di centrosinistra, proceda con la nomina formale di un collegio di legali ai quali affidare l&#8217;incarico di seguire l&#8217;evolversi della situazione passo dopo passo. Le riunioni tra Scalzo e i maggiorenti locali del Partito democratico si susseguono; ieri pomeriggio si è tenuta l&#8217;ultima per analizzare lo scenario e, pare, definire dossier per la Procura e ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Si pensa fra l&#8217;altro ad organizzare una manifestazione pubblica, che potrebbe tenersi già giovedì.</p>
<p>Effettuato sabato dalla Polizia, il sequestro disposto dal pm Gerardo Dominijanni dovrebbe essere sottoposto già oggi a convalida da parte del giudice delle indagini preliminari. Certamente l&#8217;intervento della magistratura non influirà sulle procedure elettorali: questo passaggio è stato sottolineato sabato da fonti della Procura e ribadito ieri dal prefetto Antonio Reppucci. «Sono due cose distinte e separate», ha spiegato Reppucci chiarendo che «se ci sono reati saranno perseguiti dalla Magistratura, ma comunque l&#8217;iter delle elezioni va avanti».</p>
<p>Fonti della Prefettura ritengono indispensabile un chiarimento in questo senso, anche alla luce delle ipotesi (giudicate quantomeno «fantasiose») che si starebbero inseguendo «ormai da alcuni giorni»: già proclamato il sindaco, a breve saranno completate le verifiche sui verbali (il sequestro riguarda solo le schede) e si procederà con l&#8217;ufficializzazione della nuova composizione del Consiglio comunale. Spetterà poi alla Giustizia penale e amministrativa fare il proprio corso, anche perché è già scontato che Scalzo ed il centrosinistra ricorreranno al Tar.</p>
<p>Del &#8220;caso Catanzaro&#8221; si parla tanto anche al Ministero dell&#8217;Interno. Il ministro Cancellieri è destinatario di alcune interpellanze parlamentari già depositate, ed altre dovrebbero seguire nei prossimi giorni. Inevitabili i contatti con la Prefettura, che fa da stantuffo nei rapporti con il territorio.</p>
<p>Nel frattempo l&#8217;attività degli inquirenti &#8211; e soprattutto degli agenti della Digos diretti da Marinella Giordano &#8211; continua a tamburo battente. Portate in Questura le schede sequestrate, continuano le verifiche parallele su un&#8217;ipotesi di compravendita di vendita di voti che avrebbe portato già a due iscrizioni nel registro degli indagati. Proprio nell&#8217;ambito di questo fascicolo aperto su segnalazione della Digos, nel quale sarebbero poi confluiti gli elementi forniti da Scalzo, sarebbe stato effettuato il sequestro del materiale elettorale.</p>
<p>di Giuseppe Lo Re</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=63508&#038;Edizione=9&#038;A=20120514">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>La conduttrice del Tg1 racconta l&#8217;esperienza da inviata di guerra &#8211; Tiziana Ferrario è stata ospite della rassegna &#8220;Liberiamo la pace&#8221; &#8211; «I rischi e i pericoli sono tanti. Se si ha paura è meglio stare a casa»</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 08:55:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; «Sono diventata un&#8217;inviata di guerra per caso». Tiziana Ferrario, intervenendo ad un incontro pubblico al teatro Politeama nell&#8217;ambito della rassegna &#8220;Liberiamo la pace&#8221;, ha raccontato i suoi primi approcci in questo delicato ed importante settore del giornalismo. La sua non è stata una scelta professionale ma un&#8217;occasione non prevista divenuta, comunque, ben [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; «Sono diventata un&#8217;inviata di guerra per caso». Tiziana Ferrario, intervenendo ad un incontro pubblico al teatro Politeama nell&#8217;ambito della rassegna &#8220;Liberiamo la pace&#8221;, ha raccontato i suoi primi approcci in questo delicato ed importante settore del giornalismo. La sua non è stata una scelta professionale ma un&#8217;occasione non prevista divenuta, comunque, ben presto una esperienza formativa affrontata con passione, entusiasmo, sacrificio e, soprattutto, competenza.<span id="more-23098"></span></p>
<p>«A differenza di tanti giovani colleghi che desiderano fortemente cimentarsi come inviati di guerra, perché ritengono questa professione molto affascinante, io non ho mai trovato questo fascino ma ho sempre trovato tanto dolore e tanta sofferenza. Lo sono diventata per caso perché a un certo punto della mia vita avevo fatto tante esperienze. Conducevo un format televisivo per ragazzi ma successivamente Rai1 decise di cancellare questa programmazione storica ed io mi sono ritrovata a valutare la possibilità di cominciare a fare l&#8217;inviata di guerra».</p>
<p>Quindi, ha aggiunto la nota giornalista del Tg1, «ho guardato le mappe del mondo per vedere se vi erano dei punti non coperti, visto che nelle redazioni bisogna fare attenzione a non calpestare i piedi di qualche collega». Ebbene, «ho visto una zona dove nessuno voleva più andare ed era l&#8217;Afghanistan. Ne parlai con il mio direttore e si presentò l&#8217;occasione di aggregarmi ad una delegazione umanitaria che portava aiuti riuscendo a superare le resistenze dei talebani che accettavano malvolentieri la presenza sul loro territorio di una troupe televisiva e, soprattutto, di un inviato donna».</p>
<p>Una prima esperienza strettamente correlata all&#8217;attentato alle Torri gemelle di New York come ha ricordato la stessa Tiziana Ferrario: «Era il periodo dell&#8217;11 settembre. Arrivai al confine con il Pakistan e scoprii di essere in prima linea e lì rimasi per 4 mesi». La giornalista ha, quindi, affrontato il tema relativo ai segreti del mestiere di inviata di guerra, in primis il reperimento delle fonti. </p>
<p>Innanzitutto, ha spiegato, «la linea editoriale della testata in cui lavori è molto importante. Se il Governo del tuo Paese sostiene l&#8217;intervento militare difficilmente il giornale ti chiederà dei pezzi che riguardano l&#8217;aspetto umanitario, tipo la sofferenza della popolazione o la morte di tanti civili». Ad ogni modo, «le fonti principali sono i Governi locali ed i Comandi militari ma è importante anche riuscire a costruire le tue fonti nel campo» attraverso i cosiddetti canali non ufficiali.</p>
<p>Anche la componente del rischio rappresenta una parte significativa che accompagna il lavoro di un inviato di guerra. Ma, ha puntualizzato Tiziana Ferrario, «se si ha paura è meglio stare a casa. Nessuno ti obbliga a fare questo mestiere perché come dicevo c&#8217;è la fila nelle redazioni. Non si può andare in un posto di guerra se non si è tranquilli. Bisogna essere convinti di andarlo a fare e di avere la percezione del pericolo che è utile per sopravvivere». </p>
<p>La conduttrice del Tg1 ha concluso la sua testimonianza sottolineando come l&#8217;esperienza da inviata di guerra sia stata «una crescita professionale enorme perché ti confronti con fatti importanti, con la stampa internazionale e lavori veramente nella serie A del giornalismo».</p>
<p>L&#8217;incontro con Tiziana Ferrario, seguito da un pubblico numeroso e attento, è stato coordinato da Raffaele Gaetano, direttore artistico della rassegna &#8220;Liberiamo la pace&#8221; promossa dalla Provincia di Catanzaro.</p>
<p>di Giuseppe Perri</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=63533&#038;Edizione=9&#038;A=20120514">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Soldi del narcotraffico riciclati dalle &#8216;ndrine anche attraverso il Superenalotto &#8211; Confiscati 5 milioni a un uomo di Marina di Gioiosa J. &#8211; Pagata la vincita a un fortunato scommettitoreper ottenere il biglietto e incassare denaro pulito</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 09:08:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Dove non ha potuto la curiosità popolare, sarebbe arrivata la &#8216;ndrangheta: identificare il vincitore di 5 milioni di euro al Superenalotto e approfittarne per fini illeciti. Correva l&#8217;anno 2003, quando alcuni presunti affiliati al clan Mancuso contattarono un uomo di Locri che a maggio centrò un bel 5+1. L&#8217;idea era ingegnosa: consegnare l&#8217;equivalente della vincita al proprietario della schedina, farsi dare il tagliando vincente e incassare poi la somma attraverso i canali &#8220;normali&#8221;. Trovata brillante per un fine illecito, che in questo caso era riciclare denaro sporco, probabile provento di attività criminali.<span id="more-23080"></span></p>
<p>Oggi, a distanza di 8 anni, su questa storia viene scritto un passaggio importante: la Corte di Cassazione, accogliendo le tesi sostenute sin dal primo momento dal pm Salvatore Curcio, ha legittimato la confisca definitiva della notevole somma di denaro. </p>
<p>Curcio, sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, scoprì la vicenda nell&#8217;ambito della maxi-inchiesta &#8220;Decollo&#8221;, condotta dal Ros dei Carabinieri nei confronti di una struttura di matrice &#8216;ndranghetista egemone nel traffico di cocaina tra il Sud America, l&#8217;Europa, l&#8217;Africa e l&#8217;Australia.</p>
<p>La somma è stata confiscata ad un uomo di Marina di Gioiosa Jonica (provincia di Reggio), presunto esponente della cosca Mancuso, sul quale pende ormai da anni l&#8217;accusa di riciclaggio proprio in relazione alla storia del Superenalotto. Sarebbe stato lui (è bene chiarire che la società che gestisce la lotteria è assolutamente estranea ai fatti) il &#8220;grimaldello&#8221; attraverso cui il clan avrebbe raggiunto il vincitore della lotteria e poi incassato il denaro pulito, ovviamente avvalendosi della complicità di alcuni compari. </p>
<p>L&#8217;acquisto della schedina vincente avrebbe consentito di garantire, da un lato, la liceità della provenienza dei 5 milioni di euro e di giustificare, dall&#8217;altro, la successiva movimentazione del denaro. Secondo le risultanze delle indagini, una parte della somma pagata per il tagliando era composta da buoni poliennali del Tesoro ed il resto da denaro contante (circa 800 mila euro) e beni immobili. </p>
<p>Proprio in relazione agli sviluppi dell&#8217;accusa di riciclaggio sono legate le aspettative della difesa: l&#8217;eventuale assoluzione in sede dibattimentale potrebbe infatti far vacillare l&#8217;impalcatura sulla quale è stato costruita la confisca recentemente autorizzata anche dalla Corte di Cassazione.</p>
<p>La storia dei 5 milioni di euro &#8220;ballerini&#8221; è lunga e complessa. </p>
<p>Il primo sequestro preventivo risale addirittura al 2005 e la conseguente battaglia giudiziaria si è trascinata per anni, fino a giungere all&#8217;ultima pronuncia della Corte di Cassazione. Il denaro ipoteticamente riciclato attraverso il Superenalotto sarebbe derivante, secondo l&#8217;accusa, da un&#8217;attività di narcotraffico internazionale sull&#8217;asse Sud America-Calabria. </p>
<p>D&#8217;altronde, è questo l&#8217;ambiente nel quale si muove la maxi-inchiesta Decollo, che attraverso varie fasi è condotta ormai da anni dal pm Curcio. Nelle scorse settimane, lo stesso sostituto procuratore ha fatto notificare ai Carabinieri gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari di &#8220;Decollo Ter&#8221; nei quali vengono ricostruire le rotte della cocaina dal Sud America all&#8217;Australia, dal Venezuela alla Spagna, passando per il porto di Gioia Tauro per arrivare fino a San Marino per le operazioni di riciclaggio. </p>
<p>Un sottobosco di presunte complicità che ha finito per travolgere anche personaggi insospettabili, gettando al contempo un fascio di luce sul modus operandi della &#8216;ndrangheta nello scacchiere del narcotraffico internazionale. </p>
<p>Alcuni degli indagati – complessivamente sono dieci – hanno chiesto di essere interrogati dopo avere ricevuto la comunicazione riguardante la conclusione delle indagini. I primi interrogatori sarebbero già stati effettuati ed a breve il pm sarà nelle condizioni d&#8217;inoltrare al gip le richieste di rinvio a giudizio.</p>
<p>La prima inchiesta &#8220;Decollo&#8221; risale infine al 2005, quando contestualmente ad un centinaio di arresti furono sequestrati beni mobili, immobili e attività commerciali non solo in Calabria ma anche in Lombardia, Emilia Romagna, Basilicata, Campania, Lazio, Liguria, Piemonte, Sicilia e Toscana per decine di milioni di euro; parte degli atti fu poi trasmessa a Milano, considerato che alcune attività criminali si sarebbero concretizzate nel territorio lombardo.</p>
<p>di Giuseppe Lo Re</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Pineta, in fondo bastano tre giorni per bonificare quest&#8217;oasi deturpata &#8211; Un gruppo di volontari del Centro polivalente di via Fontana Vecchia ha ripulito 15 mila mq &#8211; «L&#8217;abbiamo fatto perché andava fatto. Ora urge mettere più cassonetti»</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:43:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; «L&#8217;abbiamo fatto perché andava fatto. La pineta di Giovino era invivibile, abbandonata, pericolosa finanche per i cani tanti erano i vetri di bottiglia sparsi ovunque, per non dire il resto. Adesso anche quelli che la pineta la attraversano per fare footing ci hanno detto che la differenza si vede, eccome! In fondo basta [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; «L&#8217;abbiamo fatto perché andava fatto. La pineta di Giovino era invivibile, abbandonata, pericolosa finanche per i cani tanti erano i vetri di bottiglia sparsi ovunque, per non dire il resto. Adesso anche quelli che la pineta la attraversano per fare footing ci hanno detto che la differenza si vede, eccome! In fondo basta poco, tra domenica e ieri abbiamo ripulito quasi tutto e oggi ultimeremo l&#8217;opera». Tre giorni di fiatone, di risultati e di soddisfazione. A volerli e a viverli, un gruppo di volontari che frequentano il Centro polivalente di via Fontana vecchia. Armati di rastrelli, sacchi per i rifiuti<span id="more-23069"></span> e tutto l&#8217;occorrente per un &#8220;repulisti&#8221; degno di questo nome, hanno cominciato domenica e proseguito ieri un intervento &#8220;a tappeto&#8221; di pulizia della pineta di Giovino, storico polmone verde del litorale e dell&#8217;intera città.</p>
<p>Evidente che dopo l&#8217;iniziativa messa in campo dall&#8217;ex sindaco Michele Traversa, che in pochi giorni fece ripulire l&#8217;area boschiva, il degrado e l&#8217;inciviltà hanno via via ripreso il sopravvento, disseminando la Pineta di una marea di rifiuti. Da quanto emerso, da un mese a questa parte &#8211; complici forse i pic nic delle recenti festività &#8211; la situazione è più che peggiorata.</p>
<p>«Basterebbe poco per tenere la pineta pulita», commenta una ragazza, convinta componente della pattuglia di volontari che senza altro input che non sia il rispetto per l&#8217;ambiente e l&#8217;amore per la natura, ha realizzato questa «iniziativa autonoma che è anche un incoraggiamento ad avere coscienza civica. In due pomeriggi abbiamo pulito – aggiunge – oltre 15 mila metri quadrati di pineta. E adesso la differenza si nota». </p>
<p>Il punto, viene da aggiungere, è cosa avverrà domani. Tornerà tutto come prima? Certo il senso civico non si acquisisce da un giorno all&#8217;altro, soprattutto se domina il cattivo esempio.</p>
<p>Comunque vada, il gesto dei volontari di via Fontana vecchia testimonia quanto tra i giovani abbondino sensibilità e slanci positivi, forse più che in passato. Il contrario dello stereotipo dei bamboccioni disincantati, cinici e iperconsumisti.</p>
<p>«Abbiamo raccolto finora oltre un quintale di spazzatura, un sacco ogni 20 metro – aggiunge uno dei volontari –, abbiamo trovato plastica di ogni tipo, bicchieri e perfino bottiglie non aperte e ancora piene. Chiediamo alla prossima Amministrazione comunale che collochi più cassonetti in quest&#8217;area, davvero è un peccato avere quest&#8217;angolo di paradiso e vederlo ridotto così». </p>
<p>Come si ricorderà, Traversa appena eletto con una task force di circa cinquanta uomini tra addetti Afor, Catanzaro Servizi e Aimeri organizzò una vasta operazione con l&#8217;obiettivo di liberare l&#8217;area costiera dal degrado e dall&#8217;incuria. Ma a quanto pare la storia si ripete e adesso ad avere la meglio è l&#8217;inciviltà mai sopita. E la tendenza di tanti cittadini a non considerare parte di sé e della propria vita tutto ciò che sta oltre il perimetro di casa.</p>
<p>di Betty Calabretta</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=60359&#038;Edizione=9&#038;A=20120508">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fallimento della società Fc, il pm chiede 4 rinvii a giudizio &#8211; Concluse le indagini: rischiano il processo Aiello, Bove, Catalano e Santaguida</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:38:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Quattro rinvii a giudizio sono stati chiesti dal sostituto procuratore Alberto Cianfarini a conclusione delle indagini preliminari sul fallimento della società calcistica Fc Catanzaro (avvenuto nel 2011), costituita dopo il precedente fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, a sua volta oggetto di un&#8217;altra inchiesta della Procura. Gli indagati nel fascicolo che riguarda il vecchio Football club [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Quattro rinvii a giudizio sono stati chiesti dal sostituto procuratore Alberto Cianfarini a conclusione delle indagini preliminari sul fallimento della società calcistica Fc Catanzaro (avvenuto nel 2011), costituita dopo il precedente fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, a sua volta oggetto di un&#8217;altra inchiesta della Procura.<span id="more-23066"></span></p>
<p>Gli indagati nel fascicolo che riguarda il vecchio Football club sono dunque quattro. E si tratta degli ex amministratori unici, in epoche diverse, della società, Antonio Aiello e Pasquale Bove, dell&#8217;ex procuratore speciale della società fallita Filippo Catalano (tutti e tre accusati di bancarotta fraudolenta) e dell&#8217;ex amministratore Giuseppe Alfonso Santaguida (indagato per omesso versamento di Iva).</p>
<p>Stando alle accuse formalizzate il mese scorso nell&#8217;avviso di conclusione delle indagini preliminari, ad Antonio Aiello (indagato anche per la presunta distrazione di oltre 19mila euro dalla società) e Filippo Catalano, in particolare, viene contestata la stipula, nel maggio del 2010, di nuovi contratti con giocatori e allenatore, realizzando così atti potenzialmente pericolosi per lo stato economico-finanziario della società che avrebbero poi determinato un dissesto irreversibile che a sua volta avrebbe portato al fallimento della Fc Catanzaro con l&#8217;ampliamento dei costi di esercizio. Pasquale Bove, invece, sempre stato dalle ipotesi dell&#8217;accusa, avrebbe distratto 90mila euro dalla società e inoltre avrebbe falsificato le scritture contabili obbligatorie per ottenere l&#8217;iscrizione della società al campionato di calcio 2009/2010.</p>
<p>Il fallimento della società calcistica Fc Catanzaro è stato decretato con un provvedimento del Tribunale di Catanzaro datato 24 febbraio 2011. In quell&#8217;occasione il giudice aveva anche affidato la società ad un curatore fallimentare che portò avanti l&#8217;ordinaria gestione, in una situazione di difficoltà dovuta alla mancanza di risorse finanziarie. Persino il Comune cercò d&#8217;interessarsi nel tentativo di salvare l&#8217;Fc Catanzaro dal fallimento, ma alla fine si rivelò tutto inutile; fu un periodo buio, anche sportivamente, dal quale la squadra si è tirata fuori proprio in questi giorni con la promozione in Prima Divisione.</p>
<p>Quella del &#8220;crac&#8221; fu una scena già vista con l&#8217;Unione sportiva Catanzaro, a sua volta dichiarata fallita dal Tribunale il 15 giugno del 2007. In quel caso le accuse ancora in piedi sono di bancarotta e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, ma questo riguarda un altro filone d&#8217;indagine che, sempre nelle mani del pubblico ministero Cianfarini, ha portato alle richieste di rinvio a giudizio nei confronti di altre persone.</p>
<p>Adesso, per quanto riguarda il Football club, sarà l&#8217;ufficio gip-gup a dare comunicazione agli indagini della fissazione dell&#8217;udienza preliminare. In quella sede, i quattro avranno modo d&#8217;illustrare in contraddittorio la loro linea difensiva. </p>
<p>Al momento &#8211; è doveroso precirsalo &#8211; a loro carico sussistono soltanto ipotesi di reato ma nessuna pronuncia di colpevolezza; saranno i vari gradi di giudizio a scrivere la parola fine sull&#8217;ennesima storia a cavallo fra le aule di giustizia e i campi di calcio.</p>
<p>di (g.l.r.)</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=60352&#038;Edizione=9&#038;A=20120508">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Atti giudiziari buttati tra i rifiuti, scatta l&#8217;inchiesta della Procura &#8211; La scoperta ieri mattina a pochi metri dal tribunale &#8211; I documenti subito acquisiti dai carabinieririguardano processi e indagini preliminari</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 08:10:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Carabinieri, Vigili urbani e poi anche Vigili del fuoco. Erano in decine, ieri mattina, a rovistare tra i rifiuti. E non cercavano l&#8217;arma del delitto o eventuali tracce biologiche, ma carte e faldoni giudiziari. A due passi dal Tribunale di via Argento, pieno centro di Catanzaro, qualcuno ha pensato bene di disfarsi nella maniera più sbrigativa di atti riguardanti indagini e processi: buttarli tra la spazzatura o nella scarpata che si affaccia sul Musofalo. Carte di una certa rilevanza, in parte riguardanti un&#8217;importante udienza preliminare, e qualcuna pure in originale con tanto di timbro del Tribunale di Catanzaro.<span id="more-23055"></span></p>
<p>Del ritrovamento, avvenuto casualmente, è stata immediatamente informata la Procura della Repubblica. E intorno alle 10 è scattata l&#8217;indagine: sul posto sono arrivati i Carabinieri del Reparto scientifico, che con tanto di guanti e mascherine hanno iniziato a passare al setaccio una vasta area adeguatamente recintata con il nastro isolante dalla Polizia municipale. </p>
<p>Centinaia di metri quadrati tra i rifiuti da una parte e la scarpata dall&#8217;altra da cui sono saltati fuori chili e chili di atti giudiziari, tutti poi conservati in alcuni cartoni e portati in caserma per un attento censimento. Mentre i Carabinieri lavoravano guidati dal ten. col. Giorgio Naselli, comandante del reparto operativo del comando provinciale, il pm Gerardo Dominijanni ha aperto un fascicolo al momento senza indagati nè ipotesi di reato.</p>
<p>In attesa di conoscere cosa riguardassero tutti i documenti raccolti ieri mattina, s&#8217;inseguono le ipotesi più disparate. Che vanno dalla disattenzione di qualcuno alla leggerezza di un ipotetico impiegato addetto all&#8217;eliminazione di documenti non più utili, passando per la ben più inquietante volontaria eliminazione di materiale prelevato da qualche scaffale del Tribunale di via Argento. </p>
<p>Oltre agli ipotetici reati che potrebbero essere stati commessi, ci sono implicazioni civilistiche riguardanti la violazione della privacy legata alla diffusione di materiale d&#8217;indagine con nomi d&#8217;indagati e parti offese. E poi c&#8217;è l&#8217;eventuale aspetto disciplinare interno, qualora si accertasse che i documenti siano stati buttati lì da un dipendente del Tribunale.</p>
<p>Di sicuro, secondo i primi riscontri dei militari dell&#8217;Arma, nel materiale rinvenuto c&#8217;erano due faldone, uno dei quali completo di tutti gli atti di un&#8217;inchiesta riferita al 2008 e recentemente finita all&#8217;esame del giudice per le indagini preliminari; il secondo fascicolo, con tanto di foderina, conterrebbe invece solo parte di atti. E non è dato sapere se entrambi siano riferiti alla stessa inchiesta.</p>
<p>Sul posto, dopo Carabinieri e Vigili urbani, sono giunti anche i Vigili del fuoco che hanno collaborato nella raccolta dei documenti finiti nelle zone più difficili da raggiungere sul vallone del Musofalo. Impegnato, nelle ultime fasi, anche il personale dell&#8217;Aimeri Ambiente, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti a Catanzaro, al quale è stato chiesto di ripulire l&#8217;area dall&#8217;immondizia accatastata nel corso del week end. </p>
<p>Sembra realistico che proprio nel fine settimana gli atti siano stati buttati in quella zona, anche se i noti rallentamenti del sistema di raccolta nel capoluogo calabrese potrebbero riportare le lancette dell&#8217;orologio indietro di qualche altro giorno.</p>
<p>Ultimo elemento degno di nota: il ritrovamento di atti giudiziari in quella zona avrebbe un precedente. Anche se questo sono in corso approfondimenti da parte della polizia giudiziaria coordinata dal pm Dominijanni.</p>
<p>di Giuseppe Lo Re</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
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		<title>In serata il sindaco o ballottaggio &#8211; In calo l&#8217;affluenza (- 4,86%) nella prima giornata elettorale; complice &#8211; forse &#8211; la promozione dei giallorossi &#8211; Le urne resteranno aperte fino alle ore 15, poi lo spoglio delle schede</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:37:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Forse in questa circostanza di calo &#8220;fisiologico&#8221; non si può proprio parlare: meno elettori nei seggi, certo; ma quando al Ceravolo c&#8217;è una sorta di &#8220;finale&#8221;, una partita che vale una stagione, come si fa a pretendere che la gente stia in fila dietro l&#8217;urna? C&#8217;è tempo fino alle 15 di oggi per recuperare qualche punto percentuale e rimettersi in carreggiata.<span id="more-23048"></span></p>
<p>Affluenza in calo, dunque, a Catanzaro ma anche altrove. Quando alle 22 di ieri sono stati chiusi i seggi, nel capoluogo di regione aveva votato il 53% degli aventi diritto, che poi sono 76.786. In netto calo rispetto all&#8217;ultima (recentissima) tornata elettorale, quella dello scorso anno che vide l&#8217;affermarsi di Michele Traversa: in quella circostanza alla stessa ora aveva votato il 57,86% degli elettori. Un calo, dunque, del 4,86%.</p>
<p>Chiamati al voto per l&#8217;elezione del sindaco e per il rinnovo del Consiglio comunale, i catanzaresi hanno risposto con una certa pigrizia; un &#8220;trend&#8221; evidenziato già col primo rilevamento, quello delle ore 12, quando in città aveva votato il 13,7% degli aventi diritto contro il 16,4% dello scorso anno.</p>
<p>Uno scarto che è andato accentuandosi nel primo pomeriggio e che è stato possibile verificare con il secondo rilevamento, quello delle ore 19, con una percentuale dei votanti pari al 38,18 contro il 44,18 dello scorso anno. Cioé meno 6%. Niente di anormale se si tien conto che tra le 12 e le 19, cioé nel pomeriggio, c&#8217;è stata la partita di calcio che ha visto la promozione dell&#8217;Us in Prima Divisione, che con il corollario dei festeggiamenti ha portato parecchia gente lontano dai seggi. In serata infatti un certo recupero c&#8217;è stato, e la flessione, come detto, si è attestata al 4,86%.</p>
<p>In controtendenza i candidati alla carica di sindaco: diligentemente, sotto lo sguardo dei fotografi, hanno esercitato il diritto al voto in mattinata: Pino Celi, leader dell&#8217;area di centro, ha votato alle 9.30 nella sezione 83, nella scuola elementare del plesso Porto, ubicata nell&#8217;area Teti. Il candidato della coalizione di centrosinistra Salvatore Scalzo ha votato alle ore 10 nei locali della scuola elementare del rione Corvo. Elio Mauro, che guida una lista civica, si è recato alle urne intorno alle 10,30 nel seggio allestito nella scuola elementare di Piano Casa. Infine il candidato sindaco del centrodestra Sergio Abramo ha votato alle 11 nel seggio della scuola elementare di via Bambinello Gesù.</p>
<p>Non ha votato invece Antonio Carpino, candidato sindaco per il Partito Comunista dei Lavoratori. Nessuna dimenticanza: lui, pur se catanzarese &#8220;doc&#8221;, è residente a Montepaone Lido e dunque non gli è possibile&#8230; sostenersi.</p>
<p>La prima giornata elettorale è trascorsa senza alcun intoppo. Dai seggi non è stata segnalata alcuna situazione anomala, nessun incidente. I seggi, aperti questa mattina dalle 7; lo scrutinio subito la chiusura delle urne, alle 15; questa sera Catanzaro saprà se ha un nuovo sindaco o dovrà attendere il ballottaggio.</p>
<p>di Paolo Cannizzaro</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=59909&#038;Edizione=9&#038;A=20120507">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Ha la bocca cucita la vittima della sparatoria di Capizzaglie &#8211; Francesco Valiante, 37 anni, colpito a un polmone sabato sera è ricoverato al Pugliese ma è fuori pericolo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 08:22:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Si trova ancora ricoverato al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e non è più in pericolo di vita pur restando riservata la prognosi. Ma per Francesca Valiante, il 37enne ferito al petto sabato sera a Lamezia Terme, si prospetta la possibilità che venga sottoposto a fermo pur non essendoci pericolo di fuga. L&#8217;operaio in [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Si trova ancora ricoverato al Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e non è più in pericolo di vita pur restando riservata la prognosi. Ma per Francesca Valiante, il 37enne ferito al petto sabato sera a Lamezia Terme, si prospetta la possibilità che venga sottoposto a fermo pur non essendoci pericolo di fuga. L&#8217;operaio in servizio all&#8217;aeroporto lametino sembra non abbia spiegato nulla agli investigatori sulla sparatoria di cui è stato vittima in Via dei Bizantini, nel rione Capizzaglie, sotto il controllo della cosca Cerra-Torcasio.<span id="more-23045"></span> </p>
<p>Non avrebbe saputo fornire spiegazioni ai carabinieri della Compagnia lametina nemmeno su quanto è stato trovato nella sua Audi A3 con cui ha raggiunto l&#8217;ospedale ferito gravemente a un polmone: un passamontagna e del nastro adesivo che potrebbe essere stato usato per manomettere la targa dell&#8217;auto, non rendendola riconoscibile alle videocamere del sistema di sorveglianza cittadino.</p>
<p>Si tratta di lettori computerizzati di targa di cui è piena la città, che non solo individuano lettere e numeri, ma collegati ad una banca dati riservata riescono a identificare il proprietario dell&#8217;auto intercettata. Fatta la legge trovato l&#8217;inganno: basta coprire qualche cifra o lettera con del nastro adesivo per sfuggire all&#8217;identificazione computerizzata.</p>
<p>Valiante è stato colpito da un proiettile di pistola di grosso calibro. La sua Audi è stata sforacchiata sul parabrezza e su una fiancata. Io carabinieri si chiedono cosa stesse andando a fare sabato notte con quel copricapo e la targa contraffatta. Ecco perchè hanno cominciato a scavare sul passato del 37enne lametino sposato. </p>
<p>Non avrebbe collegamenti con esponenti della &#8216;ndrangheta locale, ma solo precedenti &#8220;conquistati&#8221; sul campo dove oltre a fare l&#8217;ultras della Vigor evidentemente s&#8217;è dato troppo da fare, tanto dal Daspo, cioè un provvedimento di divieto d&#8217;accesso alle manifestazioni sportive. Ma si tratta di fatti risalenti a cinque anni fa.</p>
<p>La sparatoria di sabato in una via centrale della città s&#8217;inquadra in un&#8217;ondata di violenza con pochi precedenti: due settimane fa tre auto bruciate in una sola notte, giovedì una bomba all&#8217;ingresso dello studio fotografico Ventura, un fratello di Gennaro Ventura scomparso per lupara bianca nel &#8217;96 (i suoi resti furono ritrovati dopo 12 anni in un casolare fuori città), e un&#8217;altra bomba venerdì nel ristorante &#8220;La Furfantella&#8221; nella trafficatissima Via Marconi. Le due esplosione sono avvenute in pieno giorno, nel primo pomeriggio.</p>
<p>di Vinicio Leonetti</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
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		<title>Catanzaro, la candidata Laria condannata per concussione: “Assunzioni in cambio di fondi” &#8211; Due anni e dieci mesi in primo grado per l&#8217;ex assessore, con interdizione dai pubblici uffici. Ma il suo avvocato dice: &#8220;Può presentarsi lo stesso&#8221; &#8211; Con la &#8220;Lista Scopelliti&#8221; sostiene l&#8217;aspirante sindaco Sergio Abramo, indagato per falsa testimonianza dopo una deposizione contestata nello stesso processo</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/24/catanzaro-candidata-laria-condannata-per-concussione-assunzioni-cambio-fondi-due-anni-dieci-mesi-primo-grado-per-lex-assessore-con-interdizione-dai-pubblici-uffi/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:50:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Due anni e 10 mesi di carcere e interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. È stata giudicata colpevole di concussione l’ex assessore al Comune di Catanzaro Caterina Laria, in carica fino al 2005 e oggi candidata alle amministrative di maggio con la lista “Scopelliti presidente” che appoggia l’aspirante sindaco Sergio [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Due anni e 10 mesi di carcere e interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. È stata giudicata colpevole di concussione l’ex assessore al Comune di Catanzaro Caterina Laria, in carica fino al 2005 e oggi candidata alle amministrative di maggio con la lista “Scopelliti presidente” che appoggia l’aspirante sindaco Sergio Abramo. In primo grado, quindi, ha retto l’impianto accusatorio sostenuto in aula dal pubblico ministero Gerardo Dominijanni che, al termine della requisitoria, aveva chiesto 6 anni di reclusione.<span id="more-22984"></span></p>
<p>In sostanza, Laria avrebbe chiesto alla Fondazione “Città Solidale”, che si occupa di assistenza ai disabili, di assumere alcune persone da lei segnalate in cambio di una serie di provvedimenti amministrativi per un progetto comunale. Il “j’accuse” nei confronti del politico di centrodestra portava la firma del presidente della Fondazione, padre Piero Puglisi. </p>
<p>Quest’ultimo, nel 2004, aveva presentato un esposto in cui spiegava di aver ricevuto dalla Laria la precisa indicazione che lei si sarebbe impegnata per l’approvazione di un progetto presentato dall’ente, se padre Puglisi in cambio avesse accettato di impiegare nell’esecuzione alcune persone segnalate.</p>
<p>Secondo quanto riferito dall’avvocato Giancarlo Pittelli, difensore dell’ex assessore, «la pena non va immediatamente in esecuzione e quindi Caterina Laria può regolarmente candidarsi al consiglio comunale di Catanzaro». A margine dell’inchiesta è indagato anche il candidato del Pdl a sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, accusato di falsa testimonianza. </p>
<p>Lo scorso 7 novembre, infatti, Abramo era comparso davanti al tribunale di Catanzaro per testimoniare nel processo a carico del suo ex assessore alle Politiche sociali. Secondo l’accusa si è contraddetto rispetto alle sue precedenti dichiarazioni rese nella fase preliminare dell’indagine e rispetto a quelle degli altri testimoni. </p>
<p>Doveva essere poco più di una formalità e, invece, il suo interrogatorio si è concluso con l’iscrizione dell’ex primo cittadino nel registro degli indagati. La lista “Scopelliti presidente” si appresta, quindi, ad affrontare le prossime elezioni comunali di Catanzaro con un candidato condannato per concussione.</p>
<p>di Lucio Musolino</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/24/catanzaro-condannata-concussione-candidata-abramo-indagato-falsa-testimonianza/206671/">ilfattoquotidiano.it</a></p>
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		<title>Striscioni e catene, la protesta dei lavoratori della ex Standa &#8211; Sit-in davanti alla Prefettura, si cerca una soluzione attraverso la concertazione &#8211; Nuovo incontro fissato venerdì con la Confindustria e i sindacati</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/24/striscioni-catene-protesta-dei-lavoratori-della-standa-sit-davanti-alla-prefettura-cerca-una-soluzione-attraverso-concertazione-nuovo-incontro-fissato-venerdi-con-confindustr/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 09:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; &#8220;Dipendenti Rivazzurra, dalla fama alle fame&#8221;, recitava così, ieri mattina, lo striscione posto di fronte alla Prefettura dai lavoratori dell&#8217;ex Standa, in continua protesta per il mancato ricevimento degli stipendi. Le loro, sono facce assorte, quasi rassegnate ad un destino che di certo non si aspettavano. Ma non mollano, non lo hanno mai [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; &#8220;Dipendenti Rivazzurra, dalla fama alle fame&#8221;, recitava così, ieri mattina, lo striscione posto di fronte alla Prefettura dai lavoratori dell&#8217;ex Standa, in continua protesta per il mancato ricevimento degli stipendi. Le loro, sono facce assorte, quasi rassegnate ad un destino che di certo non si aspettavano. Ma non mollano, non lo hanno mai fatto e non lo faranno neanche adesso che sono chiamati ad urlare i loro diritti.<span id="more-22977"></span></p>
<p>Tornati alle dipendenze del Gruppo Russo, da oltre nove mesi non percepiscono salario, risultando regolarmente assunti ma restando comunque a casa senza possibilità di lavorare. Tre i supermercati chiusi a Catanzaro, oltre 10 le filiali ormai serrate nella provincia, tutti con la motivazione di un&#8217;apparente ristrutturazione, finora ancora senza avvio, in nessuno dei punti vendita, risultanti inspiegabilmente ancora pieni di merce.</p>
<p>Dal 20 febbraio, infatti i lavoratori, prima dipendenti Europa 2000, poi Billa G, ora Rivazzura, si ritrovano senza più occupazione e con una situazione economica ormai allo stremo. Ieri mattina, incatenati sulle scale della Basilica dell&#8217;Immacolata, hanno chiesto con a gran voce d&#8217;incontrare il prefetto, Antonio Reppucci, che in tarda mattinata ha poi incontrato una piccola delegazione di dipendenti.</p>
<p>«Il debito che l&#8217;azienda ha oramai raggiunto con noi – spiegano i lavoratori – varia dalle nove alle tredici mensilità. Il calvario – raccontano i dipendenti – è iniziato già dal 2007, con la retrocessione del ramo d&#8217;azienda dal gruppo Russo al gruppo Billa, che poi successivamente subappaltato a Europa 2000».</p>
<p>«Al ritorno di Russo, l&#8217;azienda si era fatta carico dei nostri problemi, e dei ritardi nei pagamenti, assicurando parte degli stipendi, ancora oggi però mai percepiti». Le condizioni dei manifestanti, a questo punto, appaiono drammatiche e sconcertanti: pochi interlocutori, e un avvenire che è ancora lontano da poter definire. </p>
<p>Le catene, con cui, ognuno di loro, si è legato, rappresentano infatti, quella non libertà di vivere dignitosamente la propria esistenza di uomo, e di donna, lavorando e mantenendo così quel minimo di benessere economico- familiare che dovrebbe essere alla base di ogni diritto del cittadino. </p>
<p>Dalla riunione col prefetto Reppucci nulla di definitivo, almeno per quanto è trapelato. Il massimo rappresentate cittadino del Governo, infatti, con pochi margini di manovra su tali questioni, si è ad ogni modo impegnato per la convocazione di un tavolo di concertazione tra le tre aziende interessate, l&#8217;Ispettorato del Lavoro, Confindustria, e sindacati, per la messa a punto di un piano risolutivo al problema. L&#8217;incontro dovrebbe avvenire nella mattinata di venerdì 27 aprile.</p>
<p>di Romana Monteverde</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=54089&#038;Edizione=9&#038;A=20120424">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Fallimento dell&#8217;Us, il pm chiede il giudizio &#8211; Fissata a giugno la prima udienza davanti al giudice Maria Rosaria Di Girolamo nei confronti dei sei indagati coinvolti nell&#8217;inchiesta &#8211; L&#8217;accusa: truffa aggravata per il conseguimento di fondi pubblici e bancarotta fraudolenta patrimoniale</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/20/fallimento-dellus-chiede-giudizio-fissata-giugno-prima-udienza-davanti-giudice-maria-rosaria-girolamo-nei-confronti-dei-sei-indagati-coinvolti-nellinchiesta-laccusa-tru/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 14:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Le accuse di ieri sono quelle di oggi formalizzate dal sostituto procuratore della Repubblica, Alberto Cianfarini, al giudice per le udienze preliminari Maria Rosaria Di Girolamo che ha fissato per il 14 giugno l&#8217;udienza per il fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, dichiarato dal Tribunale nel 2007. Sei le persone imputate. Si tratta dell&#8217;imprenditore Claudio Parente, [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Le accuse di ieri sono quelle di oggi formalizzate dal sostituto procuratore della Repubblica, Alberto Cianfarini, al giudice per le udienze preliminari Maria Rosaria Di Girolamo che ha fissato per il 14 giugno l&#8217;udienza per il fallimento dell&#8217;Us Catanzaro, dichiarato dal Tribunale nel 2007. Sei le persone imputate. <span id="more-22953"></span></p>
<p>Si tratta dell&#8217;imprenditore Claudio Parente, attuale presidente della sesta commissione consiliare della Regione Calabria (difeso dagli avvocati Armando Veneto e Annalisa Pisano); dell&#8217;imprenditore Massimo Poggi (difeso dagli avvocati Antonella Canino e Astolfo Di Amato); dell&#8217;imprenditore Bernardo Colao (difeso dall&#8217;avvocato Salvatore Staiano); del commercialista Giuseppe Ierace (difeso dall&#8217;avvocato Giuseppe Fonte); del consulente d&#8217;azienda Domenico Cavallaro (difeso dagli avvocati Antonietta De Nicolò e De Seta) e dell&#8217;avvocato Gerardo Carvelli (difeso dall&#8217;avvocato Giuseppe Carvelli).</p>
<p>Agli imputati, tutti ex amministratori della società sportiva, vengono contestate a vario titolo le ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, bancarotta fraudolenta patrimoniale e indebita restituzione di conferimenti. </p>
<p>La presunta truffa &#8211; secondo la ricostruzione dell&#8217;accusa &#8211; si sarebbe concretizzata nell&#8217;incasso risalente a giugno del 2007 di «contributi pubblici» ritenuti indebiti per 3 milioni 410mila euro da parte della Lega Calcio e di 536mila euro da parte della Provincia e del Comune; queste somme, secondo l&#8217;accusa, non sarebbero state erogate se i soggetti pubblici avessero avuto contezza della situazione di «decozione patrimoniale» dell&#8217;Us, così come viene definita dalla stessa Procura. </p>
<p>Alla fine, sempre secondo la Procura, i quasi 4 milioni di euro sarebbero stati distratti in favore degli amministratori, ai danni di creditori e soggetti pubblici eroganti. Tant&#8217;è che la Procura aveva chiesto e ottenuto il sequestro preventivo di beni per oltre 6 milioni di euro e, su disposizione del gip Tiziana Macrì, le Fiamme Gialle avevano messo sotto chiave disponibilità finanziarie, quote societarie, beni mobili e immobili.</p>
<p>Il problema, secondo gli imputati e i loro avvocati difensori, è che le somme indicate dalla Procura non sarebbero qualificabili come &#8220;fondi pubblici&#8221;, derivando dall&#8217;asserito rapporto privatistico fra Lega Calcio e società sportiva (in questo caso l&#8217;Us Catanzaro) e da contratti di sponsorizzazione sottoscritti con Provincia e Comune. </p>
<p>Infatti, per quanto attiene ai contributi degli enti pubblici territoriali (come Comune e Provincia), esso discendono da contratti a prestazioni corrispettive, quali i contratti di sponsor sono, e che traslano l&#8217;ente pubblico nell&#8217;ambito di esercizio di un negozio di diritto privato. Una tesi, quest&#8217;ultima, che insieme alle altre sostenute dal collegio difensivo ha evidentemente convinto il Tribunale del Riesame che ha annullato il provvedimento di sequestro preventivo fondato proprio sull&#8217;ipotesi di truffa aggravata. </p>
<p>Fra l&#8217;altro, in apertura di udienza davanti al Tdl i legali hanno depositato i contratti di sponsorizzazione e le relative fatture, con tanto di Iva, degli enti locali mentre per la Lega è stata esibita fattura relativa ai ricavi individuali provenienti dai diritti televisivi e dalle scommesse.</p>
<p>Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. Dopo gli avvisi di conclusione delle indagini, il pm Cianfarini depositò un&#8217;integrazione d&#8217;indagine con acquisizioni documentali e sommarie informazioni raccolte dalla Guardia di Finanza in relazione a lavori effettuati allo stadio Ceravolo in vista della stagione agonistica 2004/2005. </p>
<p>Gli interventi &#8211; secondo l&#8217;accusa &#8211; sarebbero stati affidati in appalto ad una società, già socia dell&#8217;Us, per un corrispettivo di 1 milione di euro. Ma, stando alle tesi della Procura, si sarebbe trattato di «asseriti lavori in realtà insussitenti». Proprio per effettuare ulteriori verifiche su quest&#8217;aspetto della vicenda (l&#8217;Ufficio legale del Comune nell&#8217;agosto 2007 ha inviato al curatore fallimentare della società una raccomandata nella quale si attestava che l&#8217;Ente «non ha mai rilasciato alla società calcistica nessuna autorizzazione necessaria ed indispensabile per effettuare i lavori in questione») fu disposta dal pm titolare del fascicolo l&#8217;acquisizione dell&#8217;ulteriore materiale.</p>
<p>di Giuseppe Mercurio</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=52187&#038;Edizione=9&#038;A=20120420">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vendola: la Calabria ha bisogno di rialzarsi &#8211; Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà partecipa a una convention al teatro Masciari, scelto come simbolo della cattiva gestione politica &#8211; «Il centrodestra è un assembramento di affaristi. La sfida comincia da questa città»</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 14:07:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; «La Calabria ha bisogno di rialzarsi in piedi, cominciando proprio da Catanzaro. Per questo tocca a Salvatore Scalzo superare la bella sfida che si ritrova sulle spalle». Il leader nazionale di Sel, Nichi Vendola, scende nel capoluogo per garantire il pieno sostegno al candidato sindaco del centrosinistra nella corsa elettorale verso Palazzo De [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; «La Calabria ha bisogno di rialzarsi in piedi, cominciando proprio da Catanzaro. Per questo tocca a Salvatore Scalzo superare la bella sfida che si ritrova sulle spalle». Il leader nazionale di Sel, Nichi Vendola, scende nel capoluogo per garantire il pieno sostegno al candidato sindaco del centrosinistra nella corsa elettorale verso Palazzo De Nobili. <span id="more-22950"></span></p>
<p>Sfondo della serata, un teatro Masciari colorato di rosso e arancione, gremito da tanti sostenitori, dai dirigenti dei partiti della coalizione e dai candidati al Comune per Sinistra, Ecologia e Libertà, che hanno alternato citazioni di Berlinguer e Gramsci, prima di lasciare il microfono a Vendola e Scalzo, affiancati dal primo cittadino di Lamezia, Gianni Speranza.</p>
<p>«Un teatro pericolante come questo – ha sottolineato Vendola – è indice di incuria e sciatteria, di cattiva gestione e disamore per questa città, l&#8217;emblema di un Paese malato, in cui il territorio è sempre stato considerato come una riserva di caccia per i palazzinari».</p>
<p>Dopo l&#8217;analisi della crisi italiana, in cui si alternano ondate di antipolitica ad un sistema economico che va cambiato, anche per non lasciare terreno fertile alla criminalità organizzata, il leader di Sel si è lanciato a piedi uniti nel contesto locale, sperando nell&#8217;inversione di marcia della burocrazia amministrativa: «Bisogna aprire la macchina comunale ai cittadini, che potranno chiedere spiegazioni sui raggiri della cattiva politica in una Catanzaro maltrattata. È umiliante pensare di ritornare al voto solo un anno dopo, mentre chi c&#8217;era è forse fuggito. Il centrodestra, in Calabria più che altrove, è un assembramento di affarismo e opacità, ma può essere sconfitto dando un segno di riscossa a tutta la regione».</p>
<p>Sono i mali catanzaresi e calabresi le piste più battute da Vendola: «Per i disabili deve essere complicato vivere a Catanzaro, ingorgo di barriere architettoniche da abbattere necessariamente. Questa è una delle capitali della crescita dissennata, un cumulo di fratture urbane e di agglomerati di cemento, che ha bisogno di far lavorare l&#8217;edilizia, non per farla tracimare in periferie oscene e &#8216;ndranghetiste, ma per riqualificare l&#8217;intera città. La Calabria può far propria una politica ecosostenibile per liberare il suo cuore meraviglioso &#8211; che conosco molto bene per esserci venuto in vacanza per un decennio, quando ero vicepresidente della Commissione antimafia &#8211; dalle brutture artificiali».</p>
<p>In apertura, era stato Gianni Speranza a esprimere il suo rinnovato endorsement a favore di Scalzo, dando al voto di Catanzaro un&#8217;impronta regionale: «Il voto nel capoluogo vale per l&#8217;intera Calabria. Sette mesi fa sarebbe stata impensabile un&#8217;altra tornata elettorale in questa città. Invece, la partita si è completamente riaperta e Scalzo ha grandi possibilità di vincere. Sarebbe stupendo per tutti i cittadini calabresi, se un giovane diventasse sindaco del capoluogo, perché tutti noi attorno a lui potremmo combattere con ancora più forza per una Calabria nuova».</p>
<p>Dopo il sindaco di Lamezia e il governatore della Puglia, è toccato a Scalzo chiudere la convention: «La seconda possibilità che ci viene data è un segnale di speranza, mentre il centrodestra è spaccato in due e il &#8220;modello Reggio&#8221;, se tutto va bene, si avvia al suo termine. Pur lasciando che la giustizia faccia il suo corso – ha affermato il candidato del centrosinistra riferendosi alla richiesta di rinvio a giudizio per il presidente della Giunta regionale – una politica d&#8217;altri tempi richiederebbe a Scopelliti un&#8217;autosospensione immediata per il bene della Calabria. Provo tristezza che in un momento del genere, in cui Catanzaro è vilipesa, venga presentata la lista che porta il nome del presidente regionale». </p>
<p>Ricordando l&#8217;inchiesta relativa ai lavori di ristrutturazione di corso Mazzini, «in cui una ditta, dal 2000 al 2006, si è aggiudicata appalti per svariati milioni di euro», Scalzo ne ha avuto un po&#8217; per tutti, prima di promettere polemicamente di «ripulire Catanzaro da un pezzo di centrodestra che persegue l&#8217;interesse particolare e offende la città, nella quale si respira ancora il clima del voto di scambio. Nel settore urbanistico è stato creato un meccanismo, da capovolgere, in cui il diritto diventa favore. Per questo – ha concluso – dobbiamo vincere giocando la carta della mobilitazione».</p>
<p>di Andrea Celia Magno</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=52191&#038;Edizione=9&#038;A=20120420">gazzettadelsud.it</a></p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La pistola 7,65 ha sparato in centro, Carnovale ritorna nel carcere cittadino &#8211; Nuovo colpo della polizia al clan Torcasio: ieri un arresto &#8211; Il giovane a dicembre sorpreso con l&#8217;arma addossola stessa usata per intimidire un commerciante</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 10:30:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Aveva la pistola nella cintola dei pantaloni quando è stato beccato dalla polizia e arrestato. È uscito dal carcere per andare agli arresti domiciliari. Ma dopo qualche giorno s’è scoperto che da quella pistola erano stati sparati alcuni proiettili contro la saracinesca d’un negozio del centro. Una vera e propria intimidazione al [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Aveva la pistola nella cintola dei pantaloni quando è stato beccato dalla polizia e arrestato. È uscito dal carcere per andare agli arresti domiciliari. Ma dopo qualche giorno s’è scoperto che da quella pistola erano stati sparati alcuni proiettili contro la saracinesca d’un negozio del centro. Una vera e propria intimidazione al commerciante: se non paghi il pizzo noi spariamo. Ora Pasquale Carnovale si trova davvero nei guai con la giustizia. Ieri gli agenti del commissariato lametino sono andati a prenderlo nella casa dov’era agli arresti domiciliari per riportarlo nel carcere cittadino con l’accusa di tentata estorsione e danneggiamento aggravato. Carnovale ha 26 anni ed è figlio di una Torcasio. Gli investigatori lo considerano vicino alla cosca di famiglia che ha la sua influenza a Capizzaglie e dintorni.<span id="more-22924"></span></p>
<p>Il giovane è stato sottoposto a fermo su proposta del procuratore della Repubblica Salvatore Vitello che oggi lascia la città per andare ad insediarsi al ministero della Giustizia come vicecapo di gabinetto del Guardasigilli Paola Severino. A firmare il provvedimento anche il sostituto procuratore Maria Alessandra Ruberto. Nelle prossime quarantotto ore il giudice per le indagini preliminari dovrà decidere se tenere dentro l’imputato.</p>
<p>Pasquale Carnovale nel primo pomeriggio de 14 dicembre scorso era stato bloccato in Via dei Bizantini mentre viaggiava su una Punto blu. I poliziotti l’hanno perquisito e addosso gli hanno trovato una 7,65 di fabbricazione cecoslovacca. Era bloccata nella cintola, aveva la matricola cancellata e il colpo in canna. Pronta a sparare.</p>
<p>In quel periodo prenatalizio le pistole tuonarono diverse volte non solo in Via dei Bizantini ma in tutto il centro storico del quartiere Nicastro. Venne bucata anche la saracinesca di un negozio davanti alla quale furono trovati alcuni bossoli che volano da tutte le armi automatiche dopo aver fatto partire i proiettili.</p>
<p>Arrivò la scientifica che dopo aver prelevato i bossoli li mandò per l’analisi alla squadra scientifica di Reggio Calabria. Nello stesso laboratorio arrivò la pistola cecoslovacca trovata al presunto giovane affiliato del clan Torcasio. Gli esperti hanno fatto le necessarie comparazioni: da quella 7,65 furono sparati diversi colpi contro la saracinesca del negozio. L’analisi balistica degli investigatori non dà possibilità di errore.</p>
<p>Ecco perchè da ieri pomeriggio Pasquale Carnovale è rinchiuso nuovamente in una cella. L’amico che gli sedeva accanto sull’auto in cui venne bloccato disse di non sapere che Carnovale fosse armato. E l’ha fatta franca. Ma le indagini della polizia non si fermano.</p>
<p>di Vinicio Leonetti</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Monumento al poeta Mastroianni Giovedì l&#8217;inaugurazione nel parco &#8211; Giornata di studi all&#8217;Umberto in programma per sabato</title>
		<link>http://www.calabrianotizie.it/2012/04/17/monumento-poeta-mastroianni-giovedi-linaugurazione-nel-parco-giornata-studi-allumberto-programma-per-sabato/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 08:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; In programma per sabato prossimo al Teatro Umberto la giornata di studi dedicata al poeta di Platania Felice Mastroianni nel trentennale della morte. L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale che porta lo stesso nome del poeta e presieduta da Benito Paola, per molti anni docente di materie letterarie negli istituti superiori cittadini. Tante [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; In programma per sabato prossimo al Teatro Umberto la giornata di studi dedicata al poeta di Platania Felice Mastroianni nel trentennale della morte. L’iniziativa è organizzata dall’associazione culturale che porta lo stesso nome del poeta e presieduta da Benito Paola, per molti anni docente di materie letterarie negli istituti superiori cittadini. Tante e prestigiose le personalità del mondo della cultura che renderanno omaggio al “cantore delle fate del Reventino”.<span id="more-22914"></span></p>
<p>La lunga giornata di studio inizierà alle 9.30. Dopo il saluto del presidente Paola, interverrà Pasquale Tuscano docente all’Università di Perugia. Sarà poi la volta di Vito Teti che insegna all’Unical e si soffermerà sul tema “L’antropologia di una terra nell’opera poetica di Felice Mastroianni”.</p>
<p>I lavori proseguiranno con l’intervento di Renata Lavagnini, docente all’Università di Palermo nonchè console onorario di Grecia, che ricorderà “Felice Mastroianni, poeta in lingua greca”.</p>
<p>A delineare “l’orizzonte ellenico” nella poesia dell’autore platanese sarà la docente dell’Unical Giovanna De Sensi Sestito che aprirà la sessione pomeridiana dei lavori alle 17. Le conclusioni saranno affidate a Sebastiano Martelli, docente dell’Università di Salerno. Ospite d’eccezione il pittore e scultore lametino Maurizio Carnevali che andrà ad individuare “l’evocazione dell’immagine” nei componimenti di Mastroianni.</p>
<p>Giovedì 18 alle 17.30, due giorni prima dell’iniziativa all’Umberto, nel parco fluviale di Via Ferlaino sarà scoperta la targa del monumento in memoria di Mastroianni.</p>
<p>L’associazione fa sapere che saranno anche consegnati gli attestati ai ragazzi delle scuole che hanno preso parte al progetto di riscoperta e di studio della figura del poeta. La targa è stata realizzata da Carnevali. Il parco fluviale è stato dedicato all’autore platanese circa un anno fa con una cerimonia cui ha preso parte il sindaco Gianni Speranza e molti esponenti del mondo culturale lametino e calabrese. </p>
<p>In quell’occasione sono stati invitati alla manifestazione anche molti studenti di diverse scuole lametine che si stanno impegnando a non dimenticare Mastroianni e il grande patrimonio storico e letterario, rappresentato dai suoi scritti.</p>
<p>In suo onore l’associazione, presieduta da Benito Paola ha ideato diverse iniziative. Molto successo hanno riscosso le serate di musica e poesia organizzate in piazza a Platania e anche nei teatri lametini. La particolarità di queste manifestazioni è consistita nel fatto che, molte poesie di Mastroianni, sono diventate il testo di componimenti musicali. </p>
<p>Canti inneggianti al mondo classico, a quei principi e valori che hanno caratterizzato tutta la vita del poeta, da tutti considerato un “signore d’altri tempi”. Un uomo molto umile e schivo, che non amava i riflettori del successo e della celebrità.</p>
<p>di Maria Scaramuzzino</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
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		<title>Gershwin &#8220;riletto&#8221; in chiave jazz Enrico Rava conquista il Politeama &#8211; L&#8217;apprezzata esibizione del musicista ha costituito un salto ideale tra passato e futuro &#8211; Ricreata sin dalle prime battute l&#8217;atmosfera di un&#8217;America d&#8217;altri tempi</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:46:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Ascoltare Enrico Rava mentre suona la musica di Gershwin è come fare un salto nel passato, proiettandosi nel futuro. Non è nuovo ad operazioni di questo tipo il musicista che sabato sera si è esibito al teatro Politeama, in una giornata tempestosa. La voglia di ricerca e di misurarsi in campi diversi dal [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CATANZARO &#8211; Ascoltare Enrico Rava mentre suona la musica di Gershwin è come fare un salto nel passato, proiettandosi nel futuro. Non è nuovo ad operazioni di questo tipo il musicista che sabato sera si è esibito al teatro Politeama, in una giornata tempestosa.<br />
La voglia di ricerca e di misurarsi in campi diversi dal suo lo avevano portato con successo a suonare brani del repertorio di Michael Jackson. Accompagnato dai Jazz Labs, Rava vuole dimostrare che la sua scelta non è azzardata. George Gershwin non può essere considerato un compositore jazz, pur se nella sua &#8220;scrittura&#8221; sono presenti influenze di quel genere musicale.<span id="more-22908"></span></p>
<p>Un percorso quasi obbligato, quello di confrontarsi con le musiche di Gershwin che, in passato, è stato &#8220;riletto&#8221; da artisti del calibro di Louis Armstrong, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, Billie Holiday, Charlie Parker, Miles Davis e dalla &#8220;rockettara&#8221; Janis Joplin.</p>
<p>Sin dalle prime battute gli otto musicisti ricreano l&#8217;atmosfera di una America d&#8217;altri tempi. Immagini in bianco e nero che diventano a colori e viceversa, grazie al tocco personale di Rava e del suo gruppo.</p>
<p>&#8220;It ain&#8217;t necessarily so&#8221;, da &#8220;Porgy and Bess&#8221;, pur perdendo la sensualità della versione originale, trova maggior forza con l&#8217;innovativo arrangiamento di Dan Kinzelman. Un inizio prorompente che evidenzia solo una parte delle idee sviluppate in questo progetto. </p>
<p>Pur se irraggiungibile per l&#8217;emotività espressa da Billie Holiday nella sua interpretazione di &#8220;The man I love&#8221;, Rava riesce a coglierne l&#8217;intensità, mantenendo la sensualità di un brano tra i più amati del repertorio di Gershwin. La risposta positiva del pubblico è stata evidente.</p>
<p>Pochi secondi e le note della lunga &#8220;Rapsodia in blue&#8221; aleggiano nel teatro. La curiosità di ascoltare la trasformazione di una delle opere più rappresentative di Gershwin è notevole. Un ottetto in luogo di una orchestra può sembrare una idea malsana, invece tutto è perfetto. </p>
<p>I fiati interagiscono in un magico interplay, costruendo un suono pulito ed evidenziando una eccellente capacità improvvisativa, con i musicisti che prendono spunto l&#8217;uno dall&#8217;altro adattando tempestivamente dinamica e fraseggio. Da sottolineare gli ottimi spunti di Mauro Ottolini, al trombone.</p>
<p>&#8220;But not for me&#8221; si fonde con la &#8220;Rapsodia&#8221; formando una lunga suite. Il brano, che chiude idealmente la prima parte del concerto, esalta ancora una volta l&#8217;armonia e la profondità della composizione di Gershwin.</p>
<p>Alla fine Rava si avvicina al microfono per annunciare che la seconda parte prevede brani del suo repertorio. Probabilmente la scelta dei pezzi in questione è ricaduta sui temi con caratteristiche simili a quelli di Gershwin. &#8220;Choctaw&#8221;, dedicata a Don Cherry, aggiunge un senso ritmico maggiore rispetto a quanto ascoltato finora, proseguendo con una eterea &#8220;Amnesia&#8221;, la cosa migliore di questa seconda parte, in cui Giovanni Guidi al pianoforte conferma di essere una delle realtà del jazz nostrano.</p>
<p>Immancabile &#8220;Summertime&#8221;, brano per eccellenza di George Gershwin. Il ricordo della sofferenza sfoggiata da Janis Joplin è lontano, Rava fa &#8220;parlare&#8221; la tromba che, mantenendo il pathos richiesto dallo spartito, riesce a tratti ad essere rabbiosa.</p>
<p>Rava e i suoi salutano tra gli applausi convinti del pubblico, sparendo lentamente dietro le quinte con la certezza di non aver tradito le attese.</p>
<p>di Giuseppe Panella</p>
<p>da <a rel="external nofollow" target="_blank" href="http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=50429&#038;Edizione=9&#038;A=20120416">gazzettadelsud.it</a></p>
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		<title>Il prefetto: questa è una città omertosa &#8211; Dopo il terzo attentato a don Panizza riunito in procura il Comitato di sicurezza presieduto da Reppucci che punta l&#8217;indice &#8211; Oggi pomeriggio alla coop arriva Camusso, il sottosegretario De Stefano annuncia un incontro</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 11:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CalabriaNotizie</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Riunito ad horas il Comitato provinciale di sicurezza per tenere sotto sorveglianza stretta don Giacomo Panizza e la cooperativa “Progetto Sud” vittime di tre attentati in cinque mesi. Oggi pomeriggio arriva alla coop Susanna Camusso leader della Cgil sicuramente non per parlare della riforma dell’articolo 18. Presto sarà in città Carlo De [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Riunito ad horas il Comitato provinciale di sicurezza per tenere sotto sorveglianza stretta don Giacomo Panizza e la cooperativa “Progetto Sud” vittime di tre attentati in cinque mesi. Oggi pomeriggio arriva alla coop Susanna Camusso leader della Cgil sicuramente non per parlare della riforma dell’articolo 18. Presto sarà in città Carlo De Stefano sottosegretario all’Interno sollecitato dall’onorevole Pino Galati. C’è un rinnovato interesse intorno ai disabili ed agli immigrati assistiti dalle cooperative sociali gestite dal sacerdote bresciano. E non solo perchè ieri il Corriere della Sera ha aperto le pagine di cronaca, e “Famiglia Cristiana” ha dedicato una copertina al prete antimafia. <span id="more-22887"></span></p>
<p>L’interesse probabilmente nasce da un giro grosso di lavori e appalti che da anni viene gestito dalle creature dell’arcipelago “Progetto Sud”, una trentina di soggetti che danno posti a circa 150 persone. Con cospicui investimenti pubblici per servizi innegabilmente utili a chi è più svantaggiato.</p>
<p>Può darsi che la ‘ndrangheta voglia mettere le mani su tutto questo, cercare d’infiltrarsi in modo subdolo come solo un’organizzazione criminale riesce a fare. Molto spesso con successo. Chi avrebbe detto ai Torcasio, quando una ventina d’anni fa costruirono il palazzotto a tre piani nel loro regno di Capizzaglie, che subito dopo la confisca sarebbe diventato il centro di un grosso giro d’affari perfettamente legale?</p>
<p>Adesso il clan è alla deriva, i Torcasio sono ridotti al lumicino: molti ammazzati e tanti in galera. Ed il dito degli inquirenti non sembra sia puntato esclusivamente su di loro. Dopo il vertice di ieri mattina nella procura lametina tutti sono usciti con una parola d’ordine: «S’indaga non tralasciando nessuna pista». L’hanno detto il procuratore Salvatore Vitello che ha ospitato la riunione nel suo ufficio in tribunale, e l’hanno ripetuto il prefetto Antonio Reppucci e il procuratore antimafia di Catanzaro Antonio Lombardo.</p>
<p>Solo un aspetto è certo: non si tratta di attentati improvvisati. Quello del 25 dicembre col grosso petardo davanti all’ingresso della coop poteva sembrare anche una gazatta, così come l’atrti vandalico nella vicina scuola “Gatti” di Capizzaglie, ma il 26 febbraio e la notte tra Pasqua e Pasquetta chi ha sparato sapeva benissimo cosa faceva.</p>
<p>Domenica 26 febbraio qualcuno ha sparato con una carabina di precisione centrando una finestra del primo piano, un appartamento abitato da nove minorenni disperati arrivati dal cuore dell’Africa tutti soli. Le indagini finora hanno rivelato che a sparare è stato un tiratore professionista, e che il colpo è stato esploso dall’alto di un’abitazione circostante, sempre nel regno dei Torcasio.</p>
<p>I due colpi di pistola a Pasquetta sono stati sparati da un revolver di grosso calibro, può darsi una 44 Magnum, perchè i buchi sulla saracinesca e sul vetro retrostante sono evidenti e non sono stati trovati bossoli sul marciapiede. S’è sparato ad altezza d’uomo.</p>
<p>In tutti e tre i casi nessuno ha visto nè sentito niente a Capizzaglie. </p>
<p>«Lamezia Terme è una città omertosa», afferma il prefetto Reppucci, «si fanno marce contro marce, ma nessuno poi parla. Nessuno denuncia di pagare il pizzo. A noi i commercianti dicono che non pagano il pizzo, di conseguenza devo pensare che a Lamezia il pizzo non esiste. Allora cosa si pretende dallo Stato?».</p>
<p>Aggiunge che magistratura e forze dell’ordine «stanno facendo degli sforzi enormi nella lotta alla criminalità», ma continua a mancare «il risveglio della società civile», lanciando un appello ai commerciati: «Aiutateci ad aiutarvi, anche in forma anonima, non vogliamo certamente eroi. Ma con le vostre indicazioni dobbiamo costruire una barriera sociale contro appetiti e mire malavitose».</p>
<p>Un altro prefetto, Carlo De Stefano, ora sottosegretario all’Interno ha assicurato a Galati che si metterà subito in contatto con Reppucci per decidere le misure da adottare. Ed ha garantito la sua disponibilità a venire a breve in città «per aprire un confronto con tutte le componenti istituzionali e cercare d’intervenire tempestivamente per fronteggiare in maniera decisa la piaga criminale». Anche il Comune ha detto sì.</p>
<p>«La visita del sottosegretario è necessaria», sostiene il deputato, «per mettere in atto misure concrete e determinate da parte del governo per osteggiare la criminalità organizzata. Tutto questo deve avvenire in perfetta sinergia tra tutte le componenti istituzionali interessate per fare fronte comune e debellare un fenomeno che affligge il nostro territorio. Occorrono fatti, il tempo delle parole è finito».</p>
<p>di Vinicio Leonetti</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Un prete nel mirino della &#8216;ndrangheta &#8211; Don Giacomo Panizza e la cooperativa sociale &#8220;Progetto Sud&#8221; vittime del terzo attentato in cinque mesi a Capizzaglie &#8211; Due colpi di revolver alla saracinesca della sede in un palazzo confiscato al clan Torcasio</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 08:17:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Tiro a segno contro disabili, africani minorenni, tossici, ragazze madri, psicopatici. Sembra lo sport preferito a Capizzaglie, quartiere a Sud di Lamezia dove le pistole tuonano spesso. I bersagli sono diversi, ma questa volta l&#8217;interesse è concentrato su una cooperativa sociale che ha il suo quartier generale in un palazzotto a tre [...]</p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>LAMEZIA TERME &#8211; Tiro a segno contro disabili, africani minorenni, tossici, ragazze madri, psicopatici. Sembra lo sport preferito a Capizzaglie, quartiere a Sud di Lamezia dove le pistole tuonano spesso. I bersagli sono diversi, ma questa volta l&#8217;interesse è concentrato su una cooperativa sociale che ha il suo quartier generale in un palazzotto a tre piani quasi completamente confiscato al clan Torcasio dieci anni fa. Due colpi di pistola hanno fatto grossi buchi sulla saracinesca ed i vetri che stavano dietro. È la sede di &#8220;Pensieri e parole&#8221;, una delle costole della cooperativa &#8220;Progetto Sud&#8221; guidata da Giacomo Panizza, sacerdote in prima linea contro la &#8216;ndrangheta ma anche a favore dei più sfortunati.<span id="more-22869"></span> Che un mese fa s&#8217;è anche buscato la copertina di &#8220;Famiglia Cristiana&#8221;, il settimanale della Chiesa italiana, col titolone &#8220;Preti nel mirino della &#8216;ndrangheta&#8221;.</p>
<p>Anche questa volta hanno sparato in un giorno di festa. Probabilmente nella notte di Pasquetta. Ma nessuno ha sentito i due colpi esplosi in strada, probabilmente da un&#8217;auto o un motorino in corsa. Chi l&#8217;ha fatto ha organizzato per bene l&#8217;attentato, portandosi dietro una pistola di grosso calibro a tamburo, perchè sul marciapiede davanti alla serranda non sono stati trovati bossoli. </p>
<p>I proiettili si sono infilati nello stesso magazzino dove il 29 febbraio scorso c&#8217;è stata la tappa di un corteo antimafia guidato dal sindaco Gianni Speranza, dal presidente del consiglio regionale Franco Talarico, e dai magistrati Salvatore Vitello e Pino Spadaro.</p>
<p>In Via dei Bizantini, nel cuore di Capizzaglie, oltre a fare dell&#8217;ottimo pane si spara. Mentre passava il corteo le luci di molti negozi si spegnevano, non certamente in segno d&#8217;adesione. E tutti ripensavano alla notte del 25 dicembre scorso quando lo scoppio di un grosso petardo all&#8217;ingresso della sede della cooperativa fece saltare il citofono; il 26 febbraio qualcuno sparò con una carabina alla finestra del primo piano, dove sono ospitati dall&#8217;estate scorsa alcuni ragazzi africani sbarcati a Lampedusa completamenti soli e con i jeans lisi che avevano addosso. Nient&#8217;altro.</p>
<p>Qualche giorno prima, il 22 febbraio, un gruppo di piccoli vandali distrusse la scuola a un centinaio di metri dalla &#8220;Progetto Sud&#8221;. Forse su commissione. E il 16 dicembre, dopo diversi attentati anche di giorno in Via dei Bizantini, fu fermato dalla polizia un giovane dei Torcasio con pistola nella cintola e colpo in canna.</p>
<p>Tra Pasqua e Pasquetta l&#8217;altro attentato. Al magazzino del piano terra chiuso per un paio di giorni. </p>
<p>È l&#8217;ira del clan che dopo dieci anni non riesce a sopportare che uno dei suoi palazzi sia finito in mano allo Stato e poi a don Giacomo? Oppure l&#8217;insistente tentativo d&#8217;infiltrarsi negli appalti pubblici dei servizi socio-assistenziali che gestisce la cooperativa del sacerdote bresciano da prima pagina?</p>
<p>Mentre le indagini della polizia partono da poche certezze, perchè chi lavora nel clan non è abituato a lasciar tracce, don Panizza pensa e ripensa. È preoccupato ma alla Gazzetta del Sud conferma: «Vado dritto». Manda a dire che non molla a chi tenta d&#8217;intimidirlo.</p>
<p>«Prima pensavo che fosse la zona, Capizzaglie è fatta così. Stavolta però sto cercando il contesto: non è questione di zona ma sembra tutto legato a ciò che fa la cooperativa». Il sacerdote non aveva mai preso sul serio la cosa come adesso: «C&#8217;è differenza rispetto alle volte scorse, perchè prima siamo stati obiettivo di attentati seriali, adesso invece veniamo colpiti solo noi. Questo ci snerva e ci butta giù. Ma le scommesse da fare bisogna giocarle fino in fondo. Non passiamo la mano, nè andremo in ferie».</p>
<p>Intimidazioni a Natale e Pasqua significano un messaggio religioso? «Non credo», dice don Panizza, «ma certamente è un segnale simbolico».</p>
<p>Il prete nel mirino spiega che i suoi ospiti, adolescenti del Sudan e del Mali senza padre nè male, inizialmente avevano paura. «Adesso non sono rassegnati, ma hanno capito che in Italia accadono anche queste cose». Loro adesso studiano, stanno anche imparando un mestiere, guardano poco la Tv e giocano molto alla playstation. Ma niente videogame di guerra. Quella è là fuori. Tutti i giorni.</p>
<p>di Vinicio Leonetti</p>
<p>da Gazzetta del Sud</p>
<p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie</a></p><p><a href="http://www.calabrianotizie.it">Calabria Notizie - Tutte le notizie sulla Calabria in Rss</a></p>]]></content:encoded>
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