COSENZA – La beffa. Già, in quanto si saranno sentiti prendere per i fondelli quei docenti che, arrivati a scuola, hanno trovato la cattedra occupata. Non è la prima volta che accade, ma proprio perchè non si tratta di casi isolati, il popolo dei precari grida allo scandalo. È successo anche quest’anno al suono della prima campanella. Le situazioni più eclatanti si sono verificate negli istituti elementari della provincia bruzia e riguardano soprattutto gli insegnanti di sostegno. [ » ]
Così vestivano nel Rinascimento – La Mostra dei costumi del ‘500, riprodotti in esclusiva, per la prima volta a Cosenza
COSENZA – Sarà inaugurata oggi 13 Ottobre 2011, alle 16,30, presso l’Archivio di Stato di Cosenza, Complesso Monumentale – Adiacente alla Chiesa di San Francseco di Paola, nel Centro Storico di Cosenza, la Mostra sulla Moda del ‘500 “RINASCIMENTO: COSI’ VESTIVANO”. L’allestimento è frutto di un progetto dell’Associazione Culturale “Rinascimento”, che è proprietaria della collezione dei Costumi, creati in esclusiva dalla costumista Maria Capalbo di Acri, sulla base di ricerche, opere pittoriche, filmografia. [ » ]
Processo Terminator 3, «Sono stato il boia di Primiano Chiarello» – L’agghiacciante racconto di Francesco Bevilacqua l’ex boss dei nomadi: uccidemmo quel ragazzo perchè era passato con Bruni – E il superconsulente rivela: nell’auto dei killer di Sena trovati tre stuzzicandenti usati dalla stessa persona
COSENZA – Franchino prima del 2001 era una specie di califfo in quel suo regno schiacciato tra via Popilia e via degli Stadi. Servito e riverito dalla sua gente, nemmeno sembrava uno zingaro. Eppure era il capo di quel clan di nomadi che stava nascendo tra la città e Cassano. Comandava lui quel pezzo di ‘ndrangheta sanguinante, forse la più feroce a quei tempi. Ordinava e uccideva, e sapeva anche essere crudele. Si muoveva come un boss e dai boss si faceva sentire. Con loro parlava d’affari, pianificava delitti e pretendeva sempre maggiori spazi per controllare il racket e lo spaccio. [ » ]
Marlane Marzotto: nuovo rinvio per il processo sulla ‘fabbrica dei veleni’ – L’udienza del 7 ottobre scorso ha rimandato, per la terza volta in sette mesi, il processo relativo alla fabbrica tessile del cosentino, al centro di una vicenda giudiziaria per il possibile nesso tra le condizioni di lavoro interne allo stabilimento e gli oltre cento casi di tumore riscontrati tra gli operai
La Marlane era uno stabilimento tessile situato nel Comune di Praia a Mare, in provincia di Cosenza, ora dismesso, tra i cui operai sono stati riscontrati oltre 50 casi di tumore e altrettanti decessi per la stessa patologia, l’ultimo dei quali proprio nei giorni scorsi. Dopo 15 anni di indagini e 3 archiviazioni, l’impegno del sindacato Slai Cobas e del giornalista ambientalista Francesco Cirillo – oltre che del procuratore capo di Paola, Bruno Giordano, e del sostituto, Antonella Lauri – ha ottenuto di portare alla sbarra 13 imputati, tra dirigenti ed ex responsabili dello stabilimento, per verificare le eventuali connessioni tra gestione della fabbrica e condizioni di salute dei lavoratori. [ » ]
Omicidio Lanzino, «Quella Fiat 131 seguiva da vicino Roberta» – In aula i testimoni confermano la presenza in montagna della misteriosa vettura il giorno della barbara uccisione della studentessa – Il cugino di Rosaria Genovese: mio padre non andò all’appuntamento che gli aveva dato Alfredo Sansone
COSENZA – L’Appennino paolano è un groviglio di rocce informi che si alternano a macchie di vegetazione. Boschi di castagno e di faggio che sembrano aggrappati agli strapiombi in quella zona inaccessibile che nel tempo ha ingoiato sospiri e misteri di morte. Tra quei monti è nascosto il movente del delitto di Roberta Lanzino, la studentessa barbaramente assassinata il 28 luglio del 1988. La sua morte è un giallo che resiste a due decenni di aggrovigliate investigazioni, tra tentativi di depistaggi e false testimonianze. [ » ]
Il mistero dell’orario della morte di Denis Bergamini – Un carabiniere smentirebbe le indicazioni contenute nei verbali redatti ventidue anni addietro. Le testimonianze dei calciatori
CASTROVILLARI (CS) – Il mistero del verbale. L’orario della morte di Denis Bergamini non corrisponderebbe a quello indicato negli atti finiti nel fascicolo giudiziario aperto dalla procura di Castrovillari ventidue anni addietro. È uno dei risvolti clamorosi emersi dalle indagini sull’omicidio del calciatore rossoblù, avvenuto il 18 novembre del 1989 sulla Statale 106 ionica, in territorio di Roseto Capu Spulico. È stato il procuratore Franco Giacomantonio a riaprire il caso insieme con il pm Larissa Catella, dopo aver letto una corposa memoria scritta dall’avv. Eugenio Gallerani, penalista di fama di Ferrara e legale di Donata Bergamini, sorella dell’atleta “suicidato”. [ » ]
Isola di Dino: Maida, il narcos amico del boss Mazzarella – Il quarantasettenne napoletano si era dato alla latitanza tra gennaio e settembre del 2009 evadendo da una comunità terapeutica – Il suo nome è legato all’inchiesta Omnia: per la Dda è l’anello di congiunzione tra ‘ndrangheta e camorra
COSENZA – Dalle pieghe sadiche dell’inchiesta “Isola di Dino” affiorano i volti degli uomini amici dei boss della camorra. Volti importanti come quello di Giovanni Maida, napoletano di 46 anni, che gl’inquirenti della Dda considerano come uomo di fiducia del clan Mazzarella. Era stato arrestato nel settembre del 2009 dopo essersi dato alla macchia. Fuggiva da gennaio. Scappava dalla galera dopo aver lasciato la comunità di recupero “Centro Calabrese Solidarietà” di Gagliano di Catanzaro. [ » ]
Parte oggi “Leggere che passione” – La manifestazione, organizzata dalla Provincia, vuole invogliare a un rapporto più stretto coi libri – Stamane un seminario per insegnanti, educatori, bibliotecari e librai
COSENZA – «Chi legge è più forte»: questo il motto utilizzato dell’assessore provinciale alla cultura, Maria Francesca Corigliano, per promuovere il progetto “Leggere che passione”. L’iniziativa, rivolta alle scuole di ogni ordine e grado dell’intero territorio provinciale, è finalizzata a promuovere la lettura dai bambini agli adolescenti.
Tre i momenti del lungo programma di incontri calendarizzati in questo mese di ottobre. [ » ]
Il settore Commercio falcidiato dalla crisi – Durante lo scorso anno sono state ben 3 mila 275 le imprese che hanno cessato di operare, scoraggiate anche dalla contrazione del credito bancario – La situazione nell’analisi di Confesercenti
COSENZA – Un’azienda che cessa e un’altra che prende il suo posto. È fatto anche di operazioni del genere il via vai di piccole e medie imprese nel tessuto socio-economico cittadino e della provincia. Basta cambiare struttura a un’impresa – dalle nostra parti quasi sempre piccola se non addirittura “micro” – per esempio trasformandola da ditta individuale a società a responsabilità limitata per determinare una registrazione che va a incidere sulla “mortalità” delle aziende e un’altra che si riflette sul fronte opposto, quello della “natalità”. Ma il panorama è affollato, giorno per giorno, da imprese che effettivamente finiscono di operare, che escono fuori dalla scena. [ » ]
Corsi non attivati all’Unical, studenti in piazza – Ieri mattina è esplosa la rabbia tra gli universitari della Facoltà di Economia e dell’area di Giurisprudenza: tutto è stato rinviato al secondo semestre – I diretti interessati stanno preparando una petizione da consegnare anche al Rettore Giovanni Latorre
COSENZA – È esplosa la rabbia ieri mattina tra gli studenti dell’Unical. Motivo? Non sarebbero stati attivati alcuni corsi della Facoltà di Economia e dell’area di Giurisprudenza. Tanto è bastato a portare in piazza i futuri dottori in legge o aspiranti commercialisti. Probabilmente partiranno nel secondo semestre, ma ciò comporterà un sovraccarico di lavoro per i diretti interessati, molti dei quali hanno incassato il colpo ieri mattina stesso, una volta giunti nella cittadella universitaria di Arcavacata. Ed è immediatamente scattata la protesta. [ » ]